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mercoledì 28 ottobre 2020

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)

 A CACCIA D’INFINITO

 

Non si parla di infinito in senso matematico o astronomico; non ci si interroga sui tanti dilemmi legati a questo concetto. In realtà, l’albo realizzato da Soledad Romero Mariño e Mariona Cabassa, tradotto da Luisa Mattia per Lapis, è un interessante esperimento che pone al centro l’idea di ciclicità della natura, nelle sue molteplici manifestazioni.
Nello scegliere per titolo ‘Infinito. I magici cicli dell’universo’, c’è già l’esplicitazione di un taglio che non è divulgativo, pur contenendo molte pagine che raccontano le trasformazioni della vita e degli elementi naturali, ma vira decisamente sul poetico, scelta rafforzata dalle didascalie in rima nelle pagine più descrittive.
Agli occhi dei bambini come un bruco diventi farfalla, o come da un uovo di sviluppi un pulcino o un pesce, è sicuramente un evento che desta stupore ed infinite domande. Questo albo mette insieme parecchie trasformazioni naturali: dal ciclo dell’acqua a quello delle stagioni, dalle fasi lunari alle catene alimentari che legano insieme prede e predatori, componenti viventi e non di un habitat.
La struttura del libro vede coppie di due doppie pagine: nella prima, a sinistra il titolo, a destra la descrizione poetica del fenomeno naturale. Nella seconda doppia pagina, citazioni attinenti all’argomento, immerse in una grande immagine.
 

Le illustrazioni di Mariona Cabassa sono di grande impatto e veicolano il senso di meraviglia nello scoprire i segreti del mondo naturale.
Tutto questo è molto efficace nel veicolare suggestioni e informazioni, tuttavia trovo che la sintesi fra informazione e poesia sia un po’ sbilanciata: non che ci sia qualcosa di inesatto, ma l’enfasi sull’eterna ciclicità della vita nasconde un po’ il fatto che nulla si riproduce uguale; e nel testo questo è detto. L’immagine di natura che si ha, però, è di un sistema ciclico governato da ritmi sempre uguali e invece, è proprio il mutamento a farla da padrone: non ci saranno mai due nuvole uguali o due pulcini identici, a meno che non siano gemelli. E le galline di oggi non sono uguali a quelle di un secolo fa.
Siamo noi a cercare la costanza, la regola in un mondo che cambia anche in modo imprevedibile.
La frase finale, che fa pensare con meraviglia che tutto questo susseguirsi di ciclicità non fa che portare a te piccolo lettore, è molto rassicurante e gratificante, se vogliamo, anche se poi siamo figli del caso e delle leggi della fisica, o della genetica.
Alla fine, quello che meno mi convince non è tanto il linguaggio poetico, che rende fruibile la lettura a partire dai cinque anni, quanto il suggerire l’idea che tu proprio tu sei al centro dell’universo e che tutto ha concorso per far si che tu nascessi.
Non mi sembra disturbante l’idea che ciascuno di noi sia figlio anche di occasioni fortuite e altrettanto fortuite ricombinazioni di geni; poi la partita ce la giochiamo comunque in un mondo che vorremmo comprendere meglio e che ci mette costantemente alla prova, cambiandoci e proponendoci occasioni in cui si esprime la nostra scelta, insieme all’ineludibile casualità.
Se però non vogliamo scegliere fra caso e l’eterna ripetizione dell’uguale, questo albo è un’ottima occasione di scoperte per i più piccoli e di interessanti riflessioni per i più grandi.
 
Eleonora

“Infinito. I magici cicli dell’universo”, M. Cabassa e S. Romero Mariño, Lapis 2020



sabato 19 maggio 2012

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


GIACOMINO E LE GHIANDE, Tim Bowley, Inés Vilpi
Kalandraka, 2012

ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni)

"Giacomino piantò una ghianda, ma...prima che potesse crescere, uno scoiattolo la dissotterrò e la nascose. Giacomino piantò una ghianda. Germinò, germogliò, ma...un cavallo la calpestò e la schiacciò. Giacomino piantò una ghianda. Germinò, germogliò, crebbe, ma..."

Ma ogni volta arriva qualcuno e la ghianda del povero Giacomino ha un altro destino e non riesce mai a diventare albero.
Giacomino diventa grande piantando le sue ghiande, da bambino che era quando ha piantato la prima, la seconda la pianta da ragazzino, la terza è un bel giovanotto, finché quella che pianta da vecchio finalmente riesce a diventare una grande quercia che ospita tra i suoi frondosi rami molti uccelli e fa una grande ombra sotto cui Giacomino e i suoi amici trovano il fresco nei giorni d'estate. 


Da grande quercia qual è nessuna capra può mangiarsela e nessun bambino può spezzare i suoi fragili rami, perché i suoi rami ora sono possenti e pieni di foglie e di nuove ghiande che, ricominciando il ciclo, daranno vita a nuove querce, con nuove foglie, nuovi rami e saranno mangiare per scoiattoli e capre, finiranno sotto gli zoccoli di un cavallo e rotti sotto il peso di bambini o tagliati per bruciare in un caminetto.


Giacomino e le sue ghiande ci ricordano che nella vita perseverare, insistere nei propri intenti porta ad un qualche risultato. Così come Giacomino tenta e ritenta nella sua attività di piantatore di ghiande, altrettanto fa la ghianda, cercando di schivare zoccoli di cavalli, bocche di capre fameliche e zampe di scoiattoli voraci con lo scopo di portare a termine la sua missione di seme, ovvero diventare albero!


Carla

Noterella al margine. I disegni di Inés Vilpi sono coloratissimi. Alcuni particolari sono veri e propri esercizi decorativi. Ai bambini piaceranno i villaggi movimentati che sono lo sfondo di molte tavole. Ma ai bambini piacerà moltissimo anche il testo che gioca con loro attraverso le parole che si ripetono, quasi a volerli 'chiamare dentro', in un'eco che si ripete tra scritto e parlato.
Sarà un caso o il nome Giacomino destina chi lo possiede ad avere la verve del giardiniere e del piatatore di semi, di ghiande o di fagioli...magici?