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venerdì 21 gennaio 2022

FAMMI UNA DOMANDA!

NANO


Sembra un accostamento azzardato quello fra il tema, abbastanza ostico, delle nanoscienze, e le illustrazioni barocche di Melissa Castrillón, ma è esattamente questa la scelta operata in ‘Nano. La spettacolare scienza del molto (molto) piccolo’, i cui testi sono firmati dalla scienziata e divulgatrice Jess Wade. Si tratta di un bel libro illustrato, ora proposto da Editoriale Scienza, dedicato ad uno degli aspetti più affascinanti della ricerca scientifica contemporanea.
Per farlo, l’autrice parte dai rudimenti della chimica, la struttura della materia, gli atomi, gli elementi e le loro caratteristiche, per descrivere poi quelle che sono alcune discipline di frontiera, come appunto la tecnologia che lavora con materiali sperimentali e che ha applicazioni, almeno potenziali, in moltissimi aspetti della vita quotidiana. Un esempio è il grafene, materiale derivato dalla grafite, ma ridotto ad un unico strato atomico, costituito da una serie di esagoni collegati fra loro. Si tratta di un materiale leggerissimo e resistentissimo. Ma le applicazioni potenziali sono molte e giustamente l’autrice conclude il testo invitando la giovane lettrice o lettore ad immaginarsi nei panni di chi farà progredire ancora di più questa branca della ricerca scientifica.
Chiude il libro un riepilogo delle principali figure professionali che di questi argomenti si occupano.


Su un testo di questa natura, difficilmente riconducibile all’esperienza quotidiana, che ruolo svolge l’immaginifica illustrazione della Castrillón?
Qui, infatti non è possibile tradurre in forma ‘narrativa’ quello che dice il testo: l’illustrazione deve rispettarne il contenuto, che in questo caso è anche piuttosto astratto; in alcune pagine l’illustrazione funziona come cornice che circoscrive il testo, in altre esplicita, rappresenta creativamente il contenuto tecnico del testo. Per dare un’idea della particolarità del grafene, la Castrillón immagina un elefante camminare su un sottilissimo cavo di questo materiale, sotto l’occhio vigile e compiaciuto della bambina che ci guida da una pagina all’altra.


Si susseguono pagine coloratissime, con immagini sorprendenti in grado di risvegliare l’attenzione anche dei più pigri, in cui la piccola protagonista, una perfetta alter ego della lettrice e del lettore, viaggia fra i materiali della vita quotidiana per poi appollaiarsi sulla perfetta struttura geometrica di un atomo.
Il risultato è un bel libro, pensato per suscitare curiosità e meraviglia per qualcosa che non è immediatamente percepibile, stimolante e divertente per lettrici e lettori a partire dai sette anni. Non sfugge all’occhio adulto la presenza preponderante di soggetti femminili nei ruoli di scienziate e ricercatrici. Jess Wade, giovane e brillante fisica britannica, è autrice di numerose pagine di Wikipedia dedicate a scienziate e studiose, attività volta ad incoraggiare le ragazze ad intraprendere la carriera scientifica. Evviva!

Eleonora


“Nano. La spettacolare scienza del molto (molto) piccolo”, J. Wade e M. Castrillón, Editoriale Scienza 2022





lunedì 6 giugno 2016

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


LA CHIMICA DEI SENTIMENTI

Monsieur Lavoisier, Cristina Nenna, Monica Saladino
VerbaVolant 2016


ILLUSTRATI PER MEDI (dai 7 anni)

"Quel giorno Akim comprese il significato della parola
paura.
Chiedeva sempre spiegazioni sulle cose che non
conosceva, ma sentire era tutta un’altra storia.
Rimase in silenzio dietro di lei con il bicchiere vuoto
capovolto, davanti al mare increspato dal vento.
Arrivò allora Monsieur Lavoisier in un vortice ventoso
spirato dalle onde.
Solo Akim sembrava vederlo perché alla sua mamma
non si mosse nemmeno un capello."
 

Sua madre guarda al di là del vetro delle finestra e i suoi occhi sono pieni di tristezza e le sue mani intrecciate come a pregare.
Nulla di rassicurante per quel bambino che la vede così.
Come sempre accade, è la chimica a sciogliere il nodo. In questo caso non è l'adrenalina generata dalla paura, ma è Lavoisier in persona che gli si para davanti, vestito come uno scienziato e un filosofo di fine Settecento, quale lui era. Per paradosso, sembra proprio che la soluzione alla malinconia di sua madre risieda nelle parole che definiscono la sua legge, quella per cui è passato alla storia: nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma.

