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mercoledì 4 febbraio 2026

FAMMI UNA DOMANDA!

MECCANICA ESSENZIALE DELLA NOSTRA PRESENZA NEL MONDO 

Si può sentire quando perdiamo l’equilibrio. Quando andiamo in bicicletta. Quando pendiamo in curva sui pattini o faticando a sollevare il gatto che, probabilmente, è un po’ troppo ingrassato. La mettiamo in atto istintivamente quando disponiamo i piatti accanto al lavello in funamboliche pile, facendo ben attenzione a mantenere l’equilibrio necessario, quando andiamo in altalena e persino quando ci infiliamo le dita nel naso. 
La fisica meccanica classica è tra noi. Le sue leggi, intime, naturali, inesprimibili per mancanza di un adeguato alfabeto matematico, popolano le nostre quotidianità senza che ci si faccia sufficiente caso. Perché se da un lato è vero che esistono questioni della fisica assolutamente non percepibili – gli atomi che compongono tutta la materia, ad esempio, o le fascinose questioni della fisica quantistica – dall’altro ne esistono moltissime che accadono proprio sotto i nostri occhi anzi… nel corpo e nei sensi tutti.


Da questa osservazione si potrebbe partire per parlare di questo corposo volume che di pesante ha solo l’aspetto. 
Meccanica illustrata prende in considerazione le leggi di quella fisica direttamente osservabile, la fisica meccanica classica, disciplina capace di descrivere tutto quello che sperimentiamo quotidianamente in modo visibile. Una fisica che, a dispetto di quello che il suo nome potrebbe suggerire, non si limita ad avere a che fare con automobili e ingranaggi, ma si occupa di ciò che si può vedere e toccare, e che in buona sostanza si presta a essere raccontata attraverso le immagini. Dalla disamina delle grandezze principali quali massa, forze, tempo e spazio, passando per le macchine semplici (la leva, il cuneo e la carrucola, l’argano e la vite) , e i vari tipi di moto e di forze, senza mai dimenticare i processi storici e i loro protagonisti, la chiarezza disarmante di questo albo deriva proprio dalla sua capacità di mostrare le forze in azione nelle situazioni che si verificano ogni giorno.


Accanto alle descrizioni letterali di fenomeni quali la leva o il cuneo, rese con precisione e humor, le illustrazioni hanno il potere di richiamare alla memoria del corpo quelle esperienze che incarnano il tipo di macchina preso in considerazione…così, quando ci si solleva dal letto si mette in moto una leva, oppure, quando ci si intrufola nella densa folla di un vagone della metropolitana un po’ costipato stringendo le mani per farci largo tra due ali di persone…beh…ci si trasforma in un cuneo, altra macchina semplice capace di separare le masse… oltre che farci arrivare in orario al lavoro.


Ancora, quando arrotoliamo sulla forchetta degli spaghetti per gustarli a pranzo… sembrerebbe tutto così elementare, se non fosse che stiamo mettendo in moto un argano, una macchina simile alla carrucola, per cui si fa ruotare un asse per avvolgere le lunghezze della pasta in un’unica matassa… rotazione, equilibrio…sembrerebbero concetti astratti, nel nominarli, ma ecco che in realtà li dominiamo così, semplicemente e inconsapevolmente, poco prima di soddisfare la fame…


Il movimento angolare che provochiamo con un sapiente movimento del polso per rigirare una frittata, il pendolo che dondola davanti ai nostri occhi quando estraiamo una bustina di tè dalla tazza, il moto circolare di un cane che gira su sé stesso alle prese con un ostinato prurito alla base della coda… nel testo e nei disegni vengono poste le basi narrative per rinvenire le dinamiche logiche e necessarie di una scienza che padroneggiamo, ancor prima che nelle formule, a un livello propriocettivo, ossia dell’intero corpo. 
Ed è attraverso questo progressivo risveglio dei sensi e attraverso la connessione degli stessi a formule e linguaggio matematico che questo albo sospinge delicatamente a pensare che l’esperienza della meccanica classica sia anche la testimonianza della nostra presenza nel mondo e oltre.


