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venerdì 27 febbraio 2026

UNO SGUARDO DAL PONTE (libri a confornto)

ACCADDE DOMANI


"L’UOMO HA SEMPRE SUDDIVISO IL TEMPO SEGUENDO I CICLI NATURALI. IL GIORNO È SCANDITO DAL SORGERE E TRAMONTARE DEL SOLE, LE SETTIMANE DALLE FASI LUNARI, CHE SONO QUATTRO E CHE, TUTTE INSIEME, SCANDISCONO I MESI. LE QUATTRO STAGIONI, CHE CORRISPONDONO A UNA RIVOLUZIONE COMPLETA DELLA TERRA INTORNO AL SOLE, SCANDISCONO INVECE L’ANNO. DETTO QUESTO, NEL TEMPO I POPOLI HANNO ADOTTATO DIVERSI CALENDARI. 
QUELLO UTILIZZATO NEL MONDO OCCIDENTALE È IL CALENDARIO GREGORIANO, INTRODOTTO DA PAPA GREGORIO XIII NEL 1582." 

Con queste poche righe che raccontano come sono nati i calendari, si inaugura una collana che ha per titolo I libri dei mesi e che conterà, facile prevederlo, 12 volumi. 
Si tratta di grandi libri, rilegati, che al loro interno condividono la struttura. A ogni giorno del mese è dedicata la doppia pagina che ospita una grande tavola centrale con sopra una piccola fascia con la numerazione dei giorni e in neretto compare quello cui è dedicata la pagina. Al di sotto dell'immagine corre invece un testo che racconta ciò che in quel preciso giorno del mese è successo, introdotto da un titolo accattivante e un anno di riferimento. Questa fascia di testo ospita anche, nella parte destra, altri due fatti, accaduti sempre in quel preciso giorno, ma raccontati in modo ben più telegrafico. 
A fine corsa, come è saggio che sia, ciascun fatto viene riordinato cronologicamente, non prima però di aver creato una sorta di indice visivo, che si intitola: il mese in un colpo d'occhio. 
La collana è diretta da Davide Calì. 


A lui il merito di portare in porto questa magnifica idea e a lui l'onore di esordire, ossia di lanciare la collana stessa. Suo è infatti il primo volume dedicato a dicembre e suoi saranno anche altri mesi... 
Su questo schema prestabilito che si ripete, d'altronde si parla di tempo e di calendari, le uniche variabili sono i nomi di chi ha curato i testi e di chi ha realizzato le immagini. 
E qui arriva la seconda bellezza: alle "tastiere" per adesso hanno messo la loro firma oltre a Calì, Ivan Canu e tra breve Chiara Lorenzoni mentre alle figure si sono succedute Francesca Gastone e, per marzo, Maria Lucia Carbone. Per il mese di giugno si aspetta con trepidazione Luogo Comune. 
Questa tipologia di libri contiene due caratteri che, nel mio caso, e spero anche in quello di molti bambini e bambine curiosi, funzionano come miele per gli orsi. 
Incitano alla collezione e sono dei gustosissimi cataloghi: di storie e di immagini. Non semplici liste, ma ragionatissimi repertori, cataloghi! 
Per paradosso, il tempo che scorre è la cosa meno importante: funziona da pretesto per collezionare secondo un ordine prestabilito, per l'appunto un catalogo di fatti di interesse che vanno in direzioni ogni volta differenti. 
Come in tutti gli almanacchi contemporanei, il concetto di "accadde domani" è il vero fulcro dell'interesse. 
Ma quale potrebbe essere il criterio di lettura di un libro del genere? 
Si può scegliere di essere sistematici e partire dal 1 dicembre e leggere tutto per bene per poi arrivare fino al 31. Nel caso si scelga questa lettura sistematica, va da sé che gioca un ruolo importante la scelta dei fatti da raccontare, come in ogni catalogo, d'altronde, è lei a fare la differenza.
Ed è qui che in trasparenza si vede la caratura di chi scrive e sta selezionando, fior da fiore, cose da raccontare. Argomenti che incuriosiscano, che abbiano qualcosa di insolito, oppure facciano riferimento a qualcosa di cui si presume di conoscere già un bel po'. 


