Visualizzazione post con etichetta mandorle. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mandorle. Mostra tutti i post

domenica 21 dicembre 2025

RICETTA PER BISCOTTI A TESTA IN SU 


Questa è ancora una ricetta che devo a Bernard, da cui la parafrasi del titolo di un suo gran libro.
Da quel che so, insieme alle Zimtsterne sono i suoi biscotti di Natale. 
Io - modestamente ma caparbiamente - mi sono messa sulla scia del Maestro e ci ho provato. 
Li ho portati come biscotti di fine "pranzo della vigilia della vigilia della vigilia" in casa editrice.
Hanno avuto un loro successo di pubblico e critica. 
Questo è un blog di servizio, quindi metto qui la ricetta. 

Ingredienti per 30 o 40 biscotti 
 
2 uova 
125 gr burro 
200 gr di farina 00 
1 presa di sale 
50 gr di zucchero 
50 gr di zucchero a velo 
50 gr di nocciole 
50 gr di mandorle 
260 gr di composta di arance o lamponi o... 

Per la base: 
mettete nel robot da cucina la farina, lo zucchero, il pizzico di sale e date una frullata. Aggiungete il burro freddo a dadini altra frullata bella lunga finché non diventa sabbia, quindi aggiungere i rossi d'uovo e frullate finché non diventa un impasto liscio e omogeneo. In altre parole, una frolla. Mettetela la pallotta nel frigo e lasciatela lì per un'ora. Quindi stendetela con cura in una teglia angolare, con la carta forno come base, un rettangolo di 20x30 cm circa. 

Per la farcitura: 
spalmare uno strato uniforme di composta sulla base. Con lentezza e accuratezza. 

Per la meringa come top: 
montate a neve ferma con il solito robot le due chiare con i 50 grammi di zucchero a velo. 
Tritate finemente mandorle e nocciole e con molta cura incorporate la graniglia con la meringa e ricoprite con cura lo strato di composta. Anche in questo caso con lentezza e accuratezza. 
Infornate per 30 minuti a una temperatura di 190° nella parte mediana del forno. 
Quando il rettangolo è ancora tiepido, tagliarne strisce regolari per longitudine e latitudine. 
Otterrete tra i 30 e i 40 mattoncini. 


A vous!

Carla

qui la fonte per chi volesse esercitare il proprio tedesco e usare altre dosi per lo zucchero nella meringa... https://www.alnatura.de/de-de/rezepte/suche/heiligabendgebaeck-103603/

domenica 14 dicembre 2025

LE B DI BERNARD 

Bernard 
Boîte à biscuits 
Bible 
Beurre 
Bâtonnets 
Biscuits de Bernard 


Bernard è arrivato con una boîte à biscuits per me che conteneva 15 diversi tipi di biscotti che aveva fatto a casa (sta scaldando i motori in vista del Natale). 
Ne ho mangiato due o tre metà al giorno, quelle che Enrico mi lasciava dopo aver preso la sua porzione. 
Subito dopo la Boîte à biscuits ha fatto uscire dalla sua valigia anche un libro: la Bible dei dolci alsaziani - così l'ha definita! 
L'ho letta e riletta ogni sera di ritorno dalla mia giornata in giro per scegliere da cosa avrei cominciato. 
Il libro è diviso in capitoli e il primo si intitola Petits gâteaux au beurre
Come se lo sapesse che il burro è la cosa che mi piace più al mondo. 
Tra le ricette di piccoli biscotti al burro ho scelto i Bâtonnets, ossia i bastoncini, gli stecchini, i legnetti. 
E li ho fatti. 
E da oggi ora questi saranno per sempre i Biscuits de Bernard... 

