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lunedì 29 ottobre 2018

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


Tortartè, Ma la torta di che artista è?, Thé Yjong-Khing
Beisler 2018


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 3 anni)

Tutto succede in un sogno. Si è appisolata sulla poltrona. Forse è stanca per i preparativi di una festa (quella torta in primo piano sarà bene per qualcuno...) o forse i libri di storia dell'arte che sono aperti ai sui piedi l'hanno affaticata? 


O forse?
Nel suo grande sogno sta succedendo qualcosa di inaspettato. Mentre tutti sono intenti a spostare e appendere quadri di pittori famosi, avviene un furto. Non sono però le tele dei grandi artisti a prendere il volo e neanche la solita torta, quanto piuttosto il suo ritratto. 


A inseguire il ladro si mettono tutti e mentre lui attraversa i campi di grano di Van Gogh, la folla che lo tallona esce di gran fretta dal Guggenheim di Bilbao, inseguito e inseguitori attraversano i campi sotto le Viaduct de l'Estaque di Braque e proseguono per Murnau Kohlgruberstrasse di Kandinsy. Se il ladro non fosse inciampato in un gatto picassiano, forse li avrebbe distanziati. Ma la sua vera fortuna arriva nella Metafisica quando tra gli inseguitori si sfiora la rissa (che esagerazione, per un piedino pestato...)


il ladro con il ritratto di torta sembra sparito, mentre quelli che lo tampinavano passano come se niente fosse tanto nel paesaggio fiorito a maggio di Hockney quanto tra le ballerine Czardas di Kirchner e la Jane Avril di Toulouse-Lautrec. E il violinista di Chagall, per l'occasione è sceso dal cielo. Non si fermano neanche un secondo a guardare Moore, o Matisse, o Mondrian sotto i drappeggi di Haring. Sono tutti diretti alla pompa di benzina di Hopper. Fortunatamente il Leone di Rosseau il Doganiere ha messo alle strette il ladro che ora è arrampicato su un albero del Paesaggio marino coi pioppi di Beckmann. 


Sotto gli alberi di Gaugin le piccole scaramucce interne al gruppo sembrano ricomporsi, ma l'inseguimento prosegue via mare e, sulla cresta dell'onda di Hokusai, il ladro viene raggiunto e catturato. Fradici ma soddisfatti per aver recuperato il quadretto mancante, mettono la parola fine al sogno. Ma non al libro che ha una sua ultima pagina rivelatrice.

Talvolta accade che studi universitari di quasi una vita fa si rivelino di una qualche utilità anche nell'ambito della letteratura illustrata per l'infanzia.
Thé Thiong-Khing, l'autore olando-cino-indonesiano di una bella serie di silent books che ruotano intorno a una torta (in Italia tutti pubblicati da Beisler), ha abituato il suo pubblico più giovane e non distrarsi neanche un momento quando 'legge' i suoi libri e a tenere sempre a mente che nello stesso momento molte cose accadono possono accadere.
Dopo Tortinfuga e Tortintavola arriva Tortartè, parimenti silenzioso e movimentato come gli altri, ma in questo caso dedicato al mondo dell'arte contemporanea. Dopo essersi occupato di Bosch, in un libro che ha avuto grande riscontro anche se personalmente ho sempre pensato che di quel pittore visionario ne avesse saputo restituire solo una minima parte, ora gioca con un panorama ancora più allargato: la storia dell'arte occidentale tra la fine dell'Ottocento e le avanguardie del Novecento.


L'adulto, leggendo il libro si diverte a riconoscere, ride per Van Gogh con Ghery o per Mondrian nascosto sotto Keith Haring. Gli esami all'università con i riconoscimenti e la mano sulla didascalia sono acqua passata: ora è solo puro divertimento. E i bambini? Loro che ne sanno della Belle Epoque? O del Surrealismo di Magritte o dell'arte naive di Rousseau o dei Fauves e dei Cavalieri azzurri? Loro si concentreranno sulle questioni interne degli inseguitori, si divertiranno alla sorpresa finale, ma senza colpo ferire i loro occhi incamereranno il rosso di Matisse, i cieli di Hockney, i prati di Van Gogh, la schiuma immobile di Hokusai, la luce di Hopper. E se avranno la fortuna, da più grandi, di aver qualcuno che li porta al Guggenheim di Bilbao, senza ricordarselo in modo consapevole, i loro occhi gli confermeranno che tanta bellezza l'hanno già incontrata. Da piccoli, in un libro divertente.