Per esempio, scoprire quali sono le tre leggi della robotica e che le scrisse Asimov, il papà della fantascienza, nei suoi nove racconti dal titolo Io, robot può essere una curiosità. Oppure scoprire un po' di preistoria del cellulare e apprendere che solo una trentina di anni fa fu mandato il primo SMS della storia e che i caratteri a disposizione erano solo 160... 


O ancora commuoversi una volta di più con la storia del cane Hachikō o apprendere quella del ballerino Nureyev o la scoperta dell'esercito di terracotta in Cina. 


Oppure si può scegliere di affidarsi alle immagini e da loro farsi prendere per mano e farsi condurre.


E anche in questo secondo caso è il calibro di chi disegna che fa la differenza. 
E allora penso a quanto brave siano state le prime due illustratrici. E aspetto al varco il terzo. 
Il fatto di avere un'unica possibilità di illustrazione, per una narrazione seppure brevissima, è la grande sfida per tutti loro. 
Per Dicembre e Marzo, mi pare evidente che tutte e due abbiano ampiamente dimostrato di saper catturare in un amen lo sguardo del lettore. 


Per il mese di marzo Maria Lucia Carbone mette in campo il suo digitale. Mentre a dicembre erano i collage fotografici digitali di Francesca Gastone a togliere il fiato: uno più bello dell'altro. 
Due linguaggi differenti, ma entrambi di grande efficacia. 


Il lessico di Francesca Gastone è fatto di un uso sapiente dei pattern e dei colori, di foto di oggetti con scale dimensionali inattese. Come inaspettate sono spesso le prospettive delle sue composizioni. Gioca, da architetto, con i volumi e le forme: li asciuga fino a renderli delle icone. 
Entrambe sanno essere magnificamente efficaci e nello stesso tempo allusive.


E questo, ancora una volta, può fare la differenza.
Dunque, libri imperdibili.  

Carla 

Dicembre, Davide Calì, Francesca Gastone, Nomos 2025 
Marzo, Ivan Canu, Maria Lucia Carbone, Nomos 2026

mercoledì 15 maggio 2024

FAMMI UNA DOMANDA!

NEL MARE BLU


Con colpevole ritardo, segnalo il primo di due libri pubblicati da Gianumberto Accinelli con l’editore Nomos: in occasione della terza ristampa, ‘Giù nel blu. Dalla superficie agli abissi: viaggio sottomarino sfogliabile’, che il noto biologo e divulgatore firma con l’illustratrice Giulia Zaffaroni, è stato insignito del Bologna Ragazzi Awards 2024 nella categoria speciale ‘Mari’.
Si tratta di un libro con sfoglio verticale, che accentua l’impostazione data dagli autori, simulando una coraggiosa discesa nelle profondità marine.
Il testo ha una struttura molto razionale, proponendo, dopo una breve introduzione, una serie di capitoli che corrispondono alle diverse zone in cui è suddiviso il mare: epiplegica, mesoplegica, batiplegica, abissoplegica e adoplegica. Ciascun capitolo vede un’introduzione che ne spiega le caratteristiche fisico chimiche, per poi descriverne gli abitanti. Su alcuni di essi, i più rappresentativi, l’autore si sofferma con una descrizione approfondita.
Nella successione delle zone marine sono inseriti due capitoli di approfondimento su tematiche specifiche: uno dedicato alla plastica e alla sua presenza distruttiva nel mare, l’altro riguarda l’interdipendenza fra le specie viventi e l’importanza della biodiversità. Termina il volume un indice degli animali che sono stati descritti nel testo.


