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giovedì 4 aprile 2024

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)

OMAGGIO A POE

Ha un incipit da manuale ‘The Folio Club’, che Guido Sgardoli firma per i tipi della De Agostini:
siamo palesemente messi di fronte alla scena di un delitto, di cui non solo non si conosce il colpevole, ma nemmeno la vittima. Entriamo così immediatamente nell’atmosfera del mistery, con una galleria di personaggi ambigui e un’ambientazione cupa e nebbiosa quanto basta per far sprofondare lettrici e lettori nell’inquietudine.
Siamo in Svizzera, sulle sponde di un lago dalle acque oscure, in un collegio esclusivo per rampolli di famiglie altolocate; a raccontarci la storia è il protagonista, Niccolò, arrivato in quella scuola dopo l’ultima espulsione da un altro istituto. Adolescente più che benestante, con genitori tanto importanti quanto assenti, dedito alle risse e poco incline allo studio. Sbarca al Trinity Lyceum come ultima spiaggia del suo accidentato percorso scolastico, anche perché Jacopo, un suo amico, è alunno di tale struttura. Quello che colpisce subito il nuovo arrivato è la presenza di un club esclusivo, il Folio Club, di cui Jacopo fa parte, creato da alcuni ragazzi e ragazze, capeggiati da un certo Duccio, in arte Byron. Ogni partecipante ha un nome segreto, ispirato al mondo letterario e in particolare a Edgar Allan Poe.
Tutto il romanzo ruota intorno al rapporto fra Niccolò e Duccio, un vero potente antieroe, affascinante, perverso e ambiguo, mentre il nostro protagonista è un personaggio più fragile, attratto e respinto nello stesso tempo dalle atmosfere gotiche di questo club esclusivo. Le loro serate clandestine prevedono ‘sballi’ da alcol e stupefacenti, ma non escludono duelli all’arma bianca e occasionalmente furti nelle chiese. Gli adepti di Byron, fra cui spicca Elena-Ligeia, di cui Duccio s’innamora, sono dieci, perché l’undicesimo è morto suicida. Per questo, e per affermare il proprio potere sul gruppo, Duccio vuole convincere Niccolò a farvi parte.
In un gioco di seduzione e di ricatti, in cui è coinvolto anche l’amico Jacopo, i due ragazzi si attraggono e si respingono, fino a una notte fatale in cui Duccio scompare.
Niccolò e altri ragazzi cominciano a indagare, mentre emergono gli aspetti più oscuri, e più squallidi, della vita di Byron, dedito al gioco e pieno di debiti.
Il suo potere di manipolazione prosegue anche dopo la sua scomparsa e i partecipanti del gruppo sono poco inclini a raccontare i segreti che condividono. La verità emergerà faticosamente e dolorosamente, mettendo a nudo fragilità e debolezze di ciascuno.
Si tratta, infatti, di adolescenti con le tipiche incertezze dell’età, con la ricerca del rischio, il piacere della sfida che li accomuna tutti; ‘superare i limiti’, sine fine sumus, sembra essere un patto programmatico, che qui prende corpo con eccessi conditi di citazioni in latino e del culto di Poe.
Le atmosfere notturne e nebbiose del romanzo riflettono perfettamente il senso di pericolo che si insinua nei lettori. I riferimenti al Maestro dell’horror sono tanti e voluti, a partire dal titolo stesso; perfino il punch and honey, di cui si inebriano gli adepti del club, è ripreso dalla vita dell’autore americano.
Non tutti coglieranno l’accuratezza delle citazioni e la raffinatezza dello stile di Sgardoli; in ogni caso, consiglio caldamente questa lettura, dotta e conturbante allo stesso tempo, a lettrici e lettori attratti dalle atmosfere gotiche, a partire dai quattordici anni.

