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martedì 7 gennaio 2020

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


LA CONDANNA DELLA DIVERSITA’



Vera Brosgol, fumettista russa di nascita, americana d’adozione, torna a raccontarci un pezzo della sua adolescenza: in ‘Sempre pronti’, pubblicato da Bao publishing, descrive con acume un’estate terribile della sua infanzia.
La protagonista, Vera, è una bambina di nove anni, immigrata dalla Russia, con i grandi problemi della sua età: per quanto si sforzi, non riesce a integrarsi con il gruppo di bambine che frequenta: troppo diversa, lei che segue la chiesa ortodossa, troppo povera per fare regali di compleanno all’altezza delle amiche. Per sfuggire a un’estate di noia e di solitudine, accetta di andare col fratellino al campo scout degli immigrati russi, sperando di fare un’esperienza che valga la pena condividere al ritorno con le sue altezzose compagne di scuola. Ma l’impatto con il campo è micidiale: dorme in tenda con due ragazzine di quattordici anni, che la ignorano, se non disprezzano; il bagno è un orrendo tugurio, non riesce a legare con nessuno, fino a quando le più grandi, invaghite di un ragazzino, non scoprono l’abilità artistica di Vera; i suoi ritratti vanno a ruba, si condividono i dolcetti, proibiti dal regolamento del campo. Tutto sembra filare liscio, fino a quando Vera non precipita nuovamente ai gradini più bassi della scala sociale, quando provoca la scoperta del ‘tesoro’ di dolcetti delle ragazze, causando una dura punizione collettiva.
A peggiorare ancora la situazione, l’annuncio che la vacanza durerà due settimane in più del previsto; tutto sembra perduto, anche la capacità di solidarizzare con le altre vittime di bullismo: Vera, suo malgrado, partecipa alla derisione che perseguita uno dei maschi, zimbello di tutto il campo.


Tutto sembra virare al peggio, quando si presenta all’orizzonte un’amicizia inaspettata con una bambina più piccola, anche lei amante degli animali. Tanto che, nel finale, la piccola Vera non esclude di voler ripetere l’esperienza l’anno successivo.
La storia, come si vede, descrive una situazione comune: quando si è diversi in qualche modo, e la povertà è un tipo di diversità particolarmente umiliante, è difficile farsene una ragione e trovare modi efficaci per conquistare l’attenzione e l’amicizia de coetanei. Si è disposti a tutto, si accetta di compiacere i più grandi, si partecipa goffamente ai riti di gruppo. Vera vive la classica situazione di chi è fra due mondi, senza appartenere realmente a nessuno dei due: è fuori posto sia fra le bambine americane che fra quelle russe, che hanno maggiormente coltivato le proprie radici.
Sensibilità e ironia sono le cifre stilistiche dell’autrice, capace di scrivere una storia semplice ma che coglie con precisione la situazione da lei stessa vissuta nell’infanzia. Nessun vittimismo, la semplice descrizione della difficoltà di chi sta un gradino più in basso, per età, per censo, per storia personale. Le giovani lettrici e i giovani lettori non hanno difficoltà a riconoscere tante situazioni tipiche dell’età.
Le tavole di questo fumetto, con un bianco e nero campito di verde, inquadrano il racconto in istantanee dei tanti momenti di vita del campo scout. Termometro degli stati d’animo, gli occhi, muniti di grandi occhiali da vista, che dilatano le pupille stupite, atterrite, deluse, finalmente anche pacificate. Le tavole si susseguono a ritmo serrato, dialoghi fulminanti e la disperata testimonianza della protagonista che condivide con noi gioie e dolori.
Lettura scorrevole per amanti del fumetto, ma anche per ragazzine e ragazzini a partire dagli undici anni che si vogliano avvicinare alle storie disegnate. Il fatto che l’editore non abbia scelto di pubblicare questo titolo nella collana specificamente dedicata ai bambini, babao, indica la trasversalità e la godibilità della lettura anche per i più grandi.