Carla

martedì 16 dicembre 2014

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


NONNA GANGSTER


Gran coppia David Walliams e Tony Ross, le cui prodezze sono state già recensite in occasione dell'uscita dell'illustrato L'elefante un po' ingombrante.
Ritornano con un libro dedicato a lettori più grandi, dai dieci anni: parliamo di Nonna gangster, pubblicato da L'Ippocampo.
Con il consueto stile paradossale e con un linguaggio iperbolico, Walliams descrive in realtà una situazione frequente per tanti ragazzini e ragazzine: le serate passate in compagnia della nonna, mentre i genitori sono impegnati in altre attività. Nel nostro caso i genitori di Ben, il protagonista, sono appassionati di un programma televisivo, un reality di ballo liscio. Ovviamente il pargolo tutto farebbe fuorchè mangiare minestre di cavolo e giocare infinite partite di scarabeo. La nonna infatti, che lo accoglie amorevolmente ogni venerdì sera, non ha molta fantasia in cucina, ha un apparecchio acustico che fischia in modo fastidioso ed emette un imbarazzante odore di cavolo.
Mentre svuota scodelle di minestra malleodorante nei vasi da fiori della nonna, Ben sogna di tornare alle sue riviste di idraulica, unica autentica vocazione della sua giovane vita.
La nonna si rende ben conto della disaffezione del nipote e per riconquistarne l'affetto e la stima, decide di inventarsi qualcosa che la faccia apparire speciale agli occhi distratti del ragazzo. Si inventa così, organizzando una grandiosa messinscena, di essere una famosa ladra internazionale di gioielli. Lo fa talmente bene che Ben si spinge, per emulazione, ad ideare un rocambolesco piano per rubare i Gioielli della Corona.
La povera nonna, benché malata, non vuole deludere il nipote appena riconquistato e si lascia trascinare in questo pericoloso progetto.
Il finale, inutile dirlo, è a sorpresa, con tanto di apparizione di Sua Maestà in persona.
Ritmo travolgente e situazioni esilaranti rendono questo libro coinvolgente anche il lettore più pigro. Ben riuscita la descrizione del mondo adulto, perso dietro ai sogni di plastica dei reality, una sorta in istantanea del normale abbrutimento intellettuale legato al mondo della televisione e dei suoi show. Ma il suo lato migliore sta anche nell'evidenziare, in modo indiretto, aspetti della realtà familiare di tanti: la fragilità degli anziani, la loro solitudine, la superficialità con cui spesso i più giovani vivono i loro difetti, le loro debolezze.
Apprezzabile l'equilibrio fra questi aspetti più riflessivi e la comicità che trascina la lettura, aiutando i giovani lettori a crescere un po', leggendo.

Eleonora

Nonna gangster”, D. Walliams e T. Ross, L'Ippocampo junior 2014

giovedì 20 novembre 2014

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


COME PANE E BURRO

Rico, Oscar e la Pietra Rapita, Andreas Steinhöfel, Peter Schössow
Beisler 2014


NARRATIVA PER GRANDI (dagli 11 anni)

"Orsi è stato il nostro primo morto, per questo eravamo un po' agitati. Era sdraiato su un fianco, con le gambe piegate di fronte alla porta chiusa del suo appartamento, vestito con il suo puzzolente pigiama blu a righe grigie. aveva gli occhi chiusi. Per fortuna. Mi sarei preso una gran strizza se il suo cadavere mi avesse fissato."