Eleonora

“The Folio Club”, G. Sgardoli, De Agostini 2024





martedì 2 maggio 2023

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


IL TESORO DELLA MAGHIARGIA


Il romanzo di Alessandro Q. Ferrari, ‘Quando raggiungeremo il sole’, pubblicato da De Agostini, ha notevoli spunti di originalità, ma anche una certa prevedibilità.
L’autore, che aveva già firmato ‘Le ragazze non hanno paura’, pubblicato con lo stesso editore e che ha avuto un discreto successo, ci propone, ora, un romanzo d’avventura con un’ambientazione molto particolare.
Siamo in Sardegna, ad Argias, nome di fantasia che forse si riferisce ad Argiolas, ma nello stesso tempo a un ragno velenoso, chiamato argia, con una mitologia simile alla tarantola e ai suoi riti.
In ogni caso, un paesino, in cui vivono quattro ragazzini: Radi, il più grande, Geli, Basma e Ulisse, il più piccolo, di undici anni.
Come tutti i piccoli paesi, anche Argias ha i suoi misteri, ospita, in particolare, una strega, la Maghiàrgia, che ispira timore in tutti i ragazzini. Radi, che è un involontario promettente giocatore di calcio, coglie l’occasione del ricovero della Maghiàrgia, per introdursi nella sua casa alla ricerca di un tesoro; invece di questo, trova un album con delle foto e degli appunti relativi ad un treno.
Per fortuna nel gruppo c’è Geli, una ragazzina che parla in modo forbito e conosce molto bene la storia del nazismo e della seconda guerra mondiale; grazie a lei, i ragazzi capiscono che in quell’album ci sono le indicazioni relative ad un treno carico di oro, di pietre preziose ed altro, nascosto in una grotta in Polonia. Infatti, la strega altri non era che Antioca Porrà, compagna del capo della famigerata banda di Pietro Koch, complice solerte dei carnefici di Hitler in Italia.
I quattro ragazzi vedono la possibilità di dare una prospettiva diversa alla propria vita e, nello stesso tempo maturano il desiderio più grande che un ragazzino possa coltivare: partire per una grande avventura.
Con grande determinazione, anche con l’aiuto della stessa Maghiàrgia, racimolano tutti i soldi che possono e si mettono in viaggio: prima la corriera, poi il traghetto fino a Civitavecchia, poi il treno che li deve portare a Vienna e poi in Polonia. Naturalmente quasi niente va come avevano previsto, vengono derubati e più volte devono ricorrere ad espedienti per poter continuare il viaggio. Nelle campagne di Tarquinia vengono aiutati da una ragazzina che vive in un ghetto di immigrati, schiavizzati da un caporale che i nostri quattro eroi riescono a derubare.
Il resto del viaggio sarà soprattutto una fuga da questo criminale, ma anche dai genitori che nel frattempo si sono organizzati e hanno compreso le intenzioni dei ragazzi.
Non posso svelare la serie di colpi di scena che contraddistingue il finale, ma posso dire che ricalcano i topoi più classici del romanzo d’avventura.
Il romanzo non è solo questo, racconta con realismo la vita di questi ragazzi, le difficoltà dei figli d’immigrati, che sono dentro e fuori dalla nostra società. Ci sono ritratti di situazioni familiari ‘tipiche’, in cui si rappresenta la sostanziale solitudine dei più giovani.
Più di questo sono validi i ritratti dei quattro ragazzi: Basma, la brava ragazza musulmana, Ulisse il ragazzino dal cuore tenero che vuole liberare in mare l’aragosta rubata ad un ristorante; Radi , il campione recalcitrante, e infine Geli, forse la meno credibile dei quattro.
Mi è sembrata anche molto interessante l’idea di partenza di tutta la storia, che mette insieme la Sardegna delle tradizioni antiche alle vicende tragiche dell’occupazione nazista in Italia, con la partecipazione dei repubblichini.
La lettura è coinvolgente, scorre con grande facilità ed è consigliata a ragazze e ragazzi a partire dai dodici anni.

Eleonora

“Quando raggiungeremo il sole”, A. Q. Ferrari, de Agostini 2023





 

venerdì 31 marzo 2023

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)