Eleonora

“Sempre pronti”, V. Brosgol per testo e immagini, A. Longstreth per il colore, Bao publishing 2019

lunedì 9 aprile 2018

UNO SGUARDO DAL PONTE (libri a confronto)


RAGAZZE IN LOTTA


Comunque la si pensi, le Storie della buonanotte per bambine ribelli, di cui è uscito da poco il secondo volume, ha dato il via a una serie piuttosto corposa di biografie al femminile.
A questo filone appartiene anche Ragazze con i numeri, scritto da Vichi De Marchi e Roberta Fulci per Editoriale Scienza. Con intelligenza si è voluto restringere il campo alle donne che hanno dato un importante contributo a diverse discipline scientifiche. Raccontate tutte in prima persona, come fossero una sorta di galleria di autoritratti, le vite di queste donne ci appaiono nella loro normalità e nella loro eccezionalità. Normalità perché il più delle volte hanno dovuto conciliare, così come accade a ciascuna di noi, le aspirazioni professionali con la vita affettiva e familiare. La straordinarietà sta nell’aver superato i limiti sociali di questa normalità, dedicando parte consistente della loro esistenza al lavoro scientifico.


Fra queste illustri signore ci sono importanti matematiche, fisiche, biologhe, donne impegnate in grandi progetti ambientali. Tutte, o quasi, hanno dovuto lottare per farsi accettare dal mondo accademico, o addirittura dalla propria famiglia. Per citarne alcune, Katherine Johnson, i cui calcoli hanno sostenuto i primi voli nello spazio, o Vera Rubin, per restare in campo astronomico, che postulò la presenza nell’universo della materia oscura. Il racconto, che scorre agilmente, affiancato dalle immagini di Giulia Sagramola, descrive in modo sintetico e chiaro gli aspetti biografici e scientifici di ciascuna di loro.
In questi mesi si è molto discusso del rapporto donne/scienza, anche in relazione a osservazioni empiriche sulle scelte operate dalle famiglie nel selezionare i libri rivolti alle bambine. Onestamente non penso che oggi sussistano ostacoli reali all’ingresso di ragazze nelle facoltà scientifiche, anzi, le studentesse e le laureate sono in gran numero. Il vero problema è il riconoscimento sociale del lavoro svolto dalle donne che, come in tutti gli altri ambiti, devono lottare molto di più per ottenere quello che i maschi ottengono con minor sforzo. Così come ritengo che la reticenza dei genitori a proporre libri di divulgazione alle bambine sia legata all’idea del tutto infondata che il loro immaginario sia di per sé diverso da quello dei maschi; questo giudizio ‘pesante’ fa sì che si dia per scontato che le bambine si interessino soprattutto alle relazioni e non alle cose; e viceversa per quanto riguarda i maschi, con nocumento per tutti i bambini e le bambine. E’ l’idea di infanzia che molti hanno in testa a pregiudicare un approccio libero all’infinità di stimoli proposti dai libri e dai giochi per le bambine e i bambini. Lo sguardo dei bimbi è a 360 gradi, non esclude dalla curiosità e dall’esplorazione nessun aspetto del mondo che li accoglie. I sogni stereotipati che spesso vengono espressi, Cosa vuoi fare da grande? La ballerina! Il calciatore!, sono l’espressione delle nostre proiezioni, da adulti ormai contaminati. Sono fiduciosa nel fatto che tutto questo gran parlare di bambine ribelli e cattive ragazze sciolga le briglie del loro immaginario, che possa farsi libero e grande anche grazie all’esempio di chi le ha precedute.


Ma se si volesse fornire dei ritratti femminili proprio in chiave di lotta, suggerirei anche un’altra lettura, non pensata specificamente per ragazzi: Indomite. Storie di donne che fanno ciò che vogliono, pubblicato da Bao publishing, raccoglie le strisce disegnate da Penelope Bagieu sul blog Les Culottes, legato al sito di Le Monde.
Dunque fumetti dedicati a donne speciali, che hanno combattuto, anche nel senso letterale, per essere se stesse. Le vite, raccontate con ironia e partecipazione, appartengono a donne sconosciute ai più, come Lozen, sciamana e guerriera apache, o Wu Zetian, imperatrice cinese, anche sotto mentite spoglie. Ma a questi personaggi si affiancano anche donne barbute, streghe, sul set, fra le più spaventose, cantanti, nuotatrici, autrici, come Tove Jansson.
Il grande merito che riconosco a questi repertori biografici è di aver acceso un riflettore su una genealogia femminile nascosta nelle pieghe della storia. Una genealogia di cui evidentemente abbiamo bisogno per incoraggiare bambine e ragazze, ma anche ragazzi, a essere se stesse/i, ad avere sogni e ambizioni, anche quando per affermarli è necessario lottare. Ma non da sole, non da soli.



