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lunedì 5 settembre 2022

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

SI PUÒ SOLO MIGLIORARE... 

La più bella nuotata della mia vita, Anne Becker (trad. Claudia Valentini) 
Uovonero 2022 


NARRATIVA PER GRANDI (dagli 11 anni) 

"La gallina ha lanciato un acutissimo coccodè e si è messa a correre per tutto il giardino agitando le ali. E in quel momento ho visto Flo per la prima volta. A voler essere precisi non l'ho vista proprio tutta, anzi, ho scorto a malapena un piede e le unghie smaltate, una gamba ricoperta da almeno un migliaio di lentiggini e... be'... il sedere. Il resto era impigliato nella siepe." 

Jan ha appena traslocato con la sua famiglia: padre, madre, fratellino piccolo e sorella maggiore. 
Non è affatto contento. Diciamo che a tredici anni i cambiamenti - tutti - scombussolano sempre un po'. A Jan, un vero talento nel nuoto, ragazzino dislessico 'non dichiarato', lo aspettano una nuova scuola, dei nuovi compagni, una nuova piscina in cui allenarsi, un nuovo allenatore, nuovi amici (e nuovi rivali), una nuova casa e dei nuovi vicini. E Flo (che secondo il fratellino potrebbe essere il diminutivo di Flotta, Floscia, Flora) è proprio la sua nuova vicina di casa: coetanea, senza peli sulla lingua, ma con una grande testa di capelli rossi, una madre molto assente, un padre che fa quel che può, e - come animali da compagnia - due galline, di cui una spesso fuggiasca. 
Inseguire la suddetta gallina, placcarla e quindi tenerla in braccio non sono cose che a Jan riescono bene - almeno all'inizio, e l'effetto che ne sortisce è un volo sull'erba a pelle di leone. Per uno che vorrebbe non essere notato o, ancora di più, non essere bollato come imbranato, è proprio un bell'esordio, non c'è che dire. 
Ma da qui, si può solo migliorare... 
Se leggere e acchiappare galline non sono cose che a Jan riescano naturali, al contrario tuffarsi nel lago dal pontile gli viene molto bene. Talmente bene che nel diario di Flo (un quaderno pieno solo di grafici, ma lei è un drago in matematica), oltre ad annotare le cose che non vanno proprio come lei vorrebbe, Jan, i suoi ricci e i suoi tuffi sembrano essere il lato positivo delle sue giornate. 
Questo è tenero il racconto di un pezzetto della loro vita in comune, della loro fine dell'estate, dei loro primi giorni di scuola, dei loro primi no, dei loro primi sì, delle loro prime prove di innamoramento. 
Tra galline, amici leali, lavagnette illeggibili, bulletti, corse in bici e bagni notturni. 

Così come l'esordio di Jan nel suo nuovo mondo è segnato da una prevedibile insicurezza, altrettanto dimostra l'esordio di Anne Becker nella scrittura di un romanzo, che, almeno nelle prime pagine stenta a decollare. Ma come accade anche a Jan, che piano piano riesce a trovare in sé una propria sicurezza, una propria coerenza, altrettanto accade alla Becker che, con lo scorrere della narrazione, smette di appoggiarsi a una scrittura in cui tutto viene detto e apre invece una serie di varchi in cui il lettore possa entrare e ambientarsi nella storia. 
I suoi personaggi smettono di essere troppo 'canonici' e prevedibili e cominciano a muoversi con disinvoltura, assumendo così sempre maggiore spessore.
I suoi studi, la sua formazione e la sua professione sono la solida base su cui felicemente l'intero romanzo appoggia: in sostanza quando lei costruisce gli aspetti della dislessia di Jan sa molto bene di cosa racconta, visto che si occupa di didattica per allievi con bisogni speciali e visto che è li l'autrice di un libro che si intitola: Schreiben und Lesen kann jedes Kind: wenn man seinem Lerntyp berücksichtigt! E non credo di andare lontano se penso che dietro la simpatica e 'accogliente' nuova psicoterapeuta di Jan, la dottoressa Papendick con i suoi trucchetti, si nasconda il suo ideale di psicoterapeuta con un approccio alla dislessia che nella sua carriera ha probabilmente lei stessa elaborato, sperimentato e condiviso. Tutti dovrebbero poter contare su una Papendick accanto. 
Detto questo, sono due i principali meriti di questo romanzo di esordio. 
Il primo: essere riuscito a raccontare quanto sia facile poter nascondere, o sottovalutare o mal gestire un disturbo come la dislessia che, peraltro è molto più diffuso di quanto si possa pensare. 
E con questo non mi riferisco solo a chi la dislessia la vive in prima persona, ma anche a tutti quegli adulti con i quali i dislessici hanno a che fare quotidianamente che, per motivi anche tra loro molto diversi, stentano a coglierla e a volerne prendere atto. 
Quindi non si tratta solo del disagio di chi questa condizione la vive sulla propria pelle, come è il caso di Jan, che è abilissimo nel mantenere il segreto - peraltro è poi altrettanto bravo e pieno di coraggio e forza nel dichiararlo expressis verbis davanti alla sua classe, che ammutolisce; ma si tratta anche di quelle persone adulte che la condividono, come per esempio la sua insegnante di tedesco o la madre stessa, che in più di un caso sembra non saper essere all'altezza della situazione. 
Il secondo: l'autenticità, qui davvero poco didascalica, di alcune situazioni e relazioni interpersonali che sono spesso il motore, la forza propulsiva, che fa andare avanti la storia: quei famosi varchi cui si alludeva all'inizio. Sto pensando al rapporto che lega Jan alla sorella oppure al padre, che sa essere sempre affettuoso e comprensivo nei suoi confronti o alla madre, con le sue insicurezze. 
O ancora alla bella amicizia tra Jan e Fabi, vicino e discreto, sempre. 
E, naturalmente, penso anche alla burrascosa e spesso altalenante complicità e intesa che matura tra una maga della matematica e uno che a dorso non lo batte nessuno. 

