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mercoledì 23 ottobre 2024

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


MA ALLORA OLIVIA ESISTE!

«Non sottovalutarli. I bambini lo capirebbero; comprendere il mondo è ciò che sanno fare meglio». Ian Falconer risponde alla domanda: qual è il segreto di un buon libro per bambini.


Nel 1996, Ian Falconer ha 37 anni e in famiglia scorrazza una piccola nipote con un nasino schiacciato da maialino. Ian lavora da pochi mesi come illustratore del New Yorker, il suo vero lavoro però è a teatro come scenografo. Per il Natale del ’96 decide di regalare alla piccoletta di tre anni, un libro scritto e illustrato da lui: nasce Olivia.
Sul perché disegnare una maialina, Ian citerà il famoso nasino schiacciato, ma anche dirà: "I maialini sembrano avere la forma adatta per i bambini piccoli perché le loro teste sono troppo grandi rispetto al corpo. Tutto è sovradimensionato".
Olivia ha un successo immediato: vende in poco tempo due milioni di copie. A oggi siamo a dieci milioni di copie vendute della serie. 


Olivia è disegnata a matita, in bianco e nero. L’unico colore concesso nel primo volume è un rosso acceso che raffigura accessori, vestiti e piccoli oggetti.
Nelle 32 pagine che Nord-Sud finalmente ripubblica, ci sono però anche citazioni coltissime: la riproduzione di un Pollock, di un Degas e delle rappresentazioni iconiche di Maria Callas.
La storia è la descrizione di una giornata di Olivia, maialina di sei anni, che ammira quadri maestosi, sposta il gatto a casaccio, prova diciassette diversi abbigliamenti prima di uscire, che cerca di riprodurre un Pollock sul muro di casa, fa il bagno, fa leggere una pila di libri alla mamma prima di cadere addormentata sognando di essere una cantante d’opera.


Ian Falconer ha avuto una lunga relazione sentimentale (e artistica) con David Hockney il quale nella quarta di copertina dell’edizione americana del libro scrive: "La capacità di Olivia di comprendere la composizione astratta è straordinaria per una bambina di 6 anni".


Il libro esce nel 2000. Nel 2001 vince la Caldecott Honor per Olivia, un prestigiosissimo premio statunitense per autori di libri per ragazzi. In un articolo Ian Falconer racconta del messaggio che aveva trovato in segreteria, appena uscito il libro: "Ciao, Ian. Sono, uh... Maurice Sendak. Ehm, sono in campagna in questo momento. Puoi chiamarmi qui. Puoi lasciarmi un messaggio sulla mia segreteria telefonica. Se non sono qui, probabilmente sarò in giardino e, ehm, a tagliarmi i polsi o qualcosa del genere." Sendak aveva amato tantissimo il libro e desiderava dirlo personalmente a Ian. Cosa rende questo libro così bello? Me lo sono chiesta spesso durante tutti questi anni. E non è facile fare ordine tra i tratti eccellenti di questo albo. Si può partire dalla perfezione del disegno a matita, sfumato, minimalista, con poco testo, a volte - come accade all’inizio del libro – con un solo oggetto raffigurato: un walkman rosso e nella pagina successiva Olivia in bianco e nero che canta e il testo che recita:
Questa è Olivia.
Sa fare un sacco di cose”.


Ed è vero. Olivia sa fare un sacco di cose: cucina, si trucca, trucca suo fratello, si traveste, si veste, costruisce splendidi grattacieli di sabbia, canta, danza, riproduce un Pollock. Tanto più Olivia sa fare cose, tante meno sono le cose rappresentate sulla pagina. Falconer non ha paura del bianco e ferma Olivia nell’atto di fare (o in brevi atti veloci, come quando prova diciassette vestiti) lasciando spazio al lettore per riempire i contorni. Questo paradosso di pulizia e sobrietà del disegno, si schianta contro la sovversiva ed esplosiva personalità della maialina, lasciando chiunque a bocca aperta.


E qui arriva a mio parere l’elemento davvero incredibile dell’albo: la sua protagonista. Olivia è davvero uno dei pochissimi casi in cui un personaggio migliora di libro in libro, prendendo sempre più spessore, affinando le sue caratteristiche o portandole all’estremo. Nord-Sud decide di ripubblicare tre titoli della serie di Olivia, il primo, appunto, e poi due libri adatti al periodo: Olivia e le principesse e Olivia e il Natale. 


Olivia e le Principesse scardina completamente moltissimi stereotipi femminili (passatempo che Olivia ostinatamente persegue in tutti i libri), descrivendo il pensiero non omologato, originale e profondo che la maialina ha sulla figura della Principessa e per riflesso sulla costruzione dell'immagine di sé. Inoltre, il libro ha un incipit completamente spiazzante, forte e inaspettato che anticipa il tema affrontato da Olivia: 
Olivia è depressa.
«Penso di avere una crisi d’identità» dice ai suoi genitori.”
A Halloween, lamenta Olivia, tutte le bambine si sono vestite da Principesse... Il libro chiude con una carrellata di personaggi in cui Olivia si immedesima: la piccola fiammiferaia, l’infermiera, la spia… fino ad arrivare alla geniale chiusura del libro.


