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lunedì 13 dicembre 2021

FAMMI UNA DOMANDA!

COME PARLANO GLI ANIMALI


Non è inconsueto trovare, nelle pagine di un libro per ragazzi dedicato agli animali, degli accenni relativi ai diversi modi di comunicare. Quello che ha di diverso ‘Parlare con la tigre...e altri animali. Come comunicano le creature selvagge’ è la sistematicità.
Meno aneddotica e maggiore approfondimento per affrontare un tema affascinante e in continua evoluzione. L’impostazione scelta tratta della comunicazione attraverso i diversi sensi coinvolti: vista, udito, olfatto e gusto, elettricità e tatto.
Jason Bittel, autore del testo affiancato dalle immagini di Kelsey Buzzel, racconta in ciascun capitolo le diverse strategie comunicative di tanti animali, a partire dalla famosa tigre con cui vorremmo fare conversazione; a questo proposito, è più che opportuno osservarne i movimenti della coda, per capire se intende interloquire con noi o mangiarci.
Ovviamente, i comportamenti e i linguaggi più facili da comprendere sono quelli degli animali più vicini a noi, ma quello che più ci affascina sono proprio le performance più curiose, come l’ipnotico ballo del ragno pavone o le ‘puzzette’ semantiche delle aringhe.
Non mancano spunti per approfondimenti interessanti: un caso di scuola è la guerra fra gruppi di scimpanzé, studiato da Jane Goodall; i suoi pionieristici studi mostrarono quanto labile fosse il confine fra umano e non-umano e quante caratteristiche del nostro comportamento si possono ritrovare in alcune specie. In questo caso, fra le altre cose, fu studiato proprio il linguaggio dell’aggressività e del conflitto intra specifico. Ma le sorprese degli scimpanzé non finiscono qui: l’autore cita un altro studio che ha comparato i gesti caratteristici di neonati umani e di scimpanzé, scoprendo ben 46 corrispondenze su 52 espressioni tipiche. Tema interessante e denso di implicazioni anche filosofiche, che l’autore saggiamente evita.


Jason Bittel è un esploratore del National Geographic e un giornalista che si occupa di divulgazione scientifica, pubblicando su importanti quotidiani e periodici americani; in questo libro, progettato per far conoscere ai bambini in modo più serio e approfondito il mondo animale, si avvale della collaborazione dell’illustratore Kelsey Buzzell, che riesce efficacemente a tradurre in immagini il testo scritto, e non è sempre facile.
Il libro, pubblicato in Italia da De Agostini, è molto ben fatto: coniugando serietà dell’informazione con un linguaggio scorrevole e divertente rende facilmente fruibile un argomento spesso trascurato o ridotto a divertente aneddotica; può essere, dunque, una stimolante alternativa ai più classici repertori sugli animali.
Ne consiglio caldamente la lettura a giovani scienziate e scienziati a partire dai sette anni.

Eleonora


“Parlare con una tigre...e altri animali. Come comunicano le creatura selvagge”, J.Bittel, ill. di K. Buzzell, De Agostini 2021





mercoledì 14 novembre 2012

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

NON CI RESTA CHE PIANGERE

L'OPOSSUM CHE INVECE NO, Frank Tashlin
Donzelli, 2012

ILLUSTRATI PER MEDI (dai 7 anni)

"Se ne stava lì appeso per giorni e giorni, e non faceva che sorridere e poi sorridere ancora. Era l'opossum più felice, più sorridente, più penzoloni di tutto il bosco."

Finché un gruppo di impettiti signori, di ritorno da un elegante pic nic, si accorgono di lui: "'Santo Cielo!', guardate quell'Opossum lassù, non vi sembra triste?'. L'Opossum rispose: 'Io non sono triste, anzi sono molto contento. Per questo sto sorridendo."
E così si genera un altro equivoco, proprio come quello che si generò tra un pacifico orso e un caporeparto cocciuto di una fabbrica... (qui)
All'opossum non va certo meglio che all'orso e la sequenza comica è costruita nel medesimo modo, ovvero con una contrapposizione di opinioni (nel primo libro di Tashlin tra orso e dirigenti della fabbrica, qui tra opossum e gitanti), cui fa seguito un 'crescendo' di voci da una parte sola tra le due a confronto. E come nel primo libro abbiamo già visto, tale presa di posizione è palesemente errata ma caparbiamente sostenuta da un sempre più grande numero di persone: un schema di comicità assicurata.
Tanto più gli impettiti signori si accalorano insistendo sulla presunta tristezza dell'opossum, tanto più l'opossum per parte sua, con una flemma invidiabile, sostiene la propria felicità.
Quello che è un sorriso di un animaletto a testa in giù viene letto come una bocca mesta da chi sta a testa in su.
E così scatta il 'tormentone' che prevede uno schema verbale sempre ripetuto: 'è solo uno stupido opossum che si crede sorridente, ma non lo è per niente' e un paradossale quanto goffo tentativo di ricondurlo a ragione, seguendo una logica tutta umana e molto miope.
L'opossum finisce in città, sempre attaccato al suo ramo, viene portato al cinema e in un night club...la sua felicità è messa a dura prova e alla fine il suo sorriso scompare per lasciare posto a uno sguardo triste, con tanto di angoli della bocca all'ingiù.


Ecco la nemesi: l'opossum per gli umani ha sorriso! Riparte un'altra comica sequenza di esagerazioni nei festeggiamenti. L'opossum viene lasciato solo, dimenticato sul suo ramo e allora decide di tornarsene a casa. Sconsolato, guarda quella strana umanità che si affanna e ne prova compassione.
Come dargli torto...
Tornato nel suo bosco, ai suoi panorami e ai suoi odori, in lui si risveglia la felicità creduta perduta per sempre. E anche il ricordo si offusca; che sia stato solo un brutto sogno?
Tanti i temi toccati sui cui si potrebbe discutere per del tempo con i ragazzini.
Penso in primo luogo all'incapacità di saper 'leggere' l'altro come diverso da te. Penso alla messa in ridicolo di certi atteggiamenti tutti molto umani, quali l'egocentrismo, l'incapacità di comunicare, l'ignoranza che porta necessariamente alla grettezza di pensiero. E ancora: la felicità fatta di nulla, o la libertà che non ha prezzo.
Meraviglioso e perfetto, da manuale, il ritmo comico della storia. E vorrei vedere: è Tashlin!
Meno meraviglioso il formato punitivo che Donzelli assegna ai libri di questo strepitoso cartoonist americano.


Carla