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venerdì 25 aprile 2025

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

LA MEMORIA VIVA, VIVA LA MEMORIA

Il falco e la stella, Fabrizio Altieri 
Equilibri 2025 


NARRATIVA PER GRANDI (dagli 11 anni) 

"In quel momento l'uomo si risvegliò e prese per il bavero Falco. I suoi occhi erano vivissimi, come solo gli occhi di chi sta per morire possono esserlo. 
'Livio Boschi!' esclamò. 
Falco per la sorpresa stava per cadere all'indietro, ma l'inglese lo trattenne. Rivo era balzato in piedi e l'uomo, vedendogli il coltello in mano, capì quali intenzioni avesse. Accennò al paracadute: 'Potete prenderlo, ma in cambio dovete fare una cosa'. Parlava bene l'italiano, con solo un lieve accento inglese. Senza lasciare il bavero di Falco, con la mano libera prese un cilindro di acciaio che aveva legato al fianco. 
'Portatelo a Boschi', disse, e lo porse a Falco. Lui lo prese senza quasi rendersi conto e lo guardò. 
'Cos'è?' chiese Rivo, ma l'inglese cadde all'indietro trascinandosi Falco. Era morto con la mano ancora aggrappata al bavero del ragazzo."Falco. Era molto con la mano ancora aggrappata al bavero del ragazzo." 

Un ufficiale inglese che si è paracadutato sulle colline dell'Appennino emiliano per consegnare un importante messaggio al capo della brigata partigiana di quelle parti. Il paracadute non si apre come dovrebbe e lui precipita, ma prima di morire, raggiunto dai due ragazzi che hanno assistito alla scena, lo consegna a uno di loro. 
Comincia così, un po' per caso, con il desiderio di raggiungere quel paracadute per poi rivenderlo a borsa nera come seta per abiti, l'avventura partigiana di Falco e Rivo. Fino a quel giorno per loro la guerra era intorno, ma finora non li aveva coinvolti in prima persona. Li aveva lasciati stare. 
Ma l'entrare in contatto con altri ragazzi loro coetanei, vedere dove e come vivono in clandestinità le loro giornate, la loro guerra, conoscere insomma i partigiani di Livio Boschi, nome di battaglia Gordon, cambia la loro esistenza. E diventa Resistenza. 
Falco - e dietro di lui anche il disincantato Rivo, figlio di Dante il comunista - smettono di stare ai margini della Storia e fanno la loro prima e autentica scelta di campo. 
Questa è la loro storia personale (un po' presa dal vero e un po' no), avventure, prove di coraggio, primi amori, lutti in famiglia, musica, tanta musica, che si intreccia con la Storia (vera), ossia quella che racconta di come nel '45 l'esercito britannico combatté al fianco della Resistenza per liberare l'Italia dal nazifascismo.
Ne Il Falco e la Stella ci sono uomini e donne che si sono trovati a combattere, fianco a fianco, in una unica lotta per la liberazione. 