Fermiamoci un attimo sul tema affrontato nel libro, l’andare a vedere cosa c’è sotto; di libri fatti così ce ne sono stati diversi, sia in forma descrittiva che in forma narrativa.
Fra tutti, non può essere dimenticato il capolavoro della coppia Mizielinski e Mizielinska ‘Sott’acqua. Sotto terra’, pubblicato in Italia nel lontano 2015. Come ricorderete, il libro prevede una progressiva discesa all’interno della Terra, da un lato nel terreno, dall’altro lato del libro nel mare, fino a ricongiungersi nella pagina centrale che rappresenta il centro della Terra.
Dunque le profondità, poco visibili in superficie, della terra e dell’acqua hanno un indiscutibile fascino, che l’illustratrice Giulia Zaffaroni ha interpretato in questo libro come una rappresentazione sintetica degli ambienti descritti: poche creature su uno sfondo che si fa sempre più scuro fino a diventare nero, riuscendo a dare profondità ad immagini con pochissimi soggetti.
Quanto al testo, Accinelli si conferma come un ottimo divulgatore, capace di mantenere una prosa lineare, chiara, senza perdere però l’accuratezza dei termini e delle descrizioni.
‘Giù nel blu’ è senza dubbio un ottimo libro di divulgazione per bambine e bambini, dai sette anni in poi, attratti dal mare e dai suoi segreti e il premio ottenuto a Bologna certifica la qualità della produzione di un editore come Nomos.

Eleonora

“Giù nel blu. Dalla superficie agli abissi: viaggio sottomarino sfogliabile”, G. Accinelli, ill. G. Zaffaroni, Nomos 2021







lunedì 30 ottobre 2023

FAMMI UNA DOMANDA!


TENTACOLI SORPRENDENTI


Ci sono animali che entrano raramente nelle narrazioni e nella divulgazione per bambini; fra questi indubbiamente rientrano i cefalopodi, classe di molluschi marini, dalla struttura caratteristica e dalle dimensioni molto variabili.
Di calamari, seppie e polpi si occupa il volume da poco pubblicato da Nomos, intitolato ‘Tentacoli. Piccolo catalogo di polpi, seppie e calamari’, firmato da Marco Colombo e Francesco Tomasinelli, con le illustrazioni di Giulia De Amicis; la revisione scientifica è di Andrea Impera.
La prefazione è di Craig Foster, autore del bellissimo documentario ‘My Octopus Teacher’ (‘Il mio amico in fondo al mare’); se non lo aveste visto, ne consiglio caldamente la visione, per la capacità di modificare il nostro punto di vista su questi straordinari animali.
Le caratteristiche comuni ai cefalopodi sono rappresentate dalla struttura del corpo, costituita da braccia, o tentacoli, attaccate direttamente alla testa, mentre il corpo prende il nome di mantello; da mimetismo, che consente loro di cambiare colore con grande facilità; dalla singolare intelligenza, cui sono dedicati alcuni studi anche recenti, che hanno evidenziato delle capacità cognitive come l’imitazione, il riconoscimento individuale di soggetti umani, l’attitudine al gioco, l’utilizzo di strumenti. Leggendari alcuni tentativi di evasione dagli acquari, così come i dispetti rivolti al personale dei laboratori, in base a simpatie ed antipatie.


Tanta abilità consente a questi animali di sopravvivere in un ambiente in cui sono contemporaneamente prede e predatori e quindi è loro richiesto grande capacità di adattamento e di fuga.
Particolarmente penalizzante il sistema riproduttivo, che nei polpi determina la morte della madre alla fine dell’accudimento delle uova, cui si dedica integralmente, rinunciando a nutrirsi.
Quanto detto fin qui rende evidente la particolarità di questi molluschi, che si impongono alla nostra attenzione soprattutto per le sorprendenti capacità cognitive: il libro riesce a trasmettere proprio il senso di stupore nei confronti di questi animali, da cui non ci aspetteremmo la complessità di comportamenti che invece mostrano.
Stupore che viene trasmesso anche nella seconda parte del libro, dedicata agli approfondimenti, costituiti da focus dedicati alle diverse specie di seppie, calamari e polpi, diversi per dimensioni e forme, le più singolari. Le illustrazioni di Giulia De Amicis rendono bene questa varietà di creature piccolissime o gigantesche, caratterizzate da forme e colori straordinari.
Infine, ci sono le schede tecniche che di ciascun animale indicano dimensioni, distribuzione, habitat.
Il libro termina, come nei migliori libri di divulgazione, con la bibliografia costituita da pubblicazioni, siti web e video, e con il necessario glossario.


