"SI DEDICAVA SOLO ALL'AMORE"
(trad. Tatiana Pepe)
Caissa Italia Editore 2026
NARRATIVA ILLUSTRATA PER MEDI (dagli 8 anni)
"Potrei parlare della mia mamma giornate intere e nessuno si annoierebbe.
Oltre me, tutti amano la mia mamma. Alcuni la amano per il suo carattere allegro. Altri perché non fa la spia.
C'è stato uno che l'ha amata perché lei era lei. Le diceva sempre: ' Grazie per come sei.'
E la mamma gli rispondeva: 'Prego.'
La mia mamma è la mamma più gentile e più educata del mondo..."
Forse val la pena, per velocità, mettere in elenco le cose in cui la mamma di questo bambino è la più bella. Per il girovita, per come cade, per come si ammala, per i suoi talloni, per le gambe e le mani, per come sputa, per come ride, per il suo naso, per la sua testa, per la gola, per la sua pelliccia di zampette di volpe, per quanto è furba, per i polmoni che ha, e anche per il cuore e per lo stomaco, la pancia, la sua casa e i mobili che ci sono dentro, la macchina, grande e lunga.
L'unica cosa che non gli piace tanto della sua mamma è l'appendice che le causa un sacco di problemi...
Solo un ultimo dettaglio finale da aggiungere: ora come ora, questa mamma non sembra esserci. Tarda ad arrivare. Ma lui continuerà ad aspettarla e, per ingannare l'attesa, sul muro con un pennarello scrive: "Mamma, finalmente! Cominciavamo a preoccuparci."
Elenco per elenco, si potrebbe replicare così.
La (cosa) più bella di tutte di questo libro è la capriola che ti costringe a fare, ogni volta che sei lì che leggi uno dei suoi tredici racconti e uno dei suoi nove amori felici.
La (cosa) più bella di tutte di questo libro è il tono che ha.
La (cosa) più bella di tutte di questo libro è il ritmo sempre diverso che prende.
La (cosa) più bella di tutte di questo libro è la lievissima tendenza al politicamente scorretto e all'ironia.
La (cosa) più bella di tutte di questo libro è che va in molte direzioni diverse e le esplora.
Per parlare delle capriole basterà forse fare una serie di esempi. Il primo dei quali potrebbe essere la nonna cactus che veglia sul sonno e sui giochi in cortile del nipote che un giorno ha piantato un seme in un vaso. Vaso che ora ospita quella opuntia che fa bella mostra di sé sul davanzale della finestra della cameretta. Oppure ricordare la malinconica storia di Upak e Talula, una sorta di Orfeo ed Euridice preistorici... O ancora, nelle due incursioni fiabesche, una delle quali più felice dell'altra, dove i due protagonisti - la bella addormentata e il principe - sono destinati a non vedersi mai da svegli...
Per parlare del tono, racconto dopo racconto, vanno notate due cose.
La prima dipende da Esenovskij in persona e l'altra da Tatiana Pepe che lo tampina passo passo, come nella ben nota pubblicità del vino Folonari, per chi se la ricorda.
Esenovskij ha uno stile molto particolare di scrittura. Pieno di allusioni, giochi di parole, ma soprattutto pieno di sguardi d'intesa con il suo pubblico bambino, in questo suo modo di raccontare il reale mischiandolo con il surreale. Spesso ci si può allegramente illudere che a scrivere sia Esenovskij, ma sotto dettatura di un bambino di otto anni.
Esemplificativo in questo senso è il primo racconto, Memorie, in cui il lettore viene preso per mano e condotto dalla voce narrante in un mondo che pare impossibile, surreale appunto, fino al momento in cui si svela il gioco e si intuisce, a posteriori, che a parlare del proprio passato di bebè sia qualcuno che quel tempo magnifico lo sta in qualche misura rimpiangendo.
A Tatiana Pepe va l'onore di aver cercato di essere fedele a quella lingua e quindi di cogliere e mantenere un tono sempre un po' scanzonato, per quasi un centinaio di pagine.
Riguardo al continuo cambiamento di ritmo va notato come si passi con assoluta noncuranza dal racconto breve al dialogo teatrale (dal bigliettino alla chiacchierata sulla strada di casa), passando attraverso anche due fiabe. Da narratori interni a narratori esterni, dalla soggettiva del bambino che descrive la sua mamma, al c'era una volta ripetuto almeno nove volte di seguito...
Il politicamente scorretto lo si avverte impercettibilmente, parlando di amore, parlando di uomini e donne... Ognuno può giudicare con la propria sensibilità.
Mentre per quel che riguarda l'ironia è sparsa un po' ovunque e anche in questo caso, ognuno giudicherà leggendo.
A chiudere, la questione delle direzioni. O, in altre parole, come il concetto di amore si possa declinare. C'è gente che per amore farebbe qualunque cosa, compreso pagare settecentocinquanta rubli, anzi no dollari (che sono verdi...), per diventare verde per amore. E dall'altra parte c'è chi, nonostante il bisogno di circondarsi di verde, si innamora per sempre di una bionda con gli occhi azzurri e le labbra rosse e i denti bianchi!
C'è gente invece che trova l'amore in un cactus e chi si tormenta con mille domande e chi dando un morso a una mela è capace di metter su famiglia...
Buffo, buffissimo libro. Anche nelle figure.
Leggerlo, un piacere.
Carla



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