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lunedì 15 gennaio 2018

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


LA GRANDE ILLUSION

La casa degli oggetti scomparsi, B.B. Cronin (trad. Sara Ragusa)
Terre di Mezzo, 2017


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni)

"Oggi il nonno ha promesso di portare i nipotini al parco.
Ma ha bisogno di un po' di aiuto per prepararsi.
Perché ha perso alcune cose.
Nel soggiorno verde ci sono cuscini, chiavi, candelabri e due calze.
Dove sono le calze del nonno?"


Il nonno vive in una casa grandissima e davvero piena di oggetti che si accatastano alla rinfusa. I due nipotini - un bambino e una bambina - sono piuttosto sconcertati all'idea di dover setacciare stanza dopo stanza per trovare i molti oggetti di cui il nonno ha bisogno per la sua passeggiata al parco. Nel soggiorno verde si nascondono i calzettoni, nella cucina rossa le scarpe, nel bagno giallo la dentiera...
A ogni stanza, tuttavia, i due bambini ricominciano la perlustrazione attenta di ogni più remoto angolino; vanno su e giù, entrano da botole in soffitta, si spingono sulle mensole in cucina e rovistano dietro ogni sportello, tornano anche sui loro passi, in cerca di oggetti quasi introvabili. 


Ciò nonostante, pezzo dopo pezzo, il nonno ottiene ciò di cui ha bisogno, sebbene, colpevolmente lo vediamo sottrarsi alla ricerca coi nipotini, delegando loro ogni fatica. Sprofondato in poltrona, sdraiato nella vasca da bagno, nascosto dietro un giornale, assorto nel guardare il panorama, questo nonno non ce la conta giusta. Nel lettore nasce spontaneo il sospetto che tutto questo chiedere e ancora chiedere sia solo una scappatoia per non prestare fede alla promessa fatta: oggi vi porto al parco!
E, visto il finale, per i più maliziosi il sospetto diventa quasi una certezza.

Un nonno che tanto ricorda quello rodariano che, complice una memoria non proprio brillante e una scarsa attenzione per il nipote, faceva correre il tempo A sbagliar le storie. Qui l'ambiguità di fondo non permette di dire che il nonno stia ciurlando nel manico, ma a ogni buon conto lo si può inferire.
La pazienza di quei due nipoti viene messa alla prova al pari di quella del lettore che si trova davanti un libro cerca-trova di insolita fattura e di qualità eccellente.

Cronin, irlandese a Brooklyn e collaboratore con il NYTimes e il New Yorker, che con questo titolo ha visto nel 2016 la Gold Medal conferitagli dalla Society of Illustrators, sullo schema consueto per questa tipologia di libro-gioco, innesta un paio di novità interessanti che lo rendono un libro superiore alla media.


La prima: il registro cromatico. La seconda: la complessità del contesto.
Il contesto, ovvero il tessuto delle singole tavole che si avvicendano, è molto diverso dalle consuetudini di libri del genere. Non c'è il motivo astratto che si ripete come un pattern in cui bisogna saper cogliere il dettaglio, e quindi concentrarsi sulla forma e sulla sua anomalia. Non c'è la figura nascosta abilmente dietro altre parti del disegno. A bene vedere, ci sono entrambe, laddove gli oggetti da cercare, in un mare di verde o di blu o di arancio, sono camuffati entro forme simili che illudono l'occhio in continuazione.
Per fare un esempio: nella pagina in cui la missione è ritrovare gli occhiali, ci sono cerchietti ovunque, siano essi cornici vuote, o colli di decine di stivali accatastati. Le righe dei calzettoni si confondono con le striature del legno.
La sigla personale sta però nel susseguirsi di pagine monocrome (a ogni colore corrisponde di fatto un ambiente diverso della casa) con una singola dominante, ovvero la paletta cromatica che passa dal magenta al giallo, dal viola al verde acceso, spesso con un preciso nesso di senso (l'arancio per il tramonto, il verde per la serra, il marrone per la soffitta). 