REINCARNAZIONI


L’interesse per il mondo giapponese in tutte le sue manifestazioni, dai manga alle anime, dall’arte alla letteratura, è destinata a durare, anche se ancora non riusciamo a comprenderne le ragioni vere. L’editore De Agostini ha deciso di investire sulla letteratura giapponese con una nuova collana , Wave, che parte con un titolo dal grande successo internazionale: ‘Colorful’, di Eto Mori, affermata scrittrice per ragazzi, che ha ricevuto in patria numerosi riconoscimenti.
‘Colorful. Il giorno che sono diventato te’ racconta di un ragazzino, colto nel momento della sua morte, a cui viene data una seconda opportunità: Prapura, l’angelo che gli farà da guida, gli annuncia che sarà reincarnato nel corpo di un altro ragazzino, morto suicida, che si chiama Makoto. Questo passaggio nella vita di un altro deve servire a comprendere l’errore commesso dal protagonista, così grave da escluderlo dal ciclo delle reincarnazioni. Solo comprendendo il proprio errore potrà dunque reincarnarsi in un altro corpo e cominciare una nuova vita.
Il protagonista si ritrova dunque nel corpo del quattordicenne Makoto, che all’improvviso si risveglia dal coma e si ritrova catapultato nella famiglia Kobayashi; pian piano cerca di comprendere il motivo della disperazione di Makoto, scavando nelle relazioni familiari e nell’ambiente scolastico. La madre, iperattiva, ha una relazione extra coniugale; il padre pensa solo al lavoro, il fratello più grande, Mitsuru, lo bombarda di frecciatine. Ma non finisce qui: la ragazza di cui è innamorato, in realtà si accompagna ad uomini più grandi, mentre un’amica lo vede trasformato e lo rifiuta. Dunque, tolto il primo velo dalla vita di Makoto, risulta chiaro il motivo della disperazione del ragazzino? Sembrerebbe, ma non è così. Col passare del tempo, il protagonista scopre che la realtà è più complicata di come sembra, che le persone che lo circondano hanno delle motivazioni che Makoto non aveva compreso.
Stare nei suoi panni non è più così opprimente, la vita gli offre anche delle gratificazioni: nuove amicizie, un grande talento artistico, una vita familiare più serena.
Vivere la vita di un altro può aiutare il protagonista a comprendere i propri errori? Prapura, angelo sui generis, lo libererà da questo compito?
Eto Mori racconta una storia surreale con grande ironia, descrivendo ossessioni, paure, aspirazioni degli adolescenti, ma anche degli adulti che li circondano. Il tema è serio, raccontando le prigioni mentali in cui i ragazzi e le ragazze si rinchiudono senza essere più capaci di uscirne; lo stile è pero leggero, ironico, alternando il realismo dei ritratti giovanili, con la figura surreale di Prapura, depositario della verità e degli inganni.
Ricorda un po’, per il pretesto narrativo di vivere nel corpo di un altro, il romanzo di Levithan ‘Ogni giorno’ , ma in ‘Colorful’ non c’è accenno di romanticismo, non un discorso sull’amore, quanto un ritratto problematico dell’adolescenza.
Non mi stupisce la trasposizione in film e in fumetto, la trama consente diversi livelli di lettura e ha una scorrevolezza, un’ironia sottile che può piacere ad un pubblico vasto.
Consiglio la lettura a ragazzi e ragazze, dai quattordici anni in poi, che abbiano voglia di guardarsi allo specchio e , magari, di vedersi con uno sguardo più lucido e consapevole.

Eleonora

“Colorful. Il giorno che sono diventato te”, EtoMori, trad. C. Spiga, De Agostini 2023



mercoledì 22 marzo 2023

FAMMI UNA DOMANDA!


L’INFINITO E TANTE ALTRE COSE


Barbara Gallavotti è una nota giornalista divulgatrice, che da anni lavora in numerose trasmissioni televisive ed è ora ideatrice e conduttrice di una nuova trasmissione dedicata alle tematiche della scienza. Ha scritto diversi libri su tematiche scottanti, come quello delle epidemie, e approda ora alla divulgazione rivolta a ragazze e ragazzi.
Il testo che ci propone, pubblicato da De Agostini, s’intitola ‘L’infinito dentro di me’ ed è un coraggioso percorso che partendo, molto sinteticamente, dalla descrizione delle particelle elementari che costituiscono la materia, approda al cuore della trattazione, gli organismi viventi.
Nell’arco di circa duecento pagine affronta, con un linguaggio semplice e preciso, tematiche come l’origine della vita; l’universo rappresentato dagli organismi microscopici, batteri e virus; le caratteristiche del mondo vegetale e animale; il DNA e l’evoluzione; l’adattamento; l’evoluzione umana; i problemi legati al cambiamento climatico, che affliggono il nostro presente.
Tantissimi argomenti, proposti a lettrici e lettori voraci, trattati in modo sintetico, ma mai approssimativo, con un linguaggio ‘leggero’, colloquiale, che non banalizza mai gli argomenti presi in esame. Sottolineo questo aspetto proprio perché è decisivo, se si vuole fare buona divulgazione: semplificare, rendere comprensibile non è mai banalizzare, semmai è un attento lavoro di traduzione di una terminologia tecnica nel linguaggio comprensibile anche ai non addetti ai lavori.
L’altro aspetto interessante è rappresentato dalla capacità di mettere in fila gli argomenti, collegandoli efficacemente, mostrando quanto, nelle scienze della vita, sia interconnesso; in questo modo lettori e lettrici possono costruirsi una visione d’insieme, che può aiutarli a comprendere la complessità dei temi.
Lateralmente alle questioni principali, vengono affrontati temi particolarmente sentiti, come quello delle epidemie e i modi per fermarle; oppure la confutazione scientifica delle presunte basi genetiche delle ‘razze’. Non sfugge l’attenzione dedicata alla scienziata Rosalind Franklin, scopritrice del DNA insieme a Watson e Crick, ma mai premiata con il Nobel.
Ne emerge un’immagine della scienza tutt’altro che lontana dai problemi che la società affronta, spesso con scarsi strumenti e tanta disinformazione.
Una visione così limpida e razionale è un ottimo antidoto al veleno delle fake news, dei complottismi, del negazionismo irrazionale.
La quantità di informazione è notevole e richiede lettrici e lettori motivati, che abbiamo almeno dodici anni; è un testo che può essere utile anche a quegli adulti che vogliano ripassare i principali argomenti della biologia e farsi un’idea delle tematiche più scottanti del nostro presente.