Eleonora

“Ragazze con i numeri”, V. De Marchi e R. Fulci, G. Sagramola, Editoriale Scienza 2018
“Indomite. Storie di donne che fanno ciò che vogliono”, P. Bagieu, Bao Publishing 2018



venerdì 2 marzo 2018

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


BUBU THE BEST

Anna e Froga. Tutte le storie, Anouk Ricard (trad. Alessia Casini)
Bao Publishing 2017


FUMETTO (dai 7 anni)


"'Buongiorno, sa se è stata trovata una bella e grande valigia blu al binario?' 'Quindi era sua...' 'Fico, sarai proprio alla moda con i jeans bucati.' 'E poi si abbinano alle mutande!'"


In partenza per un viaggio in treno i quattro amici si trascinano dietro le loro valigie. Quella di Bubu è la più grande. Grande almeno quanto la sua flemma nell'andare più piano degli altri: cool, non panic, no stress, relax. Sicuro di essere un veterano delle partenze, Bubu dà a tutti lezioni di viaggio.
Gli altri -Anna, Froga e René- sono piuttosto su di giri in previsione della vacanza, salgono concitati sul treno e prendono posto. Al momento di tirare fuori i biglietti e mostrarli al controllore, Bubu si accorge di aver dimenticato la sua bella e grande valigia sul binario. Non si possono pagare 284 euro di extra biglietto quindi non resta che tornare alla base. Se non fosse che il treno che li riporta a casa è bloccato in aperta campagna perché gli artificieri son radunati intorno a un bagaglio sospetto abbandonato su un binario della stazione... Una valigia da far brillare. Il resto è storia nota.



Raccolte in un volume di più di duecento pagine, sono le storie a fumetti di Anna e Froga, scritte a partire dal 2004 da Anouk Ricard e pubblicate in origine in Capsule Comic. Sarbacane nel 2014 le ha raccolte in un unico volume e Bao Publishing per l'Italia le fa uscire nel 2017 nella collana di fumetto per i più piccoli, Babao. Contemporaneamente l'editore canadese della Ricard, un signor editore, Drawn & Quarterly, che aveva già fatto uscire singoli numeri dei suoi fumetti, pubblica l'integrale con un sottotitolo che è da sottoscrivere appieno: Completely Bubu.


Dei cinque personaggi che popolano le strisce di questa fumettista charming and weird Bubu riveste il ruolo dell'impareggiabile.


Sbruffone con i deboli, e mansueto con i forti, è il prototipo del mediocre. Un po' bugiardo, molto ciarliero, non esattamente furbo (Froga è sulla buona strada...), piuttosto egoista ha con sé diversi 'vizietti'. Alla fine non si può che volergli bene, quanto meno per la sua dabbenaggine. I suoi quattro amici di sempre, il lombrico Christophe che va ad aggiungersi ai già citati compagni di viaggio, lo sopportano, lo prendono in giro, e non gli risparmiano critiche e scherzi sull'orlo della crudeltà. È il classico zimbello, senza il quale il mondo sarebbe proprio una noia.
Bubu esplica la sua funzione di catalizzatore del gruppo che nella maggioranza dei casi contro di lui si coalizza compatto.


Di fumetto ne so mezza e così mi devo fidare dell'istinto, della percezione e di alcuni segni 'editoriali'. Il primo dei quali è rappresentato dall'editore canadese che di rado sbaglia nel giudizio e nelle scelte che fa. A questo si aggiunga 'il fiuto' proverbiale dei Baopublishing verso gli autori che possono diventare di culto. E ultimo ma non ultimo il riscontro della critica nostrana, da Fumettologica a BBB, che alla Ricard riservano un posto d'onore.
E adesso l'istinto. L'istinto mi guida nel riconoscerle un pregio che pare piuttosto raro nell'ambito della letteratura per l'infanzia: un onesta capacità di raccontarla, l'infanzia, appunto. In Anna e Froga essa è finalmente da sola in tutto il suo splendore. È descritta nella sua alternanza di cattiveria e ingenuità, nella sua capacità di rimozione di qualsiasi rancore e remora (capacità che si perde il più delle volte con il crescere), nella sua 'atletica' abilità di piroettare dalla logica all'assurdo in un battito, nel suo convincimento di onnipotenza. Tutto questo in Anna e Froga c'è ed è raccontato con la giusta distanza che non permette giudizio o ammiccamento alcuno. Evviva.
Per questo un po' mi ricorda Ariol di Guibert e Boutavant.