Descritto non senza una certa ironia, l’accadimento del quotidiano diviene un fenomeno direttamente osservabile e intimamente percepibile, sotto la cui superficie si nascondono intrinseci legami con quella parte di fisica che invece ci risulta impalpabile. Man mano che si procede nel volume, i fenomeni della realtà presi in considerazione si fanno via via di più ampia portata. Analizzati i vari tipi di forza, con la loro specifica necessità di passare attraverso gli oggetti per potersi mostrare, si approda al concetto di energia, letteralmente l’elemento che, presente in unica misura nell’intero universo, ci attraversa per farci svolgere le attività quotidiane e tutto muove per provocare cambiamenti. Da qui, il decollo verso quel territorio di speculazione che la meccanica non può più arrivare a descrivere è quasi fisiologico: individuato questo margine di imperscrutabilità, il libro si spalanca. Parlando di forze presenti ma difficilmente individuabili a occhio nudo, il passo verso il metafisico e lo spirituale è breve. E se nel cercare di rendere afferrabile la legge gravitazionale universale attraverso quella forza che ci vede gravitare nell’orbita degli affetti e delle attrazioni tra umani, ecco che con l’ultima illustrazione si entra nella supposizione più vertiginosa… 


Un po’ come nel film Interstellar, in cui una delle protagoniste, astronauta intrappolata su un pianeta lontanissimo alla ricerca di un collega scomparso, si chiede se non sia l’amore una forza pari a quella di gravità, di cui abbiamo esperienza pur senza conoscerne l’intima correlazione con l’intero sistema dell’universo. O meglio ancora come diceva Dante, nelle ultime terzine della Divina Commedia: L'amor che move il sole e l'altre stelle. Parole che paiono un'estrema propaggine di poesia, ma che invece sono forse una ficcante intuizione… 

Gustave Doré

Giorgia

 “Meccanica illustrata – La frittata, Archimede e le dita nel naso: un manuale pratico di meccanica classica”, Marina Montero, (traduzione di Maura Romeo), Quinto Quarto 2025 
“Interstellar” Christopher Nolan, 2014 


venerdì 27 dicembre 2024

FAMMI UNA DOMANDA!

DA PRODIGIO E RICORDO DI INFANZIA 
A OGGETTO DI STUDIO


“C’è chi si prepara e l’aspetta e chi non l’ha mai conosciuta. C’è chi la teme, chi la studia, chi sorride davanti a quel suo sbriciolarsi dolce e silenzioso come il sonno di un bambino. Come cosa viva la neve ci parla, e parla al campo, alla strada, al bosco con una voce gelata e rigorosa. La neve celebra l’arrivo dell’inverno, una stagione che immobilizza, intorpidisce... e richiama Persefone verso il buio degli inferi.”

Quinto volume di una bella serie che comprende Nuvolario, Ondario, Ventario e Cometario, Nevario completa l'esplorazione del mondo vivente attraverso quegli elementi considerati meno, se non all'interno di studi di settore specifici. 
Eppure, a meno che qualcuno di noi non abbia una formazione scientifica o abbia, per ragioni legate al proprio lavoro, necessità di conoscere qualcuno di questi argomenti, difficilmente possediamo anche solo superficialmente le nozioni contenute in questa collana. L'editore ha scelto coraggiosamente di proporre un approfondimento su temi poco frequentati anche nella divulgazione per ragazzi e lo ha fatto scegliendo di non lesinare sulle nozioni, ma al contrario, di offrirne una approfondita esposizione corredata però da illustrazioni dal ricercato gusto grafico e che prediligono l'uso di due soli colori e da un interessante sezione di narrativa.


Ciò che sorprende leggendo le pagine dedicate alla descrizione della morfologia di un fiocco di neve è la sua straordinaria complessità e varietà. Ogni cristallo di neve è il risultato di un processo di formazione lungo che può presentare moltissime variabili, parte dal germe di cristallo fino ad arrivare al cristallo di neve e da qui a quello che comunemente definiamo fiocco. A sua volta la neve, formata da migliaia di quei fiocchi risulterà diversa a partire dalle condizioni ambientali e meteorologiche. Il libro ci mostra prima una descrizione sintetica ed esaustiva del cristallo, poi in una tabella elenca i diversi tipi di grani. E ognuno di questi viene poi proposto come protagonista dei brevi brani di narrativa che seguono. Non racconti originali, ma riferimenti a episodi storici e/o romanzi importanti come Il sergente nella neve di Mario Rigoni Stern in cui la neve ha rivestito un'importanza centrale, ma nella sua forma generica, bensì in una di quelle classificate e individuate a partire dal tipo di grano.


Le particelle sono quelle che compongono la neve naturale, ma sono quelle che formano la neve artificiale: e nel confronto tra questa e il modello al quale si ispira la riproduzione, c'è tutta la distanza tra un elemento che in sé reca i segni e le tracce di vita e di tempo e un'altra che impoverita propone un agglomerato di acqua e aria compressa.


