venerdì 20 febbraio 2026

LA BORSETTA SIRENA (libri per incantare)

"GUARDA, CI SONO MIRACOLI OVUNQUE"...

Poesie d'inverno
, Sabrina Giarratana, Sonia Maria Luce Possentini 
AnimaMundi 2026 


POESIA ILLUSTRATA 

"La sera d’inverno, spento il camino
 il nonno nella casa di campagna
 ci accompagnava in una cameretta 
dove dormiva quando era bambino 
di grande aveva solo una finestra 
che guardava su un giardino incantato 
ci metteva insieme in un lettino 
ci rimboccava gelide coperte 
e ci diceva di abbracciarci forte 
che ad abbracciarsi forte passa il freddo." 

L'unica che si può fare con la poesia è quella di farla entrare se ti accorgi che bussa o cerca di aprire la porta con la sua chiave. Chi gliela ha data? Allora quella poesia è per te, e quindi è poesia. 
Questo l'ho imparato di recente da un poeta. 
Il gioco è molto facile: se quel che leggi ti tocca, se te ne accorgi che qualcosa sta entrando, ecco quella poesia ti riguarda. 


Le poesie di Sabrina Giarratana, non saprei dire per benino il perché, ma io le sento spesso bussare nella mia testa. Non oppongo resistenza e loro entrano e si accomodano. Piccole cose, dettagli, sensazioni che sono riconoscibili da me che le sto leggendo, sono le chiavi che usa per aprire. 
Sono certa di non essere speciale, quindi posso immaginare che anche ad altri capiti lo stesso. 
In questo preciso libro Sabrina Giarratana è insieme a Sonia Maria Luce Possentini. Hanno talvolta fatto tratti di strada assieme e già una volta dentro Anima Mundi (Poesie nell'erba), una piccola casa editrice di Otranto che ha un orecchio attento alla poesia. 


Di nuovo Anima Mundi? Siamo al terzo post nell'arco di un mese. 
La cosa che accade dentro Poesie d'inverno è questa: si susseguono trenta poesie che hanno a che fare con l'inverno e con la percezione che di questo tempo possiamo avere. Per ognuna di loro Sonia Maria Luce Possentini ha costruito uno scenario, o una creatura che la abita. Un pugnetto di animali: la più bella tra loro è la volpe che esce da un buio indefinito e buca il foglio. Un pugno di ragazzini: una che dorme con la testa sul banco, uno che ride contento, tre fratelli nella neve fresca. Spesso di spalle o di profilo, non sono loro i veri protagonisti. Lo sono invece le ombre, i grandi cieli, gli orizzonti, la nebbiolina perenne, l'indefinitezza della natura che riposa: la cifra che preferisco di Sonia Maria Luce Possentini. La campagna, i cieli che si aprono, i ghiacci che si sciolgono nell'acqua che anche sul foglio crea disegno. 


Nei versi come nelle immagini c'è la neve e c'è il silenzio, c'è la nebbia che nasconde, ci sono i rami spogli e qualche foglia o fiore secchi, c'è il ghiaccio, le stalattiti, c'è il disgelo nel canneto. Ci sono le tane di chi si nasconde e in silenzio aspetta o dorme, ma c'è la resistenza di chi non dorme: il pettirosso, la piccola volpe affamata e la ragazza che studia al buio di una candela, ma ci sono anche quelli che dell'inverno conoscono la fatica, la bambina che dopo il gelo dei lavori e del tragitto da casa a scuola si addormenta al tepore che trova in classe. 
C'è la nostalgia per chi se ne è andato tanto tempo fa e che vien fuori di più quando c'è da festeggiare. C'è tanto la campagna e anche un po' di mare deserto, ma c'è anche un po' di città, i portici di Bologna e un semaforo a Milano chissà, laddove comunque un po' di inverno può essere riconoscibile e risuonare, anche se tra case e palazzi, tra macchine e tram. 
Ciascuna di queste poesie porta in sé una sensazione: le lenzuola gelide delle case dei nonni, la fatica di camminare nelle impronte di chi ha le scarpe più grandi delle tue, il piccolo dolore cercato nello sfiorare il pungitopo, il naso di un cane che ti ha riportato a casa. 


Alcune di queste poesie contengono, oltre al loro proprio mistero, evidenti tracce di suggerimenti da fare propri, per attraversare gli inverni, veri o metaforici che siano. Uno su tutti:  

È una goccia di rugiada ghiacciata 
è un dolore che si è cristallizzato 
certe volte il cuore, irrigidito 
e se non sente più niente di vivo 
allora bisogna avere pazienza 
prendersi cura del freddo che ha dentro 
scaldare il suo battito, e attendere 
ci vuole tempo per tornare al mondo 
tornare a battere con l’universo 
tornare fresco come un filo d’erba. 

 Carla

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