 
Tutti i colori sono saturi, accesi, circostanza questa che lo rende davvero un cerca/trova 'eccentrico' e unico nel suo genere.
L'altro elemento cui si accennava è la complessità del contesto. Definire la casa del nonno una villetta sottosopra è un eufemismo: cosa che rende il lavoro dello sguardo indagatore lungo e faticoso e perennemente distratto da arnesi insoliti o fuori luogo, da continui giochi illusivi e particolari comici.
Per trovare il papillon, a parte la presbiopia corretta da lenti adatte, sono stati necessari almeno 7 minuti di intenso setacciamento dell'intrigo di oggetti che il nonno (un disposofobico?) ha accumulato nel suo studio rosa/grigio. Per non parlare della dentiera nel bagno giallo. Accanto a una certa confusione diffusa, Cronin si diverte a creare piccoli divertissements: animaletti qui e là, arredi in miniatura, collezioni di oggetti insoliti quali pneumatici o casette per gli uccelli, cornici o stivali sempre rigorosamente fuori posto.


Va detto, a onor del vero, che se da un lato Cronin fornisce senza sbandierarli una serie di tips utili, dall'altro si permette anche una serie di giochi di illusione ulteriori con il lettore, attraverso l'uso di specchi, o facendolo ritornare impunemente su tavole già scandagliate.
Anche lui con i suoi lettori è un po' affettuoso e un po' senza pietà, come quel nonno che rincalza le coperte a quei poveri nipotini che al parco non li ha mai portati...


Carla




lunedì 13 novembre 2017

LA BORSETTA A SIRENA (libri per incantare)


EDUCARE ALLA COMPLESSITÀ 

Tutti insieme, Élisa Géhin
Il Castoro 2017


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 3 anni)


"Albero Foresta
Goccia Nuvola Cielo
Zanzara Nube Esercito
Macchia Mucca
Persona Famiglia Folla"

Tutti insieme funziona così: una figura grande e solitaria, sulla pagina di sinistra, sulla pagina di destra - la pagina dove, nei libri, succede sempre qualcosa - la figura si mischia a qualcos'altro. 

 
La goccia si perde tra le sue colleghe a formare una nuvola e, girando l'aletta, la nuvola si perde tra le sue colleghe a formare un cielo. 


Il meccanismo potrebbe ripetersi con la regolarità di un pendolo e allora avremmo un libro noioso e un po' prevedibile, magari istruttivo, ma piuttosto lontano dal piacere di stupirsi a ogni nuova pagina.
Siccome il libro è di Élisa Géhin, il rischio non si corre.
Sono sostanzialmente tre le possibilità di 'scarto' che l'autrice si lascia aperte.
La prima è l'alternanza delle alette: alcune pagine la prevedono, altre no. Senza una cadenza precisa e prevedibile.
La seconda possibilità di variare sta proprio nella relazione tra i tre (o due) soggetti che compongono la sequenza. Con alcuni divertenti soluzioni che anche dal punto di vista sonoro hanno una loro armonia: macchia e mucca che in francese suona ancora meglio: tache e vache.
La terza ha a che fare con le definizioni stesse. Quasi impercettibile per i cervelli adulti abituati a metafore, allusioni, sineddochi e metonimie, gli accostamenti tra disegno e parola per i più piccoli si rivelano ugualmente spiazzanti, ma nello stesso tempo utili a imparare la complessità della realtà. Per intenderci l'ora è figurata con un orologio; un animale con un elefante; un ortaggio con una carota.


Torniamo alle sequenze: goccia, nuvola, cielo anche se non è la più scontata è pur sempre un'associazione nell'orbita del prevedibile. Lo stesso potrebbe dirsi per persona, famiglia, folla. 


Che cosa succede invece nella sequenza con la zanzara e la nube e l'esercito? Il legame non è più così scontato, anzi non lo è per nulla.
Le connessioni, che tanto hanno in comune con il termine sinapsi, sono materia di tutti i giorni per il nostro cervello. Tanto più è in formazione, il cervello, tanto più necessarie gli sono le connessioni. E tanto più le connessioni, i nessi, sono imprevedibili, tanto più lo si educa alla complessità.


E tanto più è in grado di affrontare la stratificazione di nessi anche lontani, tanto più sarà capace di elaborare soluzioni intelligenti. Soluzioni che sanno guardare anche un po' più in là.
Maestro insuperato di questo modo di concepire il libro, come un imagier potenziato, è Blexbolex. Nessuno come lui è stato in grado di assegnargli, al libro, il compito di essere nel contempo gioco e strumento di ragionamento e apprendimento.
Penso a Immaginario e a Stagioni (Orecchio acerbo, 2008; 2010; 2016) che sono capolavori nel loro genere.
Mi pare probabile che Élisa Géhin abbia conosciuto e declinato a suo modo quella stessa concezione. Semplificandone e assottigliando le stratificate connessioni che Blexbolex suggerisce ai suoi lettori, ma riprendendone per molti versi il canone.
Come costruttrice di imagier anche lei ha sempre ben presente le singole parti e il tutto, come testimonia la pagina finale e il titolo stesso.
Ogni singolo elemento, dalla goccia alla macchia, nelle sue moltiplicazioni e connessioni va comunque sempre a ricomporsi in una visione generale del mondo. E anche un po' più in là.