La neve si può sentire e allora ci potrà apparire polverosa, o crostosa, sarà ventata o primaverile; e allora sarà quella che introduce la bella stagione e che potrà quindi nascondere pericolose insidie come quelle incontrate da Christopher McCandless nel 1990 e che gli sono costate la vita.


Libro da esplorare autonomamente a partire dai 10 anni di età.
Teodosia

"Nevario. Le forme della neve"  S. Zambello, ill. S. Zanella, Nomos 2024


venerdì 25 ottobre 2019

FAMMI UNA DOMANDA!


POLVERE DI STELLE PIENA DI VITA


Ritorno su una questione già affrontata, in merito ai libri di divulgazione per i più piccoli: ho davanti a me due esempi contrapposti, anche se l’apparenza può ingannarci. Da una parte due nuovi titoli della collana de Il castoro ‘baby scienziati’, dall’altra un interessante esperimento editoriale che vede un editore di argomenti scientifici proporre un testo per ragazzi. Il primo titolo è ‘Fisica quantistica’, di Chris Ferrie; l’altro, ‘Astrofisica per ragazzi che vanno di fretta’, di Neil deGrasse Tyson.
‘Fisica quantistica’ ricalca esattamente lo schema espositivo dei precedenti: un libro cartonato, con un testo ridottissimo che enuncia concetti astratti che le immagini dovrebbero far assimilare ai bimbi e alle bimbe al di sotto dei sei anni. Dal mio punto di vista un’affermazione come ‘Tutte le palle sono fatte di atomi’ o apre una serie infinita di domande, o deve essere contestualizzata nell’universo del bambino, nel suo lessico; in poche parole andrebbe tradotta, a meno di non avere come obiettivo principale l’acquisizione tout court di una serie di parole che, pur essendo gravide di significati, non verrebbero spiegate, tradotte nel linguaggio della vita quotidiana. La struttura atomica della materia non appartiene certo all’ambito conoscitivo del bambino, al suo mondo materiale e simbolico, né gli appartiene la descrizione della fisica quantistica.
Ma sospendo il giudizio, considerando l’evidente tendenza a impostare diversamente i libri di divulgazione per piccoli.


Di approccio completamente diverso, e secondo me più efficace, si tratta nel secondo libro ‘Astrofisica per ragazzi che vanno di fretta’: l’autore astrofisico di professione, nello spiegare concetti difficili e con un alto livello di astrazione, non introduce mai una parola senza spiegarla in termini di linguaggio comune; così come non esita a mettere in evidenza le incertezze della scienza, la ricerca continua di un confine che si sposta sempre più in là: nello spiegare la storia dell’Universo, dalle cui origini derivano gli elementi fondamentali di tutto il reale, non esita ad affermare la fondatezza e l’universalità delle leggi fisiche. Concetti difficili, certo, ma espressi con grande chiarezza e linguaggio efficace. Nell’essere un libro per ragazze e ragazzi almeno delle medie, ma godibile anche da adulti curiosi, non lascia passaggi senza spiegazioni e senza approfondimenti sui temi più complessi, non lascia termini senza la dovuta esplicitazione. Potrebbe essere pedante, ma non lo è, grazie allo stile ironico e scorrevole.
Secondo me un libro di divulgazione dovrebbe essere proprio così, con concetti spiegati in modo semplice, con leggerezza, ma con precisione, evidenziando le questioni aperte, il confine fra noto e ignoto, proprio per alimentare quella passione per il sapere che in alcune ragazze e ragazzi cominciano a emergere.
Come dicevo, Raffaello Cortina è un editore scientifico, anche divulgativo, per adulti, ma come esordio nell’editoria per ragazzi ha proprio centrato l’obbiettivo con un libro agile, intelligente, leggibile anche dai genitori e dagli insegnanti.
Chi non teme la forza oscura, che non ha molto a che vedere con Star Wars, può affrontare questa bella lettura, a a partire dai dodici anni.

Eleonora

“Fisica quantistica”, C. Ferrie, Il castoro 2019
“Astrofisica per ragazzi che vanno di fretta”, N. DeGrasse Tyson, Raffaello Cortina 2019


venerdì 9 novembre 2018

FAMMI UNA DOMANDA!