Eleonora

“L’infinito dentro di me”, B. Gallavotti, De Agostini 2023







 

lunedì 19 settembre 2022

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)

DALLA PARTE DELLE VITTIME


‘I delitti di Whitechapel. Il mistero di Jack lo Squartatore’, scritto da Guido Sgardoli e Massimo Polidoro, da poco pubblicato da De Agostini, rivela un approccio originale alla storia, terrificante e affascinante insieme, di Jack lo Squartatore, l’assassino seriale che terrorizzò Londra nel lontano 1888.
L’originalità sta non tanto nel fondere insieme solide basi storiche con un’invenzione letteraria, strada già percorsa da altri; quanto nell’impostare la narrazione dal punto di vista delle vittime.
Anche la protagonista, Sybil Conway, è realmente esistita, anche se con un nome diverso; rappresenta il filo conduttore, attraverso le indagini che compie dopo l’omicidio della madre, che porta il lettore e la lettrice nel pieno della ricostruzione dei delitti efferati compiuti nell’East End di Londra. Pagina dopo pagina ci si avventura nei bassifondi della capitale inglese, si incontra la varia umanità che lì vive, o meglio tenta di vivere, fra lavori umili, bettole malfamate, delinquenti di tutte le risme e prostitute. Questa ricostruzione, accurata e dettagliata, che ha utilizzato, fra l’altro, le ricerche di Hallie Rubenhold, permette di capire due cose: l’ambiente in cui era possibile, per un criminale a caccia di vittime, incontrare persone che, vivendo ai margini della società, dormendo spesso all’aperto, erano facili prede; e, cosa non secondaria, l’ostilità e il disprezzo che circondavano le vittime, a torto o a ragione considerate prostitute e per ciò stesso in qualche modo considerate degne della terribile fine che le aspettava.
Nel romanzo di Sgardoli e Polidoro questo aspetto viene spesso sottolineato attraverso lo sguardo indignato della protagonista, Sybil, che conduce le sue ricerche proprio per comprendere la vita della madre, Catherine Eddowes, fra lavori precari, accattonaggio, alcol. Ridare dignità alle vittime è la sua missione, intrecciata a quella, ben più pericolosa, di individuare il colpevole di quelle uccisioni.
‘(Sybil) aveva scoperto che le donne, nel mondo degli uomini, erano considerate ancor meno di quanto pensava, e così i bambini, visti il più delle volte come forza lavoro. I poveri venivano bollati senza appello fannulloni, criminali o alcolizzati, a seconda della convenienza. Un mondo spietato e senza regole se non quelle che i ricchi e i potenti confezionavano a loro uso e consumo. Un mondo nel quale lo Squartatore si muoveva a proprio agio, con abilità, sfruttando a proprio vantaggio quelle regole o la mancanza di esse.’
Non si può far a meno di indignarsi, pensando al disprezzo, alla disumanizzazione che le vittime, già oltraggiate da una morte atroce, subivano da parte di una opinione pubblica perbenista.
Interessante e meritorio aver raccontato una storia così nota da un’angolazione originale, sapendo bene che il pregiudizio sulle vittime non è proprio solo dell’epoca vittoriana, ma vive tuttora nei pregiudizi che riguardano, ad esempio, i casi di violenza sulle donne. Quel ‘se l’è cercata’, che spesso viene detto a mezza bocca, raramente smentito.
‘I delitti di Whitechapel’ è quindi un accurato ritratto di un’epoca, la Londra vittoriana di fine Ottocento, con tutte le contraddizioni e le miserie morali e materiali che spesso ci sono state raccontate. Può essere proposto a ragazzi e ragazze di almeno tredici, quattordici anni che abbiano uno sguardo non banale sulla storia e sulla cronaca. Ma può senz’altro piacere anche al pubblico adulto, interessato a un nuovo punto di vista sul mistero intramontabile di Jack lo Squartatore.