 
Lavoisier comincia a raccontare, a tessere legami attraverso il tempo e in tal modo la perplessità di Akim si trasforma, anch'essa, nell'apprendere che esiste una relazione forte tra l'acqua del mare e la pioggia, tra gli alberi e i quaderni, tra una bottiglia di vetro e la sabbia o ancora tra i diamanti e le matite.
Akim adesso ha sotto gli occhi il grande segreto che regola il mondo: la trasformazione infinita di tutte le cose. E nello stesso tempo ha la consapevolezza, ovvero la certezza, che anche la malinconia di sua madre con il passare del tempo si trasformerà in qualcosa d'altro, magari in una promessa di felicità futura.

Curiosa e inaspettata prospettiva, quella di questa piccola storia dedicata a una grande verità. Ben di rado la scienza, nel dettaglio la chimica, entra nella narrazione di una storia di sentimenti e relazioni. Eppure, sebbene sia rara la lettura in chiave 'chimica' o 'fisica' di quelle che sono le nostre comuni emozioni, esse dipendono in larga misura proprio da reazioni chimiche che dentro il nostro complesso sistema corporeo avvengono in continuazione. Ben poco o forse nulla del nostro sentire può dirsi estraneo alle leggi che regolano la biologia e la chimica che ne è all'origine.
A me tutto questo è sembrato sempre molto affascinante. E l'andare a cercare la scienza laddove essa si cela meglio, ovvero dietro quanto noi riteniamo di meno 'scientifico' ci sia al mondo, ossia il sentimento mi sembra una grande idea. Ancora più grande mi pare l'intento di volerlo spiegare a bambini e bambine.


Resta volutamente indefinito il riferimento a motivi e ragioni che fanno velare gli occhi di quella madre davanti a una finestra. Poco importa e per questo si dà grande libertà all'interpretazione personale. Gangli importanti sono la paura di un bambino di fronte allo smarrimento di un adulto e il suo relativo tentativo di mettervi rimedio. La speranza, sentimento che ignoro a quale ormone si leghi (ma di certo ce n'è uno che la genera), è quella che non deve mai mancare nel cuore di bambini e bambine.
In una continua alternanza tra materia ed emozione si muovono anche le illustrazioni di Monica Saladino, forse qui a dar prova di maggiore maturità rispetto al resto, che costruisce nuvole fatte a maglia e nello stesso tempo una carrellata di volti espressivi nei loro sguardi rubati alla fotografia. 



Carla


mercoledì 30 maggio 2012

FAMMI UNA DOMANDA!


SCIENZA A GOGÒ 



Solitamente i libri di divulgazione che trattano argomenti ‘difficili’, come i principi di fisica e di chimica, sono rivolti a ragazzini che già hanno sviluppato una seria propensione per le domande astruse e qualche strumento di interpretazione già formato. Editoriale Scienza, sempre all’avanguardia in questo settore, propone invece due pop up per i bambini un po’ più piccoli, diciamo dai sette anni: si tratta di Senti che forza! Spassoso pop up sulla fisica, di Tom Adams e Thomas Flintham, tradotto dalla britannica casa editrice Templar, e Esperimenti pop up in cucina di Agostino Traini. Nel primo, alcuni principi di fisica, dalla gravità alla trasmissione del suono o della luce sono spiegati con immediatezza grazie alla grafica divertente e chiara e alla presenza di pop up, linguette e altro che consente al giovane scienziato di divertirsi imparando. 


Nel secondo, fisica e chimica entrano in cucina, dove si sperimentano proprietà di diversi materiali, galleggiamento e altre amenità, spiegati con chiarezza e illustrate dai pop up. Mamme preparatevi all’invasione della cucina e allo sciupio di uova e cucchiaiate di sale, ma soprattutto alle imbarazzanti domande dei vostri figli (consiglio un veloce recupero delle nozioni liceali, atto ad evitare figuracce).
Per finire, un libro dello stesso editore e rivolto a ragazzi un po’ più grandi, dai nove dieci anni ed uscito qualche mese fa. Si tratta di Storia dell’immondizia. Dagli avanzi di mammut alla plastica riciclabile di Mirco Maselli. L’argomento sembra strano e piuttosto marginale, ma la gestione dei rifiuti è stata sempre un problema per le comunità umane e dalle diverse soluzioni inventate possiamo anche trarre interessanti indicazioni sulle civiltà che le hanno prodotte: dalle città medievali, spesso prive di sistema fognario, alle usanze poco urbane di svuotare i vasi da notte fuori dalle finestre, ai problemi contemporanei di collocazione di montagne di rifiuti, per finire con le persone che rovistando fra i medesimi riescono a trarre di che campare.
Insomma, c’è di che pensare, ridendoci su, ma non troppo.


Eleonora

“Senti che forza! Spassoso pop up sulla fisica”, T. Adams e T. Flintham, Editoriale Scienza 2012
“Esperimenti in cucina”, A. Traini, Editoriale Scienza 2012
“Storia dell’immondizia. Dagli avanzi di mammut alla plastica riciclabile.”, M. Maselli, Editoriale Scienza 2012