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venerdì 20 gennaio 2023

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

RUMORI FUORI SCENA  

Il grande debutto, Eva Francescutto, Alberto Lot 
Minibombo 2020 




ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni) 

" 'Forza, prepariamoci: tra poco si va in scena! 
'Di già? Ma io non sono ancora pronta!' 
'Fai in fretta, allora! A breve saremo sotto i riflettori...' 
'Noi arrossiamo al solo pensiero!' " 

Nel buio più pesto tutti fremono, dalle loro diverse postazioni, per quello che si annuncia imminente: il loro debutto. 
Di certo un brivido corre sulla loro pelle. 
Andare in scena, passare dal nero più fitto, dal bisbiglio fra colleghi, alla luce dei faretti e al recitare la propria parte è questione di un attimo. E questi sono i dialoghi sempre più serrati, sempre più emozionati tra tutti gli interpreti: da quelli più avvezzi e 'stagionati', a quelli più freschi, di primo pelo, alla loro prima esperienza. 
Ci sono, come accade in ogni orchestrazione scenica, i protagonisti in primo piano, che occupano gran parte dello spazio, ma sul fondo ci sono anche le ultime arrivate, le più giovani che, per superare la loro fragilità emotiva, si serrano l'una vicino all'altra. 
La tensione nell'aria si taglia col coltello.


Da una parte, il pubblico in sala. Curioso, affamato di storie e in trepidante attesa. 
Dall'altra, loro: ognuno diverso, ognuno con le proprie caratteristiche, ma tutti indistintamente preparati a concedersi, a offrirsi -anima e corpo- a chi vorrà assaporare quella precisa esperienza artistica, insomma a tutti quelli che avranno voglia di gustarsi l'opera. 
Ah, vita dura quella degli artisti! 

Dire o non dire, questo è il dilemma. Per non rovinare la suspense di un debutto. 
Cose che si possono dire su come questo libro è fatto: 
1) ha tutte le doppie pagine dello stesso colore, nero. 
2) Ogni doppia pagina nera contiene brevi dialoghi 
3) che sono scritti in colori diversi e 
4) posizionati in punti diversi della pagina. 
5) Le frasi che compongono i dialoghi sono semplici e 
6) talvolta sono modi di dire presi dalla consuetudine, quelli che si potrebbero definire, senza offesa, frasi fatte. 


7) I dialoghi denunciano una tensione crescente, commisurata alla circostanza di partenza, ossia gli ultimi momenti prima di un debutto. 
8) Come in ogni spettacolo, gli attori restano celati allo sguardo del pubblico, fino all'attimo in cui si accendono le luci. Tutto comincia e si va in scena. 
Ecco, partiamo da qui per dire che un albo illustrato non è poi molto diverso da una messa in scena, teatrale o cinematografica che sia. 
Non è casuale che i due autori del libro si siano spartiti i ruoli come segue: Eva Francescutto ha curato i testi, ossia si è premurata di mettere in condivisione con il pubblico (dei lettori), i rumori fuori scena, mentre Alberto Lot ha curato il resto, quindi i costumi, le luci e tutto quello che attiene alla messa in scena, o forse sarebbe più corretto dire la mise-en-page. 
Ogni doppia pagina ha come obiettivo quello di farci vedere qualcosa che sta capitando su un palcoscenico ideale che è disegnato. 
E quell'istante che occorre per girare la pagina diventa silenzio nelle parole e nelle figure e può preannunciare un cambio di scena, un'entrata o un'uscita di altri protagonisti. Ed è esattamente quello che succede qui: le voci diverse si intrecciano in modi diversi e se a una prima lettura tutto sembra un po' oscuro, una volta svelato il mistero che si nasconde, il divertimento si moltiplica e soprattutto ogni singolo frammento trova una sua precisa ragion d'essere per comporre uno spettacolo unico. 
Per cui i colori diventano significanti e la posizione dei dialoghi all'interno della pagina altrettanto strategica. 


