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mercoledì 22 marzo 2023

FAMMI UNA DOMANDA!


L’INFINITO E TANTE ALTRE COSE


Barbara Gallavotti è una nota giornalista divulgatrice, che da anni lavora in numerose trasmissioni televisive ed è ora ideatrice e conduttrice di una nuova trasmissione dedicata alle tematiche della scienza. Ha scritto diversi libri su tematiche scottanti, come quello delle epidemie, e approda ora alla divulgazione rivolta a ragazze e ragazzi.
Il testo che ci propone, pubblicato da De Agostini, s’intitola ‘L’infinito dentro di me’ ed è un coraggioso percorso che partendo, molto sinteticamente, dalla descrizione delle particelle elementari che costituiscono la materia, approda al cuore della trattazione, gli organismi viventi.
Nell’arco di circa duecento pagine affronta, con un linguaggio semplice e preciso, tematiche come l’origine della vita; l’universo rappresentato dagli organismi microscopici, batteri e virus; le caratteristiche del mondo vegetale e animale; il DNA e l’evoluzione; l’adattamento; l’evoluzione umana; i problemi legati al cambiamento climatico, che affliggono il nostro presente.
Tantissimi argomenti, proposti a lettrici e lettori voraci, trattati in modo sintetico, ma mai approssimativo, con un linguaggio ‘leggero’, colloquiale, che non banalizza mai gli argomenti presi in esame. Sottolineo questo aspetto proprio perché è decisivo, se si vuole fare buona divulgazione: semplificare, rendere comprensibile non è mai banalizzare, semmai è un attento lavoro di traduzione di una terminologia tecnica nel linguaggio comprensibile anche ai non addetti ai lavori.
L’altro aspetto interessante è rappresentato dalla capacità di mettere in fila gli argomenti, collegandoli efficacemente, mostrando quanto, nelle scienze della vita, sia interconnesso; in questo modo lettori e lettrici possono costruirsi una visione d’insieme, che può aiutarli a comprendere la complessità dei temi.
Lateralmente alle questioni principali, vengono affrontati temi particolarmente sentiti, come quello delle epidemie e i modi per fermarle; oppure la confutazione scientifica delle presunte basi genetiche delle ‘razze’. Non sfugge l’attenzione dedicata alla scienziata Rosalind Franklin, scopritrice del DNA insieme a Watson e Crick, ma mai premiata con il Nobel.
Ne emerge un’immagine della scienza tutt’altro che lontana dai problemi che la società affronta, spesso con scarsi strumenti e tanta disinformazione.
Una visione così limpida e razionale è un ottimo antidoto al veleno delle fake news, dei complottismi, del negazionismo irrazionale.
La quantità di informazione è notevole e richiede lettrici e lettori motivati, che abbiamo almeno dodici anni; è un testo che può essere utile anche a quegli adulti che vogliano ripassare i principali argomenti della biologia e farsi un’idea delle tematiche più scottanti del nostro presente.

Eleonora

“L’infinito dentro di me”, B. Gallavotti, De Agostini 2023







 

venerdì 4 novembre 2022

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)