Carla 



venerdì 7 luglio 2017

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


INSEGUENDO BILLY-BOBBY


Benvenuti a Toc-Toc, di Florie Saint-Val, è un albo che mette allegria, così, naturalmente, partendo dalla copertina, colorata e invitante.
A metà strada fra albo illustrato e libro gioco, descrive il percorso che il protagonista, un cagnolino, forse, dalle lunghe orecchie, compie per andare da casa sua alla festa di compleanno di un amico, nell'arco di un'intera giornata. Per andarci, deve attraversare tutta la città che viene descritta minuziosamente, con tutti i suoi strani abitanti, un po' umani e un po' animali. D'altra parte, nel pensiero bambino, non si fanno troppe distinzioni.
Dunque seguiamo Billy-Bobby che va con l'autobus 123 prima al parco, poi al museo, poi in piscina e così via, fino arrivare a casa dell'amico Ulisse. Ma non è finita qui, ci sono ancora il ristorante e il cinema da frequentare con mamma e papà.


Ogni tavola è densa di particolari, con la prospettiva piatta, tipica dei bimbi, che mette sullo stesso piano il vicino e il lontano; tutti i personaggi fanno qualcosa, sorridendo, che siano grandi o piccoli, e questa è una gran cosa. L'autrice, una giovane illustratrice francese, usa una palette fresca, di colori vivaci, ma non troppo squillanti, e i disegni dai contorni definiti, anche questa è una gran cosa per i piccoli lettori e lettrici, rendono più decifrabile l'immagine, che sprizza vivacità in ogni angolo.


Dicevo come l'immagine fosse piena di dettagli e di personaggi buffi; l'aspetto ludico consiste proprio nel trovarli: già individuare il protagonista, che si sposta da un ambiente all'altro, è una bella impresa; ma alla fine dell'albo sono indicati una serie di personaggi da ritrovare nelle tavole. Per farlo è necessario guardare e guardare con attenzione, attività che può anche arricchire il canovaccio, che costituisce la trama, di altri divertenti elementi. Nulla vieta di inventarsi qualche storia supplementare sulla signora Davanzoni o su Isidoro e i suoi genitori.

Questo albo appartiene pienamente a quella categoria di libri border line, quelli che attraversano i generi, rompono gli schemi, applicano linguaggi, per esempio quello dell'albo illustrato, a libri pensati per essere giocati dai bambini e dalle bambine, in questo caso decisamente piccoli, intorno ai tre quattro anni.
Benvenuti a Toc-Toc mi sembra un esperimento decisamente ben riuscito, pensato con intelligenza e realizzato con cura; e bene ha fatto l'editore Sinnos a regalarlo ai nostri piccoli lettori.
Eleonora

“Benvenuti a TOC-TOC”, F. Saint-Val, Sinnos 2017


venerdì 16 giugno 2017

UNO SGUARDO DAL PONTE (libri a confronto)


SE GUARDARE E' UN GIOCO

I libri gioco, i cerca-trova o aguzza la vista o i libri labirinto sono visti essenzialmente come passatempo, divertimento puro che non richiede particolare cura editoriale o ricercatezza estetica; ci sono però valide eccezioni, come lo strepitoso Immagina, di Messenger, o i libri di Barroux, che uniscono le caratteristiche di un albo illustrato alla struttura classica del cerca-trova.


Oggi propongo una carrellata di testi usciti quasi contemporaneamente, a dimostrazione di un rinnovato interesse per una categoria di libri troppo a lungo trascurata.
Le fasce d'età interessate sono diverse e questo appare evidente anche per il diverso livello di difficoltà.