La chiave di questa storia sta proprio in quel "fianco a fianco", ossia nella grande prova di reciproca fiducia che ha tenuto assieme un 'esercito' molto eterogeneo ma coeso nel nome di un valore superiore a qualsiasi altro obiettivo politico che muove nazioni ed eserciti: l'umanità delle persone. Il sentirsi compagni, fratelli e sorelle. 
Son meno di tre pagine, a libro finito, in cui Fabrizio Altieri riprende la parola e racconta, con parole importanti e pesate, l'origine del libro e le radici autentiche, accurate nei confronti delle fonti, e quelle letterarie di questa bella storia. Appartenere a quella generazione che la guerra, ma ancora di più la Resistenza, se la è sentita raccontare da chi, ragazzo o ragazza in quegli anni, l'ha vissuta o se l'è vista passare davanti agli occhi, aiuta. 
Anche a chi abbia più di cinquant'anni, storie del genere risultano interessanti e importanti: anche per loro, è naturale riconoscerne e quindi percepirne lo spessore e la complessità. Molti tra loro temono il rischio reale che essa sia trascurata o non capita, o peggio, dimenticata. 
Ma se di anni ne hai una decina o poco più? Se non hai a disposizione un bisnonno che ti racconta e ti chiama dentro fatti realmente accaduti? 
Ecco, in quel caso entrano in gioco scrittori capaci che della materia dei fatti sappiano impadronirsene e sappiano restituirla in forma di buon romanzo. 
Questo è quello che è successo qui. 
Ingredienti imprescindibili, a mio avviso, sono: la buona scrittura; la sapiente capacità di costruire una buona storia (qui intorno a un fatto realmente successo), ossia una trama credibile che sia nel contempo onesta e avvincente; il calibrato dosaggio di elementi, diciamo così, universali che siano in grado di toccare le anime di lettori di età diverse. 
Partiamo dalla buona scrittura. 
In tutta onestà la cosa che mi ha soprattutto colpito, generando in me di volta in volta nuova aspettativa, è la puntualità con cui, a ogni fine di capitolo, con relativo cambio di scenario, Fabrizio Altieri si presenta sempre preparato a un exploit, anche semplici frasi ma di sicura presa ed effetto, che puntuali stanno lì pronte a stupirti e a tenerti attaccato alla pagina. 
Un infallibile incentivo ad andare avanti. 
La capacità di costruire una trama avvincente e onesta intellettualmente è segno - non solo di buon mestiere - ma anche di talento autentico. 
Se si leggono le note finali in cui si è sentita l'esigenza da parte dell'autore di passare al setaccio l'intera storia per distinguere il vero dall'inventato, si può ricostruire a posteriori il grande lavoro di incastro dei vari pezzi che tengono su con onore l'intera struttura, fatta di Storia e di storia. Quella stessa capacità immaginativa che un buon architetto, o un buon regista, deve avere nel progettare un corpo che nel tempo e nello spazio abbia un suo senso, una sua armonia, una sua bellezza. 
A ogni capitolo cambiano le prospettive, i personaggi si avvicendano nel loro sparire dalla scena o rientrarci, proprio come a teatro. 
E infine, gli elementi universali. 
Rispetto a questi, mi verrebbe istintivo tacere, perché ognuno possa trovare i propri, senza essere guidato da una lettura che è, al contrario, molto personale. 
L'unica cosa che mi sentirei di sottolineare è questa: in ogni buona storia, ci sono. 
E questa decisamente lo è.

 Carla

lunedì 30 dicembre 2024

ECCEZION FATTA!

I NOSTRI FUOCHI D'ARTIFICIO 
CHE SPARIAMO NELL'ETERE
PER FARE LUCE 
PER FARE RUMORE 
 PER FARE MERAVIGLIA 
 
Il meglio di... un anno di libri, 
un anno di ragionamenti, 
 un anno di recensioni su Lettura candita. 
 Per ogni libro, il nostro perché 
(BUM!) 



gennaio 2024


Grande, bro!, Jenny Jägerfeld (trad. Laura Cangemi) Iperborea 2024 

perché 

"Centoventi pagine che, come sempre è successo con i libri italiani della Jägerfeld, si bevono a grandi sorsate. A libro chiuso, si percepisce la stessa sensazione di appagamento che si prova quando si ha tanta sete e si manda giù dell'acqua. Ma la grandezza della Jägerfeld non sta solo nello spessore delle questioni che pone, ma anche nella leggerezza della sua architettura per raccontarle." 


L'altalena, Britta Teckentrup (trad. Sante Bandirali) Uovonero 2023 

 perché 

"Il volo è interdetto a chi non è progettato per farlo... E quindi poterlo avvicinare con tanta immediatezza e semplicità non è roba da poco, che si scorda facilmente. Ragione per la quale, molto spesso ai giardini - spesso fuori orario - sulle altalene ci sono i ragazzetti che ne fanno usi 'sperimentali', oppure gli adulti che ci si dondolano per svuotare o riempirsi la testa e qualche nonna più ardimentosa di altre che, accennando con le gambette solo all'abbrivio del movimento, riesce a rievocare quanto fosse emozionante, all'epoca dondolarsi con tutta l'energia. Credo di non allontanarmi dalla verità sostenendo che la stragrande maggioranza delle persone ha un proprio personale immaginario sulle altalene."

febbraio 2024 


Un mondo di isole, S. Quarello, C. Tasin Bertoldi, Editoriale Scienza 2024 
 
perché 
 
"È piuttosto difficile mettere insieme isole come la Groenlandia con isole molto più piccole, poco più di un insieme di scogli, ma Serenella Quarello riesce nell’intento di proporre un filo conduttore comune che non ha la pretesa della sistematicità, ma risponde alla curiosità del lettore, affrontando di capitolo in capitolo punti di vista differenti."