GABBIE


Il tema del progresso scientifico, del conflitto fra fede e ragione, già posto dai due autori, Guido Quarzo ed Anna Vivarelli, è riproposto nel nuovo romanzo che i due scrittori firmano insieme: ‘Gabbie’, pubblicato da Uovonero. Come ne ‘La danza delle rane’ lo sfondo storico era quello del Secolo dei Lumi , qui l’intreccio narrativo si sviluppa a partire dal violento scontro culturale provocato dal darwinismo nell’ambiente accademico e non solo, che ha mobilitato passioni contrapposte nel nome della scienza o della fede: nulla di più scandaloso che sottrarre la creazione dell’uomo all’intervento divino, sostituendogli l’azione dell’evoluzione e della selezione naturale.
Nel romanzo di Quarzo e Vivarelli, ambientato a Torino nel 1879, nella prestigiosa Accademia delle Scienze, un gruppo di accademici discute se assegnare un premio, per le sue ricerche di botanica, proprio a Charles Darwin. Fra i preziosi volumi della Biblioteca e i reperti del Museo si aggirano vari personaggi, ciascuno delineato con accuratezza: il direttore Bonaccorsi, maestro della diplomazia, un fattorino, Ausonio, e un inserviente, Pietro che in realtà, nottetempo, ruba su commissione diversi volumi rari. A turbare le attività illecite di Pietro interviene l’arrivo nel Museo di Stefano, nipote del direttore ed ex degente dell’Ospedale Psichiatrico di Collegno. In realtà il ragazzo, che immaginiamo essere autistico, alle sue difficoltà sociali, affianca doti intellettuali significative: impara a leggere da solo ed ha una memoria prodigiosa.
Nel frattempo, Pietro viene in contatto, grazie ad un cugino, con un predicatore che aizza i suoi seguaci proprio contro il darwinismo, contro l’idea che uomo e scimmie possano avere un antenato comune. Così nasce, fra pochi congiurati, l’idea di rapire la scimmia di un circo, per lasciarla provocatoriamente all’interno del Museo. L’incursione ha un esito imprevisto, la scimmia muore e viene ritrovata, pochi giorni dopo, riversa sul corpo senza vita di uno degli Accademici.
Le indagini sono condotte da un poliziotto dalla dubbia moralità e, non a caso, i suoi sospetti ricadono su Stefano, difeso solamente dallo zio, da Lisa, della trattoria in cui mangia tutti i giorni il ragazzo, e dalla giovane scienziata Ida Stoppani.
Di più non posso svelare dell’intreccio, vorrei però sottolineare alcuni punti di forza di questo romanzo: innanzitutto la perfetta integrazione fra le diverse tematiche che lo attraversano, la ricostruzione del clima culturale, la diffusa ignoranza, i pregiudizi nei confronti delle donne ‘colte’ e, ancor di più, le segregazione dei cosiddetti ‘alienati’, spesso considerati un peso per le famiglie, che ben volentieri li facevano rinchiudere nei manicomi.
In secondo luogo, è rilevante l’accuratezza della descrizione del clima culturale, la singolare avversione che i settori più retrivi della società nutrivano nei confronti dell’evoluzionismo, avversione che, come ho detto più volte, non si è mai del tutto sopita. Ma anche la precisione con cui viene descritto l’ambiente accademico, con le sue diatribe e le rivalità personali.
Infine, l’umanità dei personaggi, spesso coinvolti loro malgrado in una storia di cui non comprendono la portata.
Il titolo, ‘Gabbie’, fa un evidente riferimento alle gabbie fisiche, quella che rinchiude lo sfortunato scimpanzé Chocolat, quella che delimita i percorsi di vita dei ‘matti’, e mentali, fatte di pregiudizi e superstizioni che inevitabilmente si contrappongono alle nuove visioni del mondo che la scienza di volta in volta suggerisce.
Il testo vien proposto anche in formato audio, in collaborazione con l’editore Emons, dando vita ad una nuova collana, i Geodi sonori, pensata proprio per supportare chi ha difficoltà di lettura.
Consiglio caldamente la lettura, così ricca di spunti di approfondimento, a ragazze e ragazzi di almeno dodici anni.

Eleonora

“Gabbie”, G. Quarzo, A. Vivarelli, illustrazioni di Peppo Bianchessi, Uovonero 2022



lunedì 14 febbraio 2022

FAMMI UNA DOMANDA!

VIVA DARWIN (PARTE PRIMA)