E adesso la percezione: una lettura dalla quale, anche da adulti, ci si distacca a fatica perché semplicemente divertente e spesso comica. Una lettura dal ritmo sincopato che tiene desta l'attenzione per il tempo necessario di dodici strisce che trovano pausa naturale nella cadenza della tavola conclusiva a disegno a piena pagina. Un genere, il fumetto, che mi pare invogli al salto piuttosto che al passeggio di un racconto più lungo, anche se sempre più spesso è del romanzo che è 'figlio': Mumin rules. D'altronde non è a caso che in tutto questo alternarsi di pieni e di vuoti narrativi si infilino un sacco di nessi crudeli, belle sorprese, un bel po' di sogghigni e diverse risate sonore. Anche dei grandi.

Carla

Noterella al margine. È presumibile una lettura in solitario da parte di chi ancora non si sente robusto tra i libri, ma di sicuro è prevedibile una riflessione collettiva sul fatto che Anouk Ricard abbia saputo far parlare chi, per definizione, parlare non sa: l'infante.

lunedì 4 luglio 2016

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

IL MARE IN UN BICCHIERE

Una cosa difficile, Silvia Vecchini, Sualzo


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 3 anni)

Una sola parola al centro della storia. Il resto sono immagini: una piccola ruota attraversa la pagine e rotola sul pendio erboso. Sul pianoro si ferma ed è lì che la trova un cagnetto in maglietta e pantaloncini corti. Si ferma e, raccolta la rotella, gira lo sguardo verso destra da dove soffia un bel vento che fa turbinare le foglie, e da lì riprende il suo cammino a ritroso. In salita. Il vento aumenta così pure la difficoltà della salita. All'erba si sostituiscono i sassi, poi le rocce che il cagnetto scala a fatica. Intanto il vento ha portato pioggia e poi anche neve. In mezzo a una tormenta, lui continua ad andare sempre più su lungo una parete quasi verticale. In cima c'è qualcuno. Girato di schiena, un giovane pollo piange davanti al suo carriolino fuori uso perché senza una ruota...


Se si mette in relazione diretta il titolo con l'unica parola che taglia a metà il libro , SCUSA....si ottiene il senso ultimo dell'intero racconto: chiedere scusa è cosa difficile.
Il cagnetto che, evidentemente in un gioco finito male, ha rotto il giocattolo dell'amico cerca di porre rimedio al suo sbaglio, correndo dietro alla rotella rotolante verso valle. Il ritorno, tutto in salita e controvento, sembra essere metafora della faticosa elaborazione di un pensiero e di una azione 'difficile', ovvero ammettere il proprio errore e chiedere scusa. E dall'altro, altrettanto difficile, è il gesto del perdono.


Senza parole, o meglio con una sola parola, solo il bianco della carta e l'azzurro e il nero, questo libro conferma il fatto che Silvia Vecchini abbia una grande capacità di raccontare grandi cose con piccoli testi. Come diceva Calvino, la poesia è l’arte di far entrare il mare in un bicchiere. Silvia Vecchini spesso riesce a fare entrare temi che hanno la vastità del mare, dentro testi che si bevono in due sorsi, come il contenuto di un bicchiere, appunto.
La brevità è, a mio parere, il registro a lei più congeniale ed è sua anche la capacità di toccare con leggerezza temi universali, penso alla poesia La mia invenzione, poi diventata albo illustrato da Maria Gíron (Edizioni Corsare 2015) che parla del silenzio, o ancora Poesie della notte, del giorno, di ogni cosa intorno (Topipittori 2014).
Con le immagini di Sualzo, con il quale condivide ben più che una collaborazione editoriale, trova la stessa profonda armonia dimostrata nel loro primo libro a due mani: Fiato sospeso, graphic novel edita da Tunuè nel 2011.