Eleonora

“I delitti di Whitechapel. Il mistero di Jack lo Squartatore”, G. Sgardoli e M. Polidoro, De Agostini 2022




venerdì 20 maggio 2022

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)

FRATELLO E SORELLA



Due autori di bestseller, David Levithan e Jennifer Niven, firmano insieme un nuovo romanzo dedicato anch’esso a lettrici, soprattutto, e lettori adolescenti.
‘Portami con te quando te ne vai’, pubblicato da De Agostini, è un romanzo epistolare che coinvolge una sorella più grande, Bea, scappata di casa, e suo fratello Ezra. Bea è scappata senza lasciare traccia, né possibilità di contattarla, salvo un indirizzo mail in possesso del fratello più piccolo.
Comincia così un dialogo a distanza, in cui Bea racconta pian piano i motivi della sua fuga, che ha lasciato senza parole non solo il fratello, ma anche il fidanzato, la migliore amica. Bea in realtà ha uno scopo, è diretta a Saint Louis alla ricerca di qualcuno.
L’intero racconto, in realtà, più che una descrizione di avventure, incontri, addii, è una presa di coscienza dei due fratelli, che messi di fronte a questa situazione inedita riescono a guardare in faccia il proprio disagio. La loro è una famiglia disfunzionale: una separazione traumatica nell’infanzia, un padre definitivamente uscito dalla loro vita, una madre distratta che si ricostruisce una vita insieme ad un uomo violento. Quindi maltrattamenti, indifferenza, senza mai travalicare il limite della violenza più estrema.
I due fratelli, lei più grande, ribelle, lui dichiaratamente gay, si fanno forza l’uno con l’altra.
Bea, in realtà, è in cerca del padre, che ha miracolosamente intercettato online. Le cose però non andranno come immagina. Ma non per questo tornerà in una casa in cui è a mala pena tollerata e lo stesso farà Ezra, protagonista di una ribellione eclatante.
I dettagli, i frammenti del passato familiare il lettore li scopre man mano che procede lo scambio epistolare, che vede l’occasionale inserimento di altri personaggi. Credo che gli autori abbiano voluto mostrare due aspetti della vita relazionale dei ragazzi e delle ragazze: da un lato le distorsioni di una vita familiare priva di reali radici affettive, in cui campeggia una madre anaffettiva; d’altro canto l’insieme di relazioni che circondano i due protagonisti e che consente loro di non essere travolti dal disastro familiare: l’ex fidanzato di Bea, Terrence, il fidanzato di Ezra, e la sua famiglia, il signor Franco e la moglie. che accolgono Bea a Saint Louis. Ovvero la rete di relazioni solidali che circonda, secondo gli autori, gli adolescenti.
Il tema è intrigante e non nuovo, contrapponendo le funzionalità malate della famiglia tradizionale alla rete della socialità solidale. Qui però più che approfondire, si traccia un ritratto degli adolescenti, con le loro incertezze, fragilità, paure, formulando un messaggio fondamentalmente rassicurante. Una storia forte che però va incontro a quelle tematiche che alla fine decretano il successo di un romanzo per adolescenti: l’amore, l’amicizia, qualche adulto di cui ci si può fidare.
Insomma un insieme di tematiche accattivanti in un romanzo scritto da autori di grande mestiere.
Può essere una lettura interessante per ragazzi e ragazze, a partire dai quattordici anni, che amino ritrovare nei libri pensieri e stati d’animo che stanno vivendo.

Eleonora

“Portami con te quando te ne vai”, D. Levithan e J. Niven, De Agostini 2022





 

mercoledì 11 maggio 2022

FAMMI UNA DOMANDA!