Kosmos, Matteo Meschiari, Roger Olmos  #Logosedizioni 2023  

perché 

"Il valore profetico - e quindi in qualche modo salvifico - di questa parabola ti aggancia e non ti molla fino alla fine.  Un lungo racconto illustrato, o un breve romanzo, che mette insieme una sequenza di belle idee che, attraverso una altrettanto bella scrittura per parole e immagini, costruisce uno scenario complesso e articolato, che implica un bel po' di ragionamenti.  Su tutto questo però si impone un ulteriore elemento, particolarmente interessante.  Esiste, fin dalla prima pagina, un doppio valore della narrazioni, sia iconica sia testuale: da una parte si tratta di pura letteratura, pura finzione, ma dall'altra il lettore è messo di fronte a una riflessione antropologica alla quale non può sottrarsi. Toccando corde profonde, aggiunge in chi legge e in chi guarda inquietudine alla propria inquietudine." 

marzo 2024 



Il tuo nido, il mondo, Carl Norac, Anne Herbauts (trad. Silvia Vecchini)  Topipittori 2023  

perché 

"Ancora prima che tutto cominci a suonare, vale la pena vedere Carl Norac che si infila le scarpe, se le allaccia e, spinto da una farfalla sulla testa, esce di corsa con la sua sciarpa al vento, attraversa un boschetto e poi quelle scarpe se le ritoglie per infilare nell'acqua di un lago prima le dita dei piedi (sarà fredda?) e poi tutto se stesso e godersela tra lontre e pesci."  



Alfred e la gogna, Jesper Wung-Sung (trad. Eva Valvo)  Uovonero 2024  

perché 

"Un contesto decisamente insolito, un'epoca passata non definita con precisione, che potrebbe oscillare tra il Medioevo, in cui la gogna era in grande voga (prima citazione nel Salterio di Utrecht nel IX secolo), fino all'Ottocento, quando venne in larga parte abolita. E uno spazio, per converso, limitatissimo. Tutto il racconto ruota intorno a un metro quadro di spazio, che è l'area di azione o non azione di Alfred. E degli altri che ronzano là attorno."

aprile 2024 



Parenti serpenti, Teresa Porcella, Roberta Balestrucci, Marianna Balducci  
Rizzoli 2024  

perché 

"Tutte e tre le autrici condividono il senso ultimo del progetto, come pure lo sguardo divertito che hanno nel raccontarlo, con tre linguaggi diversi, ma accordati tra loro.  Ecco. Qui c'è forse il primo merito di Parenti serpenti, in questa regolare e molto armonica cadenza, un passo da montanare (nonostante le loro orgini), che va avanti per 21 volte con 21 diverse tipologie di parenti: quando una delle tre rallenta le altre due la prendono per mano e la tirano in avanti, con l'intento di arrivare insieme in cima: a libro ben fatto."



The Kissing Game. Short Stories, Aidan Chambers (trad. Marta Barone)  Equilibri 2024  

perché 

"Chambers è un autore necessario.  Ragion per cui in casa Equilibri, forse i più devoti apostoli del chambersianesimo, non si perde occasione di diffondere la sua poetica e soprattutto i suoi pensieri e le sue pratiche intorno alla letteratura: dalla 'rilettura' del diario di Anne Frank in una prospettiva ancora ulteriore che possa servire a una riflessione sull'adolescenza tout court, ai suoi 'manuali' su come far radicare in modo efficace e duraturo la letteratura di qualità nelle terre dove pascolano i lettori difficili."  

maggio 2024 



La maestra è scomparsa!, Harry Allard, James Marshall (trad. Sergio Ruzzier)  Lupoguido 2024  

perché 

"Tanto Marshall, come illustratore preferito di Allard, quanto soprattutto Allard, in quanto scrittore d'elezione di Marshall, con Ungerer hanno condiviso la stessa visione di un'infanzia che sa essere anche molto scorretta, con Ungerer hanno condiviso il coraggio di non fermarsi in nome del politicamente corretto, ma di proseguire per la propria strada, raccontando e disegnando adulti stupidi che fanno cose stupide, oppure brutti e severi, oppure ancora carini, ma bugiardi e lievemente disonesti e anche un filino omertosi..."