GENI PICCINI


Segnalo una novità rilevante, con qualche mia perplessità. La novità sta in due cartonati, pubblicati da Il Castoro, del fisico americano Chris Ferrie: ‘Relatività generale’ e ‘Ingegneria spaziale’, i primi titoli della nuova collana Baby Scienziati; dunque normali libri di divulgazione? Assolutamente no: l’idea guida di queste pubblicazioni è di rivolgersi ad un pubblico di lettori e lettrici piccoli, molto piccoli, diciamo sotto i cinque anni. A dimostrazione di questo intento spicca, sulla copertina e sul logo della collana, un bel ciuccio.


Se si va sul sito dell’autore,  sono messi in evidenza diversi titoli dello stesso tenore, quindi argomenti di matematica e fisica che possono risultare astrusi a molti adulti, presentati con grande semplicità in agili libretti cartonati. Ma le poche pagine cartonate sono sufficienti a giustificare la fascia d’età indicata?


Vediamoli più da vicino: il più chiaro (!) mi sembra quello dedicato all’ingegneria spaziale, qui i disegni rappresentano i concetti in modo molto intuitivo, anche se non so quanto queste astrazioni siano ‘trattenute’ dalle piccole menti. Più difficile ancora, il testo sulla relatività.


 La didascalia ‘la massa curva lo spazio’, con la bella superficie liscia della pagina è davvero ostica e già mi vedo milioni di domande formarsi e inondare il malcapitato genitore, che il più delle volte non ne sa un granché. Anzi, forse, questa forma così sintetica e intuitiva, si fa per dire, può sollecitare il lettore adulto a farsi un’idea di teorie importanti anche nella vita quotidiana: mamme e papà potranno finalmente spiegare come fa un aereo a volare. 



Qui forse emerge chiaro il dubbio di fondo: è possibile utilizzare questa tipologia di libro per veicolare ai più piccoli concetti che contraddicono l’esperienza materiale che stanno facendo? Posso immaginare delle animazioni, dei modellini tridimensionali, qualcosa che faccia vedere o toccare una rete che si deforma sotto il peso di una pallina, mentre trovo difficile immaginare la trasmissione di questi concetti semplicemente leggendo e guardando le figure. Forse, l’obbiettivo è familiarizzare con alcune parole, massa, curvatura, portanza e così discorrendo, più che lasciare un quadro concettuale astratto; ma anche qui mi vedo davanti agli occhi l’imbarazzo di mamme e papà di fronte al fuoco di fila di domande a bruciapelo, quando magari riemerge un pezzetto di lettura: papà, cos’è un’onda gravitazionale? Un conto è leggere e giocare con un testo, un altro assimilare e fare proprio un linguaggio.
Non ho gli strumenti per valutarlo dal punto di vista pedagogico, ma credo ci sia un fraintendimento di fondo nella concezione di questi libri. Se da una parte vanno nella giusta direzione, cioè non mentire al bambino, non raccontare il mondo in modo deformato o erroneo per fornire risposte ‘facili’, trovo forse inadeguato lo strumento, una tipologia di libro che non utilizza i tantissimi mezzi tecnici a disposizione, penso alle animazioni di vario genere, che possano maggiormente colpire l’immaginazione di bambine e bambini. E’ comunque una sperimentazione interessante, forse una delle più ardite degli ultimi tempi, e credo che l’unico modo per verificarne l’efficacia sia testarla con i diretti interessati.

Eleonora

“Relatività generale” e “Ingegneria Spaziale”, C. Ferrie, Il Castoro 2018

mercoledì 21 febbraio 2018

FAMMI UNA DOMANDA!


MA COME STANNO IN PIEDI?


I libri-gioco con kit di costruzioni per montare gli oggetti più disparati sono piuttosto frequenti e costituiscono il bene-rifugio per quei nonni che non sanno cosa regalare al nipotino che non legge.
Sono spesso degli ottimi libri, ben strutturati e guidati da idee costruttive interessanti.
Fra quelli arrivati in libreria per lo scorso finale di stagione, uno mi ha colpito in modo particolare, per l'originalità della proposta: Costruisci le tue mega strutture e scopri come funzionano, pubblicato da Editoriale Scienza.
Il libro, costituito da un fascicolo di spiegazioni e da un kit di montaggio stile meccano, è opera di Ian Graham per i testi e Ian Murray per le immagini ed è stato pubblicato in origine dalla Quarto Publishing, uno dei giganti dell'editoria anglosassone.