Esterno berlinese. Piove. Uno sparuto gruppo di persone si è riunito di fronte a una fossa aperta, nel cimitero della città. È il funerale del signor Orsi. Quel vecchio scontroso che abitava al quarto piano di un palazzone berlinese, è stato trovato morto stecchito da due ragazzini, Rico e Oscar.
Così comincia la terza e ultima, ahinoi, avventura di questi due curiosi amici: uno, lungo lungo e lento di cervello (sempre meno, a dir la verità) l'altro, basso basso basso pieno di inventiva e di fobie (sempre meno, a dir la verità). Perfetti, insieme: come pane e burro.
Le trame delle loro avventure sono complesse e avvincenti. Qui basti sapere che i due sono all'inseguimento, fino sulle coste del Baltico, di due ladri di sassi. La mitica collezione di pietre da allevamento che riempiva la solitudine dello scontroso Orsi ora è diventata oggetto del desiderio da parte di una presunta ereditiera e del suo poco raccomandabile fidanzato. La meravigliosa 'pietra vitellina' che il vecchio ha lasciato per testamento a Rico è sparita e con lei un altro paio di altri sassi 'interessanti'.
Per il ponte di Pentecoste, complici una serie di circostanze favorevoli i due ragazzi partono (in verità a partire sono in parecchi, come al solito).
Direzione: Costa d'Ambra, Prerow. E poi tornano e, come dopo ogni viaggio che si rispetti, al loro rientro sono cambiati, sono cresciuti. E noi con loro.


L'intreccio serrato della storia non permette sosta nella lettura e fa sudare il blogger che cerca invano di raccontarla. Succede a un mucchio di personaggi un mucchio di cose che vanno a posizionarsi ordinatamente come pezzi un puzzle per ricomporre un quadro di insieme che non ha sbavature o cedimenti. Tutto torna alla perfezione. Neanche per un momento perdiamo il gusto di seguirli, tanto è robusta la costruzione e non dubitiamo mai neanche un momento che quello che leggiamo non sia potuto accadere davvero. E così finiamo per essere 'complici' di questi due ragazzini così speciali. Ma se questo è quello che ci succede nella testa, scoprendoci a ragionare con loro su cosa sia meglio fare per arrivare prima a Berlino a smascherare la ladra, o su cosa sia meglio fare per evitare che il controllore sul treno si accorga dei due clandestini, ben altro succede nel nostro cuore, leggendo quello che Steinhöfel infila tra le righe. Sottilmente, siamo attratti a livello emotivo dalle ingenuità di quei due, dalle loro paure, dalle loro insicurezze, in sistesi dal loro essere bambini in un mondo di adulti. Inevitabilmente prendiamo le distanze da alcuni personaggi, ci leghiamo ad altri, ne apprezziamo o ne critichiamo le scelte, in sistesi diventiamo parte di quella comunità sulle pagina. Questo variegato e meraviglioso intreccio di diversissima umanità che nei libri di Rico e Oscar mi ha sempre molto colpito e affascinato è di nuovo qui. Esso, nella sua poliedricità, rappresenta una rete a maglie più o meno strette su cui questi due bambinetti cercano di arrampicarsi per diventare grandi.
Ci riusciranno, ve lo anticipo.
Ma non saranno i soli a dover fare strada. Come nella vita vera, anche molti adulti devono arrampicarsi per arrivare a trovare la loro personale felicità. Così andrà per il fragile Lars, così per la bella madre di Rico e per il magnifico Celli, così per la dolce signora Dolci e il goffo signor De Brocchis, o ancora per il seducente Rubini.
Solo Mommsen continua ad affogarsi nell'alcol, ma va bene anche così.

Carla

Noterella al margine: lo sospettavo e oggi ne ho avuto la conferma. Le pietre preziose, nella realtà come nella finzione di un libro, si nascondono. Mai fidarsi delle apparenze. Lo stesso si può dire per i personaggi di questa storia. Opachi all'esterno, preziosi dentro. 