Può un libro così specificamente dedicato a un ristretto gruppo di animali attrarre i giovani lettori e lettrici, appassionati di animali? Penso proprio di sì: penso che, fortunatamente, a fianco di libri più tradizionali, che puntato sul facile effetto prodotto, ad esempio, dai grandi predatori, nell’editoria votata alla divulgazione si stiano facendo strada argomenti più sofisticati, che puntano all’esplorazione del meno conosciuto, i territori ancora ignoti o quasi, dove molti punti fermi, o presunti tali, vengono messi in discussione.
Libri come questo si segnalano non solo per l’originalità del contenuto, ma anche per il rigore dei testi, per la precisione dei riferimenti, per le possibilità di approfondimento, contribuendo a determinare uno sguardo nuovo sul mondo naturale, privo di preconcetti e luoghi comuni.
Sicuramente adatto a lettrici e lettori a partire dai dieci anni che amino il mare e i suoi abitanti e siano animati da inguaribile curiosità.

Eleonora

“Tentacoli. Piccolo catalogo di polpi, seppie e calamari”, di M. Colombo e F. Tomasinelli, ill. di G. De Amicis, Nomos 2023



 

lunedì 16 ottobre 2023

FAMMI UNA DOMANDA!


LA VITA AVVENTUROSA DELLE OPERE D’ARTE


Un modo sicuramente originale per avvicinare i ragazzi e le ragazze alla storia dell’arte è quello di sottolinearne il lato avventuroso, se non criminale.
Lo fa la storica dell’arte Barbara Conti in ‘L’arte...che avventura!’, pubblicato da Nomos con le illustrazioni di Cristina Trapanese. La casistica che incontriamo nei quattordici episodi riportati nel libro è molto varia: si va dai furti e rapine compiuti sia dai pirati, nel caso del Giudizio Universale di Memling, che da professionisti, o da incauti sprovveduti, come nel caso della Gioconda; ci sono poi i furti ‘di Stato’, operati cioè o da governi occupanti, come nel caso di Napoleone e, molto più recentemente dai nazisti; oppure si tratta di acquisti più o meno fraudolenti che hanno consentito, per esempio, l’acquisizione dei marmi del Partenone da parte del British Museum. Fra questi ci sono anche i quattro cavalli che, ora in copia, svettano su Piazza san Marco, a Venezia, e che furono sottratti a Costantinopoli durante il saccheggio operato dai veneziani guidati dal doge Enrico Dandolo.
Dunque una casistica molto varia, che racchiude casualità, rapine, contese internazionali e vicende personali dei singoli artisti. Di ciascun episodio Cristina Trapanese suggerisce la sua interpretazione visiva, sintetica ed efficace; accurata anche l’impaginazione e la grafica, che rende ancor più fluida la lettura.


Di questi episodi vorrei ricordarne un paio. Il primo riguarda il Ritratto di Donna Franca Florio, eseguito da Giovanni Boldini, pittore molto noto per i suoi ritratti femminili; iniziato nel 1901, non piacque al marito Don Ignazio, che lo ritenne troppo audace; stroncato anche alla Biennale di Venezia del 1903, il dipinto segue il suo autore a Parigi, dove verrà più volte rimaneggiato negli anni fra il 1910 e il 1918, allungando o accorciando il vestito, modificando la posa, mostrando una audace scollatura o coprendola. Il dipinto viene concluso nel 1924, ma a quel punto i Florio sono in rovina e non possono più comprarla. Ne seguono una serie di aste, che portano Donna Franca prima in America, poi di nuovo in Italia, dove, per una nuova asta il ritratto entra a far parte della collezione privata della famiglia siciliana dei marchesi Berlingieri, con l’accordo della sua esposizione pubblica. Una vita molto avventurosa per un dipinto, che a che fare con la moda, le consuetudini, l’incipiente modernità, le fortune e sfortune del committente e anche con l’incapacità delle autorità preposte ad impedirne l’acquisizione da parte di privati.
L’incapacità di valutare l’importanza di questa o quella opera d’arte è una delle costanti di queste storie, che riguardano, ad esempio, Matisse e van Gogh.
Un’altra storia interessante riguarda proprio van Gogh e il suo Ritratto del Dottor Gachet, dipinto nella primavera del 1890; pochi giorni dopo aver completato l’opera, il grande artista si tolse la vita. Da quel momento, il ritratto passa di mano ben tredici volte, passando per le mani dei nazisti, di un banchiere tedesco e poi di un facoltoso ebreo che riesce a mettersi in salvo in America, insieme alla tela. Ma il finale è ancora più sorprendente: il Ritratto finisce nelle mani di un facoltoso giapponese, Ryoei Saito, che dichiara che avrebbe distrutto il dipinto prima di morire, per evitare le tasse di successione esorbitanti ai figli. Fatto sta che dalla morte di Saito, nel 1996, nessuno ha più visto la tela. Un’altra storia di arte incompresa, di facoltosi collezionisti e di Stati del tutto assenti nel tutelare quello che dovrebbe essere un patrimonio universale.