Come in una poesia, Sualzo nelle immagini riesce a riassumere e a rendere universali i misurati gesti dei due personaggi e, nella sintesi di un paesaggio fatto di erba, nuvole e poco altro, come pure nella scelta di usare solo due colori, riesce a raccontare il forte contesto emotivo di questa storia.
Nel gioco di linee oblique che segnano l'andamento delle varie pagine mi pare si possa cogliere una precisa volontà di 'metaforizzare', ovvero di raccontare per sole immagini, un percorso umano in cui molti si potranno riconoscere. Penso al difficile tragitto verso la consapevolezza di aver sbagliato, quindi in qualche modo alla capacità di rinunciare a una parte di sé (quella che vuole avere ragione), in favore di un altro, al quale si riconosce invece la ragione dei fatti. Tutta questa strada, non detta, si legge nel percorso tortuoso che fa il cagnetto per poi arrivare a un culmine, rappresentato dal picco della montagna, freddo gelato dalla neve e dalla solitudine, su cui, rigorosamente di spalle, il pollo patisce il suo dolore. 


Diversa è la pendenza che si ha davanti se si è capaci di dimenticare il torto subito. Dopo aver chiesto scusa, dopo aver perdonato, dopo aver fatto pace, dopo aver riaggiustato il giocattolo rotto, per quei due è solo discesa. 


Un ripido percorso verso la riconquistata amicizia.
L'ultima tavola, ancora più silenziosa delle altre perché assenti i due personaggi, contiene la salita e la discesa e l'aria mossa dal loro passaggio. È lo spazio adatto per cominciare a ragionare.

Carla

venerdì 9 gennaio 2015

FAMMI UNA DOMANDA


A SPASSO NELL'UNIVERSO


Per cominciare l'anno sotto il segno della complessità, vi propongo due testi, molto diversi fra loro, che riguardano i misteri del cosmo. Entrambi, e in modo diverso, innovativi, rischiano di essere sottovalutati nel reale contenuto divulgativo.
E' il caso anche di Professor Astrogatto e le frontiere dello spazio, del fisico Dominic Walliman, che ha curato i testi, e dell'illustratore Ben Newman: il fatto che a guidarci ai confini del cosmo sia un simpatico e loquace gattone non rende l'argomento più facile.
Il felino-professore guida il giovane lettore o la novella scienziata dalle origini dell'universo fino alle più recenti esplorazioni dello spazio profondo, accennando, ed è già tanto, ai quesiti più attuali, compreso quello su una possibile forma di vita diversa dalla nostra, in qualche lontano angolo dell'universo.


Anche qui, come in altri casi, testo e immagine si integrano a vicenda, rendendo comprensibili anche argomenti decisamente complessi.
L'editore inglese Flying Eye Books indica una fascia d'età fra i 7 e gli 11 anni; in realtà, mi sembra che questo testo richieda la presenza, per i più giovani, di un adulto capace di mediare i concetti più difficili; e questo costituisce forse un limite per un testo davvero interessante. L'impaginazione, il ruolo dell'illustrazione, agli occhi del genitore alla ricerca di testi pieni di 'risposte', lo fanno sembrare un libro per piccoli, mentre in realtà la sintesi con cui sono esposti gli argomenti e la complessità dei medesimi ne fanno un libro da 'grandi', ovvero ragazzini/e che abbiano già incontrato sulla loro strada stelle e galassie.
Gli argomenti si sviluppano partendo dal big bang, per arrivare alla nascita di stelle e galassie; si parla di sistema solare, di costellazioni, di telescopi e navicelle spaziali, fino ad arrivare ai confini del mondo e della nostra conoscenza.
Sul sito dell'editore italiano Bao Publishing è possibile sfogliare alcune pagine.
 

Ma se questo non bastasse ai nostri Newton del futuro, vi segnalo un altro testo significativo, pubblicato dal National Geographic: Alla scoperta del cosmo, di Mark Garlick, astronomo, divulgatore e illustratore. L'impianto del volume, di primo acchitto, sembra del tutto tradizionale, anche se ad un notevole livello di approfondimento. In realtà questo libro è un ibrido: le illustrazioni create dall'autore, fatte per mostrare l'invisibile o quello che ancora non si è visto, sono realistiche, ma consentono, attraverso una app scaricabile, di vedere numerose animazioni. E poi, dato il livello di approfondimento, esplora lo spazio poco frequentato di un pubblico di giovani lettori/lettrici che non si accontentano più di pop up e spiegazioni più o meno sintetiche, ma non sono ancora in grado di affrontare la divulgazione per adulti. 

 
Se volete sapere qualcosa di più di stelle, nebulose, galassie, novae nane o stelle rs cvn, questo è il libro per voi. Ancora una volta, l'aspetto esteriore e una lettura superficiale di queste pagine ricchissime, possono penalizzare una bella ricerca sul piano della divulgazione, che cerca positivamente di coniugare tradizione e innovazione.