LA TOMBA DI TUTANKHAMUN


Più volte mi è capitato di sottolineare quanto sia scarsa la produzione editoriale nell’ambito della divulgazione storica, orientata quasi esclusivamente alla storia antica, pensata, quindi, solo come supporto ai programmi scolastici, in larga parte delle scuole elementari.
Finalmente una proposta almeno in parte diversa: il direttore del Museo Egizio di Torino, Christian Greco, firma per i tipi della De Agostini ‘Tutankhamun. La scoperta del giovane faraone’, dedicato in larga parte alla scoperta della sua tomba.
Il libro è diviso in tre parti: ‘Chi, cosa, dove e quando’, che racconta la ricostruzione storica dell’epoca in cui visse il giovane faraone; ‘Come’, dedicata alla spiegazione dei metodi di indagine archeologica, alla storia della scoperta della tomba e ai problemi di conservazione dei reperti; infine ‘Perché’, concentrata sul senso dell’indagine storico archeologica e del suo valore in relazione soprattutto agli oggetti ritrovati nella tomba.
Si tratta, quindi, di una trattazione con uno schema razionale molto evidente, che non concede molto al senso del mistero e alle leggende, ma restituisce tutto intero il fascino della ricerca archeologica, il senso profondo del ricostruire con metodo scientifico le tracce del nostro passato.
Evidentemente rivolto a un pubblico di ragazze e ragazzi di almeno dieci anni, punta al fascino indiscutibile di una storia , quella del ritrovamento della tomba di Tutankhamun da parte di Carter, che ancora è sentito. Mi sembra notevole lo sforzo di trasformare il desiderio di mistero, quello per esempio legato alla leggenda della presunta maledizione, in desiderio di conoscenza, reso attuabile attraverso l’uso di metodologie d’indagine rigorose. Troppo spesso, infatti, si pensa di veicolare contenuti storici o scientifici con l’introduzione fittizia di elementi narrativi che poco hanno a che fare con ciò che sappiamo.
Il libro, che riesce a essere appassionante anche per un lettore smaliziato, è interessante anche perché si rivolge ad un pubblico di un’età, quella che corrisponde grosso modo alla scuola media, spesso trascurata: la divulgazione per questa fascia d’età è essenzialmente scientifica, mentre quella di tipo storico si riduce a pochi titoli, spesso riduzioni ad hoc di testi per adulti.
Le immagini presenti, opera di Alessandro Ventrella, hanno il classico ruolo dell’esplicazione, ovvero rendono il testo più comprensibile attraverso la rappresentazione grafica. Così, nella descrizione della tomba, i disegni rendono più chiara la disposizione degli oggetti e la struttura dei sarcofagi in cui era conservata la mummia.
Il linguaggio utilizzato è molto chiaro, ma è molto utile il glossario alla fine del libro.
Per questi motivi, mi auguro che altri esperimenti seguano questo e consiglio la lettura a ragazze e ragazzi appassionati di storia e di archeologia, a partire dai dieci anni.

Eleonora

“Tutankhamun. La scoperta del giovane faraone”, De Agostini 2022




lunedì 2 maggio 2022

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


MR GUM

C’è un nuovo personaggio, nella fitta galleria di cattivi ‘letterari’: si tratta di Mr Gum, nato dall’immaginazione di Andy Stanton: in ‘Mr Gum! Sei un cattivone’ , pubblicato da De Agostini, troviamo il ritratto del perfetto cattivo, trasandato, pigro, dispettoso e nemico di ogni cosa buona.
Il personaggio in questione, protagonista di una serie di storie, deve molto a Roald Dahl, ma anche, e direi anche di più, a David Walliams, altro prolifico creatore di personaggi orribili.
La trama di questa prima storia è molto semplice: Mr Gum è un uomo sporco, indolente, la sua casa è il regno di innumerevoli bestioline repellenti, come formiche e scarafaggi; teme solo una fata che pretende da lui un giardino perfetto, per evitare una punizione a suon di padellate.
A rovinare il lento tran tran di Gum provvede il grosso cane Jake, che spadroneggia nei giardini del circondario, ruzzolandosi sull’erba, facendo buche e via discorrendo. Il danno è fatto, il giardino di Gum messo a soqquadro e la fata non può che tormentare il nostro cattivo. Gum medita vendetta e si reca dall’orrido macellaio Billy William, che gli propina puzzolente carne avariata, cui Gum aggiunge una robusta dose di veleno. Per nascondere il fetore, il cattivone è costretto a comprare dall’angelica signora Amabile della limonata in polvere.
La congiura contro l’esuberante cane sembra funzionare alla perfezione; per fortuna le forze del bene, incarnate dalla bambina Polly e dallo svitato Friday O’Leary, intervengono dando vita ad un finale funambolico.
Una storia così si regge su alcuni punti fermi della comicità, in chiave grottesca: personaggi ‘eccessivi’, clamorosamente cattivi e angelicamente buoni, ma soprattutto improbabili, con l’esasperazione di quei difetti che sono per altro tipici dei bambini, come il disordine, l’amore per il cibo spazzatura, la pigrizia. Il personaggio diventa uno specchio deformante in cui ci si può vedere senza riconoscersi troppo.
Segue, come ingrediente necessario, il linguaggio creativo, pieno di neologismi, con l’uso frequente di onomatopee e allitterazioni; non può che essere il regno dell’assurdo, dove l’improbabile diventa possibile. Abbondano i riferimenti a ‘schifezze’ di tutti i tipi, che inorridiscono ma fanno anche ridere i bambini.
Infine la trama, che non può che essere vorticosa, anche incoerente, se necessario, con movimenti temporali che spiegano e annunciano il corso degli eventi, digressioni che sviano il lettore, ma aggiungono colore alla narrazione. Pietra miliare, da questo punto di vista, è stato ‘Il Trattamento Ridarelli’ di Roddy Doyle.
Anche le illustrazioni, di David Tazzyman, devono molto al maestro Quentin Blake, che ha illustrato così magistralmente le storie di Dahl, accentuando la sensazione di un debito culturale molto importante.
La serie di Mr Gum ha vinto in Gran Bretagna il ‘The Roald Dahl Funny Prize’, premio organizzato da Michael Rosen, l’autore di ‘A caccia dell’orso’, fra il 2008 e il 2013, con il nobile intento di sostenere la letteratura umoristica per bambine e bambini.
Se l’obbiettivo è, appunto, far ridere i bambini, ‘Mr Gum’ ci riesce certamente; non ci si può trovare molto di più, ma niente è più lontano da questo tipo di narrativa come i finali edificanti, le storie educative o sottotesti particolarmente complessi.
Ma è giusto che sia così, qualche volta vale la pena riderci su, e basta.
Lettura consigliata per bambine bambini dagli otto ai dieci anni.