Papera, Coniglio e Grande Orso, Nadine Brun-Cosme, Olivier Tallec  
(trad. Tommaso Gurrieri)  Edizioni Clichy 2024  

perché 

"Dote rara, la loro, quella di saper cogliere il nocciolo di una questione, mai banale e mai trita, e di riassumerla in pochi segni, in poche parole che mettono in bocca a qualcuno che è terzo rispetto a noi lettori, ma che - proprio per questa sua apparente estraneità - può diventare emblematico. A quei due riesce facile come disegnare un lupo senza mai staccare la matita dal foglio in poco meno di due secondi, o come racchiudere in un puntino nell'occhio un'espressione inconfondibile, facile come definire il sentiero "lungo e tortuoso" o solleticare in una frase Se solo i miei amici potessero vederlo! il ricordo di quello che ognuno di noi almeno una volta nella vita ha pensato, scoprendo in totale solitudine qualcosa di magnifico."

giugno 2024 


Stardust. Polvere di stelle,  H. Arnesen, trad. L Cangemi, Orecchio Acerbo 2024  

perché 

"è un libro importante e ambizioso, perché si muove su un terreno molto battuto recentemente e pretende di farlo con una forma e un linguaggio tutt’altro che comune.  Si potrebbe sintetizzare l’argomento affermando che Stardust parla di cambiamento climatico.  Ma come tutte le sintesi, anche questa rischierebbe di essere limitativa, banalizzante e in parte fuorviante.  Perché il tema invece è complesso e perché il libro rifugge dal tentativo di ridurlo a poche frasi ad effetto.  Trattandosi di un libro illustrato che possiede una parte informativa, ma una ben più ampia narrativa e in versi, l’autrice avrebbe potuto procedere soltanto sul sentiero dell’aggancio empatico: le sue immagini molto forti lo avrebbero permesso e lei ne sarebbe venuta fuori sicuramente molto bene.  E invece sceglie di parlare al lettore in modo differente, di chiamarlo direttamente in causa, di rivolgersi a lui e alla sua storia."


Il lupo, Saša Stanišić, Regina Kehn (trad. Claudia Valentini) Iperborea 2024 

perché 

"A parte la sottile ironia che lo attraversa, nella voce del protagonista sempre pronto a definire come precisi e stereotipati i contorni di certi personaggi, salvo poi doverne ammettere complessità ben diverse, mi sembra divertente il ripetuto passaggio dal piano di realtà e quello dell' immaginazione che attraversa la storia: gli dà il titolo e offre divertenti spunti alla bravissima Regina Kehn che, tra cervi e lupi, racconta la sua versione dei fatti."

[continua]

lunedì 22 aprile 2024

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

IPOTESI SU UN "LETTORE CHE NON SI FIDA" 

The Kissing Game. Short Stories, Aidan Chambers (trad. Marta Barone) 
Equilibri 2024 


NARRATIVA PER GRANDI (dai 14 anni) 

"Il giorno prima avevo compiuto undici anni. Nel cortile della scuola giocavamo al gioco dei baci. Era una specie di rito. Tiravamo a sorte per decidere le coppie, un maschio e una femmina. Poi, una coppia alla volta, andavamo dietro la palestra dove nessuno poteva vederci e dovevamo restare lì finché gli altri non finivano una delle canzoni della top ten. Pensavamo fosse roba forte! C'era una ragazza che mi piaceva. Era la prima per cui avessi mai preso una cotta. E credevo che lei provasse lo stesso per me. Avevo una voglia matta di baciarla. Fino ad allora, era stato solo un gioco, e la parte dietro la palestra non mi interessava un granché. Ma quel giorno, quando estrassi a sorte, venne fuori lei..." 

Forse nasce da questo episodio, che lui stesso ha scritto su un foglio, la patologica timidezza di James. 
In questa lettera che fa recapitare dal postino complice, a Rosie, la nipote dei suoi vicini di casa, lui le racconta della sua prima fallimentare e traumatica volta al "gioco dei baci". Da quelle poche ma sincere righe traspare tutto il suo impaccio nelle relazioni con le sue coetanee, Rosie inclusa, che ormai dura da anni. Anche lei, però, sembra avere qualcosa che la turba e che l'ha allontanata da casa, facendola arrivare a casa degli zii. A uso e consumo del vicinato è stata messa in giro la voce che Rosie soffra di agorafobia, ma le cose sono in realtà diverse. E sarà proprio Rosie ad aprirsi con James, quello stesso giorno - al di qua e al di là della staccionata di legno che tiene separati i rispettivi giardini. Sarà lei a raccontargli di come anche nel suo caso il "gioco dei baci" sia stato fatale: altro che pochi baci ed effusioni dietro la palestra di scuola per il tempo di una canzone... Per lei una terribile violenza di gruppo, subita qualche tempo prima. Si è trattato di un vero agguato organizzato da quello che lei credeva il suo amato ragazzo con la sua banda di 'compari'. 
Rosie guida James verso quello che sembra un tenero e innocuo gioco fatto perché entrambi possano superare il trauma di quell'altro gioco finito male: la mano destra di lui si intreccia con la sinistra di Rosie attraverso la staccionata, le due teste al di là del bordo si avvicinano verso un bacio dolce e appassionato. E l'esito verso la ricerca di un qualche riscatto nei confronti della vita, trova invece un finale che toglie anche l'ultimo respiro all'innocenza. Ormai è finita. 