Ingredienti per mezza dose: 

110 gr di farina 00 
50 gr di burro 
100 gr di zucchero 
1 pizzico di sale 
125 gr di mandorle o nocciole in polvere 
1 uovo 


Se avete un robot da cucina mettete nel contenitore la farina, il sale lo zucchero e date un paio di colpi di motore perché con la lama tutto si mischi a dovere. Aggiungete il burro a tocchetti e ancora una po' di motore in modo che venga una sabbia, aggiungete le mandorle in polvere e quando è tutto ancora più sabbioso aggiungete l'uovo. Fate andare a velocità sostenuta finché non otterrete una palla di impasto. 
Se non avete il robot da cucina fate tutto a mano come quando fate la frolla. La sequenza degli ingredienti è la stessa, ma faticherete un po' di più. 
Fate riposare l'impasto per un'ora, quindi spianatelo a 6 o 7 millimetri di spessore e con la rotella del tagliapasta fate rettangolini di misura che può variare, ma intorno a 1 o 2 cm di larghezza e 5 o 8 cm di lunghezza. 
Infornateli come se fossero tante e ordinate bandierine al vento. 
Fatele cuocere a 175 gradi per una decina di minuti. 
Et voilà! 

Carlà

domenica 23 marzo 2025

O TEMPORA O MORES! 


Mai stata una grande sostenitrice del müsli quando vivevo in mezzo ai mangiatori di müsli. 
Di sicuro mi tenevo a debita distanza da quello misto e non croccante. 
Poi sono uscita dall'orbita dei mangiatori di müsli. E con questo ho messo a riposo anche quel sapore. 
Il latte la mattina si è ricongiunto con la mia personale madeleine dell'infanzia, l'Ovomaltina. 
E nello yogurt ci metto marmellate che mi sono venute troppo liquide. 
Ma poi vado a Bari, lontana mille miglia dai mangiatori di müsli e, in una delle luminose colazioni a casa della mia amica libraia, mi viene messo sotto il naso un barattolino con dentro un bel miscuglio di semini vari, un müsli, fatto in casa da un suo amico. 
Perché no? Nello yogurt: buonissimo! Non so se dipenda dal fatto che è casalingo, ossia abbia giocato il fattore umano: qualcuno si è messo lì a farlo e poi a diffonderlo... fatto sta che resto molto colpita da quel gusto, quel bellissimo sgranocchiare. 
Chiedo la ricetta. E lei arriva, dopo un paio di giorni, con un vocale. 
Ascolto con attenzione la voce maschile calma e profonda che la recita. 
Il müsli non viene chiamato müsli. Si è trasformato in granola (con la o stretta) ma a parte il dettaglio capisco che è facile farlo. 
In collaborazione con la figlia inglese e mangiatrice di granola (erre arrotata britannica) lo proviamo: si riconferma la bontà. 
E adesso, tutta da sola, produco dell'ottimo müsli su ricetta barese.... 
O tempora, o mores! 


INGREDIENTI 
fiocchi d'avena (50% dell'intera quantità) 
mandorle tritate 
semi di girasole 
semi di lino (schiacciati, se non non fanno il bene che dovrebbero fare alle nostre pance) 
sesamo 
uvetta 
1 o 2 cucchiai di miele 

Tritate con una mezza luna le mandorle, fate lo stesso con i semi di lino che saltelleranno come pulci in ogni dove, ma poi si spezzetteranno. 
Fate lo stesso con i semi di girasole. 
In una ciotola mischiate e aggiungete il doppio di volume in semi di avena, un po' di uvetta. 
Prendete una padella grande e antiaderente, versateci 2 cucchiai di miele e fatelo sciogliere a fuoco basso (20 secondi più o meno) aggiungete quindi il miscuglio e girate continuamente finché non raggiunge un bel colore ambrato che è l'unico modo che io ho di capire se è pronto. 
Quindi ancora caldo versatelo su un foglio di carta forno e allargatelo con le mani. 
Lasciate che si freddi, poi "sgranatelo" e tenetelo in un barattolo chiuso che altrimenti si ammoscia e perde il suo bello, essere croccante. 
Enjoy!

