JOIE DE VIVRE
Babalibri 2026
NARRATIVA ILLUSTRATA (dai 7 anni)
"Mia madre fa un lavoro così così: fa attraversare la strada agli scolari sulle strisce pedonali, per evitare che vengano investiti da qualche automobilista che va di fretta. E non mi darebbe neanche fastidio, se solo non lo facesse davanti alla MIA scuola!
Per mia madre, che tutti conoscono – compresi i MIEI amici – con il nome di Élodie, questo lavoro sottopagato è una vocazione, una missione, e uno spettacolo quotidiano, per giunta. Ci mette l’anima."
A Beausoleil, vivono insieme da 10 anni a questa parte, ossia dal giorno della sua nascita. Sono mamma (single) e figlia. Del padre nessuna traccia e anche vaghi ricordi e nessuna sicurezza circa la sua identità.
Nonostante i pochi soldi, il lavoro di aiutante dei bambini sulle strisce per andare a scuola non è molto pagato, quella signora sprizza joie de vivre e allegria da tutti i pori. Cosa questa che fa un po' vergognare sua figlia che la vorrebbe più anonima e simile a tutte le altre mamme e non sempre vestita in modo così originale e vistoso...
Eppure a quella signora un po' strampalata e con pochi denti in bocca tutti vogliono un gran bene. E lei lo ricambia con la sua grande disponibilità a essere d'aiuto: consola i bambini, aiuta il preside con le fotocopie, tiene le classi in cui la maestra è assente... insomma, si rende utile appena può e lo fa con dedizione e allegria: perché lei vuole bene al mondo!
I bambini le piacciono quasi quanto le piacciono i fiori che coltiva con altrettanta passione sul suo balcone. Il talento naturale che dimostra con i piccoli è pari alla sua arte di comporre meravigliosi mazzetti di fiori.
Così quando sua figlia scappa dalla classe, in preda alla consueta vergogna, perché è sua mamma che sostituisce la maestra assente, e si incammina verso Montecarlo, a due passi da Beausoleil, accade l'imprevedibile. Partita per andare a vedere come l'acquario e come vivono gli straricchi, incrocia un cartello che potrebbe cambiare la sua vita e quella di sua madre: CERCASI FIORISTA.
Questa è la mirabolante storia di una brava bambina e di una brava donna che ci sapeva fare coi marmocchi e con i fiori, e anche un po' con gli uomini...
Due cose mi hanno sempre colpito di Susie Morgenstern.
La prima è proprio l'energia che produce ed emana: lei è sempre così luminosa, in tutto quello che fa, che è davvero impossibile non accorgersene.
La seconda: il suo saper raccontare la realtà per quella che è. E forse, a ben vedere, le due cose sono tra loro interconnesse.
Qui, di nuovo accadono entrambe. E a illustrarle c'è Serge Bloch.
Da un lato abbiamo l'incrollabile quanto raggiante fiducia nella vita - che condivide con la protagonista Élodie - e dall'altro la verità di una realtà che è fatta di famiglie senza padri, di lavori precari e dignitose povertà, di vergogne filiali, di bocche senza denti, di pochezze umane...
Attraverso la voce di questa ragazzina, conosciamo sua madre fuori, così come si diverte a disegnarla Bloch, e scopriamo che, accanto al sogno di non trovarsela sempre fra i piedi vestita come un fiore o come un supereroe, la piccola Léa impara a vedere sua madre anche dentro: lentamente ma inesorabilmente si accorge del suo "crescere".
La vede mentre si impegna in tutto quello che fa, la vede capace di trovarsi un posticino adatto a lei nel mondo. La vede libera dai pregiudizi, consapevole di cosa siano le cose che contano nella vita, compreso l'amore.
Accanto alle sue estrosità, si accorge che giorno dopo giorno sua madre sa prendere in mano la sua vita, impegnandosi a portarla nella direzione migliore per lei e per sua figlia. E anche per tutti gli altri...
Onesta con sé stessa, onesta con la sua bambina, e con tutti i bambini della scuola, onesta con Alain di cui non è innamorata, Élodie va dritta per la sua strada, dimostrando al mondo, ma anche e soprattutto a sé stessa, di essere capace di grandi cose.
Non c'è altra chiave di lettura: la forza di questo magnifico personaggio è proprio in quella fede incrollabile nei confronti della vita che Susie Morgestern diffonde in tutto ciò che crea. A ogni pagina sembra di leggere tra le righe: "ogni cosa va vista e vissuta per quello che è con l'intenzione di ricavarne sempre il meglio per tutti. Anche quando questo meglio sembra poco più che il nulla."
E così, vuoi per sorte vuoi per talento, quella mamma di cui un po' Léa si vergognava diventa ai suoi occhi una mamma di cui andare fieri.
Carla




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