Cominciando, quindi, dai più piccoli, ecco Nascondino, di Silvia Borando per Minibombo: abbiamo qui una successione di doppie pagine, coloratissime e vivaci, in cui si dispiega una discreta quantità di oggetti tutti uguali, pagina per pagina. In mezzo a questi, si nasconde un intruso, collegato coerentemente alla forma o al contesto della tavola. Ad esempio fra le foglie autunnali si nasconde un riccio, fra le forbici una libellula, fra i dadi una coccinella. L'individuazione del nostro oggetto clandestino non è facilissima, richiede attenzione e pazienza, doti importanti per i bimbi e le bimbe che crescono. Dunque non è solo un passatempo, per giovanissimi lettori a partire dai quattro anni; è anche una buona palestra per imparare a guardare.


Sempre per lettori al di sotto dei sei anni, Guarda, cerca... trova! Un libro titanico per contare centinaia di animali, di Agnese Baruzzi, pubblicato da White Star kids: di formato grande, procede per doppie pagine dove si affollano animali simili fra loro, mentre a fianco ci sono delle caselle in cui inserire il numero di individui dei diversi soggetti. Si susseguono pagine fitte o meno fitte, di animali diversissimi, dagli insetti agli uccelli, dagli animali della savana ai pesci. I diversi soggetti sono disposti staticamente nello spazio della tavola e spesso guardano direttamente il lettore, che si sente in qualche modo tirato dentro l'immagine. 


 Agnese Baruzzi, illustratrice poliedrica, qui fornisce una delle sue prove migliori, unendo precisione al senso dell'umorismo.


Si rivolge a lettori decisamente più grandi, dai sette anni, Un'avventura a forma di labirinto, dell'autrice polacca Aleksandra Artymowska, pubblicato da Terre di Mezzo: qui abbiamo una vera e propria traccia narrativa, c'è un bambino che vuole ricongiungersi con i suoi amici, che lo aspettano sotto un albero. Per raggiungerli, però, deve attraversare una serie di labirinti, ambientati nel sottosuolo, sulle cime degli alberi, in mezzo al mare. Le tavole sono molto belle, disegnate nel dettaglio e colorate con una tavolozza di delicate, fredde sfumature pastello. Questa quasi monocromia rende più difficile il lavoro del giovane avventuroso lettore, o lettrice, che deve individuare di volta in volta il giusto percorso. Anche qui le doti necessarie sono l'attenzione, il metodo, la pazienza, doti spesso carenti nei bambini, abituati al 'consumo' veloce dell'esperienza ludica.


I libri scelti questa volta sono tutti esteticamente rilevanti, curati nella veste grafica, pensati per essere apprezzati dalle bambine e dai bambini delle diverse fasce d'età. E' un vero peccato che spesso queste produzioni siano sottovalutate, come se fosse indifferente giocare con un bel libro o con un libro squisitamente commerciale. D'altra parte, esisteva una produzione interessante, lontana diversi decenni, incentrata per esempio sui libri game, di cui esistono ora solo pochissimi titoli.
Mi auguro di aver acceso un piccolo riflettore su un settore dell'editoria per ragazzi finora poco indagato.

Eleonora

“Nascondino”, S. Borando, Minibombo 2017
“Guarda, cerca...trova! Un libro titanico per contare centinaia di animali”, A. Baruzzi, White Star kids 2017
“Un'avventura a forma di labirinto”, A. Artymowska, Terre di mezzo 2017




venerdì 15 luglio 2016

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


GIOCANDO CON I LIBRI


Ritorno a parlare di libri per piccoli, che utilizzano ancora una volta gli strumenti tipici dell'interazione, come alette, inserti tattili, sorprese, ma anche il più diretto coinvolgimento del piccolo lettore o lettrice, come era stato nel pluripremiato Un libro.

 

Ma l'approdo sarà quello dei libri da fare, colorare, interpretare.
Il più tradizionale di tutti è il divertente Pussa via, mosca! di Emile Jadoul, pubblicato quest'anno da Gallucci. Una mosca fastidiosa viene attratta da tanti dettagli di animali, sapientemente occultati dalle bandelle; sollevandole, il bambino scopre a chi appartiene quella coda o quel corno. Tutti gli animali scacciano la mosca, anche se, all'ultimo momento, intervengono per mettere in fuga un intruso dalla lunga lingua appiccicosa. 



Qui, dunque, c'è una storia, c'è la scoperta, c'è il gusto della ripetizione di una situazione sempre uguale, salvo colpo di scena finale. Chi si lancia direttamente nel gioco è Hervé Tullet, di cui molto si è pubblicato in Italia, senza mai ripetere il successo di Un libro. Da qui, da quella perfetta sintesi di capacità di coinvolgimento e di composizione grafica, riparte l'autore, con uno sviluppo sulla medesima struttura del precedente.  