Carla

venerdì 19 febbraio 2016

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


LA SOLUZIONE È NEL CAVALLO

Un pesce sull'albero, Lynda Mullay Hunt (trad. Sante Bandirali)
Uovonero 2016




NARRATIVA PER GRANDI (dagli 11 anni)

"Sette scuole in sette anni, e sono tutte uguali. Ogni volta che faccio del mio meglio, mi dicono che non mi impegno abbastanza. Che c'è troppo disordine. Che l'ortografia è imprecisa. Che è fastidioso trovare la stessa parola scritta in modi diversi nella stessa pagina. E il mal di testa. Mi viene sempre il mal di testa quando guardo troppo a lungo la luminosità delle lettere scure sul foglio bianco."

Ci siamo di nuovo. Ad Ally Nickerson stanno chiedendo l'impossibile. Scrivere di sé su un foglio bianco. Una breve narrazione che sia d'aiuto per il nuovo insegnante. Il foglio resta bianco, al contrario si riempie di disegni l'intero banco. Ally è un vero talento con la matita in mano. E, all'ennesimo urlo dell'insegnante, Ally smette di disegnare e comincia a riempire il foglio. Come una furia, ne satura ogni spazio libero, ripetendo mille volte la stessa parola. Perché perché perché.
Sono tante e dolorose le domande che Ally si pone. Prima fra tutte, perché io non sono come gli altri?  
Scema, anormale, sfigata, questi gli appellativi che le danno i suoi compagni e soprattutto Shay e la sua devota amica Jessica: due vipere in libertà. Crudeli, insinuanti e velenose, entrambe fanno di tutto per renderle la vita impossibile.
Fortunatamente Ally ha un porto sicuro dove ritirarsi in acque più tranquille: la famiglia. Un fratello maggiore in cerca di felicità, una mamma che crede in lei, un papà affettuoso, anche se troppo lontano.
Ogni giorno a scuola, Ally naviga in un mare reso agitato dai risultati scolastici che non arrivano, dalle cattiverie delle compagne, dalla sfiducia degli adulti che non la capiscono.
La situazione cambia con l'arrivo di Mr. Daniels. Il suo nuovo professore si dimostra di tutt'altra pasta rispetto al corpo docente incontrato finora. Lui, finalmente, è il primo ad accorgersi di lei. E' il primo che capisce le sue difficoltà dovute alla dislessia, è il primo che la considera per quello che è, senza pregiudizio, senza etichetta. E' il primo che le riconosce le molte abilità ed è il primo che la stimola ad acquistare fiducia in se stessa. E' il primo che ne rispetta i tempi e i modi. Se il suo arrivo segna per Ally una svolta, non di meno anche sugli altri ragazzi e ragazze di quella classe sesta i suoi metodi hanno effetti benefici.
Ally Nickerson, che al principio di questa storia colleziona solo insuccessi, giornate da dimenticare, giornate che valgono solo gettoni di legno, alla fine della storia si ritrova ad avere due amici veri e straordinari, un ruolo di responsabilità nella scuola, un rapporto meno conflittuale con la pagina da scrivere o da leggere.

Poche sfumature in questo racconto: i buoni e i cattivi lo sono fino in fondo.
Da un lato Ally, la sua famiglia, il professor Daniels, Albert e Keisha, e poi Suki e Oliver e dall'altro Jessica, Shay, i bulli del quartiere, la preside, con le loro meschinità e la loro grettezza.
Impossibile non amarla da subito, questa ragazzina che per più di mezzo libro prende schiaffi da tutto e da tutti e nonostante questo mantiene una sua ironia raggelante che insieme al suo taccuino pieno di disegni, la tiene a galla. Impossibile non odiare quelle due ragazzine che la tartassano e quegli adulti che non la capiscono e preferiscono ignorarla. Impossibile non desiderare di incontrare nella vita una creatura come professor Daniels, capace di trasformare la scuola in una esperienza ricca, coinvolgente, gratificante per tutti quelli che la frequentano, nessuno escluso.
Per una che, come me, ama le sfumature questa contrapposizione un po' troppo manichea crea un'ombra sul giudizio complessivo. Mi chiedo se essa non sia figlia di un'esigenza didascalica (o dovrei dire didattica) nei confronti dei giovani lettori, considerati ancora non smaliziati a sufficienza e quindi bisognosi di contrasti forti per essere in grado di distinguere dove sta il bene e dove il male?
Ho trovato in genere piacevole la lettura e alta la qualità nel definire il professor Daniels, i suoi metodi, oppure i pensieri di Ally, quelli di suo fratello. Alcune soluzioni letterarie che li riguardano le ho considerate semplicemente fulminanti. Ogni tanto però mi sono sentita tirare per la giacchetta verso il tema che attraversa l'intera storia. C'era qualcuno che a tutti i costi voleva spiegarmi ben bene, insomma insegnarmi qualcosa.
E poi credo di aver capito chi lo stava facendo e perché. 
La risposta, anche se articolata e complessa, si potrebbe riassumere nell'ordine delle quattro parole che fungono da banner nel sito di Lynda Mullay Hunt: Author, Teacher, Speaker, Juggler.
Avrei preferito di più: Author, Juggler, Speaker, Teacher.

