mercoledì 25 febbraio 2026

FAMMI UNA DOMANDA!

QUALE PRINCIPIO 


Ci sono delle volte in cui il sottotitolo di un libro riesce a descrivere il suo senso ultimo in modo molto più pregnante del titolo stesso. 
È questo il caso di Bang! (la vita per quel che ne sappiamo) con il testo di Ziggy Haraor e le illustrazioni di Cristobal Schmal, edito da Quinto Quarto. 

Sappiamo che certe cose sono vere. 
Sappiamo Pensiamo che certe cose sono vere. 
Sappiamo Pensiamo che certe cose siano vere delle verità. 

Questo è l’incipit di questo albo in forma di saggio. 
Si potrebbe dire senza problemi che questo è l’incipit dell’incipit visto che il libro tratta del vasto tema del Big Bang e dell’evoluzione della vita sulla Terra. 
L’autrice chiarisce fin da subito il focus del viaggio che ci vuole far fare: non solo un percorso che ricostruisce le tappe dell’evoluzione, quanto piuttosto un interrogarsi su ciò che l’umanità sa di questo meraviglioso e sorprendente processo. 


Il tema del dubbio mette radici già nel principio, “che non era un principio perché il tempo non esisteva”. Siamo solo a pagina tre e già il libro intesse con arguzia un filo rosso a unire scienza e filosofia. Che cos’è il tempo? Cosa c’era prima del tempo? Se non c’è un tempo, come si fa a iniziare? 
Una volta stabilito che in principio (non principio) tutto era compresso in un puntino, che possa partire la danza delle illustrazioni: che cosa è un puntino piccolo?
E può un puntino piccolo creare qualcosa di così grande? 
Certo che può: ecco illustrato il “famoso” Big Bang. 
La parola “famoso” è appoggiata sulla pagina che quasi sembra per caso, eppure anche lei concorre a dare profondità al libro, perché Hanaor pare voglia raccontarci una versione diversa della storia. 
Sembra dirci: suvvia il Big Bang lo conosciamo no? L’avete studiato! Rivolgendosi così a un doppio pubblico: quello dei bambini grandi, che già sanno (o degli adulti) e quello dei più piccoli (dai 5 anni), propensi ad ascoltare per la prima volta questa Storia delle Storie. 
Le illustrazioni di Schmal sono a volte evocative, a volte molto particolareggiate, proposte con tecniche miste che vanno dall’acquarello al collage. 
I tempi della Terra sono mastodontici come gli animali che la popoleranno. 
Come fare a dare l’idea di tempo lungo? 

“Se conti da uno a un miliardo ci metti 37 anni” 

Nell’avvicendarsi di tavole a tutta pagina e tavole più piccole, assistiamo alla storia evolutiva (e incredibile) del nostro pianeta. 


Vediamo la nascita delle piante, dei pesci, dei dinosauri, la loro estinzione. E di nuovo la vita che ricomincia e cambia e muta e si trasforma, si adatta. La varietà delle specie emerge ed emerge anche uno strano animale, un ‘ominide’. E gli ominidi facevano cose che gli altri animali non facevano. 


Arriviamo così alle ultime pagine: il mondo naturale si ritrae nelle illustrazioni, di un poco. Vediamo elencate le abilità degli uomini e delle donne. E da questo momento in poi, tutte le cose che succedono non possiamo più metterle nella categoria “eventi naturali”, ma in quella più complicata di “cose che fanno gli umani”. 
E queste cose non paiono belle ma d’altro canto non parevano belli nemmeno i cataclismi naturali dei terremoti e dei meteoriti, in effetti. 
Eppure c’è qualcosa sotto, che vince sempre e che è la trasformazione, il cambiamento, l’adattamento, ossia quella cosa che chiamiamo vita. 
Vita e morte sono intrecciate, eterne. Questo è ciò che sappiamo con certezza. 
Su tutto il resto rimangono dei dubbi, a certe domande non ci sono risposte, mentre ad altre a volte abbiamo risposto semplicemente male. 
Ma che la vita si rinnovi, quello è un punto fermo. 
Un punto come quello dell’ultima tavola: la nostra Terra, al centro di un universo nero, a fare da contralto al bianco del principio. Principio? Ma era un principio? 

Valentina 

"Bang! (La vita per quel che ne sappiamo)", di Ziggy Hanaor e Cristobal Schmal, trad. Gioia Guerzoni, Quinto Quarto 2026

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