Un gioco, sempre pubblicato da Franco Cosimo Panini, riprende lo schema dei pallini colorati e dell'intervento 'magico' dei piccoli lettori e lettrici: con un percorso più lungo e articolato, fra un battito di mani, un soffio e una formula magica, il pallino giallo volteggia sulle pagine, sparisce, ricompare in testa al lettore, riprende la via verso la fine del libro, che, come sappiamo, non è che una tappa nella reiterazione compulsiva del percorso: rispetto al precedente, Un gioco non ha ovviamente il vantaggio della novità dell'impianto, particolare irrilevante per i piccoli lettori. 


E' un po' più lungo e forse a tratti forzato, ma funziona perfettamente nel catturare e coinvolgere i più piccoli.
Ma se si deve giocare, che si giochi veramente: Franco Cosimo Panini e Edizioni Clichy riprendono due libri gioco, rispettivamente di Tullet e di Jadoul, usciti già da qualche anno con Tate publishing e con Casterman. Quanto sia importante proporre ai bambini e alle bambine, fin dalla più tenera età, libri con un'adeguata cura grafica e con un'impostazione creativa, stimolante, credo lo possiamo dare per scontato. 



Basta sfogliare le pagine di Il grande colouring book di Tullet o Il mio album da colorare di Jadoul, per cogliere la differenza con analoghe produzioni; d'altra parte non sono i soli artisti ad aver prestato matita e pennello a libri che in qualche modo pensiamo siano di serie b. Ricordiamo l'intelligenza dei libri di Taro Gomi, o le tovagliette da disegnare con il Piccolo Bruco Mai Sazio.


L'intelligenza, l'ironia, la capacità inventiva trasuda dalle mille soluzioni inventate su una tipologia di libro già sperimentata mille volte. Ma se l'obbiettivo è che la bimba o il bimbo familiarizzino con le lettere dell'alfabeto o che imparino ad usare liberamente i colori, sarà più divertente e stimolante farlo con i personaggi ammiccanti di Jadoul o con le cornicette di cui sono pieni i libri usati alla scuola materna? Sarà meglio imparare a smontare e rimontare un'immagine, sperimentando diversi materiali, o ripetere, per quel che si può, un'immagine stereotipata? La domanda è retorica e ancora di più lo è la risposta; resta inspiegabile il ritardo con cui arrivano queste proposte, a fronte di una produzione editoriale che sembra sopravvivere solo grazie ai colouiring book. Bisogna anche dire che spesso i genitori sono orientati dalla riconoscibilità delle immagini, per esempio i personaggi dei cartoni animati, o dal costo dei libri. Difficile far capire che non è proprio la stessa cosa, colorare Peppa Pig o un gufetto di Jadoul.


Ben vengano, in ogni caso, queste proposte, volte ad allietare bambini dai due ai cinque anni.

Eleonora

“Pussa via, mosca!”, E. Jadoul, Gallucci 2016
“il mio album da colorare”, E. Jadoul, Clichy 2016
“Un gioco”, H. Tullet, Franco Cosimo Panini 2016
“Il grande Colouring Book”, H. Tullet, Franco Cosimo Panini 2016

giovedì 31 marzo 2016

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


CERCA E TROVA ECOLOGISTA


Trovata geniale di Barroux, l'illustratore proposto recentemente in alcuni albi illustrati dell'editore Clichy: in questo Dov'è l'elefante?, da pochi giorni in libreria, mette insieme due tipologie di libri solitamente ben distinte: un classico cerca & trova, in cui bisogna rintracciare determinati elementi all'interno delle illustrazioni, e il libro a tema, in questo caso di argomento ecologico.


Il libro, quindi, si apre con tavole in cui vediamo una foresta lussureggiante dove si nascondono abilmente un elefante, un pappagallo ed un serpente; sta al lettore trovarli fra una pianta e l'altra. Solo che, tavola dopo tavola, gli alberi vengono tagliati e sostituiti con strade ed edifici. 


I poveri animali si ritrovano con un ambiente sempre più ristretto, alla fine completamente circondato dalle case. E come succede nella realtà, gli animali vengono rinchiusi nella gabbia di uno zoo, dove gli umani contemplano i superstiti alle distruzioni da loro stessi provocati. Per fortuna, c'è sempre una via di fuga, c'è sempre un'isoletta non contaminata dalla presenza umana.