Carla

venerdì 27 novembre 2015

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


GLI SQUALI NON DORMONO MAI
Breve storia di un lungo cane, Henry Winkler, Liv Oliver, Giulia Orecchia
(trad. Sante Bandirali)
Uovonero 2015


NARRATIVA PER MEDI (dai 7 anni)

"Nel momento esatto in cui Emily si è seduta sulla sedia, Katherine ha fatto schizzare fuori la sua lunga lingua e si è fregata l'ultimo pezzetto del mio panino imburrato. Era l'unica cosa che avevo voglia di mangiare. Avevo tenuto da parte quel boccone per affogare il sapore del resto della cena. 'Ehi, Kathy!' ho urlato. 'Molla subito quel panino. E' mio'."

Tanto per capirci, Katherine è un'iguana. Ed è l'animaletto da compagnia di Emily. Emily, a sua volta, è la sorella di Hank. Hank, spero sia risaputo, è quel meraviglioso ragazzino che fa sempre dei grandi pasticci con le lettere e con i numeri, che ha una memoria che spesso fa cilecca e che per organizzarsi un po' le idee confuse fa liste su liste.
L'occasione del furto del suo ultimo boccone del panino al burro da parte dell'iguana riaccende un annoso problema: Hank vorrebbe tanto un cane tutto per sé. Un cagnetto preso al canile con cui condividere i momenti liberi delle giornate. Non trova giusto che Emily abbia la sua iguana con cui chiacchierare la sera in camera e lui invece debba soffrire così tanto la solitudine.
Ora, il caso vuole che Hank abbia appena preso un inaspettato buon voto a scuola. Questa circostanza può contribuire ad aumentare lievemente il suo potere contrattuale con i genitori nella estenuante trattativa sul tema 'cagnetto'.
Più per sfinimento, che per convinzione suo padre è sul punto di cedere e stipula un patto tra gentiluomini tra Hank e lui. Se Hank saprà dimostrare e mantenere un rendimento migliore a scuola, loro andranno al canile a scegliere un cane per Hank.
Chiedete a un bambino di prendervi la luna per avere in cambio un cane e quello vi si presenterà davanti tenendola sotto braccio...I miglioramenti a scuola che Hank deve ottenere sono inarrivabili, quasi quanto lo è la luna.
Eppure Hank si mette in moto e utilizza la sua carta migliore per portare a casa buoni voti. Improvvisatosi squalo per la ricerca di scienze, ottiene un bel dieci ed è davvero a un passo dal traguardo. 


Con lo zampino del papà Pete, suo nonno, il cane finalmente arriva: un cucciolo di bassotto piuttosto testone e gran piscione, come vuole la migliore tradizione bassottesca.
Ma come sempre nelle storie di Hank, nulla va mai per la strada più semplice. 


Così anche con Cheerio, nome adattissimo a un bassotto abile nel girare in tondo a velocità supersonica per acchiapparsi la coda, tutto sembra complicarsi.
Riuscirà Hank a convincere i suoi genitori che lui è il miglior curatore di cani di tutto il sistema solare?

La saga di Hank, in alta leggibilità, non perde il suo smalto e, in particolare, in questa sua versione per i lettori più piccoli (la serie si intitola Vi presento Hank e questo è il secondo titolo) appare sempre molto divertente. Se possibile, ancora migliore della prima. Si riconferma la scorrevolezza del racconto, il divertimento puro nella sequenza incalzante dei fatti che accadono, l'autenticità dei personaggi che popolano le storie, i semi di senso che Henry Winkler, dislessico a sua volta, pianta qua e là nel racconto. E penso per esempio al seme che il vecchio Papà Pete pianta nella mente dei lettori quando afferma che nella vita occorre imparare a capire in cosa si è bravi e che da quel momento in poi si può procedere a gonfie vele in quella direzione.
Se sono semi radicheranno, c'è da augurarsi, nelle giovani teste dei piccoli lettori, ma soprattutto in quelle degli adulti che gli stanno accanto.