Carla

domenica 26 aprile 2020


BISCOTTI E CANI DA COMPAGNIA

Niente di complicato, un frollino di provenienza francese.
La galette di Nantes, con ricetta sbagliata, ma corretta dall'esperienza, presa da un piccolo quanto prezioso e impreciso libretto di soli biscotti.
Ha aiutato me e la PP a tenerci occupate, in compagnia, nelle serate di noia, farli e poi mangiarli...




Ingredienti
50 gr di burro
75 gr di zucchero
1/4 di cucchiaino di sale
125 di farina
2 rossi d'uovo
25 gr di mandorle tritate finissime

Accendete il forno a 170°.
In una ciotola mettete il burro morbido e tagliato a tocchetti e lavoratelo con lo zucchero fino a ottenere una crema spalmabile, aggiungete il rosso d'uovo e quindi la farina un po' alla volta e otterrete un composto simile alla frolla.


Prendete un foglio di carta da forno, infilzateci due stecchi da spiedo come regoli per ottenere un'altezza uniforme dei biscotti e, poco per volta, stendete l'impasto con un matterello infarinato (o con un altro foglio di carta da forno). Con un coppa pasta o una tazzina, o un bicchiere, tagliate dei tondi che metterete a distanza sulla leccarda del forno, foderata. A questo punto con i rebbi della forchetta fate delle piccole incisioni sui biscotti, pennellateli con del rosso d'uovo e mettete sopra un po' di granella sottile di mandorle.
Infornate per una decina di minuti, finché non imbiondano.
Fateli freddare quel tanto che vi permetta di sentirne il sapore.

Carla


Noterella al margine. 
La PP è una brava cana, di intelligenza media, (quasi) perfetta (presque parfait, così la definì un bambino in Provenza, accarezzandola, e da qui il suo nome di casa: PP) prudente, pigra, prevedibile e un tantino puzzolente (le P sono parecchie). 
Alcuni suoi gesti, sebbene matematicamente ricorrenti, però, continuano a riempirmi di stupore ogni volta che li vedo. Uno su tutti: la zampa che tiene fermo un qualsiasi cartoccio per terra che vada leccato con cura.




domenica 14 ottobre 2018


L'ERBAZZONE  DOLCE

Dal corso di formazione di Hamelin fatto a Montesole mi son portata dietro un quadernino pieno di appunti, un po' di cose su cui ragionare, belle chiacchiere con gli amici e il ricordo di una buona torta. Verde.

Per colazione, in cubetti minuscoli - eravamo in molti - ci è stata offerta dalla Premiata Ditta Piccinini. Sparita in un batter d'occhio. 
Gli unici indizi che avevo a disposizione per ritrovarla erano 
1) la zona di provenienza: il reggiano e 
2) l'ingrediente verde: gli spinaci.



Ricercata in rete, vince su tutte (ogni famiglia pare averne una personale) la ricetta della Gianna, ufficio paghe, presa da un blog che si chiama Il grembiule da cucina.



Ingredienti:
Per la pasta frolla, io userei le mie consuete dosi

  • 125 g di farina 00
  • 75 g di burro
  • 50 g di zucchero
  • un tuorlo
    ma nella ricetta originale le dosi sono:
  • 100 g di farina 00
  • 50 g di burro
  • 50 g di zucchero
  • un tuorlo

Per il ripieno:

  • 200 g di spinaci crudi
  • 50 g di burro
  • 200 g di zucchero
  • 150 g di mandorle pelate e tostate
  • 3 uova
  • 2 bicchierini di Sassolino (ovviamente a Roma il Sassolino - liquore di Sassuolo - è introvabile quindi è stato sostituito da un liquore a base di anice e assenzio che ricorda un pochino il Pernod, così dice il barista da cui ogni fine settimana il professore va a procurarselo)
  • la buccia grattugiata di un limone



Preparate la pasta frolla come di consueto, ovvero il burro freddo a dadini lavorato con farina e zucchero preventivamente mischiate. Aggiungete il tuorlo, impastate ed è fatta.
Quindi imburrate la tortiera e infarinatela e poi stendeteci la pasta frolla
e mettetela in frigo.