Altra noterella al margine: chiudo il libro con gli occhi lucidi (non faccio testo perché sono una dalle lacrime in tasca) e disperatissima realizzo che di quel palazzo e dei suoi abitanti non potrò sapere più niente. Steinhöfel, d'altronde, ha dato un futuro a tutti, pietre comprese, e ora, leggero, gira lo sguardo altrove.

lunedì 20 maggio 2013

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

COSCIENZA SPORCA

Tutta colpa...della pupù, Michaël Escoffier, Kris Di Giacomo
La Margherita, 2013



ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 5 agli 8 anni)

"Trovato un bell'albero sul quale appartarsi...si mette in posizione. Poi, a cose fatte, si accorge che la carta igienica è finita.(Oh, no! Acc!) Allora Ugo cerca qualcosa di adatto allo scopo...Delle foglie? No, pungono.
Del muschio? No, gli si sporcherebbero le zampe. (Toh, queste vecchie mutande potrebbero farmi comodo!)".

La circostanza e il contesto sono chiari a tutti? Ugo, un camaleonte che pare un lucertolone, ha mangiato abbondante questa mattina e, adesso, deve fare la cacca (vi prego, un referendum per abolire pupù...). Si provvede ma, all'occorrenza, si accorge che la carta igienica è finita. Vede un paio di vecchie mutande bucate lì incustodite che potrebbero essere utilizzate all'uopo e, sebbene con qualche titubanza, se ne serve.
Ehi tu vergognati! Una voce dal nulla. Nessuno in vista, Ugo si chiede da dove arrivi e chi abbia pronunciato quelle parole. Sono la tua coscienza, tuona la voce. E così prende l'avvio un dialogo serrato tra i due (sottolineato per il lettore da tipi di caratteri tipografici diversi per ogni voce), sul cattivo uso che Ugo ha fatto di un oggetto non suo.
La grande colpa di Ugo: aver preso una cosa che non gli appartiene e averla sporcata in modo così volgare...

C'è solo un rimedio per lavare la propria coscienza: lavare quelle mutande. La voce della coscienza lo sgrida e lo guida verso la redenzione della sua anima (ma anche delle mutande, evidentemente) e poi gli suggerisce di sparire per sempre.
All'orizzonte, il lucertolone, e in primo piano?
Taaa daaaà! La voce della coscienza...
A voi scoprire con il libro tra le mani chi si nasconde dietro quella voce.

Albo illustrato che ruota ancora sul tema del furto. Ciò dipende da un'ossessione degli autori e degli editori o è solo un segno della decadenza dei tempi?

 
L'ineffabile coppia Escoffier-Di Giacomo colpisce ancora. Ancora un albo esilarante, di più: da sganasciarsi (almeno così è capitato a me nel leggerlo e nel ripensare alla faccia della 'Coscienza'...) dalle risate. Sulla stessa lunghezza d'onda dei libri di Jon Klassen, che abbiamo ricordato qui e qui, anche in questo ultimo titolo pubblicato in Italia, assistiamo all'esaltazione della cattiveria...sano, necessario e buon sentimento che alberga in noi (da Medardo di Terralba in poi, spero nessuno più dubiti in merito). Michael Escoffier, ideatore dell'ennesimo 'scherzo cattivo'. Qui in coppia con la bravissima Kris Di Giacomo (che conosciamo per altrettanto humor), in passato ci aveva già fatto molto ridere in Buongiorno dottore, o nel successivo Buongiorno postino.
In Tutta colpa... il loro sense of humor gioca sempre sull'effetto sorpresa. Con Escoffier, in particolare, gioca sull'ingenuità del piccolo lettore, su certa purezza d'animo e ne butta sempre all'aria le convinzioni. Sembra sempre voler dire ai suoi lettori: attenti bambini, il mondo è pieno di ladri, di ingordi, di bugiardi, di furbi, di dispettosi...
Vi ricordate in proposito la sala d'attesa del dottore da cui lentamente sparivano i pazienti e il gioco sottile degli animali in cerca del proprio uovo dopo il passaggio del distratto postino?
Ecco, ci risiamo. Escoffier ci fa ridere a crepapelle, di nuovo!