Eleonora

Professor Astrogatto e le frontiere dello spazio”, D. Walliman e B. Newman, Bao Publishing 2014.
Alla scoperta del cosmo”, M. Garlick, National Geographic 2014


venerdì 6 settembre 2013

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


LEZIONE DI VITA

Lezione di pesca, Heinrich Böll, Émile Bravo (adattamento Bernard Friot)
Baopublishing 2013


FUMETTO PER MEDI (dai 6 anni)

"In un porto della costa occidentale, un uomo vestito poveramente sonnecchia, sdraiato nella sua barca da pesca. Un turista elegante fotografa quella scena idilliaca: clic! E poi ancora: clic! E poiché non c'è mai due senza tre: clic!
Quel rumore secco, quasi ostile, sveglia il pescatore addormentato..."


Situazione: pescatore irritato e turista in imbarazzo che tenta attraverso la conversazione di cancellare dal volto del suo interlocutore quella smorfia di stizza. Comincia così un dialogo goffo tra questo turista un po' seccante e questo pescatore piuttosto silenzioso. Argomento: la pesca, ovviamente. Buon tempo, esordisce il turista, quindi si prevede buona pesca...ma il pescatore scuote la testa in senso di diniego. Tra uno scuotimento di testa e l'altro il turista scalpita per poter capire le misteriose ragioni che trattengono il pescatore in porto. Facile: il pescatore è già uscito in mare aperto e ha avuto una buona pesca, talmente buona che gli può bastare per qualche giorno. 

Agli occhi del pescatore due dozzine di maccarelli e quattro aragoste sono più che sufficienti. Ma al turista questa serenità interiore del pescatore genera, per converso, un'agitazione di pensiero ancor più convulso. In un crescendo esponenziale, il turista immagina che se il pescatore uscisse in mare ancora e ancora otterrebbe la moltiplicazione dei pesci e in capo a un anno potrebbe comprarsi una barca a motore e dopo due anni di altro convulso vai e vieni dal largo del mare avrebbe due barche, poi un peschereccio, due pescherecci, un elicottero, un affumicatoio,una cella frigorifera quindi una fabbrica di pesce, un ristorante di pesce e un servizio di consegna a Parigi delle sue numerose aragoste, se...se...e quando l'immaginazione ha raggiunto l'apice il turista esplode dicendo che se accadesse tutto questo il pescatore potrebbe finalmente sedersi al porto a sonnecchiare al sole e guardare questo bel mare...
E così il cerchio si chiude, perché -a ben vedere- sonnecchiare al sole e godere di un così bel mare era esattamente ciò che il pescatore stava facendo prima di quei fastidiosi tre clic!

Da un lato un uomo tranquillo, un uomo che si sa accontentare di quello che la vita gli offre e sa mettere a frutto il poco che possiede, un uomo che sa distinguere la fatica del lavoro dal godimento del riposo, un uomo che non ha bisogno di tante parole...e dall'altro un uomo un po' agitato, un uomo che dalla vita vuole sempre di più, un uomo che non conosce riposo in nome della ricchezza, un uomo che parla, parla, parla...
Non so se dipenda dai pesci che guizzano qui e lì ma la somiglianza con la fiaba della tradizione russa il Pesciolino d'oro, a me è parsa subito evidente. Oltre al profumo di mare, le due storie condividono anche il senso profondo del racconto.
Correre ed inseguire la ricchezza come unica fonte di felicità, arrovellarsi fino a dimenticar noi stessi in nome del successo, considerare come un disvalore la modestia e la semplicità per lasciare spazio all'inquietudine e all'irrequietezza, a tutto questo dobbiamo opporci dichiara Böll in questo "Aneddoto con effetto deprimente sulla morale del lavoro" che compare nella raccolta Il nano e la bambola (Einaudi, 1963).
Ma se la fiaba di Puskin ha un obiettivo dichiaratamente pedagogico, Böll per primo rende questa narrazione irresistibile ed esilarante, seguito a ruota da quei due 'monelli' incorreggibili di Bernard Friot e Émile Bravo. Sebbene uno scriva e l'altro disegni, i due 'ragazzacci' della letteratura francese hanno in comune un tono: la leggerezza. Entrambi li abbiamo visti più volte come sanno raccontare e toccare con un particolarissimo senso di ironia e con sincera tenerezza i lati più sensibili, le parti molli (mi si passi la definizione), dell'animo umano. Entrambi, perfetti per tirare dentro dei ragazzini in un racconto da Nobel per la letteratura!



