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lunedì 21 agosto 2023

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)

 

BAD CASTRO


Kevin Books, scrittore inglese noto soprattutto per ‘Bunker diary’, ma il cui capolavoro è, secondo me, ‘L’estate del coniglio nero’, ritorna in libreria con un romanzo pubblicato da Giralangolo: ‘Bad Castro’. Secondo i canoni dei precedenti romanzi, Brooks ci propone una storia ambientata nei sobborghi di Londra, dominati dalle gang di ragazzini. Questo binomio, gang e giovanissimi votati alla violenza più cieca, è la principale chiave di lettura di una storia avvincente, che inchioda il lettore in un crescendo di colpi di scena.
Il romanzo comincia con l’assalto di una gang ad una macchina della polizia, al cui interno, oltre a due agenti, si trovano una giovane poliziotta, Judy Ray, e un ancor più giovane delinquente, Bad Castro. Quest’ultimo è un leggendario capo della gang dei CTK, che però gli dà la caccia perché lo considera responsabile della morte di un altro boss. L’assalto è stato proprio organizzato per chiudere i conti, in una notte di rivolta, in cui il sobborgo di Cane Town viene messo a ferro e fuoco.
Judy e Ray, sopravvissuti all’imboscata, fuggono in un quartiere devastato dai saccheggi e dalle violenze in cui tutti sono contro tutti; cercano di nascondersi e di trovare una via di scampo, mentre le strade e i vicoli del quartiere sono percorsi dalle scorribande delle gang rivali.
Nei rari momenti di pausa, fra i due ragazzi si fa strada una sorta di complicità: anche Judy viene da quel quartiere, ne conosce bene le spietate leggi della strada. Mentre attendono l’alba, si rivelano reciprocamente verità impreviste e inconfessabili, scoprendosi più simili di quanto avrebbero potuto immaginare.
‘Bad Castro’ è una storia dura, violenta, che non lascia molto margine per qualsiasi idea di giustizia che non sia quella tribale delle gang, o quella dei legami di sangue. La morale disperata del personaggio principale viene esplicitata : ‘E il mondo reale è per lo più un ginepraio incasinato di cose ingarbugliate e annodate tra loro, e se abbia un senso oppure no non ha la minima importanza’.
Il predominio della violenza appare come una necessità inevitabile, n un mondo dominato da leggi brutali e immutabili: ‘...gang nemiche, nazioni nemiche...qual’è la differenza? Combattono tutti per le stesse cose, in fondo: territorio, potere, reputazione, vendetta.’
La linea di demarcazione fra bene e male non è così netta; ci sono poliziotti corrotti e un’idea di giustizia che poco ha a che fare con i tribunali.
Si tratta di una visione del mondo rassegnata al peggio, in cui gli attori sono destinati a svolgere ruoli immutabili e predefiniti. Si tratta più che altro di scegliere il lato della barricata, anche ribaltando il proprio punto di partenza.
In questo romanzo, Kevin Brooks esplicita, attraverso l’enigmatico personaggio di Bad Castro, ragazzino straordinariamente acuto sia nelle riflessioni che nella capacità di interpretare il suo mondo, un punto di vista forse troppo semplificato e privo di un reale contraltare: non abbiamo solo la rappresentazione, durissima, del mondo delle gang, ma anche una visione senza alternative del presente. Il mondo delle periferie urbane degradate, controllate dalle gang e da ben più temibili organizzazioni malavitose, ci viene rappresentato così, come un mondo chiuso, regolato da leggi tribali, in cui non può sopravvivere l’innocenza. Ai giovani lettori e lettrici il difficile compito di farsi un’opinione in merito.
Come ogni romanzo di Brooks, la lettura è avvincente, sostenuta dal ritmo incalzante e dai colpi di scena. Ne consiglio la lettura a lettori e lettrici maturi, con almeno quindici anni.

Eleonora


“Bad Castro”, K. Brooks, trad. B. Reale, Giralangolo 2023



lunedì 8 maggio 2023

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


PERIFERIA


‘Di cosa abbiamo paura’, di Davide Musso, pubblicato da Il Castoro, è un ritratto impietoso della vita che le periferie urbane riservano ai più giovani, soprattutto a quei ragazzi e a quelle ragazze con famiglie disastrate, privi di punti di riferimento oltre il ristretto giro d’orizzonte che l’ambiente consente.
È scritto in prima persona dai due protagonisti che si alternano nel racconto: Michi e Pablo, una ragazzina sostanzialmente sola la prima, un giovane immigrato sudamericano il secondo.
Michi fa parte di una squinternata banda di sedicenni che affronta l’estate con indolenza, ripetendo ogni giorno i medesimi riti di appartenenza: il loro mondo è circoscritto alle case popolari, le case rosse, in cui vivono. Piccoli furti, fumo, sfide insensate tanto per passare la giornata: al centro commerciale si va per rubare qualcosa. Il capo è Tommy, con un profilo criminale ben più consistente, che li dirige e li tiene insieme con disciplina ferrea. Michi è l’unica ragazza del gruppo e fatica a contenere le provocazioni degli altri membri del gruppo.
Pablo ha raggiunto da poco la madre in Italia e si è lasciato alle spalle brutti ricordi e l’immagine degli occhi splendenti di Lia. Anche lui è vissuto di espedienti, ha imparato a rubacchiare e fuggire, ma alle case rosse è spaesato; lì vige la regola non scritta che gli ‘arabi’, ovvero gli stranieri, devono stare al loro posto, devono restare dentro il confine che delimita la loro palazzina.
Il gruppetto di sedicenni, in realtà molto più fragili di quanto vorrebbero, ha deciso di prendere di mira i trasgressori, quelli che secondo Tommy, che in realtà ha altre motivazioni, hanno trasgredito le regole: il mini market dei ‘Bangla’, la marocchina che passeggia impunemente in cortile e via discorrendo.
Nel frattempo, però, Michi e Pablo, che è un abile graffitaro, si sono incontrati e fra loro è nata una ruvida amicizia, non forte abbastanza da evitare a Pablo un pestaggio.
L’incontro di queste due solitudini prelude però a una svolta che permette di intravedere un barlume di futuro per i due ragazzi.
Il ritratto di adolescenti che emerge da questo romanzo è lucidamente spietato: ragazzi abbandonati a se stessi, famiglia e scuola distanti anni luce; nell’ambiente degradato delle case popolari, che potrebbero identificarsi con tante periferie abbandonate delle grandi città, per loro non c’è possibilità di riscatto, quanto l’accettazione forse inconsapevole di un destino criminale che sembra nato per caso: dai piccoli furti, alle aggressioni, alla crudeltà contro gli animali, tutto converge in un’unica direzione.
Sopravvivere in un ambiente del genere, costruirsi un futuro diverso è cosa per pochi.
Certo, non tutte le periferie sono così e anche quando si ha a che fare con ambienti così degradati, il raggio di sole c’è, ci sono i volontari, la chiesa, la scuola che spesso costituisce l’unico vero avamposto di uno Stato per altri versi assente.
In questa storia il riscatto è frutto della fuga di due ragazzi e della loro capacità di immaginarsi diversi, ciascuno con i propri fantasmi con cui combattere ed è proprio quello che maggiormente li spaventa.
Ma un’amicizia diversa, non dettata dalla solitudine e dalla paura, può essere il loro punto di forza per reinventarsi.
Lettura impegnativa, interessante, coinvolgente per ragazze e ragazzi a partire dai quattordici anni.

Eleonora

“Di cosa abbiamo paura”, D. Musso, Il Castoro 2023