Olivia e il Natale, invece, descrive la vigilia di Natale della famiglia di Olivia, in un’alternanza di momenti altamente intimi e poetici, con episodi disastrosi dove il motore è sempre la maialina. 


Il ritmo da quieto e pacifico diventa sempre più frenetico man mano la giornata passa e i regali vengono scartati e utilizzati chiudendosi magistralmente con l’ultima immagine della famiglia davanti al camino.


Io spero che Nord-Sud continui a pubblicare anche gli altri libri di Ian Falconer, perché Olivia deve essere letta dalla più grande parte possibile degli animali umani sulla terra. 
Olivia è fuori dalle righe, libera, impertinente e bullizza i fratellini. È tenera e sensibile, vuole fare la ballerina alla Scala, fa cadere il campanile di San Marco, alle feste in maschera si veste da facocero invece che da principessa ed è una grande appassionata di arte. Io da grande penso che da bambina avrei voluto essere come Olivia.
Valentina

Noterella al margine. Mio figlio, a quattro anni, davanti a una tela di Pollock al Guggenheim di Venezia, ha esclamato: “Ma allora Olivia esiste!”

"Olivia", Ian Falconer (trad. Marinella Barigazzi), Nord-Sud 2024; "Olivia e le Principesse", Ian Falconer (trad. Barbara Ponti), Nord-Sud 2024; "Olivia e il Natale"Ian Falconer (trad. Barbara Ponti), Nord-Sud 2024






 

giovedì 26 febbraio 2015

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


PRINCIPESSA IN FUGA

Offresi principessa, Lois Lowry, Jules Feiffer (trad. Sara Congregati)
Giunti 2015

NARRATIVA PER MEDI (dagli 8 anni)

"Ecco qua! Adesso dimmi cosa ne pensi. Assomiglio a una semplice ragazza di campagna?
La principessa Patricia Priscilla indietreggiò mettendosi in posa davanti ai drappeggi ricamati che incorniciavano l'ampia finestra a doppi vetri. Indossava quel vestito modesto ed era scalza."

Che cosa ci fa una principessa dentro un abito modesto, scalza e con capelli annodati in due trecce di diversa lunghezza fermate con un gambo di fiore?
Si sta travestendo per prendere il largo indisturbata.
La sua vita di giovane principessa sulla soglia dei sedici anni, ad un passo dal gran ballo dei Corteggiatori, è piuttosto monotona e scandita dall'assoluta inerzia: sono gli altri, i suoi innumerevoli servitori, che fanno le cose per lei.
In una sequenza complessa di procedure, la principessa viene nutrita, lavata e vestita, da una squadra di aiutanti che funziona con estrema precisione, come un meccanismo di orologio. Fino al giorno in cui, stanca di tutto questo, mette in atto una fuga temporanea. Ogni mattina si reca -sotto mentite spoglie- alla scuola del villaggio, dove brulica la vita, quella vera. Seguita dalla sua gattona, Patricia Priscilla diventa semplicemente Pat e nei suoi panni fa belle conoscenze e finalmente trova anche l'amore. 

Ma che ne sarà di lei e dei suoi Corteggiatori ufficiali che la chiederanno in moglie durante il gran ballo del Compleanno che a corte stanno già organizzando? Il suo destino è segnato e dovrà scegliere tra il Duca trasandato, il Principe vanitoso o i Conti Congiunti, volgari gemelli siamesi?


Se uno riesce a superare la repulsione per la sovracoperta con quella pezza rosa sul fondo celeste e con il titolo in giallo, e si concentra sul nome dell'autrice e dell'illustratore, che sono garanzia di per sé, prende il libro dallo scaffale e capisce subito che ha tra le mani qualcosa di buono. Una Newbery Medal e un Pulitzer, Lois Lowry e Jules Feiffer, non possono essersi messi gomito a gomito e aver prodotto un libro insignicante.