Pulite gli spinaci e poi lavateli. Fateli appassire in padella senza asciugarli troppo e senza aggiungere acqua.
Strizzateli e ripassateli con un pochino di burro per una manciata di minuti.

Fateli freddare e poi tritateli con la mezzaluna.
Dopo aver tostato per un quarto d'ora le mandorle in forno tritatele nel frullatore ma non riducetele in polvere.
Montate i tuorli con lo zucchero, unite gli spinaci, le mandorle, la buccia di limone e il liquore.
Quando il ripieno sarà omogeneo, aggiungete i tre albumi montati a neve fermissima e mescolate con attenzione dall'alto in basso.

Versate il ripieno nella tortiera preparata e infornate nel forno a 200°.

Fate cuocere per 40 minuti, finché non scurisce e il bordo di frolla e la superficie della torta, quindi toglietela dal forno e fatela freddare nella tortiera.
Spolveratela di zucchero a velo, con le foglie degli spinaci che ne fanno la decorazione.



Poi servitela, ma prima fate indovinare agli altri quali sono le foglie raffigurate...



Carla


domenica 6 novembre 2016


PROVE PER UN CATERING

Nella vita occorre saper far cose. Forse anche un catering, ma non un catering per la festa di compleanno di un figlio, ma un catering per un aperitivo per un centinaio di persone che festeggiano la conclusione di una bella esperienza legata alla lettura. 
Il cimento non è da poco.
Io mi occupo essenzialmente di libri - come attesta questo blog - ma ogni tanto, per non prendermi troppo sul serio, vado in cucina a preparare semplici ricette e poi, se mi convincono, le pubblico.
Ed è forse per questo motivo che il catering in questione è arrivato fino a me.
E così son qui che faccio prove.
Il primo esperimento è dedicato ai

Salatini al gouda e alle mandorle

La fonte è l'inesauribile libro di Popina (Isidora Popovic, Al forno, Logos 2010), con qualche variante di ingrediente.


Ingredienti
(per circa 50 pezzi)

140 gr di farina
70 gr di burro freddo a cubetti
70 gr di gouda grattugiato oppure parmigiano
35 gr di nocciole oppure mandorle
mezzo cucchiaino di lievito per torte salate
1 pizzico di sale
2 o 3 cucchiai di acqua fredda

Mettete tutti gli ingredienti nel frullatore, ad eccezione dell'acqua. Frullate il tutto con la modalità ad impulsi finché non otterrete un impasto sabbioso e non coeso. Dovete controllare che le mandorle siano sminuzzate a dovere.
A questo punto versate all'interno del frullatore i cucchiai di acqua fredda e frullate nuovamente fino al momento in cui MIRACOLOSAMENTE l'impasto sabbioso si aggregherà, diventando una morbida palla dalla consistenza solida ed elastica.


A questo punto togliete l'impasto e dividetelo in tre parti, formando con ciascuna un cilindro del diametro di circa 3 centimetri. Avvolgete i cilindretti nella plastica da alimenti e mettete in frigo per una notte.
Al mattino successivo, accendete il forno a 150°, togliete i rotolini dal frigo, eliminate la plastica che li avvolge e tagliateli a rotelle di altezza 1 cm.
Disponeteli quindi a una certa distanza (aumentano leggermente di volume) sulla leccarda ricoperta di carta da forno e infornate.
Devono cuocere circa 20 minuti, ovvero fino a quando si dorano. Eventualmente a metà cottura girateli in modo che la doratura sia da entrambi i lati. 


Fatto.