 
Cos'ha di particolare questo libro? Intanto l'argomento: non è frequente, infatti, imbattersi in testi in cui vengono spiegati i principi fisici che stanno alla base di importanti elementi architettonici o di edifici: dalle colonne agli archi, dai ponti alla ruota panoramica, riusciamo a capire come fanno a stare in piedi edifici monumentali e costruzioni ardite. E qui sta la seconda particolarità del libro: infatti non si limita a illustrare i modellini che poi dovranno essere montati, ma ne spiega la base scientifica. 


Con illustrazioni molto chiare e un linguaggio sintetico, si spiegano i principi fisici che consentono agli edifici sostenuti da archi o colonne a stare in piedi; si comprendono le modalità di costruzione dei diversi tipi di ponti; si confrontano torri e grattacieli, per poi cimentarsi a ricostruirli con l'agile meccano in cartoncino presente nella confezione.
E così il giovane o la giovane architetto si troveranno a misurarsi, muniti di una certa consapevolezza, con edifici quali la Torre Eiffel di Parigi o il Golden Gate di San Francisco.


E questa mi sembra davvero un'interessante innovazione, che fa del gioco, e di uno dei giochi più classici, quello delle costruzioni, uno strumento vivo di conoscenza.
Molti complimenti agli autori e ancora una volta un sentito ringraziamento a Editoriale Scienza, che traduce per noi il meglio della produzione editoriale in materia di divulgazione.
Anche in questo caso, troviamo nel terreno del no-fiction esempi interessanti di libri ben pensati e ben confezionati, dal linguaggio chiaro e dai contenuti attendibili, curati nella veste grafica e nell'impaginazione.



Da proporre a ragazzine e ragazzini dai nove ai novantanove anni.

Eleonora

“Costruisci le tue mega strutture e scopri come funzionano”, I. Graham e I. Murray, Editoriale Scienza 2017


domenica 14 gennaio 2018


PROPRIETÀ DEL MARMO

Ci sono milioni di ricette in rete per preparare le bucce di limone candite.

Questa è il frutto di una commistione di diverse ricette e di una serie di aggiustamenti fatti nell'ultimo mese, trascorso a provare e riprovare.
Su di essa pesano anche alcuni commenti da parte degli utenti finali "forse, un po' troppo dolci?..." "magari un tantino meno cotte?..." "che dici, un cincino appiccicose?..." E inoltre mi è costata varie insinuanti e sessiste offese quando mi sono permessa di dire che il marmo è più freddo del legno e mi sono sentita rispondere "ah, voi donne, non lo capirete mai che a uguali condizioni legno e marmo sono alla stessa temperatura....è come il fuorigioco: non vi entra in testa e basta."
Quindi, la medesima ricetta mi è costata anche varie riflessioni personali e lezioni di fisica/chimica, l'ultima delle quali ieri mattina alle 6.45 ancora a letto.
Non so se ho imparato a fare le bucce di limone candite (mi sono sempre venute in modi lievemente differenti!) ma ora ho chiaro in mente che il marmo sembra freddo perché assorbe più velocemente il calore rispetto al legno, ovvero il marmo è un migliore conduttore di calore se paragonato al legno.

Ingredienti
Le bucce di tre limoni tagliate e striscioline alte 1/2 cm
Zucchero (poco meno dello stesso peso che hanno da cotte)
1 cucchiaio di acqua per ogni 100 gr di zucchero

Dopo aver tagliato le bucce, tenendo anche una buona dose dell'albedo, in striscioline non tanto larghe né tanto strette - giuste - mettetele a cuocere in un tegame di acqua fredda e poi scolatele al momento del bollore.
Ripetete l'operazione per altre 3 volte. Ogni volta scolatele e ricominciate con acqua fresca. Questa operazione -fondamentale - serve ad attutire l'amaro dell'albedo.
Ora stendetele su un panno e fatele asciugare per bene.
Pesatele, le mie pesavano circa 150 gr.
Mettete in una pentola lo zucchero (o lo stesso peso delle bucce asciutte o poco meno) e l'acqua e fate sciogliere lo zucchero a fuoco basso. Aggiungete le bucce e, girandole spesso soprattutto alla fine, fate evaporare l'acqua e assorbire tutto lo zucchero. Fate attenzione a non caramellare le bucce, a non farle 'cuocere' troppo e quindi a indurirle. Girate, girate e girate ancora.
Quando sul fondo della pentola non c'è più zucchero fuso e le bucce sono un bel grumo 'asciutto', mettetelo su carta da forno su lastra di marmo, (o di metallo) avendo cura di separare le bucce in modo che si freddino separatamente.
Se le avete tolte dal fuoco prematuramente, avrete una patina di sciroppo zucchero che le avvolge e le rende appiccicose. Per renderle 'asciutte', spolveratele da fredde con lo zucchero a velo e poi scuotetele bene per eliminarne l'eccesso.
Tutto quello che so, l'ho scritto.