Il suo merito principale sta nell'offrire una visione capovolta, quanto meno diversa e insolita, di come di solito ci si aspetta che vada la vita. La seconda qualità sta proprio nell'aver pensato ai lettori che frequentano gli ultimi anni delle elementari e averlo fatto con una scrittura e un'illustrazione di grande valore.
A partire dagli anni di Linus che ha il merito di aver sdoganato in Italia le sue strisce con la ballerina e il ragazzino Munro arruolato per errore, tutto ciò che porta la firma di Feiffer è degno di nota; ma purtroppo i suoi titoli tradotti si contano su una mano. In qualche modo elettivamente prescelto per disegnare gente in calzamaglia, dalle ballerine di contempranea ai principi di Un sacco di risate, una valle di lacrime (Fabbri 1997), Feiffer è un genio con la matita in mano. Qui ancora più riassuntivo e dal segno più ingarbugliato del solito, crea i tre ritratti dei corteggiatori con un'ironia fulminante di chi si deve giocare il tutto per tutto in un'unica illustrazione.
Lois Lowry che ci ha abituato a narrativa per ragazzi più grandi, dal bellissimo Conta le stelle (Giunti 2012) alla quadrilogia di The giver (Giunti, 2010-2013), qui è altrettanto grandiosa nel costruire un feuilleton dal tema fiabesco, dove i ruoli convenzionali si invertono: una Principessa aspira ad essere una Cenerentola, con tanto di ballo finale a palazzo. Esilarante nel ritmo, nella costruzione dell'intreccio, nella caretterizzazione dei personaggi, taluni davvero adorabili, ma anche profondo in alcune soluzioni narrative, Offresi principessa è una buonissima lettura per chi voglia, la sera, addormentarsi con il sorriso sulle labbra.

Carla

Noterella al margine. Qui Feiffer racconta un po' di sé e questi sono copertina e titolo originali. Pare che per noi non fossero sufficientemente kitsch: bocciati entrambi!
 

giovedì 4 ottobre 2012

UNO SGUARDO DAL PONTE (libri a confronto)



ALL’INSEGNA DELL’IRONIA
 
Qui, con grande gaudio, perché ci piace imbrogliare le carte, parleremo di principusse e principosse, nonché principisse e principeffe, ma anche di P. J. Petulant, del drago (maschio) Sandra e dello strepitoso Leprotto della Luna.
Cominciamo dalle varianti principesche, o principusche che dir si voglia: ognuna di queste aggressive, competitive e arroganti damigelle, che popolano questo strano paese delle fiabe, concorre al medesimo scopo, liberare un principe, per altro piuttosto antipatico, detenuto fra le grinfie di un drago, per poi fare quello che si chiama un ‘buon matrimonio’. Le giovani pulzelle di sangue blu, bluissimo, si azzuffano senza scrupoli, nel tentativo di arrivare per prime a stendere il povero drago, che in fondo fa solo il suo mestiere. E che abbia un cuore d’oro lo dimostra il fatto che metterà in salvo il principe dalla scatenata torma di erinni a caccia di principi da maritare. Intanto la principussa Clura e la principossa Vanossa, le più intelligenti di questo gruppo, hanno capito presto che non valeva proprio la pena dannarsi per un principe arrogante, pur avendolo liberato a passo di rumba. Se ne ritornano ai loro castelli, promettendosi eterna amicizia. 

 
La principessa Clura e il drago, del norvegese Tormod Haugen, è una storia divertente, ancor più se letta ad alta voce, sempre che ci si sia ben allenate agli scambi di vocali, con un pizzico di trasgressione nel demolire il trittico dame, draghi, cavalieri. Potrebbe essere un buon antidoto per quelle bambine abituate a fare indigestione di rosa confetto e principi dal bianco destriero. Potrebbe essere salutare anche per i giovanotti, abituandoli all’idea che forse anche i principi possono essere salvati da burrascose principesse, anche se, magari, potrebbero poi guardare con timore le loro compagne di scuola.


L’ironia abbonda anche in Il Leprotto della Luna, della giovane scrittrice inglese Sue Monroe: anche qui una principessina capricciosa e prepotente, Petunia Joy Petulant, ovviamente assecondata dal papà Re Winston Petulant, troppo occupato a giocare a scacchi, barando, con il suo vicino di regno. Fra i desideri impossibili di P.J. c’è quello di avere un drago, che le viene prontamente recapitato, anche se questo costa la sparizione di un numero imprecisato di servitori. Mentre il castello si svuota dei suoi occupanti, P.J. decide di volere anche il Leprotto della Luna, ovvero la surreale creatura che tiene pulito il poetico corpo celeste. Anche lui arriverà a tenere compagnia alla principessina, riempiendosi, nel frattempo, la calzamaglia a righe di tutti gli oggetti che gli capitano a tiro. Fra una disavventura e l’altra, il Leprotto trova il modo di ammansire il drago Sandra, che risulterà decisivo nel rocambolesco salvataggio di Re Winston.
Lettura scorrevole, tutta giocata in toni surreali e grotteschi, farà sicuramente divertire bambini e bambine dotati/e di senso dell’umorismo.

Ma non posso non ricordare, in chiusura, un libro che quanto a toni surreali e giochi di parole non è secondo a nessuno: Il Vicario, cari voi, di Roald Dahl, racconta di un povero vicario affetto dal difetto di invertire le lettere mentre parla, sconcertando i suoi fedeli con discorsi e sermoni veramente imbarazzanti. Un vero capolavoro.


Eleonora




La principussa Clura e il drago”, T. Haugen, Salani 2012
Il Leprotto della Luna”, S. Monroe, con le illustrazioni di Birgitta Sif, Feltrinelli Kids 2012
Il vicario, cari voi”, R. Dahl, Salani 2007

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