Carla

Noterella al margine: Baopublishing ha fatto di nuovo buona pesca!

giovedì 8 marzo 2012

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


CON OCCHI SAPIENTI

ISTRUZIONI Tutto quello che devi sapere per il tuo viaggio, Neil Gaiman, Charles Vess
Edizioni Bd, 2012

ILLUSTRATI PER GRANDI (dagli 11 anni in su)

"Comunque:
se una creatura ti dice che ha fame,
nutrila.
Se ti dice che è sporca,
puliscila.
Se urla che fa male,
se puoi,
lenisci il suo dolore."

Un gattone che indossa un bel paio di stivali e che pare uscito dalla ben nota fiaba, sta per avventurarsi in un mondo altrettanto fiabesco. 


Una voce sicura lo guida dall'esterno e lo riempie di buoni consigli che hanno però l'imperio di vere e proprie istruzioni.
E' il grande gattone, baldanzoso e sicuro nel passo come solo gli adolescenti sanno essere, che fa tutta la strada ma a guidarlo nelle scelte di fronte ai bivi e ai nuovi incontri c'è sempre questa voce dal tono paterno che lo accompagna. E così deve essere.
La metafora di un padre a un figlio alle prese con il distacco e con l'avvio di un percorso verso l'autonomia in questo libro è evidente e dichiarata. Resta da vedere se sia corretto che un padre dia istruzioni ad un figlio e non si limiti invece a dare blandi consigli. La mia idea in proposito io la ho e la ho già espressa tre righe più su. Sì, un genitore, a mio parere, deve dare indicazioni precise a un figlio. Deve, naturalmente, però mettere in conto che spetta poi sempre al giovane destinatario la scelta finale di seguirle o meno. Ed è qui che si gioca la partita tra i due. Essere autorevoli e non autoritari, essere chiari e non fumosi, essere sicuri e non tentennanti sono tutte cose che ogni genitore dovrebbe essere in grado di fare per il bene del proprio figlio.
E allora Gaiman si rivolge con questo poemetto al giovane gattone con i baffi al vento e gli dice: sii gentile, sii rispettoso, sii, amorevole, sii prudente, sii pauroso quando c'è da esserlo (e nessuno ti criticherà per questo), sii educato, sii speranzoso, sii affettuoso, sii saggio. E fidati di te stesso. E tutto questo ti sarà restituito nel tuo percorso di ritorno. E quando arriverai di nuovo alla tua casa, tutto ti sembrerà diverso, più piccolo, perché tu nel frattempo sarai diventato grande...


Gaiman ha varcato la soglia dei 50 anni ed evidentemente sta provando quella confortevole sensazione che è invecchiare. Quando si è raggiunta la maturità si ha la sensazione di poter guardare il mondo con occhi sapienti. Io, infatti, ho sempre pensato alla vecchiaia come qualcosa che avesse a che fare più con la saggezza che non con le rughe. Adesso che le rughe sono arrivate e che quindi posso considerarmi serenamente anziana, ho maturato e guadagnato una posizione dalla quale mi permetto di dire la mia. Continuo ad imparare, ma ho la sensazione, come fa Gaiman in questo libro, di poter anche un po' insegnare...

Carla


Noterelle al margine. Nonostante l'apparente nesso che lega questo libro con il bruttino Bluberry girl (Baopublishing 2011), una sorta di lettera di auspici che Gaiman ha dedicato alla sua bambina, all'epoca ancora custodita nella pancia della madre (la bambina nel frattempo è nata e cresciuta perché Charles Vess ha impiegato tre anni ad illustrastrare il libro), i due titoli non hanno nulla a che vedere l'uno con l'altro. Istruzioni compare infatti tra i racconti scritti dieci anni fa da Gaiman e raccolti ne Il cimitero senza lapidi e altre storie nere (Mondadori 2007).
Preferisco al sodalizio Gaiman-Vess di gusto un po' troppo new age, il sodalizio Gaiman-McKean, e penso a libri come Il giorno che scambiai mio padre con due pesci rossi (Mondadori 2004) o I lupi nei muri (Mondadori 2003). Ah, bei tempi...