Carla


martedì 19 maggio 2015

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


L'EFFETTO ZIPZER
 
UN SEGNALIBRO IN CERCA D'AUTORE
Henry Winkler, Lin Oliver, Giulia Orecchia (trad. Sante Bandirali)
Uovonero 2015


NARRATIVA PER MEDI (dai 7 anni)

"Come al solito avevo molte domande. E, come al solito, ero troppo imbarazzato per farne qualcuna. Allora ho fatto quello che faccio di solito: una lista mentale.
1. Sarò in grado di farlo?
2. voglio dire, sarò DAVVERO in grado di farlo?
3. Che succede SE NON sono in grado di farlo?
4. È possibile vomitare durante il provino e avere lo stesso la parte?"

Ecco a voi, Hank Zipzer alle prese con il teatro. La maestra ha appena annunciato di aver scritto una bella commedia che la classe dovrà mettere in scena: il titolo Una notte in biblioteca. Distribuiti i copioni a ciascuno, gli alunni hanno tempo un fine settimana per decidere quale ruolo vogliono interpretare e preparare il proprio provino.
Leggere il copione? Imparare un testo a memoria? Non è roba per Hank. A lui che non riesce a ricordare con quante doppie si scrive raddoppiare e a lui che, quando prova a leggere, le lettere gli ballano davanti agli occhi...
Si preannuncia un fine settimana piuttosto complicato. Sebbene Frankie, il suo miglior amico, sia come al solito al suo fianco per aiutarlo, Hank nutre enormi dubbi sulla riuscita della sua performance. 


La commedia prevede un carosello di libri improvvisamente 'svegli' intorno a un lettore 'addormentato'. Se Frankie sarà di certo il protagonista addormentato, ad Hank tocca scegliere quale libro interpretare. Il fumetto di supereroi Acquamosca sembra fare al caso suo. Ma naturalmente le cose non andranno come previsto. Nonostante anche la sua nuovissima amica, Ashley Wong, cerchi di infondergli fiducia, Hank fa scena muta al suo provino e ci pensa il bullo della classe, Nick McKelty a soffiargli la parte. 
Da Supereroe a Segnalibro il passo è breve. Un segnalibro, ecco il ruolo che Zipzer interpreterà. I segnalibri sono importanti per la lettura, ma hanno la prerogativa di non parlare. Perfetto. Hank ha deciso: lui sarà il miglior segnalibro che sia mai stato in un libro! Sarà un segnalibro con molta personalità!

Ed effettivamente, davanti al pubblico plaudente di genitori, nonostante una caduta rovinosa, nonostante il costume in pezzi, Zipzer si rivela un gran mattatore.

Prima uscita di una collana che si intitola Vi presento Hank, questo Segnalibro in cerca d'autore è pensato per lettori più piccoli rispetto a quelli di Hank Zipzer, il superdisastro, serie questa già molto amata dal pubblico di ragazzi dai nove anni in su. Noi, affezionate lettrici di Hank, non potevamo non segnalarlo.
Vi presento Hank condivide con la serie precedente tanto i protagonisti quanto l'ironia e il divertimento assoluto nello scorrere della vicenda, il ben noto effetto Zipzer. Si tratta di un vero e proprio prequel che ci fa conoscere questo strordinario ragazzino all'età di sette anni. Con un formato più grande, la metà delle pagine, anche questo fa parte della collana Abbecedanze, un nome che è tutto un programma perché sembra voler racchiudere in sé gli abbecedari e le danze. Quelle danze che lo stesso Hank, dislessico, racconta fanno le lettere quando si cimenta a leggere una pagina scritta.
Con i criteri propri dell'alta leggibilità, è dedicato a tutti i bambini che hanno difficoltà di lettura. Tutti quei bambini che oggi sono come ieri era lo stesso Henry Winkler: ragazzi brillanti, con qualche limite di apprendimento.

Carla

lunedì 24 novembre 2014

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


IL VIZIO DELL'AMORE
Adesso scappa, Patrizia Rinaldi, Marta Baroni

Sinnos 2014



FUMETTO PER GRANDI (dagli 11 anni)



"INGHIOTTICI MURO, PENSO COME UNA PREGHIERA, MA IL MURO NON CI INGHIOTTE. ROBERTA, MAURIZIA, GIOVANNA E ZAGO, IL CAPO, SANNO CHE NON POSSIAMO ANDARE VIA. IL MURO NON SOLO NON CI INGHIOTTE, MA DIVENTA COMPLICE DEL NEMICO. LE GAMBE MI DICONO: ADESSO SCAPPA, ADESSO SCAPPA, ADESSO SCAPPA. MA È INUTILE."



Maddalena, schiacciata contro un muro dalla violenza e dall'arroganza di quattro bullette, rimane inchiodata lì. La paura le blocca le gambe ed è subito vittima. Loro sono in quattro, un branco, lei è da sola e inerme. La umiliano, la prendono in giro per l'apparecchio ai denti, per il colore dei capelli e la minacciano di violenza se non riferirà nel dettaglio ogni mossa di Alessandro, il 'maschio' di Zago. Anche lui ha da scontare lo stesso debito in latino che hanno dato a lei.



L'unico amico su cui può contareMaddalena è Giorgio, un altro che come lei è stato marchiato a fuoco: un altro sfigato.