Carla

Due noterelle al margine, sul lavoro dell'editore.
Lo avrete capito: mi irritano i vezzeggiativi inutili, per cui chiamare la cacca pupù, mi pare urtante, ma forse è solo un mio problema. Non stimo chi riserva questo tipo di linguaggio 'addolcito' al pubblico bambino.
Ma quasi altrettanto mi sfastidio nel vedere atteggiamenti ammiccanti nei confronti dei piccoli e penso al titolo di questo libro. Era proprio così necessario sottolineare l'importanza della 'pupù' per la storia, tanto da premiarla dandole la copertina? O l'editore lo ha fatto, piuttosto, per attirarlo verso il libro? Il libro sarebbe stato altrettanto bello anche se il camaleonte nella mutande bucate ci si fosse solo soffiato il naso o pulito di sugo il muso...Leggere per credere.
La bellezza del libro sta altrove: nel furto, nell'oggetto mutande con molteplici usi (che già di per sé avrebbe attirato i bambini), nel colpo di scena finale in cui si disvela chi c'è dietro la 'Buona coscienza'. In America o il Francia dove è stato pubblicato, il titolo gioca su questi elementi: Brief Thief (Ladro di mutande) o Ni vu ni connu (In incognito). Lo noto solo io che in Italia la mancanza di stile sia piuttosto endemica?...


martedì 12 marzo 2013

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


MAI FIDARSI DI UN GRANCHIO
 
QUESTO NON È IL MIO CAPPELLO! Jon Klassen
Zoolibri 2013


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni)

"Questo cappello non è mio. L'ho appena rubato.
L'ho rubato a un grosso pescione. Era addormentato quando l'ho fatto.
E probabilmente non si sveglierà per un bel pezzo."


E invece il grosso pescione si sveglia e, accortosi del furto, parte all'inseguimento del piccolo pesce che glielo ha rubato.
Il piano del ladro prevede una fuga tra le piante che crescono grandi, là le foglie sono fitte e nessuno mai lo potrà scovare. Fidandosi dell'omertà del granchio, unico testimone -oltre a noi lettori- del suo nascondiglio, il pesce pensa di essere al sicuro...
Un fitto intreccio di alghe e foglie, come un sipario chiuso sulla scena, ci impedisce di vedere 'lo scambio di vedute' tra derubato e ladro.
A noi è dato verificare solamente che il cappello ha ripreso il suo posto sulla testa del grosso pescione che, sereno, ha ricominciato a sonnecchiare.

Alcuni indizi importanti mi facevano supporre che questo secondo libro di Klassen, potesse essere ancora più bello del primo, Rivoglio il mio capello!
Sebbene abbia sempre guardato con circospezione le 'seconde' puntate di libri di successo, perché, di solito, godono di certo naturale abbrivio dato dal successo del precedente, tuttavia non si vince a caso la Caldecott Medal!
Devo dire che le anticipazioni, trailer compresi, non rendono giustizia a questo libro: solo una volta che lo si ha in mano si capisce appieno la 'Klasse' di Klassen.
Con il precedente alcuni punti di contatto e talune differenze: ritornano i cappelli, i cappelli fuori misura e i ladri di cappelli; diversa, addirittura rovesciata è invece la prospettiva: qui si indaga il pensiero del ladro e non del derubato. Differente è anche il formato del libro che da verticale diventa orizzontale, il fondo delle pagine che da chiaro diventa nero.
Anche il coinvolgimento del lettore ritorna puntuale. Chi legge sa che le cose stanno andando ben diversamente da come pensa il piccolo ladro e questo non può lasciarlo indifferente. Lo fa ridere, inevitabilmente. Ad ogni frase del testo scritto, che corrisponde al pensiero del ladro, fa da controcanto un'immagine che lo smentisce, che corrisponde all'azione del grande pescione. E la grandiosità sta proprio nei piccoli dettagli, nei micro gesti o micro sguardi che Klassen disegna. La leggerezza, quella di calviniana memoria, frutto di un sapiente processo di eliminazione del superfluo, tre soli personaggi, pochi sgardi e qualche bollicina, frutto di una capacità di sintesi degna di un poeta, attraversa tutto il libro.
Nulla in questo libro è esornativo e la storia, illustrata e scritta, acquisisce valore sempre maggiore e da narrazione diventa paradigma esemplare.
Klassen, in un crescendo di 'rilanci' narrativi -il pescione non sa che è sparito il cappello, e anche quando lo scopre non sa chi l'ho ha rubato, e anche quando lo scopre, non sa dove trovarlo- lascia al lettore la grande incognita finale tutta da inventare.