Chambers è un autore necessario. 
Ragion per cui in casa Equilibri, forse i più devoti apostoli del chambersianesimo, non si perde occasione di diffondere la sua poetica e soprattutto i suoi pensieri e le sue pratiche intorno alla letteratura: dalla 'rilettura' del diario di Anne Frank in una prospettiva ancora ulteriore che possa servire a una riflessione sull'adolescenza tout court, ai suoi 'manuali' su come far radicare in modo efficace e duraturo la letteratura di qualità nelle terre dove pascolano i lettori difficili.
I suoi romanzi circolano in Italia da trent'anni: la stragrande maggioranza pubblicati da Rizzoli, ma anche Giunti e Einaudi hanno reso merito alla sua scrittura, infatti The Kissing Games, arriva per la prima volta con Giunti nel 2011. Un libro di racconti in grado di racchiudere in sé le diverse qualità che contraddistinguono la visione di Chambers sulla realtà, quella degli adolescenti in particolare, e il suo modo di trasformarla in letteratura. 
La forma del racconto sembra essere la casa ideale dove accogliere il "lettore che non si fida". Lui, "il lettore che non si fida", lo annusa perché quel titolo è un buon gancio, ma poi pensa che possa rappresentare per lui una noia, se non una fatica: più di duecento pagine. Quindi se ne allontana e, a raccogliere storie, va altrove. Ma se solo "il lettore che non si fida" ha fatto il gesto di sfogliare The Kissing Games prende atto di due cose subito evidenti. 
La prima: sono racconti, appunto. Roba breve, nella maggioranza dei casi, che si esaurisce in poche pagine. E, per di più, alcuni sembrano addirittura dei copioni. Dialoghi serrati che si leggono in un fiato: la flash fiction, che si compone di due parole che si accendono luminose nella sua testa di "lettore che non si fida" (E Chambers lo sa bene). E se il caso vuole che gli corra lo sguardo su Tipo vivere il gioco è fatto. 
Lì dentro c'è qualcuno che conosce. E, una volta arrivato in fondo, dopo 20 secondi al massimo, accade la seconda cosa: il "il lettore che non si fida" capisce che quel finale è un buon finale. 
Di solito sono gli incipit e finali a colpire. Quindi, un buon finale, ossia un finale che non ti aspetti, fa il resto. La cosa che potrebbe succedere è che il solito "lettore che non si fida" ne legga un secondo, di flash fiction, diviso in scene, magari Il dibattito su Dio, e in qual caso verificherà che Chambers è anche un buon narratore dell'assurdo. Effettivamente sembra un piccolo pezzo di teatro che odora di Beckett, dove si parla di di Dio e si dimostra il teorema della pistola, ma con una banana. 
Se il "lettore che non si fida" ora decide di fidarsi almeno un po' e quindi andare verso i racconti più lunghi, e comincia con ordine, troverà la storia di una ragazza che sta cercando un suo posto nel mondo e lo fa con prevedibili ingenuità, desiderio, irrequietezza e sfida. Da Cindy (un soprannome che è tutto un programma) a Ursula, lei pensa sia sufficiente mascherarsi con i vestiti di sua sorella per arrivare a essere visti o notati dagli altri... 
Il "lettore che non si fida" oramai ha cominciato a fidarsi e a questo punto va avanti. Segue Chambers che mette in scena in una caffetteria uno scorcio di vita di relazione tra un ragazzo e la sua ragazza, che gli compare davanti con il suo nuovo ragazzo. Oppure "il lettore che adesso un po' si fida" ascolta Chambers mentre gli racconta le difficoltà che gli adolescenti incontrano nei confronti degli adulti: sia che abbiano voglia di raggiungere una qualche indipendenza economica, sia che li sfidino, opponendosi alla loro manifesta stupidità nel volersi attenere per forza a una regola scolastica, palesemente fasulla. 
Poi arriva Kissing Game, che è il cuore pulsante del libro che poi prosegue con altri brevi e splendenti racconti. Uno che fotografa un mondo fuori dagli stereotipi e dalle convenzioni - a costo zero (confesso il mio preferito, per quanto riesce a mettere in crisi il pensiero comune che si può riassumere in consumo quindi esisto) - un altro che rende omaggio alla profondità di pensiero che emerge nella letteratura russa, capace di riassumere in un'unica parola una delle sensazioni più complesse che attraversa l'intricato vivere degli adolescenti: toskà
Da questo punto in poi, il nostro lettore è a un passo dall'averlo letto tutto... 
Arrivato fin qui, speriamo, starà pensando che in fondo valeva la pena fidarsi di Chambers, perché lui scrive buone storie ed è onesto con il suo lettore. 
E in quanto tale, aggiungo, è necessario. 
E questo, solo per chiudere il cerchio. 