Storia piccola, leggibile a diverse età, utilizzabile per il gioco e per la riflessione. Spesso è nella semplicità e nell'immediatezza che si ottengono i risultati più efficaci, laddove c'è una tesi da sostenere, senza retorica, senza parole di troppo, soltanto una sequenza di immagini che spiegano con la massima efficacia quello che succede realmente, con la riduzione degli habitat naturali, la deforestazione, gli animali a rischio d'estinzione.
In questo modo viene rivalutato, anche, un genere minore, il libro-gioco del tipo del cerca & trova, il cui capostipite è Dov'è Wally?, citato dallo stesso autore e recentemente ristampato dall'editore L'Ippocampo.
Bella sorpresa, un'idea intelligente ben realizzata, per un libro utilizzabile dai quattro ai sette, otto anni.

Eleonora

“Dov'è l'elefante?”, Barroux, Edizioni Clichy 2016




venerdì 26 giugno 2015

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


QUEL GRAN GENIO DI TALLEC

Chi cosa chi, Olivier Tallec (trad. Chiara Stancati)
Lapis Edizioni 2015


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni)

"Chi non ha dormito abbastanza?
Chi ha giocato con il gatto?
Chi ha dimenticato il costume da bagno?
Chi fa uno scherzo stupido?"

Sarà stata l'alce sconsolata con il suo peluche rosso, oppure il rinoceronte in tutina che guarda con aria perplessa, oppure la bambina compita dallo sguardo esterrefatto, oppure il castoro sornione, o la renna malinconica in canottiera, oppure il bambino guerriero, o quell'orsetto blu....


E chi ha giocato con il gatto? L'ornitorinco con la maschera da sub? O il procione con la bandierina, o il cane dal grande naso e dal grande pompon sul cappello? Non è stato di certo il bambino con il grande cane pigro e nemmeno il bambino con la gran testa di ricci, o il biondino che lo segue. Oppure a giocare con il gatto è stata l'orsetta ballerina sulle punte o la papera ingrugnita o forse è stata quella bambina spettinata con braccia e viso pieni di di graffi?

Ecco, questo libro funziona così: una dozzina di domande a scelta multipla e quest'ultima, trattandosi di un albo, non è scritta ma disegnata. Dopo ogni domanda appare una carrellata di otto/dieci piccoli personaggi che scorrono come su un nastro, ritratti secondo otto/dieci atteggiamenti diversi.
Geniale! D'altronde è Tallec.
Ad ogni giro di pagina compare una diversa domanda che ha un tono piano, direi quotidiano, ma che prevede una risposta divertente, che porta in sé un quid di 'frizzante'.
Provo a spiegare: la semplice domanda 'chi ha dimenticato il costume da bagno?' genera immediatamente un potenziale divertimento nel cercare la risposta, perché ci si può facilmente immaginare che chi ha dimenticato il costume da bagno sarà quanto meno in una situazione di imbarazzo: si vergognerà? sarà in mutande? lo stesso potrebbe valere per domande come 'chi è innamorato?'. È immediato che la parola innamorato genera un brividino di scabrosità nell'osservatore. Chi è innamorato sarà rosso? Goffo? Sulla luna?


Il divertimento si rinnova a ogni domanda che ha il suo 'scoppio' di divertimento nella risposta. Penso a domande come 'chi ha giocato con il gatto?' oppure 'chi si è fatto male?' che di per sé implicano una risposta che prevede una défaillance di qualcuno. E la défaillance fa ridere. Come fa ridere la monelleria che si nasconde dietro domande come 'chi fa uno scherzo stupido?' o 'chi ha mangiato tutta la marmellata?' A queste si alternano domande più generali, ma mai banali, che acquistano il loro valore aggiunto in impercettibili ma efficaci sottigliezze lessicali. Penso a una domanda come 'chi ha tanta tanta paura? che poteva anche forse suonare banale se non ci fosse stato il raddoppio dell'aggettivo.
Questo è quanto riguardo al valore che questo libro ha nella sua parte scritta, ma il meglio arriva, ovviamente nella parte illustrata, quella che attiene alle risposte.



