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lunedì 6 maggio 2024

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)

L’ARTE DI ANDARE IN PEZZI


A chi non è capitato di trovarsi, in alcuni momenti della propria vita, di fronte ai frammenti delle proprie certezze per un lutto, una separazione, un brusco cambiamento di orizzonti?
Questo tipo di passaggi di vita, particolarmente difficili, accomuna tre ragazzi che frequentano la stessa scuola in una cittadina della Pennsylvania. Di questo parla il romanzo di Paul Acampora, ‘L’arte di andare in pezzi’, tradotto da Aurelia Martelli e pubblicato da Edt Giralalngolo.
Dunque, i personaggi: il primo, Oscar, è una promessa della squadra di football della scuola; ha perso da poco la sorella più piccola, Carmen, e non riesce, come è giusto che sia, a farsene una ragione. Poi c’è Noah, un ragazzino cresciuto fino a quel momento con la homeschooling; figlio di due artisti, è stritolato dalla loro recente separazione. Infine, Riley, una ragazzina fuggita con la madre da Philadelphia, dove hanno subito una rapina, per ritornare nel luogo dell’infanzia materno, distante anni luce dalla vita brillante, e pericolosa, di una metropoli.
Frequentano tutti e tre il corso di modellazione dell’argilla, con risultati molto diversi: Noah, figlio di ceramisti, è quasi un professionista; Oscar ce la mette tutta, Riley è proprio una frana.
Ma, ed è questo il filo conduttore della storia, essere amici, magari quasi per caso, significa sostenersi e aiutarsi nelle piccole e grandi cose: imparare a modellare in modo decente, resistere alla terribile notizia che non si potrà più scendere in campo, combattere contro i fantasmi del passato.
Seguiamo le storie dei tre ragazzi, che ci raccontano in prima persona, alternandosi di capitolo in capitolo, quanto gli avviene quotidianamente a scuola e a casa, spesso vivendo la stessa scena da punti di vista differenti.
La frequenza al corso di modellazione costituisce un po’ il filo conduttore che unisce i vari passaggi nelle vite dei tre amici e fornisce lo spunto per una metafora neanche troppo nascosta: come nelle tecniche giapponesi dei raiku e del kintsugi, che si fondano proprio sulla valorizzazione delle imperfezioni, delle fratture, sulla capacità di mettere insieme, in modo esteticamente impeccabile, i pezzi di un elemento apparentemente rotto; nello stesso modo, secondo l’autore, l’arte della sopravvivenza consiste proprio dal rimettere insieme i pezzi che un trauma ha disperso, ben sapendo che quella ferita non scomparirà.
Tutto questo i nostri personaggi non lo sanno, sono quattordicenni alle prese con una vita difficile; ma, questo è quanto ci racconta il romanzo, insieme riusciranno a rimettere insieme i pezzi delle loro vite e ad andare avanti.
Certo, il messaggio è espresso anche troppo chiaramente, ma questo romanzo ha diversi pregi: in primo luogo l’ironia, che pervade il racconto e alleggerisce le situazioni, di per sé drammatiche. In secondo luogo, la credibilità dei personaggi minori, lo zio prete, le mamme di Riley e di Noah, il coach, l’insegnante di modellazione: nella loro fragile umanità, sono ritratti di adulti imperfetti, ma non assenti.
Infine mi sembra appropriata la metafora della modellazione, con i riferimenti all’interessante estetica giapponese. Così come il richiamo al potere salvifico dell’amicizia, di cui ragazze e ragazzi hanno tanto bisogno.
Lo stile scorrevole e il ritmo sostenuto rendono la lettura adatta a ragazzi e ragazze a partire dai dodici anni.

Eleonora

“L’arte di andare in pezzi”, P. Acampora, trad. A. Martelli, Edt Giralangolo 2024

NOTERELLA AL MARGINE
Una piccolo nota sulla traduzione: viene usato sistematicamente il termine ‘modellaggio’, invece di modellazione. Mi sfugge la motivazione o la particolare interpretazione.


lunedì 22 agosto 2022

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)

PARKER E SVEN E FRA LORO ALASKA


Non è esattamente una novità, ma è un libro che vale la pena di segnalare: si tratta del romanzo della olandese Anna Woltz, già autrice di ‘Tess e la settimana più folle della mia vita’; entrambi i romanzi sono tradotti mirabilmente da Anna Patrucco Becchi e pubblicati da Beisler.
‘Alaska’, questo è il titolo del nuovo romanzo, racconta la storia di due tredicenni, entrambi segnati da una vita difficile: Parker è una ragazza la cui vita è stata sconvolta da una rapina effettuata nel negozio dei genitori, rapina durante la quale il padre è stato ferito e soprattutto traumatizzato, Sven è un ragazzo epilettico, costretto a una vita di costante allarme, con il rischio concreto che una crisi un po’ più grave lo porti in ospedale. Frequentano la stessa classe ed entrambi sono segnati dallo stigma dell’anormalità. Sven per le sue probabili e spaventose crisi, Parker perché il primo giorno di scuola si è messa ad abbaiare come un cane. Parker the barker, la ragazza che abbaia è ancora segnata dalla precoce separazione dal suo labrador, di nome Alaska, che la famiglia ha dovuto dare via per l’allergia di uno dei fratelli di Parker. Destino vuole, però, che Alaska diventi il cane guida di Sven, addestrato a gestire le sue crisi.
Quando Parker scopre questo passaggio, decide di far visita a Sven, nottetempo e in incognito, per poter incontrare nuovamente il suo amato cane. Si presenta camuffata da un passamontagna e in questa forma anonima riesce a comunicare con un compagno di scuola finora detestato: infatti è lui ad averle attribuito il soprannome, poi adottato da tutta la classe.
Sven presto scopre l’identità della sua visitatrice notturna e la smaschera, costringendo il povero Alaska a scegliere fra le persone che più ama.
Sembra così finire malamente il tentativo maldestro di Parker di ritrovare il suo cane; ma la storia subisce una svolta casuale e improvvisa che rimescola tutte le carte.
Il romanzo alterna il punto di vista, raccontato in prima persona, dei due protagonisti e questo consente al lettore e alla lettrice di comprendere non solo la loro soggettività, ma anche come vivono il rapporto con l’altro, con tutto il portato di incomprensioni, delusioni e belle sorprese.
Rispetto al precedente romanzo, ‘Alaska’ si misura maggiormente con il dramma, abbandonando l’inimitabile leggerezza di ‘Tess’: qui abbiamo due preadolescenti costretti loro malgrado ad affrontare, con le loro forze, qualcosa che è più grande di loro, la malattia e un trauma difficile da superare.
Ovviamente lo fanno con tutti i limiti dell’età, con una certa dose d’incoscienza, alternando sentimenti contrastanti.
Nell’evoluzione del racconto ha un ruolo decisivo Alaska, per la sua dedizione, intelligenza ed empatia. Legato affettivamente a Parker, mette al primo posto il suo ruolo di ancora di salvataggio, conquistando anche il cuore dello scettico Sven. In diverse occasioni il suo ruolo diventa decisivo nello sciogliere i nodi emotivi che avvicinano e allontanano i due protagonisti.
Con un tono più serio, Anna Woltz conquisterà in questo caso lettrici e lettori più grandi, dai dodici anni in poi con una lettura sensibile e intelligente.

Eleonora

“Alaska”, A. Woltz, trad. A. Patrucco Becchi, Beisler 2021