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lunedì 25 marzo 2024

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)

LA NOTTE DEI BIPLANI


Esce per I tipi de Il Castoro l’ultimo romanzo di Davide Morosinotto, ‘La notte dei biplani’. In realtà si tratta della radicale riscrittura di un romanzo scritto nel 2011. Di quel romanzo resta l’impianto fantascientifico, che immagina una Storia alternativa: ambientate durante la Prima Guerra Mondiale, entrambe le storie immaginano un precoce sviluppo dell’informatica, lì impiegato nella costruzione di macchine da guerra.
Ma veniamo al romanzo appena uscito, orientato a lettori e lettrici che abbiano almeno dodici anni.
Racconta le vicende di tre amici, di origini diversissime, tutti assistenti dello scienziato e inventore sir Richard Maddox: c’è Arthur, il giovane virgulto della famiglia Maddox, Mary, cameriera presso quella famiglia, e John, minatore, abilissimo meccanico. Sir Richard scompare improvvisamente, non prima, però, di far pervenire a John uno strano Congegno, il cui uso gli è del tutto sconosciuto. Siamo in Cornovaglia, la guerra è ormai iniziata e tanti giovani e giovanissimi vogliono arruolarsi.
Arthur, e Mary, che si traveste da ragazzo, vogliono volare sui biplani, pilotati grazie a un congegno elettronico che connette il cervello dei piloti alla macchina. E i ragazzi, anche se giovanissimi, sono molto più ricercati per l’arruolamento, grazie alla loro duttilità. I congegni elettronici si chiamano BOT, bio-ordinatori-tattici, e provocano danni irreparabili, dopo un certo tempo, al cervello dei piloti, che si stordiscono con un mix di alcol e droga per non sentire il dolore.
Mary viene arruolata come pilota, Arthur invece dovrà guidare dei Carri-BOT, sorta di mezzi cingolati corazzati. Morosinotto, in sintesi, immagina, nel cupo scenario della Grande Guerra, che l’informatica fosse già sviluppata, con i suoi computatori e tutti gli annessi e connessi; e costruisce un armamentario fantascientifico che unisce la reale storia della costruzione di carri armati e altre macchine da guerra all’immaginario dei Trasformer, proprio dei fumetti. Direi particolarmente appropriata la presenza di fumetti che rappresentano al meglio le straordinarie invenzioni narrative, le macchine incredibili, le battaglie aeree.
La trama si incentra nel tentativo di John di salvare tutti i suoi amici, Arthur, Mary e sir Richard, ma per provarci deve necessariamente affrontare una serie di drammatiche avventure al di qua e al di là della Manica: infatti, intorno al Congegno, in suo possesso, si muovono gli interessi degli eserciti in guerra. Nello stesso tempo, la sua famiglia è colpita da diverse tragedie, legate al lavoro in miniera.
Dunque un romanzo dal ritmo serratissimo, con dettagliate scene di battaglie aeree, che sicuramente sarà apprezzato da quei lettori e lettrici che prediligono l’azione, scritto con cura maniacale nella ricostruzioni di storie e d’ambienti; particolarmente efficace l’accurata descrizione della vita dei minatori e delle loro famiglie, dei soldati al fronte, della guerra di trincea: la realtà storica intrecciata all’immaginario fantascientifico.
Forse all’inizio un po’ spiazzante, sarà una bella, emozionante lettura per ragazzi e ragazze che amino scrutare gli orizzonti del possibile.