Eleonora

“Mr Gum! Sei un cattivone”, A. Stanton, ill. di D. Tazzyman, De Agostini 2022







lunedì 13 dicembre 2021

FAMMI UNA DOMANDA!

COME PARLANO GLI ANIMALI


Non è inconsueto trovare, nelle pagine di un libro per ragazzi dedicato agli animali, degli accenni relativi ai diversi modi di comunicare. Quello che ha di diverso ‘Parlare con la tigre...e altri animali. Come comunicano le creature selvagge’ è la sistematicità.
Meno aneddotica e maggiore approfondimento per affrontare un tema affascinante e in continua evoluzione. L’impostazione scelta tratta della comunicazione attraverso i diversi sensi coinvolti: vista, udito, olfatto e gusto, elettricità e tatto.
Jason Bittel, autore del testo affiancato dalle immagini di Kelsey Buzzel, racconta in ciascun capitolo le diverse strategie comunicative di tanti animali, a partire dalla famosa tigre con cui vorremmo fare conversazione; a questo proposito, è più che opportuno osservarne i movimenti della coda, per capire se intende interloquire con noi o mangiarci.
Ovviamente, i comportamenti e i linguaggi più facili da comprendere sono quelli degli animali più vicini a noi, ma quello che più ci affascina sono proprio le performance più curiose, come l’ipnotico ballo del ragno pavone o le ‘puzzette’ semantiche delle aringhe.
Non mancano spunti per approfondimenti interessanti: un caso di scuola è la guerra fra gruppi di scimpanzé, studiato da Jane Goodall; i suoi pionieristici studi mostrarono quanto labile fosse il confine fra umano e non-umano e quante caratteristiche del nostro comportamento si possono ritrovare in alcune specie. In questo caso, fra le altre cose, fu studiato proprio il linguaggio dell’aggressività e del conflitto intra specifico. Ma le sorprese degli scimpanzé non finiscono qui: l’autore cita un altro studio che ha comparato i gesti caratteristici di neonati umani e di scimpanzé, scoprendo ben 46 corrispondenze su 52 espressioni tipiche. Tema interessante e denso di implicazioni anche filosofiche, che l’autore saggiamente evita.


Jason Bittel è un esploratore del National Geographic e un giornalista che si occupa di divulgazione scientifica, pubblicando su importanti quotidiani e periodici americani; in questo libro, progettato per far conoscere ai bambini in modo più serio e approfondito il mondo animale, si avvale della collaborazione dell’illustratore Kelsey Buzzell, che riesce efficacemente a tradurre in immagini il testo scritto, e non è sempre facile.
Il libro, pubblicato in Italia da De Agostini, è molto ben fatto: coniugando serietà dell’informazione con un linguaggio scorrevole e divertente rende facilmente fruibile un argomento spesso trascurato o ridotto a divertente aneddotica; può essere, dunque, una stimolante alternativa ai più classici repertori sugli animali.
Ne consiglio caldamente la lettura a giovani scienziate e scienziati a partire dai sette anni.