Carla

Noterella al margine: per non mandare perduto il succo di limone, preparate dei buoni budini.

lunedì 8 gennaio 2018

FAMMI UNA DOMANDA!


VERSO L'INFINITO E OLTRE!


Spesso ho ripetuto quanto sia avara l'editoria per ragazzi nella divulgazione per la fascia d'età della scuola media. Non posso che sottolineare, quindi, la notevole rarità di Hawking. Universo. Spazio. Tempo, di Rudiger Vaas, valente divulgatore tedesco, tradotto qui da Libreria Geografica, uno dei tanti marchi del gruppo De Agostini.
Questo testo, pensato secondo me per ragazzi e ragazze, nonché adulti digiuni, come me, di fisica, dai tredici anni in su, è un esempio di divulgazione 'alta', quella in cui, pur utilizzando una terminologia precisa e senza tradire il nocciolo delle teorie esposte, sui usa un linguaggio accessibile a tutti o quasi.
Certo è necessario un minimo background scientifico, che consenta di comprendere concetti non proprio facilissimi. Bisogna aver fatto le scuole medie o avere un proprio bagaglio personale, frutto magari di una già forte passione scientifica.


Gli argomenti trattati sono complessi e affascinanti, divisi in sette capitoli i cui titoli sono già un'interessante enunciazione di problematiche affascinanti: il mistero del big bang, spedizione nell'immaginario, trappole gravitazionali, il futuro e i viaggi nel tempo, alieni, dio e il mondo. In poche parole, viene raccontato poco più di un secolo di storia della fisica, dalla teoria della relatività, ai buchi neri, alla ricerca eterna della teoria del tutto; argomenti filtrati attraverso le ricerche di Stephen Hawking, grande scienziato, la cui vicenda umana è stata più volte raccontata anche dal cinema. Come si vede, si tratta di argomenti affascinanti, pur nella loro complessità, e con grandi ricadute su quello che noi, gente comune, pensiamo del tempo, dell'universo e del posto che vorremmo occuparvi.
Se già è meritevole anche solo l'impresa di aver raccontato tutto questo con precisione ad un pubblico giovanile, cui sono riservati quiz di verifica alla fine di ciascun capitolo, trovo ancor più meritevole lo sforzo di far comprendere le implicazioni filosofiche o anche in termini di senso comune di queste interessanti e, a volte, contraddittorie teorie. Se il mondo sia governato dal caso o se vi sia un riconoscibile disegno 'esterno', se la scienza sia solo calcolo e deduzione, o nasca anche dall'immaginazione, dalla capacità di pensare qualcosa ben prima che possa essere dimostrato, mi sembrano argomenti dalla grande potenzialità euristica, ovvero argomenti che possono a loro volta suscitare domande e pensieri 'fuori dagli schemi'.
Si tratta, quindi, di un libro ben pensato e ben scritto, con una grafica accattivante e illustrazioni che aiutano a farsi un'idea di concetti altrimenti molto astratti; può essere collocato, in libreria, nel settore ragazzi o nella divulgazione per adulti, dove in realtà si possono trovare testi che possono piacere anche a giovani lettori e lettrici.
E' però un episodio troppo isolato, in un panorama al momento povero di proposte per questa fascia d'età. Ci vorrebbero intere collane come questo libro, che trattassero anche argomenti molto diversi, dalla storia all'arte alla filosofia.


Non si vede, all'orizzonte, nessun progetto del genere, anzi, nessuna intenzione di pensare ad un progetto. I nostri editori, con le debite e ben note eccezioni, sono concentrati su una fascia d'età inferiore e su argomenti, animali in testa, di sicuro successo commerciale.
Finché le cose rimarranno così, non vedo come l'editoria che si occupa di divulgazione possa rinnovarsi, se non per singoli libri, singoli prodotti dotati di particolare efficacia e originalità.
Nel frattempo, non posso che ringraziare Libreria Geografica per il coraggio e invitare giovani lettori e lettrici con grandi domande che ronzano nella testa a dare un'occhiata a questa preziosa rarità.

Eleonora

“Hawking. Universo. Spazio. Tempo”, R. Vaas, Libreria Geografica 2017



mercoledì 13 maggio 2015

FAMMI UNA DOMANDA!