Dietro quella cortina di alghe che cosa è successo? La pena presunta che il pescione commina al ladro dipende da vari fattori: dal grado di cattiveria del singolo lettore, dal livello di giustizialismo o di garantismo del bambino 'giudicante'.
Ciascuno di noi se ne deve assumere la responsabilità. E questo è un utile esercizio per l'anima, sempre.

Carla

venerdì 22 febbraio 2013

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

UN POSTO IN PARADISO

NON ENTRATE NEL SACCO!, Nicolas Hubesch, Gnimdéwa Atakpama
Babalibri, 2013


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni)

"Un giorno di ritorno da una scampagnata, una capra scoprì una valle verdeggiante. 'Il Paradiso esiste e io l'ho trovato!' esultò. 'Da domani comincerò a costruire qui una casa dove trascorrere i miei ultimi giorni'. Quella sera un leone s'innamorò dello stesso posto e anche lui decise di costruirci una casa."

Neanche a dirlo. La capra è bianca, magrolina e gira in bicicletta e il leone, pieno di muscoli gira con il suo fuoristrada. Ecco due mondi a confronto. Mentre la capra di giorno procede con i lavori per il suo cottage per la vecchiaia, il leone all'imbrunire controlla i lavori, ormai deciso ad impossessarsi con la forza della casetta, una volta terminata. Zero fatica, anche se esecrabile sotto il profilo morale. Accade l'inevitabile. La capra arriva con le sue carabattole e trova il leone che le ha soffiato il posto in poltrona e l'intera casa intorno.
La risparmia, decidendo che da viva, gli sarà certo più utile: una capra domestica che cucini e faccia i lavori di casa al suo posto. Nessun accordo si può raggiungere sul menu: il leone che non è vegetariano, non tollera mais, broccoli e salsa di gombo, proprio ciò che la capra gli ha appena cucinato. L'incolumità della capra ora è a rischio sul serio.

 Sarà forse perché stanca di essere vessata dal tracotante leone, sarà perché teme di finire lei direttamente in pentola, la capra si organizza...sale, miele e sacco, un po' di faccia tosta e una buona idea per ritornare padrona del suo cottage.

Irresistibile storia di genio. Laddove si dimostra che alla forza bruta spesso è più efficace rispondere con l'acume. Un apologo che ha il sapore di una favola antica intessuta di saggezza dove una capra veste i panni della mitezza, della pazienza, dell'astuzia, del coraggio, e dall'altra il leone veste quelli dell'arroganza, della prevaricazione, dell'ottusità. Ma se già la storia è raffinata in ogni sua piega, le illustrazioni sono semplicemente geniali. A partire dal leone in copertina che pare essere lì a terrorizzare l'ingenuo lettore, ma, una volta letta la storia, quella stessa immagine assume un valore del tutto diametrale. Il ciuffo rockabilly, l'arredo di coltelli e armi di ogni genere appesi alle pareti oppure i trofei di caccia, raccontano un leone che ha molto di umano. 