Ho già segnalato la collana di biografie ‘irriverenti’ dal titolo invitante ‘Losche storie’, pubblicata da Franco Cosimo Panini. L’ultimo volume, pubblicato da poco, è dedicato a Darwin: ‘Charles Darwin. Viziato Ipocondriaco Rivoluzionario’ è sicuramente una delle migliori biografie dedicate a questo straordinario personaggio della storia della scienza.
Intanto è molto curata la ricostruzione d’ambiente, l’Inghilterra vittoriana, l’agiata famiglia d’origine, la cui ricchezza consentì al giovane svogliato Darwin di portare avanti le sue ricerche e di finanziare il viaggio sulla Beagle. In secondo luogo, emerge un ritratto dello scienziato sfrondato dalla consueta agiografia, che spesso caratterizza i testi dedicati ai ragazzi. Infine, coglie a pieno quella portata rivoluzionaria che la teoria dell’evoluzione ancora esprime.
Vediamo i singoli punti: per comprendere l’eccezionalità del pensiero darwiniano bisogna comprendere come i cosiddetti ‘filosofi naturalisti’ inglesi all’inizio dell’Ottocento fossero permeati dalla cultura cristiana espressa dalla chiesa anglicana. Che la natura fosse espressione dell’intento creatore di Dio era fuori discussione. Le evidenze che mettevano in discussione l’interpretazione letterale della Bibbia, con un unico atto creatore, il diluvio universale e la perfezione umana come atto finale del processo creativo, erano in qualche modo trasformate per non contraddire il verbo biblico. Esisteva il problema dei fossili e delle estinzioni, esisteva il problema del tempo della Terra, delle ere geologiche e degli sconvolgimenti, di cui si trovavano molte tracce, che ne avevano modificato l’aspetto: cosa ci poteva fare una conchiglia fossile in mezzo alla campagna inglese?
Era dunque il tempo per vedere le cose in un modo diverso.
A seguire il percorso di vita e di studi del giovane Darwin si stenta a credere che sia stato lui il grande pensatore che ha rivoluzionato la biologia. Da ragazzo non era stato uno studente modello, preferiva di gran lunga la caccia e la ricerca di coleotteri, di cui era appassionato collezionista.
Destinato a proseguire il lavoro del padre, medico di grande fama, lasciò gli studi dopo due anni, disposto anche ad accettare la carriera di diacono piuttosto che continuare gli studi di medicina. La proposta di imbarcarsi sul brigantino Beagle lo tolse dall’impiccio di doversi dedicare agli studi di teologia; il viaggio di cinque anni, dal dicembre 1831 al 2 ottobre 1836, lo portò a fare un lunghissimo viaggio di esplorazione che toccò Sud america, Africa, Polinesia, Australia.
Non mi soffermo su questo aspetto della sua vita, già ampiamente trattato da altri interessanti testi. Qui emergono due aspetti attinenti al lavoro dello scienziato: la paziente, metodica raccolta e catalogazione dei reperti, un lavoro di raccolta di dati senza il quale non esiste ricerca attendibile; e poi la gestazione del nuovo punto di vista, quello destinato a cambiare il mondo, che non si afferma come una subitanea illuminazione, ma è il frutto di riflessione, confronto e anche reticenza ad ammettere qualcosa che può cambiare il modo di pensare di tutti. Mentre il racconto del viaggio sulla Beagle, ‘Viaggio di un naturalista intorno al mondo’, ebbe grande successo, ‘L’origine delle specie’, che Darwin concepiva come un primo approccio ad una nuova teoria della vita, fu pubblicata nel 1859 e suscitò un vespaio. Nel frattempo anche un altro naturalista, Wallace, era arrivato alle stesse conclusioni.
Ed ecco il terzo aspetto, la portata rivoluzionaria dell’evoluzionismo: il mondo dei viventi, oggi la chiameremmo la biosfera, non è più il frutto di singoli atti creatori, ma il frutto di un processo naturale fatto di ereditarietà dei caratteri, variazioni casuali e selezione naturale. Il principio creatore esce di scena, l’uomo perde definitivamente la sua centralità.
Ma il bello di questa collana, curata dalla brava Paola Cantatore, che è anche autrice di questo testo, è mettere insieme serietà e ironia, fornita dalle pungenti incursioni di Alessandro Vicenzi. A completare la cura editoriale ci sono le illustrazioni di Federico Manzone.
Ottima proposta di divulgazione intelligente, puntuale e divertente nello stesso tempo.
Consiglio caldamente la lettura a ragazze e ragazzi curiosi, ma anche a chi vuole farsi un’idea più precisa della scienza e della sua storia, a partire dai dodici anni.

Eleonora

“Charles Darwin. Viziato Ipocondriaco Rivoluzionario”, P. Cantatore e A. Vicenzi, ill. F. Manzone, Franco Cosimo Panini 2022



venerdì 13 novembre 2020

FAMMI UNA DOMANDA!