Carla

sabato 31 dicembre 2022

ECCEZION FATTA!

 I NOSTRI FUOCHI D'ARTIFICIO 
CHE SPARIAMO NELL'ETERE 
PER FARE LUCE
PER FARE RUMORE 
PER FARE MERAVIGLIA 
 
Il meglio di... un anno di libri, un anno di ragionamenti,   
un anno di recensioni su Lettura candita 
Per ogni libro, il nostro perché
(BUM!) 


Luglio 2022


perché
qui lo sguardo è in presa diretta, racconta ciò che lo stesso autore ha vissuto, negli anni venti del secolo scorso, a Bangu. una storia di povertà e di desiderio di riscatto: Zezé ci racconta il suo mondo, le case malandate, il treno che porta in città, il Natale senza regali, e nello stesso tempo il pensiero travolgente, che cambia natura alle cose, che permette di sognare di diventare un giorno poeti.


perché
tutto ruota intorno alla questione di un incontro, ossia c'è qualcuno che è solo e sta sostanzialmente fermo al suo posto e di lì - casualmente - transita qualcun altro che è però diretto altrove. Ma anche qui Stark non si accontenta, perché dal seme dell'incontro fa nascere anche un'altra pianta: quella del desiderio che si ha degli altri (un bisogno che sfiora il confine verso la maternità/paternità). A peggiorare la solitudine della Creatura e ad aumentare ancora una volta i divari tra le due, ritorna la questione tempo. Lei è tanto sola ed è in cerca di un affetto per sempre, mentre la Piccolina ha un'esistenza effimera. Se incontro ci sarà durerà lo spazio di un giorno. 
Altro struggimento per chi legge.

Agosto 2022


perché
Baccalario racconta questa storia che pesca a piene mani nella storia reale di una città, Trieste, e deL  manicomio, rivoluzionato da quel grande psichiatra che è stato Franco Basaglia; la arricchisce a ogni capitolo con un ritratto, fra il vero e l’immaginario, dei degenti giocatori, delle loro parabole di vita, con uno stile che mescola, in giusta dose, commedia e dramma, con quel necessario pizzico d’indignazione, dettata dalle ingiustizie e dai pregiudizi che circondavano queste persone.




perché
La serietà impera in tutti i suoi libri eppure, non mi risulta che ne esistano esempi in cui i lettori, grandi o piccoli che siano, non scoppino in risate fragorose e non saltino almeno una volta sulla sedia per lo stupore. Possibilmente alla fine delle storie che racconta. 
E come Buster Keaton aveva capito molto bene, vedendo che la gente al cinema si sbellicava molto di più alle sue facce inespressive, piuttosto che a quelle sofferenti o arrabbiate, tanto più Meschenmoser dà vita a personaggi che si prendono così tanto sul serio che i lettori non possono fare a meno di ridere di loro! 

Settembre 2022



perché
Scoprire gli animali nascosti nel cielo, fra le stelle e magari chiedersi quali storie possano raccontare; chiedersi anche cosa possano essere quei puntini luminosi che brillano nell’oscurità della notte (sempre che si riesca a vederli!), ecco aperta la strada a un’infinità di domande, che è poi il fine vero di ogni buon libro di divulgazione.