Eleonora


“Parlare con una tigre...e altri animali. Come comunicano le creatura selvagge”, J.Bittel, ill. di K. Buzzell, De Agostini 2021





venerdì 5 novembre 2021

FAMMI UNA DOMANDA!

NEL SISTEMA SOLARE CON UN LIBRO GAME


La proposta sul tema dell’astronomia si arricchisce di una nuova, originale impostazione: Luca Perri, che già conosciamo, astrofisico e divulgatore, Adrian Fartade, divulgatore scientifico e Leo Ortolani, uno dei più famosi autori italiani di fumetti, padre del notissimo Rat-man, uniscono le forze per proporre a ragazze e ragazzi un avventuroso viaggio nel sistema solare. Ma non è un libro di divulgazione quale siamo abituati ad utilizzare: la forma espositiva scelta è quella di un libro game, dal titolo ‘Apollo credici. Un game book spaziale’, pubblicato da De Agostini.
Il protagonista è un Pandalorian, e ogni riferimento è pienamente voluto, dal nome improbabile di Schwa Niqqud 8, che gira vestito da panda; intraprende un viaggio spaziale, imbarcandosi sulla navicella Apollo credici, governata da un super computer dal nome evocativo di AL4500.
Fin qui, tutto chiaro; ma per procedere nell’esplorazione del sistema solare, ci vuole la collaborazione del lettore, che a ogni ‘svolta’ deve decidere come proseguire scegliendo fra le varie alternative proposte. Una volta finito di esplorare Giove, ad esempio, si può scegliere se dirigersi verso Saturno oppure andare a esplorare le lune di Giove.
 
 
E così girovagando ci si avvia verso la fine del libro, dove l’intervento di un motore a improbabilità infinita, ovvero un dado, deciderà il finale, talvolta poco edificante, o malinconico o addirittura trionfale.Con questa meccanica, che è tipica dei libri game, la lettura può essere più o meno lineare o avere numerose digressioni, ritorni precipitosi alla base, per poi riprendere di nuovo in mano il libro, ricominciando da capo.
Quanto al contenuto, questo è uno dei migliori libri dedicati all’argomento ‘sistema solare’ per una fascia d’età di ragazze e ragazzi delle medie.
E’ approfondito, chiaro, direi meticoloso nel descrivere le peculiarità di ciascun pianeta; a differenza della collana enciclopedica della Dorling Kindersley, tradotta da Gribaudo, non c’è l’uso dell’immagine come supporto alla spiegazione. Il prezioso intervento di Ortolani, in forma di vignette o di illustrazioni a tutta pagina, non serve a esplicitare il testo, ma rappresenta la sua interpretazione, ovviamente grottesca, del racconto. La spiegazione, dunque, è affidata, coraggiosamente, al testo scritto, che però, grazie alla struttura particolare del libro, non è mai noioso. L’aspetto più strettamente narrativo è all’insegna dell’ironia, con un linguaggio mai troppo tecnico.
 

 
Va detto, poi, che le informazioni sono aggiornatissime e dettagliate quanto lo possono essere in un libro dedicato ai più giovani.
L’uso della forma del libro game potrà non piacere a quelle persone che non amano le contaminazione dei linguaggi: qui credo invece si tratti di un’idea originale per avvicinare i ragazzi alla lettura di testi divulgativi impegnativi, dal punto di vista del contenuto. D’altra parte i libri game hanno avuto in passato una storia gloriosa, che sta lentamente rinascendo, non a caso in parallelo alla crescita dell’attenzione intorno al mondo dei giochi da tavolo, in tutte le loro complesse articolazioni.
Trovo che la casa editrice che propone questo e altri titoli divulgativi, la De Agostini, ha fatto un vero salto di qualità in questo campo, anche se continua a non valorizzare a sufficienza queste produzioni con una minore attenzione sul piano della grafica.
Consiglio la lettura del libro a ragazze e ragazzi appassionati di astronomia, che amino anche i giochi ‘intellettuali’ e un po’ nerd.

Ma lo consiglio ancor di più a genitori e insegnanti che abbiano voglia di allargare i propri orizzonti.

Eleonora

“Apollo credici”, A. Fartade, L. Perri, L. Ortolani, De Agostini