Carla



domenica 28 febbraio 2016


NO ZUCCHERO NO BURRO NO UOVA 
TORTA ANITA

È interessante rendersi conto di quanto il cervello riesca a risvegliarsi e a produrre soluzioni quando vengono fatte delle richieste insolite: il 17 febbraio è stato un compleanno importante, Anita, la mia pronipote, ha compiuto un anno!



La mamma di Anita, Miria, mi chiede di pensare a una torta che non contenga tutti quegli ingredienti che una piccoletta di quell'età è preferibile non mangi: zucchero, burro, uova.
Fino a qualche giorno prima era per me impensabile produrre un dolce non dico goloso, ma neppure commestibile, senza la presenza di queste basi.
Incredibilmente, dopo una serie di esperimenti, sono arrivata a una ricetta che mi è piaciuta molto e che sto replicando costantemente.

Ingredienti:

100 gr mandorle pelate
100 gr mandorle con pellicina
100 gr datteri denocciolati (meglio freschi, ma ora si trovano difficilmente. Vanno bene anche quelli secchi)
100 gr di latte di mandorla senza zucchero
80 gr di olio di semi di girasole
50 gr di farina tipo 0
1 mela golden
scorzetta di limone (o di arancia) grattugiata
1 bustina di lievito in polvere
granella di nocciole tostate per decorare

Mettete a cuocere in un pentolino la mela sbucciata e fatta a pezzi insieme a qualche cucchiaio d'acqua e la scorzetta di limone grattugiata.
Tritate le mandorle, sia quelle pelate sia quelle con la pellicina, in maniera da ridurle in farina. Tritate i datteri.
Unite mandorle, datteri e la farina tipo 0.
Aggiungete alle polveri il latte di mandorla e l'olio.
Aggiungete la mela cotta schiacciata con la forchetta.
Infine setacciate il lievito e unitelo al tutto.
Mettete il composto in una teglia di cm di diametro che avrete leggermente unto con l'olio e infarinato.
Livellate il tutto e cospargete la superficie con la granella di nocciole.
Mettete in forno a 180 °C per 35 minuti.



Auguri!

Lulli

sabato 9 gennaio 2016


VIVERE CON UN MAESTRO TURRONERO
Quando una è fortunata, è fortunata! Non si ammettono discussioni in merito.
Avere un marito che gira spesso nei pressi della Spagna ha i suoi vantaggi e se poi il suddetto marito è anche un po' leccuccio è ancor meglio. Ma se addirittura il suddetto marito - all'urlo di E' FINITOOOO IL TORRONE!! - non si perde d'animo ed è in grado di preparare all'istante un analogo turron blando, clone di quello appena finito, portato dal suo ultimo viaggio a Barcellona...bene in questo caso la fortuna rasenta la sfacciataggine! 
A tal punto perfetto che casa nostra meriterebbe il bollo IGP.
Qui la sua ricetta, frutto di uno studio lungo e accurato, pieno di calcoli e di proporzioni, fatto leggendo l'etichetta del turron blando d Jijona, prodotto IGP della provincia di Alicante, Spagna.


Ingredienti
300 gr di mandorle di Avola
70 gr di miele
70 gr di zucchero
mezzo tuorlo d'uovo montato a neve ferma