perché
Il racconto di Ahmed, quello di Aziz e in ultimo quello di Sony. Tre voci per un'unica storia. 
Una storia che è contemporaneamente il racconto verosimile di un percorso di crescita, difficile, attraversato dalla guerra, da separazioni, rimorsi, e tentativi di riscatto. 
Ma è anche lo spunto per porre in essere una tragedia - attraversata da un dilemma, come accade in quella classica o in quella shakespeariana. 
E ancora: è una parabola dal tono universale per ragionare sul male che incarna la guerra, senza remissione, senza redenzione. 
Ed è anche una galleria di una umanità diversissima nelle sue sfumature. Al suo interno si riconoscono la debolezza di un padre e la forza di una madre, l'indissolubilità di un legame tra fratelli, la spregiudicatezza di chi decide del destino di altri, l'incertezza e l'ingenuità di chi non sa, di chi della guerra - per sorte - ne ha solo sentito parlare... 
Un libro che dimostra una grande originalità nella struttura e nel suo punto di osservazione che, solo sul finale, arriva a coincidere con gran parte dell'esperienza creativa di chi lo ha scritto: Tremblay non è solo un romanziere, ma anche un drammaturgo di calibro. 

Ottobre 2022


perché
Sono dunque due i fili narrativi che si intrecciano, in un racconto incalzante e avvincente: uno riguarda la crescita di Dima, la maturazione di un senso di alterità e di distanza da quegli adulti che all’inizio ammirava e aveva preso a modello, un sentimento all’inizio confuso e poi, via via, più chiaro di amore per la natura e soprattutto di rispetto per essa.



perché
come sempre dietro l'ironia che lo attraversa, si intravedono anche moltissime altre cose che hanno a che fare con l'umanità intera. Sotto le piume di quell'anatra zoppa e di quella gallina cieca ci siamo tutti noi, per un verso o per l'altro. 
A titolo di esempio, si guardi quell'anatra codarda che preferisce il proprio cortile buio e polveroso, la sua comfort zone, a qualsiasi altro luogo di cui ha contezza solo per sentito dire. Non se ne parla di partire senza una meta. 
Quanti di noi di fronte all'idea di intraprendere un viaggio, mai e poi mai lo farebbero da soli, mai e poi mai andrebbero alla ventura, senza aver già tutto pianificato... 


Novembre 2022



perché
Bomber’ è un romanzo complesso, che affianca alla dimensione avventurosa, che contraddistingue le scelte stilistiche di Dowswell, un intreccio che connette diversi aspetti di un brevissimo lasso di tempo, dall’agosto al dicembre del ‘43: le battaglie nei cieli, la vita nelle città sotto attacco, la guerra combattuta dai civili, dagli eserciti regolari e irregolari.




perché
è segnale di un profondo ragionamento di un genio creativo, nel romanzo si coglie all'istante una sua grande capacità di dare corpo - e soprattutto anima - a tutti quelli che transitano sulla pagina. E di farlo, ed è qui lo scatto di qualità, senza spendere neanche una parola su quello che esula dal mero accadimento. 
Mi spiego. Noi capiamo chi sia Theo solo attraverso quello che Theo fa o dice. Lo stesso accade per il signor Bunchley, per la piccola Victoria, per il signor Jones e il signor Norton e per tutti gli altri: da un punto di osservazione distante quanto basta li vediamo agire, li sentiamo parlare o tacere, dialogare o arrabbiarsi, lavorare, dormire, uscire, tornare, pranzare... e lentamente ma inesorabilmente sappiamo chi sono fino in fondo. 
Non una parola spesa da Raschka per spiegarci le cose. Lui, semplicemente, le fa succedere. Nessuna 'voce fuori campo' che spieghi. 
L'intelligenza del lettore è fatta salva.

Dicembre 2022



perché
Una storia di sentimenti, di emozioni represse, di solitudine raccontata con leggerezza, ironia, poesia. Lilo esprime uno sguardo ingenuo, che coglie però l’essenziale dei rapporti umani, scova la paura, suscita entusiasmo e allegria.




perché
la capacità di saper disegnare così bene i bambini e di saperlo fare attraverso una linea liquida con le trasparenze dell'acquerello. 
E tutto, meraviglia, in digitale. La loro individualità colpisce sopra ogni cosa. Primi piani o visioni di insieme sempre attenti, colti con grande attenzione e sensibilità e restituiti con grande talento e soprattutto onestà. Ed è proprio questa ultima caratteristica che li rende capaci di andare al di là del segno in sé e di muovere le corde dell'emotività. 