Il villaggio dei leoni, la panoramica sul mercato, il leone con marsupio e occhialini da vista sono di nuovo lo specchio di un mondo che ci appartiene. Il cottage, la bicicletta, le masserizie della capra ci dicono molto di consuetudini tutte nostre. Per non parlare delle rispettive visioni della vita che ricordano da un lato l'arroganza di chi a questo mondo cerca facili traguardi e dall'altra la serenità d'animo di chi, raggiunta la pace interiore, è lontano da ogni affanno e vuole invecchiare serenamente coltivando il proprio orto.


In perfetto stile École de Loisirs-Babalibri anche Non entrate nel sacco!  -una fruttuosa collaborazione tra un giornalista scrittore di Lomé e un fumettista illustratore della periferia di Parigi- diventa titolo nella mia lista di libri imperdibili. La vena di tremore che attraversa l'intera vicenda, il patema che abbiamo per la sorte della debole capra, l'irritazione che genera il leone prepotente, la grande rivincita che si prende il finale, vera apoteosi del genio, tutto concorre a far sì che questo libro diventi da oggi un best seller delle mie pubbliche letture. Troppo crudele, troppo giusto per lasciarlo sullo scaffale...A me piacciono i libri fatti così.

Carla

giovedì 26 luglio 2012

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


SOTTO L'OMBRELLONE

PER UN FILO DI FUMO, Valentina Romeo, Sara Gavioli
Biancoenero, 2012


NARRATIVA PER GRANDI (dai 10 anni)

"Arrivata ai piedi dell'albero vide che la scaletta era stata tirata su, quindi qualcun altro del Club era arrivato prima di lei.

Gridò la parola d'ordine: 'Sarà una lunga estate!'

Da sopra una voce rispose: 'Sarà lunga e calda!'

La scaletta si srotolò fino a terra.
Sara salì con la rapidità di un'acrobata.
Lei era la sportiva del gruppo."


Ricordo le lunghe estati passate a leggere i gialli dei ragazzi editi da Mondadori con Nancy Drew e i suoi amici...che bello era.
Quello che suggerisco oggi è un libro molto diverso da quelli che leggevo io più di quarant'anni fa sotto l'ombrellone, ma con quelli condivide lo stesso gusto: un giallo ben costruito senza pretendere di essere Agatha Christie, con un gruppo di personaggi che attraversa l'intera serie e che ha come scopo quello di svelare ogni volta un mistero diverso.
Il caso che si presenta al Club della giovane estate è già raccontato in copertina: dal comignolo della villa sulla collina esce un filo di fumo. Beh, che cosa c'è di strano? La villa è disabitata da anni...
Con i migliori ritrovati della tecnologia, un generatore di suoni e un captatore acustico, le tre ragazzine del club e una new entry, il fratello minore di una di queste, armate di un po' di sventatezza e di molto coraggio, partono alla volta della collina, per svelare il mistero di quel fil di fumo...io lo so ma non lo dico.

Un piccolo giallo, piacevole lettura estiva, che non è solo piacevole per la storia in sé , ma lo è anche e soprattutto per come è scritto. Sulla quarta di copertina si legge che abbiamo in mano un libro ad alta leggibilità, il che vuol dire un carattere tipografico più chiaro, pause tra un paragrafo e l'altro (nel breve brano citato, le ho mantenute) e in ultimo la carta color crema, perché il bianco ...spara!
Questa casa editrice ha fatto dell'alta leggibilità la sua bandiera che sventola sempre più in alto. Nati con il preciso intento di colmare un colpevole vuoto editoriale, i libri di Bianconero si distinguono per sensibilità, visto che si rivolgono ad una popolazione di leggenti con difficoltà, ma questa loro caratteristica che, va sottolineato con chiarezza, pur giocando sulla semplificazione non influisce sulla qualità, li rende amati anche a lettori più semplicemente pigri, che di solito sono la gran parte.
Sotto l'ombrellone, nelle rare pause tra un tuffo e un bagno, o sull'amaca in giardino, o camminando lungo sentieri in salita o anche sul balcone di casa con i piedini in una bacinella sognando di essere alle Hawaii, fate buona lettura!

Carla
Noterella al margine. Andate nel sito e sfogliate il ricco catalogo di Biancoenero