Sarebbe bello se i giovani lettori e le giovani lettrici, dai dieci anni in poi, che leggessero queste belle storie avventurose, non si appassionassero solo alle vicende rocambolesche di questo o quel capolavoro, ma maturassero anche la convinzione che l’arte è di tutti e come tale va difesa e tutelata, anche quando non se ne comprende appieno il significato.
Consiglio la lettura di questo libro interessante e originale a tutti quelli che apprezzino un punto di vista particolare sull’Arte e che vogliano sapere un po’ di più non solo di artisti, ma anche di ladri, eserciti invasori, collezionisti, tombaroli, banchieri e così discorrendo.

Eleonora

“L’Arte...che avventura!”, B. Conti, ill. C. Trapanese, Nomos edizioni 2023








lunedì 5 giugno 2023

FAMMI UNA DOMANDA!


DELLE ONDE IL CATALOGO È QUESTO!


Preceduto da ‘Nuvolario’, ‘Ondario’, scritto da Sarah Zambello e illustrato da Susy Zanella, è un bel libro illustrato dedicato al mondo del mare, nell’ottica particolare di descriverne le onde.
Descrivere e classificare, questa sembra la vocazione espressa da questa collana dell’editore Nomos: le nuvole, le onde, le comete. L’approccio è analitico, descrittivo e non sceglie la via più semplice, del parlare del mare attraverso le sue onde. Al contrario le autrici entrano dritte nei tecnicismi, nelle diverse classificazioni, nelle misurazioni, scegliendo, come contraltare a tanta dottrina, le citazioni letterarie che attingono a Hemingway o a Coleridge, oppure all’infinito patrimonio di miti e leggende.
E dunque si parte dal vento e dalle maree, dalle correnti oceaniche fino a spiegare come vengono misurate le onde e di conseguenza come venga classificato il moto ondoso secondo la scala di Douglas, che riguarda il mare vivo e il mare morto, ovvero con la presenza o l’assenza di vento.
Il testo è conciso e dettagliato, con l’opportuno apparato di note; è sempre molto chiaro, con l’unica eccezione di testi stampati in nero su sfondo scuro. A seguire, il glossario e la bibliografia, soprattutto letteraria.


In poche parole, un interessante approccio al libro di divulgazione, dove si affiancano contenuti prettamente scientifici a suggestioni narrative o artistiche, quasi a suggerire la complessità dell’oggetto indagato, al di là del più stretto tecnicismo. Si tratta di un esperimento interessante che allarga anche il bacino dei potenziali lettori e lettrici: non solo ragazzi appassionati di mare, non solo estimatori di libri illustrati. Lettrici e lettori, in base alle proprie propensioni e competenze, potranno trarre informazioni e suggestioni fra loro connesse; possono essere, come dicevo, ragazze e ragazzi, ma anche adulti, che apprezzino in particolare i libri ben fatti, ben pensati e ben costruiti.