[FINE]


 

mercoledì 9 novembre 2022

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)

BOMBER

‘Bomber. Quando il cielo cade a pezzi’ è il romanzo di Paul Dowswell, pubblicato in questi giorni dall’Editrice Equilibri. Racconta le vicende di un gruppo di aviatori americani, mandati, con le loro ‘fortezze volanti’, in supporto dell’aviazione inglese.
Harry Friedman è un giovane ebreo americano, ha diciassette anni, e si è arruolato, nascondendo l’età, come aviatore. Dopo l’addestramento in patria, viene trasferito in Gran Bretagna, a Kirkstead, dove ha sede il suo squadrone di bombardieri, in aiuto all’aviazione inglese. Siamo nell’agosto del 1943, nel pieno della Seconda Guerra Mondiale e i cieli dell’Europa sono solcati dagli aerei da guerra, i bombardieri micidiali che annientano, oltre le postazioni militari e le infrastruttura strategiche, anche le città.
Di tutto questo Harry sa poco o niente: della guerra vede il lato avventuroso, eroico; il bombardiere, su cui si imbarcherà, si chiama Macey May e lui dovrà posizionarsi nella torretta sottostante il corpo dell’aeroplano, come mitragliere ventrale.
Già il primo volo di prova mette alla prova l’equipaggio, coinvolto in un fortunoso ammaraggio; ma le prime missioni vere e proprie aprono gli occhi del giovane aviatore su quello che significa realmente la guerra: l’attacco dei caccia tedeschi, la contraerea, l’esplosione in volo di altri velivoli, tutto concorre a scatenare la paura, quella immediata, di non riuscire a sopravvivere, e quella più strisciante, che rende evidente la precarietà della vita dei combattenti.
Spesso la sopravvivenza è dovuta al caso: l’aviatore tedesco che decide di non colpire il Macey May, che ha già un motore in fiamme, consente ai sopravvissuti dell’equipaggio americano di tentare la sorte lanciandosi con il paracadute in territorio francese.
Harry ce la fa e si ricongiunge, per puro caso, a un commilitone, Stearkley; entrambi sono raccolti da un contadino francese che li mette in contatto con la Resistenza. L’obiettivo è riuscire a rientrare in Gran Bretagna, ma non dirigendosi verso la Manica, quanto a sud, passando il confine con la Spagna, sui Pirenei, per poi raggiungere il Consolato inglese a Bilbao. In questo pericoloso percorso, Harry si rende conto di un altro aspetto della guerra, quello dei civili dei paesi occupati dai nazisti, quello della Resistenza, quello delle città bombardate.
Senza svelare altro della trama, vorrei sottolineare come ancora una volta Dowswell mostra la sua innegabile abilità di narratore di storie di guerra: in primo luogo, la ricostruzione storica, ma anche tecnica, è accuratissima e dettagliata, tanto da far rivivere aspetti poco conosciuti della vita dei militari e dei civili coinvolti nel conflitto; in secondo luogo, l’autore inglese imposta la sua narrazione con un punto di vista ‘dal basso’, cioè di chi esegue gli ordini, o fa la propria parte nell’organizzazione clandestina, non riuscendo a coglierne, spesso, gli obiettivi strategici. Si tratta di una realtà fatta di coraggio, di tradimenti, di crudeltà e di grande generosità espressi da persone qualunque. Quello dei personaggi è il terzo punto di forza: in questo romanzo seguiamo le vicende di Harry, che da ragazzino idealista si trasforma in pochi mesi in un reduce che ha visto la morte in faccia più di una volta. C’è poi la giovane partigiana francese, Natalie, la sua necessaria durezza e le contraddizioni che la realtà della guerra inducono nelle persone migliori. Infine, la figura del traditore, dell’americano spia dei nazisti, testimone della presenza non esigua di formazioni filo naziste in America.
‘Bomber’ è un romanzo complesso, che affianca alla dimensione avventurosa, che contraddistingue le scelte stilistiche di Dowswell, un intreccio che connette diversi aspetti di un brevissimo lasso di tempo, dall’agosto al dicembre del ‘43: le battaglie nei cieli, la vita nelle città sotto attacco, la guerra combattuta dai civili, dagli eserciti regolari e irregolari. La narrazione scorre veloce, con un linguaggio che ben rende l’idea dell’asprezza delle vite raccontate nel romanzo, con una grande attenzione ai dettagli, ai paesaggi, agli odori, ai cibi offerti, al freddo e alla fame.
Piacerà sicuramente ai lettori e alle lettrici che amano i romanzi storici e le storie di guerra; suggerisco caldamente la lettura a partire dai tredici anni.

Eleonora

“Bomber. Quando il cielo cade a pezzi”, P. Dowswell, trad. A. Martelli e E. Beccalli, Editrice Equilibri 2022