La situazione è pesante, l'aria irrespirabile, nessuna luce all'orizzonte perché Alessandro piace anche a lei, ma pare irraggiungibile, lui è 'cosa' di Zago.

Ma smettere di pensare a lui non è possibile, ogni pezzo della testa e ogni pezzo dello stomaco immagina e così il corso di recupero si rivela una punizione ma anche una benedizione. Non solo è la chance di poter incontrare Alessandro quotidianamente, ma è anche la possibilità di scoprire che è proprio lei a piacergli. Tra loro c'è 'corrispondenza sentimentale'. E allora la contentezza parte e nessuno la ferma più.

Sparisce il grigio e torna la gioia che esiste, nonostante tutto.



Dall'altra parte della cattedra il prof. Reggilli sta facendo un percorso altrettanto difficile: sta cercando una nuova motivazione per la sua professione che ha tradito, il giorno in cui ha chiuso gli occhi di fronte a un'ingiustizia, di fronte alla violenza, alla legge del più forte che domina i rapporti.

Sullo sfondo di un liceo qualsiasi si muovono personaggi molto diversi tra loro: da una parte un branco di ragazze violente ed arroganti, professori distratti e conniventi e dall'altra ragazzi che vogliono vivere la loro felicità fatta di panini mangiati insieme, di tenerezze, di apparecchi per i denti che spariscono e professori che non dimenticano l'importanza del loro compito di educatori.

Una bella storia a fumetti che parte tagliente, dura, che lascia senza fiato per la sua crudezza e che con il passare del tempo e lo scorrere delle pagine si arrotonda e si addolcisce nel racconto di una bella amicizia e di un primo amore che nasce a scuola.

Amore tra i banchi: quello di due ragazzi e quello di un professore per il proprio lavoro.



La forza generata dalla passione, la sicurezza che nasce dal non sentirsi più soli dissolvono le paure di Maddalena da una parte e di Reggilli dall'altra. Entrambi trovano, dopo un percorso pieno di ostacoli, il coraggio di dire no. Per potersi guardare ancora nello specchio ogni mattina.

Adesso scappa: una frase che segna l'inizio e la fine di questa storia, ma che ha un tono molto diverso: il primo fatto di paura, il secondo fatto di libertà.



Carla



Noterella al margine: un filo rosso lega Adesso scappa a Cattive Ragazze e a Pesi massimi: graphic novel, ribellione e font facilitato sono una bella costante.


lunedì 28 luglio 2014

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


FUORI TUTTO

Mamma in fuga, Arianna Di Genova, Sarah Mazzetti
Biancoenero edizioni 2014


NARRATIVA PER MEDI (dai 7 anni)

"Mamma è scappata, non c'è, non c'è più, non ci sarà mai più...È colpa nostra, ci odia, non ci vuole più vedere. L'abbiamo stressata con tutte quelle carte per terra, pantaloni, mutande, accappatoi, quaderni, libri... Sono pentita, papà, ma come faccio ora a dirglielo? È tardi ormai. Ma se tornasse, noi l'aiuteremo sempre, vero?"

Lisa sedici anni e Silvia tredici hanno appena scoperto che la loro madre è scappata di casa. Il loro papà, incredulo, apprende da loro la notizia al momento del suo ritorno a casa. La ragione della fuga è chiara a tutti quelli che hanno sulla coscienza qualcosa da farsi perdonare: Lisa e Silvia non l'hanno mai aiutata nelle sue domenicali furie buttatorie e il padre non ha mai smesso di accumulare oggetti del tutto inutili. Se durante la settimana il disordine si va aggiungendo a quello pregresso, nessuno ha il tempo e la testa di porci rimedio. Ma le cose cambiano la domenica: la madre, come un tornado, gira per le stanze e cerca di eliminare quanto più possibile l'enormità di oggetti accumulati dal padre. Il disordine le blocca il respiro.
Scappare di casa per rifugiarsi dove? Come veri detective, le due sorelle capiscono che quando la madre diceva che sarebbe andata a vivere in una caverna, non scherzava affatto...

Il problema del disordine e quello correlato dell'esubero di oggetti è diffuso.
Solitamente i disordinati e gli accumulatori sono i più piccoli, e i genitori se ne lamentano, cercando di porvi rimedio. Qui la situazione è diversa: si tratta di uno scontro al vertice, tra adulti che hanno abitudini opposte in fatto di gestione degli spazi. In una felice sintesi si potrebbe riassumere che papà è un accumulatore e mamma una buttatutto. Accumulare, ovvero essere capaci di vedere negli oggetti una loro ulteriore vita e chance di utilizzo e quindi non sapersene staccare, è un 'vizio' piuttosto comune. D'altronde anche buttare ogni cosa sembra essere un atteggiamento che ha a che fare con il nostro lato oscuro. Quando poi i due 'vizi' coesistono nella stessa persona i guai sono seri perché si vive una sorta di 'doppia identità' in perenne lotta interiore. Io appartengo a questa categoria di persone. D'istinto accumulo oggetti raccolti qua e là e lo faccio per motivi anche molto diversi, ma sempre irrinunciabili. Ma sono anche colei che si sente soffocare quando vede che gli scaffali della libreria non hanno più un angolo libero per tenere uno spillo e così comincio a buttare con un senso di vertigine interiore che non auguro a nessuno.
I bambini fortunatamente, di solito, appartengono di default al gruppo degli accumulatori, anche se sono stati segnalati alcuni casi rari di bambini ordinatissimi. Ed è per questo che questa storia di Mamma in fuga li farà ridere e riflettere su come si possa intendere il mondo in due modi tanto distanti.