LE MAREE, 
OVVERO LA FISICA SPIEGATA AI BAMBINI



Ancora una volta incontriamo la collana Celacanto dell'editore Laterza, che continua la sperimentazione in un territorio poco esplorato finora, quello che unisce il linguaggio dell'illustrato a testi con un contenuto divulgativo. In realtà ci sono validissimi esempi nel recente passato della produzione editoriale, ma rappresentano in effetti delle eccezioni.

Marco Malvaldi, noto autore dei best seller ambientati al BarLume, nonché chimico, per spiegare i misteri dell'universo parte da molto lontano. In Leonardo e la marea, scritto in collaborazione con Samantha Bruzzone e illustrato da Desideria Guicciardini, parte da un bambino di cinque anni, Leonardo, e della sua curiosa domanda: perché il mare di notte lascia sulla spiaggia tanti detriti? La mamma, e poi il papà, pensano di cavarsela con una romantica storia d'amore fra il mare e la luna; ma la spiegazione fiabesca non tiene.
Ed ecco i nostri autori addentrarsi magistralmente nel concetto di gravità.




Si parte da Newton e dalla sua mela per spiegare come due corpi si attraggano in proporzione alla loro massa e, inversamente, alla loro distanza; e che questo vale per tutti i corpi dell'universo mondo. Legge di gravitazione universale. Che, fra le tante cose, spiega anche le maree, cioè la deformazione della superficie marina in base alla vicinanza della luna. Dalla poesia di un amore impossibile alla prosa di una spiegazione scientifica?


No, questo racconto è decisamente di più e, se chiarisce che spiegazione razionale dell'amore non c'è e forse non va nemmeno cercata, spiega anche come una buona risposta scientifica a dei dati osservabili spesso spalanca la porta a una serie di nuove domande. Le amichette del nostro protagonista, cui il ragazzino confida le sue acquisizioni, gli fanno infatti una domanda davvero imbarazzante: perché c'è la gravità?
Ed eccoci immersi nel cuore dei dilemmi della fisica contemporanea: quella spasmodica ricerca di una legge, una sola,  che unifichi tutti gli aspetti della fisica terrestre e celeste, dal microcosmo al macrocosmo. La teoria del tutto.



Insieme a Leonardo siamo sull'orlo di un precipizio, o, se vogliamo, di fronte allo spettacolo immenso dell'universo, di cui comprendiamo forse una piccola parte. Il desiderio di sapere passa da una generazione all'altra, alla ricerca di una perfezione che non si raggiungerà mai.
Troppo per dei bambini? Penso proprio di no. E' proprio questo, il continuo porsi domande anche radicali, anche assurde, che accomuna l'infanzia con le menti dei più grandi scienziati: pensare l'impensabile, o quello che fino a quel momento è considerato tale.
Già sento le oliate rotelline dei nostri ragazzi e ragazze, dai nove anni in poi, mettersi vorticosamente in movimento. Non fermatele, non banalizzate, non sfuggite alle domande anche impossibili, meglio ammettere di non sapere che sminuire la curiosità dei più giovani. La cosa migliore che possiamo fare è indicare la via per una ricerca, che ciascuno di loro a suo modo intraprenderà, e che non avrà fine. E anche questo è il sale della vita.
 

Eleonora

“Leonardo e le maree”, M. Malvaldi e S. Bruzzone,ill. D. Guicciardini, Laterza 2015

venerdì 6 febbraio 2015

FAMMI UNA DOMANDA


ILLUSIONI, FORZE E LUNA PARK


Una nuova interessante proposta di Editoriale Scienza, che ci porta una collana della Quarto Publishing, casa editrice di lingua inglese con sedi in quattro continenti e con un orientamento prevalente verso la divulgazione scientifica.
Il problema è sempre quello di rendere digeribili, a ragazzini e ragazzine dai nove anni in poi, concetti con grande livello di astrazione, come quelli della fisica. Le proposte, in questa direzione, non mancano, mi sembra però che questa collana sia di gran lunga più stimolante di un classico libro sugli esperimenti da realizzare in casa; il tema è chiaro, la scelta del materiale su cui lavorare è circoscritta a poche, ma significative attività.