Le illustrazioni di Susy Zanella, che spesso costituiscono lo sfondo del testo, accompagnano con precisione le argomentazioni, le descrizioni e le misurazioni, prestandosi sia a rappresentare concetti e dati scientifici sia a interpretare le suggestioni letterarie.
Il testo, cui hanno contribuito diversi esperti, è scritto con la collaborazione con il Centro del Mare dell’Università di Genova.


Consiglio la lettura a tutte e tutti gli amanti del mare, dai dieci ai novantanove anni.

Eleonora

“Ondario”, S. Zambello e S. Zanella, Nomos Edizioni 2022




venerdì 17 marzo 2023

FAMMI UNA DOMANDA!

METALLO


Lo sviluppo della produzione di testi divulgativi segue strade diverse: mentre si fa un gran parlare della relazione fra questi e gli albi illustrati, esce con Nomos un libro che rimanda all’impostazione classica del libro informativo: si tratta di ‘Metallo’, un libro illustrato dedicato a quel gruppo di elementi così denominati.
‘Metallo. Dal cuore della terra alla civiltà umana’ è scritto da Petra Paoli, esponente dell’Accademia Drosselmeier, artigiana ceramista e molto altro, ed è illustrato da Marco Sandreschi.
L’intento del libro è dichiarato dal titolo, fornire una rassegna dei diversi metalli, e delle leghe da questi derivati, dedicando a ciascuno una doppia pagina e talvolta qualcosa di più; nella pagina colorata di sinistra di ciascuna doppia pagina sono descritte le caratteristiche fisico chimiche dell’elemento in questione, di cui viene riportata la sigla e il numero atomico. A destra gli elementi storici che raccontano da quando quel determinato metallo è stato utilizzato e per cosa; come e quando sono state inventate le leghe, che hanno dato vita a materiali di primaria importanza, come il bronzo e l’acciaio.


Rilevanti sono i riferimenti storici, non solo per quello che riguarda la storia della tecnologia, ma anche per gli aspetti politici e sociali: si racconta la vicenda della più grande miniera di rame in Cile, di proprietà americana e successivamente nazionalizzata da Salvador Allende (e ogni riferimento al golpe e alle sue motivazioni non è affatto casuale): oppure si parla delle condizioni di sfruttamento dei bambini nelle miniere africane, o del monopolio detenuto dalla Cina sulla lavorazione delle cosiddette terre rare.
Si tratta, dunque, di un libro che tiene bene aperti gli occhi sul presente e sulle sue contraddizioni, senza per questo dimenticare l’oggetto principale, che è la descrizione di un gruppo specifico di elementi naturali che hanno cambiato il corso della Storia e che condizionano la nostra vita, con la miriade di oggetti fabbricati con questi materiali: dalle opere d’arte agli oggetti della vita quotidiana, fino alle grandi costruzioni, come la Torre Eiffel o la Statua della Libertà, monumenti simbolo di due metropoli occidentali, costruite appunto in metallo.
Quanto alle opere d’arte non possono mancare i riferimenti ai ritrovamenti anche recentissimi, di statue in bronzo, diventate simbolo della classicità.
Impaginazione, grafica, tipologia della carta utilizzata sono di alto livello e rendono il libro un oggetto curato e accattivante, a partire dalla bella copertina, come dovrebbe sempre essere nell’ambito dei libri per ragazzi e ragazze; il linguaggio è chiaro e preciso, salvo qualche piccola incertezza lessicale. Alla fine del volume c’è il glossario e una sintetica bibliografia, in cui spicca l’insuperato saggio di Jared Diamond ‘Armi, acciaio e malattie’.


L’editore Nomos dimostra di saper scegliere con oculatezza i testi di divulgazione che pubblica, da quelli della Säfström  a Bunting.
La lunghezza e la tecnicità del testo lo rendono adatto a lettrici e lettori dai dieci anni in poi. Può piacere a chi apprezza la scienza, la tecnologia, la storia; ma lo può leggere con piacere anche un adulto, che voglia rinfrescarsi la memoria su alcuni aspetti della chimica, ma anche del mondo contemporaneo.

Eleonora


“Metallo. Dal cuore della Terra alla civiltà umana”, P. Paoli, ill. M. Sandreschi, Nomos edizioni 2023




venerdì 4 marzo 2022

FAMMI UNA DOMANDA!