Qui arriva il vero divertimento preannunciato dalle domande. In questa sorta di pinacoteca di personaggi umani e animali, data dall'assenza di dialogo tra loro, su una pagina bianca si avvicendano i protagonisti, portatori di esilaranti espressioni e posture: orsetti che ostentano, fortunati loro, il loro bel costume da bagno a righe, procioni che suonano il basso elettrico come se fossero su un palco, conigli miopi e molti, moltissimi, bambini e bambine, sempre molto seri e compresi nella attività che li ritrae, sia che danzino sia che portino fuori il cane. Come già nei testi, anche nel disegno colpisce il talento di Tallec di creare valore aggiunto all'immagine, attraverso impercettibili dettagli. Ed è proprio nel piccolo particolare che Tallec nasconde le risposte che, nonostante un buon occhio allenato, non sono mai immediate, ma piuttosto arrivano dopo qualche secondo. Forse accade anche perché l'occhio prima di trovare la soluzione si bea nello scorrere tutte le possibilità di scelta...


Il risultato finale è un libro intelligente nella sua semplicità, insolito per formato, perfetto per una lettura condivisa. Un libro imperdibile.


Carla

giovedì 25 giugno 2015

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)

LIBRI PER FARE E PER GIOCARE, IN ESTATE

Bella stagione, finite le scuole, finalmente tempo libero da spendere un po' come si vuole, centri estivi permettendo.
Ecco, allora, una rassegna di libri che suggeriscono giochi o che sono a loro volta un gioco da fare o costruire.


Comincio volentieri dal libro di Francesco Guccini, Il piccolo manuale dei giochi di una volta, pubblicato da Mondadori e con le illustrazioni di Giovanni Manna; è esattamente quello che dice di essere, un manuale molto pratico che consente di fabbricarsi da solo gli strumenti per invidiabili giochi all'aperto: barchette fabbricate con i gusci di noci, archi e frecce, fionde, i tappini di metallo per farsi i soldatini e così via. Insieme alle istruzioni per costruirsi gli elementi del gioco, ovviamente sono fornite le regole, condite dai ricordi di chi ha vissuto un'altra epoca. Nell'introduzione Guccini racconta: Molti giochi oggi verrebbero considerati pericolosi. Può darsi. Eravamo bimbi che avevano vista la guerra, finita da poco: di cose pericolose ne avevamo viste davvero. Non avevamo mezzi, solo una grande fantasia e una grande voglia di giocare. E' una specie di viaggio nel tempo, ci viene raccontato un mondo in gran parte dimenticato; e si tocca con mano quanto distante e diversa fosse la vita infantile qualche decennio fa. Se è ovvio che è cambiato il contesto e quindi risulta improbabile pensare i nostri ragazzini con archi e frecce fatti in casa, è anche vero che ci sono giochi e suggerimenti che sarebbe un peccato relegare nell'ambito della memoria.


Per bambini, ma anche per gli stressati genitori, ci sono numerosi libri che costituiscono un prezioso passatempo: per i più pazienti armati di matite e pennarelli, propongo Mirabilia Animalia, di Millie Marotta, pubblicato da White Star: è un colouring book dedicato al mondo animale, abbastanza difficile da richiedere precisione e pazienza, ma non tanto da disarmare i volonterosi artisti, grandi e piccoli.


Per bambini e bambine un po' più piccoli, un altro libro da fare: Amici della giungla, con animali di carta e paesaggi da costruire, di Madeleine Rogers, pubblicato da Electa kids: il libro è costituito di due parti, una che racconta la giungla e i suoi abitanti, con un testo molto ridotto, e la seconda raccoglie il materiale per costruirsi modellini tridimensionali degli animali e scenario di cartoncino; le figure sono fustellate, è quindi facile assemblare i vari pezzi. Bella la grafica, consente di realizzare un gioco coloratissimo adatto ad ospitare tante storie avventurose.
Per i più piccoli, ma decisamente orientati verso il pasticcio creativo, un albo da colorare del tutto originale: si tratta infatti di tovagliette da disegnare e colorare, e questo in effetti si è già visto, ma completando i disegni del grande Eric Carle, con i suoi meravigliosi animali, dal mitico Bruco in poi.


Anche i passatempi possono rappresentare un esercizio di bellezza, e di tempi lenti lontani dallo stress quotidiano che contagia anche i più piccoli.

Eleonora

“Il piccolo manuale dei giochi di una volta”, F. Guccini, Mondadori 2015
“Mirabilia Animalia”, M. Marotta, White Star 2015
“Amici della giungla con animali di carta e paesaggi da costruire”, M. Rogers Electa kids 2015
“Animal Place Mats”, E. Carle, Penguin Press 2013