venerdì 27 febbraio 2026

UNO SGUARDO DAL PONTE (libri a confornto)

ACCADDE DOMANI


"L’UOMO HA SEMPRE SUDDIVISO IL TEMPO SEGUENDO I CICLI NATURALI. IL GIORNO È SCANDITO DAL SORGERE E TRAMONTARE DEL SOLE, LE SETTIMANE DALLE FASI LUNARI, CHE SONO QUATTRO E CHE, TUTTE INSIEME, SCANDISCONO I MESI. LE QUATTRO STAGIONI, CHE CORRISPONDONO A UNA RIVOLUZIONE COMPLETA DELLA TERRA INTORNO AL SOLE, SCANDISCONO INVECE L’ANNO. DETTO QUESTO, NEL TEMPO I POPOLI HANNO ADOTTATO DIVERSI CALENDARI. 
QUELLO UTILIZZATO NEL MONDO OCCIDENTALE È IL CALENDARIO GREGORIANO, INTRODOTTO DA PAPA GREGORIO XIII NEL 1582." 

Con queste poche righe che raccontano come sono nati i calendari, si inaugura una collana che ha per titolo I libri dei mesi e che conterà, facile prevederlo, 12 volumi. 
Si tratta di grandi libri, rilegati, che al loro interno condividono la struttura. A ogni giorno del mese è dedicata la doppia pagina che ospita una grande tavola centrale con sopra una piccola fascia con la numerazione dei giorni e in neretto compare quello cui è dedicata la pagina. Al di sotto dell'immagine corre invece un testo che racconta ciò che in quel preciso giorno del mese è successo, introdotto da un titolo accattivante e un anno di riferimento. Questa fascia di testo ospita anche, nella parte destra, altri due fatti, accaduti sempre in quel preciso giorno, ma raccontati in modo ben più telegrafico. 
A fine corsa, come è saggio che sia, ciascun fatto viene riordinato cronologicamente, non prima però di aver creato una sorta di indice visivo, che si intitola: il mese in un colpo d'occhio. 
La collana è diretta da Davide Calì. 


A lui il merito di portare in porto questa magnifica idea e a lui l'onore di esordire, ossia di lanciare la collana stessa. Suo è infatti il primo volume dedicato a dicembre e suoi saranno anche altri mesi... 
Su questo schema prestabilito che si ripete, d'altronde si parla di tempo e di calendari, le uniche variabili sono i nomi di chi ha curato i testi e di chi ha realizzato le immagini. 
E qui arriva la seconda bellezza: alle "tastiere" per adesso hanno messo la loro firma oltre a Calì, Ivan Canu e tra breve Chiara Lorenzoni mentre alle figure si sono succedute Francesca Gastone e, per marzo, Maria Lucia Carbone. Per il mese di giugno si aspetta con trepidazione Luogo Comune. 
Questa tipologia di libri contiene due caratteri che, nel mio caso, e spero anche in quello di molti bambini e bambine curiosi, funzionano come miele per gli orsi. 
Incitano alla collezione e sono dei gustosissimi cataloghi: di storie e di immagini. Non semplici liste, ma ragionatissimi repertori, cataloghi! 
Per paradosso, il tempo che scorre è la cosa meno importante: funziona da pretesto per collezionare secondo un ordine prestabilito, per l'appunto un catalogo di fatti di interesse che vanno in direzioni ogni volta differenti. 
Come in tutti gli almanacchi contemporanei, il concetto di "accadde domani" è il vero fulcro dell'interesse. 
Ma quale potrebbe essere il criterio di lettura di un libro del genere? 
Si può scegliere di essere sistematici e partire dal 1 dicembre e leggere tutto per bene per poi arrivare fino al 31. Nel caso si scelga questa lettura sistematica, va da sé che gioca un ruolo importante la scelta dei fatti da raccontare, come in ogni catalogo, d'altronde, è lei a fare la differenza.
Ed è qui che in trasparenza si vede la caratura di chi scrive e sta selezionando, fior da fiore, cose da raccontare. Argomenti che incuriosiscano, che abbiano qualcosa di insolito, oppure facciano riferimento a qualcosa di cui si presume di conoscere già un bel po'. 


Per esempio, scoprire quali sono le tre leggi della robotica e che le scrisse Asimov, il papà della fantascienza, nei suoi nove racconti dal titolo Io, robot può essere una curiosità. Oppure scoprire un po' di preistoria del cellulare e apprendere che solo una trentina di anni fa fu mandato il primo SMS della storia e che i caratteri a disposizione erano solo 160... 


O ancora commuoversi una volta di più con la storia del cane Hachikō o apprendere quella del ballerino Nureyev o la scoperta dell'esercito di terracotta in Cina. 


Oppure si può scegliere di affidarsi alle immagini e da loro farsi prendere per mano e farsi condurre.


E anche in questo secondo caso è il calibro di chi disegna che fa la differenza. 
E allora penso a quanto brave siano state le prime due illustratrici. E aspetto al varco il terzo. 
Il fatto di avere un'unica possibilità di illustrazione, per una narrazione seppure brevissima, è la grande sfida per tutti loro. 
Per Dicembre e Marzo, mi pare evidente che tutte e due abbiano ampiamente dimostrato di saper catturare in un amen lo sguardo del lettore. 


Per il mese di marzo Maria Lucia Carbone mette in campo il suo digitale. Mentre a dicembre erano i collage fotografici digitali di Francesca Gastone a togliere il fiato: uno più bello dell'altro. 
Due linguaggi differenti, ma entrambi di grande efficacia. 


Il lessico di Francesca Gastone è fatto di un uso sapiente dei pattern e dei colori, di foto di oggetti con scale dimensionali inattese. Come inaspettate sono spesso le prospettive delle sue composizioni. Gioca, da architetto, con i volumi e le forme: li asciuga fino a renderli delle icone. 
Entrambe sanno essere magnificamente efficaci e nello stesso tempo allusive.


E questo, ancora una volta, può fare la differenza.
Dunque, libri imperdibili.  

Carla 

Dicembre, Davide Calì, Francesca Gastone, Nomos 2025 
Marzo, Ivan Canu, Maria Lucia Carbone, Nomos 2026

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