Questo, nella pratica, cosa provoca? 
Che quel libro lo rileggi immediatamente dopo averlo chiuso per controllare che davvero tutto vada a posto, e poi lo rileggi ancora perché capisci che di cose da scoprire ce ne sono ancora e ancora. 
Ed è questo uno dei meriti che certi libri dimostrano di avere, ossia quello di stupire e quindi di 'spostare', anche di poco, il punto di vista del lettore. 
In sostanza il pensiero del lettore si è mosso dalla sua posizione di partenza. 
Ovviamente questa prerogativa non dimostrano di averla tutti i libri, ma quelli ben fatti sì. 
E altrettanto ovviamente può presentarsi a livelli di complessità anche molto diversi tra loro. 
Quando questo capita nei libri di Minibombo che, per scelta editoriale, parlano ai più piccoli, capita di arrivare ignari fino a un passo dalla fine per poi stupirsi all'ultimo - di solito si scoppia anche a ridere nello stesso momento - per sorprese molto semplici, ma non per questo meno efficaci. 
Qualche volta, e sono le mie preferite, allo stupore si aggiunge anche un brivido di perfidia. 
Ma questa è un'altra storia. 

Carla

venerdì 16 settembre 2016

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


ATTENTI ALL'AMBIGUO COCCODRILLO

Chi ha il coraggio? Silvia Borando
Minibombo 2016




ILLUSTRATI PER PICCOLISSIMI (dai 2 anni)

"Esce dopo
un acquazzone,
lascia tracce
sul balcone.
Chi ha il coraggio
di toccare ...questo molle lumacone?

È verdognolo,
è bavoso,
fa ribrezzo
anche a riposo.
Chi ha il coraggio
di baciare... questo rospo assai rugoso? "

Non mi pare ci siano dubbi sulla direzione che questo libro prende: non c'è una storia, ma un pericoloso crescendo di incontri terrificanti.
Dalla lumaca molliccia si arriva al dentuto piranha, passando per cinghiali dalle froge verde acido.



Come la maggior parte dei libri Minibombo, questo libro avrà successo. Anzi magari proprio un gran successo. E soprattutto lo avrà in nome dei temi trattati, ovvero le due grandi emozioni intorno a cui tutto ruota: la curiosità e il ribrezzo. Di fronte a entrambe occorre avere proprio quel coraggio cui si allude fin dalla copertina.
E i bambini e le bambine vanno pazzi per entrambi.
E come se non bastasse, altro motivo che contribuirà al suo successo sta nel fatto che i ragni, i millepiedi, i rospi, i coccodrilli e i serpenti a sonagli sono fluo su un fondo drammaticamente e inesorabilmente nero. 


Impossibile non notarli. Sembrano insegne luminose di se stessi.
E i bambini e le bambine vanno pazzi i colori sgargianti e anche per il nero (che nei libri troppo spesso viene loro negato).

Come la maggior parte dei libri Minibombo anche questo libro presuppone una lettura condivisa e una interazione forte tra lettore e ascoltatore.
Pagina dopo pagina, si ripropone la sfida - sempre rigorosamente legata a una esperienza sensoriale - con un ritornello che è sostanzialmente identico: chi ha il coraggio di baciare...chia ha il coraggio di toccare...

Come la maggior parte dei libri Minibombo anche Chi ha il coraggio? è pensato per i più piccoli, per colmare almeno un po' la penuria di libri concepiti espressamente per loro. E come è accaduto spesso nei libri di questa piccola ma gagliarda casa editrice l'impostazione del disegno è connotata sotto il profilo grafico, pur riuscendo a mantenere un segno che rimane molto leggibile anche per sguardi alle prime esperienze di lettura di immagini.
Come in molti libri per i più piccoli è presente il cucù da una pagina all'altra. E accende la curiosità. Laddove c'è la domanda con il testo descrittivo, appare solo una minima porzione dell'animale in questione che si svela completamente - con immagine e definizione - solo nella pagina successiva. E arriva il ribrezzo.

Anche per quello che riguarda i testi, si nota un'attenzione alla musicalità data dalla rima, ma nello stesso tempo si percepisce una cura che allontana diminutivi, vezzeggiativi o bamboleggiamenti linguistici deprecabili, anzi al contrario pesca in un lessico piuttosto ricercato 'si nasconde tra gli arredi, quando c'è non lo prevedi', oppure È pungente e ben dentato, sta in un buio scantinato. 


Nessuno può resistere a un lesto millepiedi o a un ambiguo coccodrillo.

Carla

venerdì 5 giugno 2015

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


LA CHIAVE

La bella nel bosco addormentato, Sonia Maria Luce Possentini
Corsiero editore 2015



ILLUSTRATI PER GRANDI (dai 12 anni)

"Invitò anche dodici fate, ciascuna delle quali portò in dono alla piccola qualcosa di speciale: chi la bellezza, chi l'intelligenza, chi la virtù...
Insomma ogni qualità si potesse desiderare per renderla una persona meravigliosa come un campo di lucciole in una notte d'estate."