Carla

Noterella al margine. Per non sembrare monotona, vi rimando a quanto scritto a proposito di questa collana nella di poco precedente recensione. Qui però il peso è di poco variato: 31 grammi da mettere in valigia per 8 euro.

lunedì 21 luglio 2014

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

NON È MIO AMICO!
 
Giancretino e io, Vincent Cuvellier, Aurélie Grand
Biancoenero edizioni 2014



NARRATIVA PER MEDI (dai 7 anni)

"Gianfelice Monton è cretino! Il più cretino del mondo. Della Terra, del Sistema solare, dell'Universo! Di sicuro della scuola. Proprio stamattina la maestra ci ha chiesto se conoscevamo la tavola pitagorica. E lui subito: ' No, la tavola no, ma la sedia sì...'. Lui è proprio così: ogni volta che apre bocca dice una scemenza."

L'attuale problema di Beniamino è che il suddetto Gianfelice è il suo compagno di banco, suo vicino di casa (solo due strade li separano) e figlio della migliore amica di sua madre e tutti credono che sia il suo migliore amico. A complicare la faccenda c'è il fatto che questi due ragazzini si conoscono da quando erano ancora nelle pance delle rispettive madri. Gianfelice è un bambino chiacchierone, parecchio saputello e all'apparenza molto sicuro di sé. Grande esperto di videogiochi e di televisione, lui conduce una vita ben diversa da quella di Beniamino, che invece non ha il televisore a casa e legge solo fumetti e come gioco preferito fa la lotta con Abdallah.

Il caso vuole che per un giorno intero i loro destini coincidano alla perfezione, perché le due madri hanno deciso di partire per andare a sentire un concerto fuori città e li lasciano soli a casa per una notte con la supervisione della vicina, la signora Chibbani, che altri non è che la madre di Abdallah. E così il cerchio si chiude e il divertimento si scatena perché in quella serata assistiamo all'incontro, o meglio allo scontro, di due tipi di infanzie.
Da una parte Gianfelice, bambino già pieno di preconcetti, di piccole arroganze e di grandi insicurezze, e dall'altra Beniamino, ragazzino molto 'verace', che vive con spensieratezza i suoi dieci anni.

Questo è il primo di due nuovi libri usciti per la collana Zoom di Biancoenero edizioni. Del secondo, Mamma in fuga, ne parlo prossimamente perché tocca un problema che mi tocca da vicino: l'accumulo sconsiderato di oggetti sotto un unico tetto.
I libri di questa collana non sono mai titoli che possono considerarsi capolavori della letteratura, ma godono di una qualità sempre piuttosto alta. Nel caso di Giancretino e io siamo di fronte a una penna di tutto rispetto come quella di Vincent Cuvellier che in Francia è considerato, giustamente, un autore di culto.
La grande sensibilità nell'eplorare l'animo di un bambino, dimostrata da questo scrittore che ha al suo attivo più di 50 titoli, molti dei quali tradotti nel mondo e molti anche premiati, e che avevamo già visto in La prima volta che sono nata (Sinnos 2013), si ritrova anche qui in Giancretino e io.
Ma a parte queste considerazioni di merito sul singolo titolo, mi pare doveroso dire due parole sull'intera collana.
Il suo merito principale è quello di 'prendere per mano' giovani e timidi lettori e portarli -senza grande fatica- verso la lettura.
La cura messa nella scelta di testi brevi (supervisionati da potenziali lettori in erba), scanditi da paragrafi interni di poche righe, l'impiego di un carattere tipografico ad alta leggibilità, l'uso di una carta che non...spara e, soprattutto, la costruzione di una 'scuderia' di autori ricorrenti in catalogo credo sia la scelta vincente per consolidare la fiducia verso una casa editrice e -soprattutto- verso la pratica del leggere da parte di lettori alle prime armi e un pochino più incerti.



157 grammi da mettere nella valigia delle vacanze per soli 8 euro.

Carla


mercoledì 25 giugno 2014

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


IL MURO È DA SCALARE
Le parole giuste, Silvia Vecchini
Giunti 2014


NARRATIVA PER GRANDI (dai 12 anni)

"Si voltano, cercano Fabio, un ragazzo di un'altra classe. Ridono, sono eccitate, si nascondono l'una dietro l'altra. Vittoria ha le guance rosse come mele e, anche se guarda dalla mia parte, praticamente non mi vede. 'Sono diventata trasparente' penso, mentre sento una puntura appena, un vaccino".