Per prima cosa accendete il forno a 150° e mettete a tostare le mandorle ben stese su un foglio di carta forno per almeno un quarto d'ora, comunque finché non cominciano a brunirsi.
Quindi aspettate che si freddino, quindi frullatele tanto da ottenere una polvere. Se le avrete tostate a dovere, la polvere rilascerà molto dell'olio delle mandorle e ciò che estrarrete da frullatore sarà una poltiglia piuttosto unta.
Nel frattempo montate a neve ben ferma la mezza chiara d'uovo nel frullatore, che avrete lavato e asciugato a dovere, dopo aver frullato le mandorle.
Quindi scaldate in padella il miele con lo zucchero fino a che lo zucchero non si sia sciolto del tutto, quindi aggiungete molto lentamente e un po' alla volta la chiara montata, con lo zucchero e il miele, nella padella medesima fino a far diventare il composto una cremina marroncina. 
Per ultima aggiungete la polvere di mandorle e girate con un cucchiaio di legno fino a che la cremina non diventi una palla oleosa tutta attaccata al cucchiaio. 
Fatto! Ora spalmate, in un contenitore piatto, foderato di carta forno, il composto e schiacciatelo con cura fino a fargli raggiungere uno spessore uniforme di un centimetro circa. Ora mettetelo a freddare in frigo. Da freddo, potrete tagliarlo a cubetti, a strisce, a dadini che potrete chiudere in piccoli pezzi dell'immancabile carta forno, come se fossero caramelle.
Per l'incolumità di ognuno, consiglio di tenere il turron blando in frigo. Questo, con lo scopo di interporre tra voi e lui una serie di diaframmi che ne rallentino il consumo, che altrimenti sarebbe smodato e fatale.

Carla

sabato 4 luglio 2015


BISCOTTI AL LIMONE

Alle volte ritornano! Da noi va così....
Quando Margherita era piccola, Enrico, il professore, aveva trovato una buona ricetta di una stranissima torta al limone, una sorta di crostata ricoperta da una meringata al limone, che preparava con una certa costanza, ovvero ogni fine settimana. Poi non si sa come, né perché da un giorno all'altro questa tortina è sparita dalla nostra tavola, dalla nostra mente e, semplicemente, ha cessato di esistere. Cancellata. Tuttavia, l'altro giorno, leggendo una ricetta di biscotti al limone della tradizione americana (la fonte ispiratrice è di nuovo la mia app delle sette di sera, Piccole ricette), la vecchia tortina è tornata a vivere, nella nostra mente, sulla nostra tavola, sotto forma di biscotti. Ha cambiato leggermente aspetto, ovvero da tonda che era è diventata quadrata, ma sostanzialmente il sapore è lo stesso: un misto di burroso e friabile che si mischia con l'aspro e soffice della farcitura. Buonissima, come ai vecchi tempi.




Ingredienti:
100 gr di farina di riso (o farina 00)
30 gr di zucchero a velo
30 gr di mandorle tritate finissime
85 gr di burro a temperatura ambiente
2 uova
125 gr di zucchero 
15 gr di amido di mais
75 ml di succo di limone
la scorza grattugiata del limone
40 ml di latte
sale

Mischiate in una ciotola la farina, le mandorle, lo zucchero a velo e un pizzico di sale con il burro morbido e vi verrà una sorta di frolla senza uova. Stendetela su una teglia quadrangolare di circa 20 cm di lato precedentemente ricoperta di carta forno, facendo in modo di creare un bordo che sale per circa un centimetro. Mettetela in frigo per una mezz'ora quindi ricopritela di carta forno e di ceci o fagioli secchi: insomma fate la cottura in bianco per cuocerla a 180° per 10 minuti. Quindi completate la cottura per altri 10 minuti, dopo aver tolto carta forno superiore e ceci. A questo punto, mentre la base si raffredda, preparate la crema. Montate con le fruste elettriche le uova con lo zucchero fino ad ottenere una spuma chiara e soffice, quindi aggiungete delicatamente l'amido di mais, la scorza di limone, il succo e il latte e un pizzico di sale. Se la base è tiepida versate la crema a ricoprirla, facendo attenzione che non superi il bordo di un centimetro che ha la funzione di contenere il liquido. Infornatela di nuovo e fatela cuocere per almeno 25 minuti finché la crema non diventa marroncina e si solidifica. Quando è fredda, mettetela in frigo per almeno un'ora in modo che la crema si rassodi ben bene quindi tagliatela a strisce di due tre centimetri di larghezza e cinque o sei di lunghezza per ottenere dei biscotti rettangolari. E in ultimo zucchero a velo per decorarla.
I biscotti, se dovessero durare più di un giorno, vanno conservati in frigorifero in modo che la crema non degeneri, anzi continui a rassodarsi...

