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mercoledì 17 gennaio 2024

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)

IL POTERE DELLA NARRAZIONE


Un interessante esperimento, che intreccia la realtà storica a un romanzo d’invenzione, è firmato da Simone Saccucci per i tipi di Edt Giralangolo: si tratta di ‘L’ultima ferita’, pubblicato nell’autunno dello scorso anno.
L’elemento storico del racconto è rappresentato dal personaggio di Marie-Catherine d’Aulnoy, autrice, nel 1690, della prima fiaba pubblicata in Francia e poi, nel 1697, di una importante raccolta di fiabe in quattro volumi dal titolo Les Contes des Fées.
La sua vita avventurosa è contrassegnata da un matrimonio combinato con un uomo di gran lunga più vecchio di lei, da tradimenti, congiure, fughe attraverso l’Europa, per poi tornare in Francia per trovarvi finalmente la pace.
Si tratta di un personaggio singolare, dotato di grande carattere e di capacità letterarie, che non ha mai mancato di rimarcare, nelle sue opere, miseria e disgrazia di un matrimonio combinato.
Come entra nel romanzo di Saccucci? Come creatura magica, una fata capace di viaggiare nel tempo e di intervenire nel destino delle persone: è così che intercetta la vita della protagonista, la giovane Maya che noi incontriamo nel momento del suo trasferimento da Parigi a Barneville, in Normandia, dove vivono i nonni.
Maya è una ragazzina infelice, consapevole del vuoto delle sue relazioni sociali, alla ricerca di una via di fuga. A indicargliela è il nonno, che la porta da una guaritrice, la nostra fata; qui si ferisce con le sue forbici magiche, che le aprono la porta dei viaggi nel tempo: si ritrova, infatti, nei panni della dama di compagnia di Marie-Catherine d’Aulnoy, proprio al tempo del suo infelice matrimonio.
Così comincia il faticoso viaggio alla ricerca di se stessa, volando da un secolo all’altro, imparando il piacere dell’avventura e dell’innamoramento e di quell’incantesimo particolare che è rappresentato dalla narrazione. Filo conduttore, in questo continuo movimento temporale, sono i libri e le storie che contengono, ancoraggio sicuro, ma anche strumento di fuga da una realtà che sembra soffocante.
In questo modo trovano senso e composizione le dinamiche familiari, in cui i genitori appaiono distanti, mentre i nonni rappresentano il vero punto di forza della protagonista; in questo modo, doloroso quanto le ferite fisiche che richiede, la ragazza riesce a ritrovare il senso del suo stare al mondo. Il passaggio da un mondo all’altro richiede, infatti, delle ferite sanguinanti, che la protagonista si infligge senza paura.
Con una struttura complessa, non sempre accessibile per le lettrici e i lettori meno formati, e con una componente metaforica che pervade ogni passaggio, il romanzo si segnala per l’originalità con cui affronta due tematiche principali: il disagio giovanile e il potere della narrazione, che riesce a trovarvi rimedio, quasi ne fosse una specifica terapia. Raccontare e raccontarsi, con tutti gli strumenti che la narrazione suggerisce, dal realismo all’invenzione poetica, diventa la via maestra per costruirsi e trovare posto nel mondo.
Proprio la complessità della struttura narrativa e dei temi trattati richiede lettrici e lettori già collaudati, di almeno dodici anni.

Eleonora

“L’ultima ferita”, S. Saccucci, Edt Giralangolo 2023






lunedì 30 maggio 2022

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)

AVANTI E INDIETRO NEL TEMPO



Davvero originale l’idea di pubblicare due versioni della stessa storia in due libri distinti: si tratta di ‘Temporali’, di Davide Morosinotto, pubblicato da Camelozampa nelle versioni ‘Fabula’ e ‘Intreccio’. In altri termini, nella versione ‘Fabula’, gli eventi sono raccontati nell’ordine cronologico in cui avvengono, nella versione ‘Intreccio’ la narrazione salta avanti e indietro nell’ordine temporale, mescolando diversi fili narrativi che solo alla fine si dipanano. I capitoli in entrambi i casi sono gli stessi, cambia invece l’ordine con cui sono proposti.
Al di là della modalità di narrazione, lineare o intessuta di flashback e flashfoward, la trama ha il suo punto zero in un attentato presso un liceo di Bologna, con molte vittime; a volerlo evitare c’è una squadra di Agenti Temporali, che da Praga sorvegliano gli eventi più drammatici. Per evitarlo, una di questi agenti, Michela Falco, viene spedita indietro nel tempo a Bologna, al massimo ventiquattro ore prima dell’evento. L’intervento della giovane militare deve essere infinitesimale, quel classico battito d’ala di farfalla in grado di scatenare uragani: infatti deve interferire il meno possibile con i ‘Passati’, cioè le persone attive in quella circostanza. Solo che la prima missione non ha successo e neanche la seconda e neanche la terza. In questo snodo si inserisce uno dei colpi di scena più riusciti.
Ma qual è la causa scatenante di questa tragedia? A collocare la bomba è un ragazzo, Enrico, devastato dai problemi personali e familiari, un padre in fuga, una madre assente e la ragazza che ha un flirt con il padre. Così cresce nella sua mente il desiderio di distruzione, una vendetta contro il mondo che deve deflagrare insieme ai candelotti di esplosivo che ha sottratto da un deposito del padre. A fianco a lui c’è Ron, un ragazzo normale che casualmente incontra Michela e coglie le sue singolari sparizioni. A complicare, ma solo apparentemente, questa vicenda c’è anche il tentativo di vendetta di un malvivente, il Grande, che cerca di individuare il traditore che ha determinato il suo arresto.
Come si vede, c’è moltissima carne al fuoco sia sul piano narrativo che su quello dei riferimenti a grandi tematiche. Mi sembra centrale il riferimento alle stragi nelle scuole, che ancora non ci hanno toccato; nello stesso tempo è vivissimo nel cuore e nella memoria di Bologna la strage della Stazione. C’è poi il tema del disagio giovanile; infine il grande omaggio a uno dei temi più classici della fantascienza, quello dei viaggi nel tempo, a partire dallo storico romanzo di Wells. A questo riguardo mi sembra interessante aver ridotto l’arco temporale in cui è possibile agire sul passato a sole ventiquattro ore, quasi a volerlo rendere credibile: tutti gli attori in gioco vivono nello stesso presente e a modificare il corso degli eventi sono piccoli dettagli solo all’apparenza ininfluenti. Ancor più interessante il tema di chi decide cosa vada modificato nel passato per rendere il futuro migliore: lo scontro di visioni sulle diverse opzioni potrebbe presentare paradossi non meno inquietanti di quelli relativi ai cambiamenti operati nel passato, basti pensare alle ‘buone intenzioni’ di chi reprime il crimine in ‘Rapporto di minoranza’, di Dick. Ma la buona fantascienza vive di inquietudini e di dubbi, di paradossi e di contraddizioni.
Morosinotto è un efficace costruttore di storie e qui lo è al limite del virtuosismo, con le consuete ricostruzioni d’ambiente, dettagliatissime e precise; mi convince meno il riferimento a una fascia di lettrici e lettori adolescenti, in questo momento orientati in altre direzioni. Sicuramente il linguaggio e alcune situazioni richiedono lettrici e lettori maturi, a partire dai quattordici anni.
Bella lettura estiva, intrigante come poche con quella giusta dose di colpi di scena che i nostri lettori giovani amano tanto.

Eleonora


“Temporali. Fabula”, D. Morosinotto, Camelozampa 2022
“Temporali. Intreccio”, D. Morosinotto, Camelozampa 2022