L'indifferenza degli altri, la solitudine, il sentirsi diversa, le oggettive difficoltà a scuola, il pensiero costante di un padre malato: questi sono i nemici di Emma, ragazzina di dodici anni che sta faticando un bel po' per trovare la felicità. E come li combatte, lei? Con costanti 'letture' di segni premonitori, primo fra tutti l'oroscopo della sua palla numero 8 che contiene però solo 26 risposte sulle innumerevoli domande che la vita le mette davanti.
La scuola, che costituisce gran parte del mondo di un adolescente, per Emma adesso rappresenta solo un problema: è un campo minato. La ragazza non si impegna, è distratta, è superficiale, è pigra... E come se non bastasse, le difficoltà che dimostra per stare al passo con gli altri vengono 'usate' dalle sue compagne come pretesto per metterla all'angolo e lì abbandonarla. Insegnanti e compagni la escludono ed Emma, che è una ragazzina timida che porta in sé la grande paura atavica, ovvero la perdita dei genitori, non riesce a imporsi. Goffi tentativi di rivalsa provocano più danno che altro, inasprendo ancora di più la sua emarginazione.
A scuola si sente sola e a casa le cose non vanno meglio, perché il padre di Emma, in dialisi da anni, è sempre più fiaccato dalla sua malattia che solo un trapianto potrebbe risolvere.
Ma anche se la vita di questa ragazzina sembra non lasciarle il fiato necessario per respirare, una serie di persone, inaspettate e silenziose, le stanno a fianco: Mathias, così alto, così bravo, così gentile e così bravo a cucinare e Alessandra, la professoressa che cura il RPS, Recupero Potenziamento Sostegno, 'una lampadina sempre accesa', e che prima di ogni altro legge le difficoltà di apprendimento di Emma e gli dà finalmente un nome: dislessia. Per un dislessico leggere è come arrampicarsi su un muro, le spiega, e adesso Emma è proprio lì appesa in cerca di appigli. Ma Alessandra la aiuterà ad arrivare in cima anche se non le negherà che il percorso sarà lungo e impegnativo.
La vita di questa ragazzina è davvero un gran groviglio che però lentamente sembra dipanarsi. E alla fine trionferà chi avrà avuto coraggio.

Due temi sullo sfondo di un percorso di crescita. La dislessia e il trapianto di organi sono i due argomenti che Silvia Vecchini, basandosi su autentiche esperienze conosciute personalmente, tratta con grande cura, precisione e rispetto. Ma davanti a questo c'è l'adolescenza di Emma, fatta di insicurezze, paure e solitudine. E mi vengono in mente altre parole che Silvia Vecchini ha scritto:

Quando fai finta di non sentirmi
quando te ne vai sulla bici
con qualcun altro sul portapacchi
quando dividi la merenda
ma non con me
allora si apre una botola sul pavimento
cado giù ma non sento niente,
non mi vedi più, sono trasparente.

Con una trasparenza abbiamo aperto e con una trasparenza chiudiamo.
Come si vede in questa poesia tratta da Poesie della notte, del giorno, di ogni cosa intorno (Topipittori 2014), Silvia Vecchini sa trovare parole giuste per raccontare la suddetta sofferta 'trasparenza' e con essa la complessa e tormentata sfera emotiva di un adolescente.
So che non si dovrebbe paragonare una poesia a un romanzo: lo faccio qui perché credo che nella diversità di toni, ritmi e spazi, la poesia sia ancora il registro più congeniale a Silvia Vecchini per raccontare il mondo.
Sebbene questo libro sia un davvero un buon libro, costellato di ottimi spunti, di pagine liriche, di soluzioni narrative intelligenti, di autenticità, tuttavia lo spazio dilatato di un romanzo costituisce, a mio avviso, un terreno ancora troppo rischioso per lei. Certi stereotipi, certe ingenuità o certe imprecisioni si sarebbero potute evitare, soprattutto se qualcuno dopo di lei, nella filiera produttiva del libro, ci avesse messo testa e cuore.
 

Carla

Noterella al margine. Ironia della sorte in un libro dal titolo Le parole giuste trovare parole 'sbagliate'; ma il senso ultimo dell'editing è proprio quello di metter cura laddove altri non l'hanno fatto... e allora attenti che un corvo non è un merlo, i capelli è più saggio ravviarli, piuttosto che riavviarli e una tendina canadese, purtroppo per noi, non si monta da sola come un igloo...