Dal titolo si potrebbe pensare che siamo dentro La bella addormentata nel bosco, ma invece siamo dentro Rosaspina (Lella Costa, acuta prefatrice del libro, lo nota). Non siamo in Perrault ma nei fratelli Grimm...
La fiaba scorre secondo il testo classico, ma qualcosa suona diverso, fin dal titolo.


Eppure c'è il castello isolato, c'è la lunga attesa di un erede che non arriva, c'è la nascita di una bellissima bimba, una grande festa, i doni delle fate, il maleficio della tredicesima non invitata e l'antidoto della dodicesima che salva in extremis dalla morte la fanciulla. C'è la ricerca vana dei genitori di preservare dal pericolo la fanciulla. C'è l'arcolaio in soffitta, manovrato da una vecchina che fila il lino. C'è la curiosità irrefrenabile di fronte al fuso che prilla...c'è il sangue. C'è il sonno che rende gli alberi di bronzo e il cane di porcellana. Ci sono gli intricati rovi, ci sono i principi e c'è un re che insegue un falcone...


Fermiamoci qui perché c'è già molto da dire. In primo luogo, la bellezza che ci avvolge nel leggere il testo a due mani: Andrea Casoli e Sonia Maria Luce Possentini, appoggiati entrambi sulla fiaba dei Grimm, e nelle immagini che, emergono da un nero cupo, di violente pennellate che però si fermano poco dopo la linea di cucitura dei fogli...Immagini che escono dal sonno, o che si portano dietro il sogno. Ma ci torno dopo. Altre sono le bellezze che ci avvolgono. Al tatto si avverte che è un libro diverso, perché la copertina è di tela bianca, immacolata (che azzardo mettermelo nelle mani sempre un po' nere...) e la carta è uso mano, la grafica è molto raffinata. Le ultime due bellezze sono al principio, nella prefazione seria e scanzonata di Lella Costa, e alla fine. In quel finale così inaspettato da capovolgere, a posteriori, tutto il senso di quanto abbiamo letto fino a quel momento.
Mi sembra di sentire la voce di Sonia che, di fronte agli occhi basiti e sgranati del lettore (i miei li ha visti in Fiera a Bologna), dice: Eh, beh, ci voleva no? e poi scoppia a ridere...Non saranno i doni delle fate a mettere in salvo Rosaspina, ma ciò che lei serba in sé. Semplicemente perché è donna.

Al testo che scorre, anch'esso raffinatissimo, come acqua sui sassi di un torrente e veloce ci porta al colpo di teatro finale si affianca un vero e proprio palcoscenico teatrale, dove agiscono pochi personaggi in luce: la regina, le fate artefici dell'incantesimo, la bambina poi divenuta fanciulla e, invece nell'ombra, un re.
Il resto delle tavole sono un intrico di rami, boschi, foglie, fiori e un gorgo ipnotico di una scala a chiocciola. Un fondo nero che fa da fondo alla pagina di destra supera la linea immaginaria del foglio e entra nella pagina di sinistra con il poco testo e le rare gocce rosse che anticipano emotivamente il climax della fiaba. Sembra un nero che sfugge di mano, come incontrollato. Incontrollato al pari di un sogno. Incontrollato a tal punto che quello che può sembrare un baffo di colore, diventa un uccello e poi un falcone in volo.
Tra teatro e sogno la Possentini si muove nel suo. È proprio a casa, o per meglio dire, quello che racconta con le immagini è proprio la sua essenza, di creatura femminile di grande personalità e complessità. Bianco, nero e qua e là il rosso: quanti simboli. Abiti bianchi che sfumano come nebbia, labbra scarlatte e capelli ramati e quel poco di verde ghiaccio che racconta i cent'anni di sonno, tutto esce dal nero. Dal nero di una lettura nera di una fiaba nera con un finale pieno di Luce...


E poi c'è lei: la chiave per aprirci al senso ultimo del racconto su quale sia la potenza che ogni creatura femminile racchiude in sé.
Un post a sé meriterebbero il campo di lucciole in una notte d'estate iniziale e le poche righe finali. Chissà.
Per adesso mi limito ad augurarmi che questo libro capiti nelle mani di molte creature in crescita, perché i maschi provino a capire e a misurarsi con la misteriosa grandezza femminile e le ragazze sappiano curarsi da sé e rialzarsi. Sempre.