IL VIAGGIO DELLA BEAGLE


Di testi dedicati a Darwin e all’evoluzionismo negli ultimi tempi ne sono usciti, per fortuna, parecchi. Questo che sto per proporvi è però del tutto originale: innanzitutto è un fumetto, linguaggio che si sta diffondendo sempre di più fra lettrici e lettori in giovane età; in secondo luogo è un efficace sunto del corposo diario di Darwin, relativo al viaggio su ‘His Majesty Ship Beagle’; infine descrive un ritratto più approfondito dello scienziato ottocentesco, che ancora oggi provoca scandalo.
Gli autori sono francesi: testo di Fabien Grolleau, disegno e colori, nonché copertina, sono di Jérémie Royer; Tunué lo pubblica, per l’edizione italiana, nella collana ‘tipitondi’ col titolo ‘Il giovane Darwin’.
Nel raccontare il viaggio, iniziato nel 1831 e terminato nel 1836, gli autori compiono, per necessità, numerosi tagli ad episodi e riflessioni dello scienziato inglese, ma colgono due aspetti che solitamente si trascurano nel raccontare questo importante momento della storia della scienza occidentale: la presenza a bordo di tre ‘selvaggi’, rapiti da bambini ed educati in Inghilterra, per essere poi riportati nella Terra del Fuoco per evangelizzare e civilizzare la propria tribù; e la questione dello schiavismo. Il nonno di Charles, Erasmus, faceva parte del movimento per l’abolizione della schiavitù, abolizione che fu sancita per legge in Inghilterra nel 1807. Nel fumetto si mostra come il viaggio sul Beagle fu occasione di scontri con il capitano Fitzroy proprio su questo argomento e d’altra parte in molte delle tappe del viaggio Darwin dovette misurarsi con le violenze perpetrate a danno delle popolazioni native.



Si delinea, così, un ritratto a tutto tondo del giovane scienziato, immerso nei dibattiti dell’epoca e in procinto di suscitarne di nuovi, ancora più appassionati.
Il viaggio tocca in primo luogo Capoverde per poi affrontare la costa orientale del Sud America: Brasile, Argentina, Uruguay, fino alla Patagonia. Qui il giovane scienziato trova resti fossili di animali giganteschi, palesemente estinti. Il viaggio prosegue poi per la Terra del fuoco e il Cile, infine, nel Pacifico verso nord, fermandosi alle isole Galapagos, dove Darwin approfondisce lo studio di specie simili, isolate geograficamente e specializzate ciascuna rispetto ad aspetti del proprio habtitat. I famosi fringuelli delle Galapagos.
Vengono raccolti reperti di rocce, di fossili, campioni di piante ed animali, che ancora si possono vedere al British Museum.



Un pregio importante di questo fumetto è di mettere bene in evidenza quali erano le questioni che angustiavano i naturalisti dell’epoca: uno era il tempo della Terra, rispetto al quale si trovavano sempre più evidenze che fosse ben più lungo da quello indicato dalla Bibbia; l’altra era la questione della variabilità delle specie viventi, con l’irresolubile problema delle estinzioni. Anche qui si contraddiceva il dogma di un mondo creato una volta per tutte da Dio. Tante volte mi è capitato di sottolineare come questo progressivo distacco dall’interpretazione letterale della Bibbia sia in realtà ancora in corso, mettendo in discussione il posto dell’Uomo nel mondo.



Nel merito del testo, questo libro si segnala dunque per l’originalità, per il livello di approfondimento, per la precisione con cui individua i punti nodali di un dibattito che ha attraversato la cultura scientifica fino ai giorni nostri.
Il linguaggio del fumetto è un linguaggio sintetico che coniugando testi scritti brevi, spesso in forma dialogica, a immagini di impatto permette anche letture a livelli diversi: ci si può appassionare all’avventura, o ci si può soffermare sui tanti temi scientifici, apprezzando le belle tavole che ben rendono l’idea del senso di meraviglia che suscitavano i viaggi di esplorazione.
Bella proposta, fra le migliori dell’anno, per lettrici e lettori a partire dagli undici anni.

Eleonora


“Il giovane Darwin”, F. Grolleau e J. Royer, Tunué 2020