Eleonora

“La notte dei biplani”, D. Morosinotto, Il Castoro 2024





 

mercoledì 9 novembre 2022

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)

BOMBER

‘Bomber. Quando il cielo cade a pezzi’ è il romanzo di Paul Dowswell, pubblicato in questi giorni dall’Editrice Equilibri. Racconta le vicende di un gruppo di aviatori americani, mandati, con le loro ‘fortezze volanti’, in supporto dell’aviazione inglese.
Harry Friedman è un giovane ebreo americano, ha diciassette anni, e si è arruolato, nascondendo l’età, come aviatore. Dopo l’addestramento in patria, viene trasferito in Gran Bretagna, a Kirkstead, dove ha sede il suo squadrone di bombardieri, in aiuto all’aviazione inglese. Siamo nell’agosto del 1943, nel pieno della Seconda Guerra Mondiale e i cieli dell’Europa sono solcati dagli aerei da guerra, i bombardieri micidiali che annientano, oltre le postazioni militari e le infrastruttura strategiche, anche le città.
Di tutto questo Harry sa poco o niente: della guerra vede il lato avventuroso, eroico; il bombardiere, su cui si imbarcherà, si chiama Macey May e lui dovrà posizionarsi nella torretta sottostante il corpo dell’aeroplano, come mitragliere ventrale.
Già il primo volo di prova mette alla prova l’equipaggio, coinvolto in un fortunoso ammaraggio; ma le prime missioni vere e proprie aprono gli occhi del giovane aviatore su quello che significa realmente la guerra: l’attacco dei caccia tedeschi, la contraerea, l’esplosione in volo di altri velivoli, tutto concorre a scatenare la paura, quella immediata, di non riuscire a sopravvivere, e quella più strisciante, che rende evidente la precarietà della vita dei combattenti.
Spesso la sopravvivenza è dovuta al caso: l’aviatore tedesco che decide di non colpire il Macey May, che ha già un motore in fiamme, consente ai sopravvissuti dell’equipaggio americano di tentare la sorte lanciandosi con il paracadute in territorio francese.
Harry ce la fa e si ricongiunge, per puro caso, a un commilitone, Stearkley; entrambi sono raccolti da un contadino francese che li mette in contatto con la Resistenza. L’obiettivo è riuscire a rientrare in Gran Bretagna, ma non dirigendosi verso la Manica, quanto a sud, passando il confine con la Spagna, sui Pirenei, per poi raggiungere il Consolato inglese a Bilbao. In questo pericoloso percorso, Harry si rende conto di un altro aspetto della guerra, quello dei civili dei paesi occupati dai nazisti, quello della Resistenza, quello delle città bombardate.
Senza svelare altro della trama, vorrei sottolineare come ancora una volta Dowswell mostra la sua innegabile abilità di narratore di storie di guerra: in primo luogo, la ricostruzione storica, ma anche tecnica, è accuratissima e dettagliata, tanto da far rivivere aspetti poco conosciuti della vita dei militari e dei civili coinvolti nel conflitto; in secondo luogo, l’autore inglese imposta la sua narrazione con un punto di vista ‘dal basso’, cioè di chi esegue gli ordini, o fa la propria parte nell’organizzazione clandestina, non riuscendo a coglierne, spesso, gli obiettivi strategici. Si tratta di una realtà fatta di coraggio, di tradimenti, di crudeltà e di grande generosità espressi da persone qualunque. Quello dei personaggi è il terzo punto di forza: in questo romanzo seguiamo le vicende di Harry, che da ragazzino idealista si trasforma in pochi mesi in un reduce che ha visto la morte in faccia più di una volta. C’è poi la giovane partigiana francese, Natalie, la sua necessaria durezza e le contraddizioni che la realtà della guerra inducono nelle persone migliori. Infine, la figura del traditore, dell’americano spia dei nazisti, testimone della presenza non esigua di formazioni filo naziste in America.
‘Bomber’ è un romanzo complesso, che affianca alla dimensione avventurosa, che contraddistingue le scelte stilistiche di Dowswell, un intreccio che connette diversi aspetti di un brevissimo lasso di tempo, dall’agosto al dicembre del ‘43: le battaglie nei cieli, la vita nelle città sotto attacco, la guerra combattuta dai civili, dagli eserciti regolari e irregolari. La narrazione scorre veloce, con un linguaggio che ben rende l’idea dell’asprezza delle vite raccontate nel romanzo, con una grande attenzione ai dettagli, ai paesaggi, agli odori, ai cibi offerti, al freddo e alla fame.
Piacerà sicuramente ai lettori e alle lettrici che amano i romanzi storici e le storie di guerra; suggerisco caldamente la lettura a partire dai tredici anni.