IL GENIO E IL SUO DOPPIO


Dopo lo strepitoso ‘Come sono arrivato qui?’, dedicato alla storia del mondo, Philip Bunting approda al mondo vegetale con ‘Il genio gentile degli alberi’, pubblicato da Nomos Edizioni.
Bunting, dal mio punto di vista, è il secondo genio in questione: autore di testi e immagini, riesce a costruire libri illustrati di natura divulgativa di assoluto valore, incarnando un modello quanto mai difficile da realizzare: dire cose difficili con parole semplici. La semplicità e l’immediatezza, garantita dall’efficacia delle immagini, non sono sinonimi di banalità. Uno dei limiti maggiori della divulgazione per piccoli è la pericolosa oscillazione fra la banalizzazione utilizzata perché si ritiene che i bambini e le bambine non capiscano e, d’altra parte, l’uso di concetti e termini astratti, perché si ritiene, al contrario che i bambini siano in grado di assimilare concetti come l’entropia. Bene, Bunting è la dimostrazione che esiste una terza via, un modo cioè che non riduce i contenuti, ma li esprime con un linguaggio semplice e di immediata comprensione. Nel raggiungere questo risultato risulta fondamentale il ruolo dell’illustrazione, che in alcuni aspetti è molto vicina all’infografica, per altri aspetti alleggerisce il testo, dandone una versione ironica.
Ma veniamo a questo libro, uscito proprio in questi giorni. 


Sappiamo come da tempo anche nei libri per ragazzi e ragazze sia filtrato l’argomento, più che mai affascinante, della vita segreta degli alberi. C’è un’ampia bibliografia in merito. Il percorso seguito da Bunting per arrivare all’aspetto meno conosciuto della vita degli alberi è piuttosto lineare: partendo dalla relazione fra noi e le piante, l’autore descrive poi il meccanismo con cui le piante si alimentano, cioè la fotosintesi. Nel descrivere, poi, la struttura, si sofferma in particolare sul ruolo delle radici, considerate come il ‘cervello’ della pianta, interconnessa, anche grazie ai funghi, alle altre. Così viene descritta la funzione di comunicazione fra una pianta e l’altra: quando viene attaccata da un ‘predatore’, per esempio un pacifico cervo in cerca di tenere foglioline, o quando si protegge una nuova piantina in fase di crescita.
Quello che è davvero stupefacente è il grado di interrelazione fra le piante e fra le piante e i funghi, i sistemi complessi utilizzati per aiutarsi e difendersi. Tutto caratterizzato da qualcosa che per noi è inconcepibile: la lentezza. Un albero cresce lentamente e costantemente, alla ricerca della luce, facendosi sempre più forte:
‘E se possiamo imparare anche solo una cosa dal genio gentile degli alberi, che sia questo…
Cresci lentamente, cresci forte.’


Se c’è un appunto che si può muovere a questo libro è l’aver scelto una forma assertiva quando l’autore invita alla riflessione sul nostro modo di vivere in relazione al mondo dei viventi; magari usare una forma interrogativa, aprire le menti al dubbio e alle tante possibilità sarebbe stato più stimolante.
Bunting è un autore inglese, trasferitosi da anni in Australia, nella regione del Queensland. Mi ha colpito particolarmente il tributo che chiude questo volume:
‘Dichiarazione di riconoscimento della Nazione: riconosco i custodi tradizionali della terra in cui vivo e lavoro e rendo omaggio alla nazione Gubbi Gubbi. Rendo omaggio agli Anziani della comunità ed estendo il mio riconoscimento ai loro discendenti’.
Dimostrazione di grande rispetto, un rispetto che avrebbe dovuto esserci molto tempo fa ed un rispetto che ora dovremmo avere nei confronti della Terra e dei suoi abitanti, tutti.
Per tutta la saggezza e la conoscenza che questo libro contiene, consiglio caldamente la lettura condivisa a bambine e bambini che non si accontentino di risposte facili, a partire dai sette anni.

Eleonora

“Il genio gentile degli alberi”, P. Bunting, Nomos edizioni 2022