lunedì 9 dicembre 2013

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


PAGELLE A RISCHIO
Ritroviamo un altro eroe, cui ci eravamo affezionate, Hank Zipzer, il ragazzino dislessico già protagonista del precedente Hank Zipzer e le cascate del Niagara; nella nuova storia, da poco sugli scaffali delle librerie, Hank è nuovamente alle prese con la terribile maestra dal nome inquietante, signorina Adolf. Questa volta lo aspetta una dura prova, una verifica di ortografia, dagli esiti disastrosi, e la conseguente pagella, con annessa lettera ai genitori. Il nostro protagonista teme la delusione dei genitori e cerca di occultare l'imbarazzante documento. Nella confusione che si crea nella gastronomia in cui la mamma prepara i suoi salami alla soia, uno dei suoi amici involontariamente fa cadere la pagella nel tritacarne, con il risultato che si può immaginare. Ma il problema vero sorge dal fatto che il salame così 'inquinato’ dev’essere portato ad un potenziale acquirente, il signor Gristediano, molto importante per la mamma di Hank. Quindi, è necessario che il protagonista e i suoi fedeli amici organizzino un piano efficace per evitare di mandare a monte quello che potrebbe diventare un contratto importante per la cuoca vegetariana. Ragazzini, nonno comprensivo e il cane Cheerio partono per l'impresa impossibile, che, nonostante lo scompiglio e lo sconcerto collettivo, porterà ad un chiarimento decisivo, non senza che Hank abbia confessato le motivazioni del suo ingenuo raggiro. Finalmente i genitori e gli insegnanti sapranno qual è il vero problema di Hank, la dislessia, e lui capirà che avere tempi più lenti non significa essere stupidi.
Ritroviamo anche in Hank Zipzer e la pagella nel tritacarne tutti gli ingredienti che hanno caratterizzato anche la storia precedente: il focus sul problema della dislessia, che accomuna il protagonista ed il suo autore, la sensibilità con cui viene descritto lo smarrimento, l'insicurezza che accompagna l'esperienza scolastica di Hank; la difficoltà del mondo adulto di vedere ed affrontare questo tipo di diversabilità.
Nell’essere storie a ‘tema’, quelle di Henry Winkler e Lin Oliver hanno il grande pregio di puntare su un ritmo sostenuto, una grande ironia e una carrellata di personaggi dalla simpatia travolgente, a partire dal protagonista. La descrizione delle difficoltà di Hank, la solidarietà molto creativa dei suoi amici, la famiglia tutt’altro che tipica, tutto concorre a creare empatia nei confronti di un ragazzino diversamente abile, ovvero estremamente brillante e simpatico, ma limitato in alcune sue modalità di apprendimento. Lettura agile, scorrevole, all’insegna di un umorismo mai grossolano, il secondo libro non delude, anzi accresce la simpatia nei confronti dei personaggi; stampato con le caratteristiche dell'alta leggibilità, che contraddistingue questa e poche altre case editrici, il libro è sicuramente adatto alla lettura a partire dai nove anni.
Eleonora
“Hank Zipzer e la pagella nel tritacarne”, H. Winkler e L. Oliver, con le ill . di G. Orecchia, Uovonero 2013

lunedì 17 giugno 2013

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


ADESSO UN PO' DI RISATE


Dai temi drammatici del post precedente a una segnalazione per un libro che utilizza la chiave comica per parlare di un argomento serio, la dislessia.
Hank Zipzer e le cascate del Niagara, scritto da Henry Winkler con Lin Oliver e illustrato da Giulia Orecchia per le edizioni Uovonero, è la storia tragicomica di un ragazzino dislessico che racconta le inevitabili traversie cui va incontro a scuola. La sua difficoltà a leggere e scrivere, a consultare un dizionario, a organizzare il pensiero nella parola scritta ne fa la vittima predestinata delle attenzione della maestra Adolf, ogni riferimento è puramente voluto, e del preside Love, che lo considerano pigro e svogliato e anche un vero casinista.
Al rientro dalle vacanze, la maestra Adolf impone il peggior compito immaginabile: un tema di ben cinque pagine che descriva le vacanze appena trascorse. Di fronte al terrore del foglio bianco che rifiuta di riempirsi di parole, Hank ha un'idea geniale, costruire un modellino delle cascate, con tanto di pompa dell'acqua e vapore diffuso. Il risultato si può facilmente immaginare e segna il più grande disastro mai visto in quella scuola. Ne seguono punizioni a non finire, con il giusto ed inevitabile riscatto finale, anche grazie all'intervento di un insegnante più sensibile ed avveduto e alla presenza dei suoi amici più cari.
La storia, dal ritmo serrato, è raccontata dal protagonista e mette il giovane lettore, dagli otto anni,nelle condizioni di immedesimarsi nelle disavventure di un ragazzino di quarta elementare. Il maggior merito di questo testo, scritto con un font adatto alla lettura facilitata, è la naturalezza con cui si descrive una condizione di diversa abilità, di esser limitati su un versante, mentre per altri versi si è svegli e brillanti. Se anche oggi si hanno molte più informazioni sui vari disturbi dell'apprendimento, la scuola resta spesso, purtroppo, un luogo di sofferenza e di incomprensione. Luogo della 'normalità', non vede talenti e appiattisce le difficoltà.
Le avventure di Hank Zipzer possono aiutare i bambini, ma anche gli adulti, a comprendere meglio la condizione dei bambini in qualche modo in difficoltà, usando comunque un tono leggero e una chiave comica, certo non estranea all'autore, anch'egli dislessico, noto ai più 'anziani' per aver interpretato Fonzie nella serie televisiva d'annata Happy Days.


L'editore Uovonero conferma l'attenzione nei confronti del tema della diversità, producendo testi dalle caratteristiche molto diverse, ma sempre efficaci.


Eleonora

“Hank Zipzer e le cascate del Niagara”, H. Winkler e L. Oliver, con le illustrazioni di Giulia Orecchia, Uovonero 2013