Eleonora

“Bomber. Quando il cielo cade a pezzi”, P. Dowswell, trad. A. Martelli e E. Beccalli, Editrice Equilibri 2022





 

venerdì 27 marzo 2020

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


VOLARE


L’occasione per conoscere la vita avventurosa e per certi versi strabiliante di Fiorenza de Bernardi, prima donna a diventare pilota di linea in Italia, è data al protagonista del romanzo di Gigliola Alvisi, ‘Oltre il muro di nuvole’, dal viaggio che fanno insieme, per puro caso, da Roma a Bruxelles. Il ragazzino, Mario, va a raggiungere i genitori che si sono trasferiti a nella capitale belga per lavoro e non è affatto contento di questa scelta. Non gli piace l’idea di lasciare la sua città, Roma, i suoi amici, la scuola e così via. Per ribellarsi a questa scelta, due mesi prima di partire, ha fatto una bravata e la consapevolezza di quella sciocchezza, che ancora non sa nessuno, gli pesa enormemente.
Parte comunque, rassegnato e si trova a fianco un’arzilla vecchietta, che tra l’altro ha assistito alla sua bravata. Mario vola per la prima volta e ha molta paura e la sua vicina di posto gli racconta la storia di Fiorenza de Bernardi, un’aviatrice coraggiosa, una vera pioniera del volo in Italia, figlia di Mario de Bernardi, figura leggendaria del mondo dell’aviazione italiana, non solo pilota collaudatore, ma anche inventore prolifico.
La figlia non segue immediatamente le orme del padre, ma inesorabilmente questo accade dopo la seconda guerra mondiale, quando nel ‘51 quando ottiene il primo dei tre brevetti di volo.
Il romanzo scorre con il racconto dei suoi viaggi straordinari, delle sue avventure, dei suoi atterraggi di fortuna come delle sue trasvolate, fino a diventare comandante di aerei di linea. Solo alla fine del viaggio, fra vuoti d’aria e venti tempestosi, Mario scopre che la sua vicina di posto è proprio lei, Fiorenza de Bernardi.
Una bella storia, con il racconto di una vita che ha tutto dell’eccezionale e che sorprende per lo spirito d’iniziativa e per la libertà che questa donna si è conquistata. Il bello è che ha fatto tutto questo, superando gli ostacoli e l’ostilità dei suoi colleghi, non per motivi ideologici, al contrario provenendo da una famiglia cattolica osservante e con un approccio tutt’altro che progressista. Ma si può essere anticonvenzionali senza essere dei rivoluzionari; ed è quello che è successo in quella famiglia, che ha sostenuto le aspirazioni di una ragazza fuori dal comune e dalle indiscusse capacità. Come in altri casi, una figlia della borghesia cui non era attribuito solo un destino di madre di famiglia.
Questo rende ancora più interessante il personaggio, meno legato ad un’immagine stereotipata di ‘ragazza ribelle’.
Tutto sommato, però, trovo un appesantimento il fatto di voler introdurre la biografia di questa meravigliosa signora, oggi novantenne, con una cornice che dovrebbe forse rendere meno pesante il racconto, attualizzandolo attraverso la storia di Mario, che però ha ben poca consistenza rispetto alla vita avventurosa della de Bernardi. Così come ho trovato un esperimento poco riuscito il mescolare, nel suo linguaggio, un perfetto italiano letterario con una improbabile parlata romanesca, che non ha molto senso pensando alla biografia della signora, nata a Firenze, vissuta a lungo a Milano, per poi arrivare a Roma.
Si tratta in ogni caso di una lettura interessante, una biografia fuori dalla retorica e con molti spunti di riflessione.
Lettura adatta a ragazze e ragazzi a partire dagli undici anni.

Eleonora

“Oltre il muro di nuvole”, G. Alvisi, Edizioni San Paolo 2019