Carla

lunedì 5 gennaio 2015

OLTRE IL CONFINE (libri dall'estero)


LAMPI DI LUCE

The Dark, Lemony Snicket, Jon Klassen, Orchard Books 2013
Flashlight, Lizi Boyd, Chronicle Books 2014




ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni)

Accomunati dalle pagine nere, come può essere nera la notte, e da una torcia elettrica accesa nelle mani di un bambino, questi due libri indagano il buio.
Il primo racconta la storia del piccolo Laszlo che ha paura del buio, di quel buio che vive stabilmente nella cantina della sua grande casa, ma che può anche nascondersi dietro la tenda della doccia, o nell'armadio...


Laszlo pensa che se lui va ogni giorno a salutare il buio sulla soglia della cantina oscura, forse il buio non ricambierà la visita, di notte, nella sua camera. Ma una notte, il buio invece va. 'Laszlo, disse il buio nel buio, ti voglio mostrare qualcosa...' 
 

Laszlo con la sua torcia lo segue fino alla cantina dove il buio lo conduce. Lui non ha mai sceso quelle scale nell'oscurità, ma ora il buio lo invita ad avvicinarsi, a raggiungere il cassetto in basso di quel comò. Lì dentro c'è la soluzione alla paura di quel bambino e nella voce lontana del buio Laszlo trova anche il senso ultimo dell'oscurità. E noi, con lui.
Il mondo senza zone buie, senza angoli, porte e soffitti che nascondono, senza tende e cassetti che celano, senza libri chiusi, senza silenzi misteriosi sarebbe un vero disastro. Carol Ann Duffy dice che Il buio è un cinema privato per il tuo sogno prediletto. Il buio è il contenitore ideale di ogni scoperta, di ogni fantasia, di ogni lampo di immaginazione.
E questo è il senso del secondo libro, quello di Lizi Boyd. Senza parole, come se anche la voce dovesse restare all'oscuro, è la passeggiata notturna di un bambino che, con la sua tenda da campeggio, è in un bosco. Distratto forse da un rumore, quel bambino interrompe la sua lettura e si alza ad illuminare ciò che lo circonda: quel fascio di luce mette in evidenza di volta in volta, allo spostarsi dell'osservatore, procioni, topini, pipistrelli, castori, cerbiatti, porcospini, farfalle e gufi che si muovono sicuri in un mare di nero, interrotto solo da profili di contorno. 
La luna, sullo sfondo, è sorta ed è muta testimone di questo meraviglioso gioco di scoperta di un bambino. Noi, al di qua della pagina, facciamo lo stesso. Non sappiamo mai cosa illuminerà quel fascio di luce e ci stupiamo ogni volta nel vedere cose diverse. 


Se letto così può essere un bellissimo gioco di disvelamento per il lettore, il libro si rivela, in realtà, come qualcosa di molto di più, nel raccontarci per sole immagini una storia nella storia. Complice un sasso non visto, ciò che tanto spaventava il piccolo Laszlo, ovvero l'imprevisto celato dall'oscurità, il bambino di Lizi Boyd inciampa e perde la torcia e con lei il potere di mettere in luce il mondo nascosto del bosco. 


Ora sono gli animali a illuminare curiosi braccia, gambe, viso di quel ragazzino, fino a ricondurlo, come su un sentiero fatto di sola luce, alla sua tenda e alla sua lettura.
Immaginifico percorso che mette in luce, è proprio il caso di dirlo, il senso della scoperta e della sua reprocità con l'altro da sé. 

The Dark e Flashlight, attraverso la sola potenza delle immagini e attraverso una sintesi estrema del testo, arrivano dritti a cogliere alcuni tra i significati che l'umanità ha dato a sé stessa, per spiegarsi il buio e imparare a viverci immersa.
Lampi di luce, torce accese, entrambi i libri.

Carla

Noterella al margine: il genio di Jon Klassen dà voce al buio, catturando il testo di Snicket, per restituirlo poi come fosse 'cosa viva', muovendolo all'interno della pagina. 

Il genio di Lizi Boyd che gioca con i nostri sensi: laddove l'occhio arriva un attimo dopo l'orecchio.


Entrambi, Klassen e Boyd, accomunati dall'essere maestri del nero e nel saper 'guidare' i nostri occhi sulla pagina illustrata, come un tempo facevano le 'maschere' a teatro o al cinema per condurci al nostro posto.
 

Altra noterella al margine: ci auguriamo che un editore 'illuminato' decida di pubblicarli anche per i bambini che abitano nel nostro paese, temporaneamente tenuto all'oscuro. Nel frattempo, chi ne avesse desiderio può sconfinare e, con una buona torcia, cercarli lungo altri sentieri...