Infatti, in questi volumi, oltre alle sintetiche pagine di spiegazione, si fornisce un kit per costruirsi il o gli oggetti per la sperimentazione, semplici, semplicissimi. Geniali.
In Scienza al Luna Park, di Chris Oxlade, con la consulenza di Naomi Hiscock e i disegni di Shaw Neilsen e Dynamo, si affrontano con grande leggerezza e velocità invidiabile, le leggi del moto. Costruendosi un modellino di montagne russe e osservando il movimento di una pallina, riusciamo a capire, anche noi grandi immemori degli studi liceali, cos'è una forza, la differenza fra massa e peso, le tre leggi del moto di Newton. Miracolo, è facile! E' comprensibile! Verrebbe da pensare che tante astruse difficoltà su questi argomenti dipendono da come sono affrontate e come sono spiegate.


Lo stesso si può dire per Illusioni Ottiche, di Jon Kirkwood, con la consulenza di Joshua Solomon e le illustrazioni di Shaw Neilsen e Dynamo. Anche qui accompagna il testo un kit contentente il materiale per costruirsi da sé la bellezza di sei diversi oggetti con illusioni ottiche: taumatropia e una zootropia, un cane 3d, che 3d non è e così via.
Si parte dalla biologia della visione per spiegare gli inganni che il cervello produce interpretando i dati sensoriali, per poi arrivare alla costruzione di alcune trappole visive.


Errori prospettici, immagini in movimento, dimensioni e colori alterati, ovvero quello che viviamo quotidianamente senza rendercene conto.
In questo caso forse è prevalente l'aspetto ludico, ma anche questo non guasta, se serve a dimostrare che imparare è divertente e che si può imparare di più e meglio sperimentando direttamente ciò di cui si parla.
Si può imparare molto, metodologicamente, da queste pubblicazioni, che spero abbiano il meritato successo fra i ragazzini e le ragazzine (!) che non si accontentano delle risposte vaghe di genitori e insegnanti.
Largo ai novelli scienziati, alle ricercatrici coraggiose e alle loro infinite e imbarazzanti domande!

Eleonora

“Scienza al Luna Park”, AA.VV., Editoriale Scienza 2015
“Illusioni ottiche”, AA.VV., Editoriale scienza 2015


mercoledì 30 maggio 2012

FAMMI UNA DOMANDA!


SCIENZA A GOGÒ 



Solitamente i libri di divulgazione che trattano argomenti ‘difficili’, come i principi di fisica e di chimica, sono rivolti a ragazzini che già hanno sviluppato una seria propensione per le domande astruse e qualche strumento di interpretazione già formato. Editoriale Scienza, sempre all’avanguardia in questo settore, propone invece due pop up per i bambini un po’ più piccoli, diciamo dai sette anni: si tratta di Senti che forza! Spassoso pop up sulla fisica, di Tom Adams e Thomas Flintham, tradotto dalla britannica casa editrice Templar, e Esperimenti pop up in cucina di Agostino Traini. Nel primo, alcuni principi di fisica, dalla gravità alla trasmissione del suono o della luce sono spiegati con immediatezza grazie alla grafica divertente e chiara e alla presenza di pop up, linguette e altro che consente al giovane scienziato di divertirsi imparando. 


Nel secondo, fisica e chimica entrano in cucina, dove si sperimentano proprietà di diversi materiali, galleggiamento e altre amenità, spiegati con chiarezza e illustrate dai pop up. Mamme preparatevi all’invasione della cucina e allo sciupio di uova e cucchiaiate di sale, ma soprattutto alle imbarazzanti domande dei vostri figli (consiglio un veloce recupero delle nozioni liceali, atto ad evitare figuracce).
Per finire, un libro dello stesso editore e rivolto a ragazzi un po’ più grandi, dai nove dieci anni ed uscito qualche mese fa. Si tratta di Storia dell’immondizia. Dagli avanzi di mammut alla plastica riciclabile di Mirco Maselli. L’argomento sembra strano e piuttosto marginale, ma la gestione dei rifiuti è stata sempre un problema per le comunità umane e dalle diverse soluzioni inventate possiamo anche trarre interessanti indicazioni sulle civiltà che le hanno prodotte: dalle città medievali, spesso prive di sistema fognario, alle usanze poco urbane di svuotare i vasi da notte fuori dalle finestre, ai problemi contemporanei di collocazione di montagne di rifiuti, per finire con le persone che rovistando fra i medesimi riescono a trarre di che campare.
Insomma, c’è di che pensare, ridendoci su, ma non troppo.


Eleonora

“Senti che forza! Spassoso pop up sulla fisica”, T. Adams e T. Flintham, Editoriale Scienza 2012
“Esperimenti in cucina”, A. Traini, Editoriale Scienza 2012
“Storia dell’immondizia. Dagli avanzi di mammut alla plastica riciclabile.”, M. Maselli, Editoriale Scienza 2012