Carla

sabato 17 gennaio 2015

COMPITI DELLE VACANZE

Durante il periodo di pausa del blog durante le feste appena passate mi sono dedicata alla sperimentazione di biscotti senza glutine, grazie a un amico con celiachia che richiedeva dei dolcetti.
Il primo esperimento che vi propongo è con la farina di riso e le mandorle (polverizzate con ancora la pellicina interna). In pratica si tratta di una pasta frolla senza glutine nella quale il profumo del limone è esaltato dalle mandorle.

Ecco gli ingredienti:
175 gr di farina integrale di riso
25 gr di mandorle in polvere
100 gr di burro a temperatura ambiente
70 gr di zucchero a velo
2 tuorli
la scorza grattugiata di un limone
un pizzico di sale
marmellata di agrumi (io ho usato quella di arance)



Unite la farina di riso e quella di mandorle.
Aggiungete il burro molto morbido tagliato in piccoli pezzi fino a ottenere delle grosse briciole.
Unite la scorza di limone, lo zucchero a velo, i due tuorli e il sale lavorando velocemente il tutto fino a ottenere una palla che appiattirete leggermente.
Mettete la pasta in frigo almeno per un’ora.
Staccate delle palline.
Io le ho pesate per averle tutte uguali e ho scelto di farle fra i 13 e i 15 g ciascuna.
Appiattitele un po’ e con il manico di un cucchiaio di legno premete al centro per ottenere uno spazio dove aggiungere poca marmellata di agrumi.
Mettetele su una teglia coperta di carta da forno.
Fatele cuocere in forno a 160°C per 20 minuti.

Lulli



sabato 29 novembre 2014

UNA BUONISSIMA FRUTTA PALLIDA

Mi ostino a preparare dolci a base di mandorle. Questa settimana, grazie a Susanna, ho sperimentato la pasta di mandorle o pasta reale.
Qualche anno fa proprio lei mi aveva regalato degli stampi in gesso per confezionare i fruttini di marzapane e una settimana fa è arrivato il momento di provarli.

Avevamo una ricetta nella quale si diceva di usare un chilo di polvere di mandorle, un chilo di zucchero a velo e 60 grammi di glucosio, insieme a una fialetta di essenza di mandorle amare, una di essenza di vaniglia…
Mi sembrava una proporzione di mandorle e zucchero veramente esagerata, rischiavamo di ottenere un pasta dal sapore stucchevole.
È bastata una telefonata a Claudia, archeologa siciliana che ogni anno insieme al padre produce dolci agnellini pasquali, per avere le informazioni corrette.
Se si vuole ottenere una pasta di mandorle in cui il sapore predominante sono le mandorle e non lo zucchero, la proporzione deve essere di 260 gr di zucchero a velo per 1 chilo di frutta secca.
Noi avevamo già le mandorle in polvere, ma sarebbe meglio partire dal frutto intero sbucciato e privato della pellicina.
Alla polvere abbiamo aggiunto 200 gr di zucchero a velo e 60 gr di glucosio (che dovrebbe aiutare a mantenere più a lungo umida la preparazione) sciolti in un bicchiere di acqua.
Prima abbiamo impastato con un cucchiaio di legno e poi con le mani fino a ottenere un impasto compatto e untuoso.
Abbiamo poi riempito gli stampi, facendovi aderire sopra un pezzetto di pellicola trasparente per evitare il contatto con il gesso e premendo bene in maniera da riempire tutti gli spazi.



Normalmente i frutti sono colorati, Claudia consiglia di evitare i coloranti artificiali e di usare il caffé, lo zafferano, il cioccolato. A me piacciono di più così, come fantasmi golosi.

Lulli