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mercoledì 14 febbraio 2024

FAMMI UNA DOMANDA!

LA NATURA E I NUMERI


Distanti dalle biografie storiche che si sono moltiplicate nell’editoria per ragazzi, dopo il successo, piuttosto effimero, delle ‘Storie della buonanotte per bambine ribelli’, Guido Quarzo e Anna Vivarelli firmano insieme diversi romanzi storici che si contraddistinguono per l’accuratezza storica e la forma narrativa avvincente.
Nel 2023 hanno pubblicato, per i tipi di Editoriale Scienza, ‘Il mio nome è Tartaglia’, dedicato al matematico bresciano vissuto nel ‘500.
La storia di Nicolò Fontana, più tardi chiamato Tartaglia, è drammatica: durante il sacco di Brescia, operato dalle truppe francesi nel 1512, il ragazzino viene colpito in pieno viso da un colpo di spada, che lo farà sentire a lungo deforme e provocherà i difetti di pronuncia che lo segnarono per tutta la vita. Di famiglia povera, Nicolò accede agli studi già quattordicenne, ma le sue capacità straordinarie gli consentono di recuperare velocemente e di imparare a leggere correntemente anche in latino.
La frequentazione con un artigiano locale, che conserva un automa costruito sulla base dei disegni di Leonardo, la Comare Pettegola, poi la frequentazione con un ricco notaio dotato di una fornitissima biblioteca matematica, gli aprono la via verso sia le ricerche matematiche che quelle applicate, che svolgerà soprattutto fra Verona e Venezia.
Finalmente appagata la sua sete di sapere, Nicolò può dedicarsi anche all’insegnamento, coronando il suo sogno di riscatto. Nel romanzo si conclude anche la vicenda del vile soldato, un italiano passato ai francesi, colpevole della sua infermità: viene infatti ucciso, diversi anni dopo, mentre tenta la fuga.
Il nome di Tartaglia è legato alla soluzione delle equazioni di terzo grado, al triangolo di Tartaglia e alle traduzioni in italiano delle opere di Euclide e Archimede, è quindi uno dei personaggi più significativi della matematica italiana di quel periodo.
L’impostazione data da Quarzo e Vivarelli al racconto della vita già di per sé affascinante del matematico è interessante per diversi motivi, principalmente perché pone l’accento su due aspetti importanti della scienza moderna: la visione per cui i numeri sono immanenti alle cose e la matematica diventa il linguaggio con cui esprimere l’essenza numerica della natura; e l’interesse, che sarà sempre più crescente, per gli automi e il loro uso in ambito militare. Nel Codice Atlantico di Leonardo sono stati rinvenuti, in effetti, diversi disegni che si possono far risalire a un progetto di ‘soldato meccanico’; studi di questo genere rientravano in generale nella ricerca di nuove armi, sempre più potenti.
Il primo aspetto ha evidenti implicazioni filosofiche, che ritrovano le loro radici nel pensiero pitagorico e platonico; il secondo traccia un indirizzo di ricerca che troverà la sua maggiore espressione nel ‘700.
Questioni, quindi, molto importanti, che gli autori riescono efficacemente a calare in un romanzo che non si perde mai in digressioni didascaliche; anzi il ritmo sostenuto e lo stile stringato con cui sono narrate le vicende di Nicolò aiutano anche il lettore digiuno di matematica a immergersi con piacere in questo racconto.
Consiglio la lettura, a partire dai dodici anni, a tutti quei lettori e quelle lettrici che nelle storie cercano suggestioni impegnative, che abbiano curiosità per le cose del mondo e per le scienze che, a vario modo, le descrivono.

Eleonora

“Il mio nome è Tartaglia”, G. Quarzo e A. Vivarelli, Editoriale Scienza 2023


venerdì 12 marzo 2021

UNO SGUARDO DAL PONTE (libri a confronto)

GIOCARE PER IMPARARE O VICEVERSA

Ho già avuto modo di sottolineare quanto velocemente si stia espandendo quel settore dell’editoria per ragazzi che potremmo chiamare libri-gioco, termine inclusivo che comprende produzioni in realtà molto diverse. Da una parte, infatti, i cosiddetti libri-game recuperano una tradizione lontana ma fertilissima, dall’altra si affacciano sperimentazioni che declinano in varie combinazioni i due termini dell’apprendimento e del gioco. Quest’ultimo, poi, può avere aspetti molto diversi: dall’aspetto più squisitamente narrativo al gioco vero e proprio, fatto magari di rompicapo e indovinelli.
 
 
Ecco qui degli esempi delle due tipologie: al genere che utilizza la narrazione per veicolare informazioni e contenuti didattici appartengono i due libri, da poco pubblicati da Giunti, e firmati da Joe Todd-Stanton, giovane autore britannico che ha dato vita alla serie de ‘I Brownstone’. Il primo di questa serie è ‘Arthur e la fune d’oro’. Il piccolo protagonista, Arthur appunto, è alle prese con un grave problema creatosi in Islanda ai tempi delle antiche divinità: nella sua cittadina il feroce e gigantesco lupo nero dal nome Fenrir ha rovesciato il braciere il cui fuoco impediva al paese di congelare; per riattivarlo serve l’aiuto del dio Thor, che però chiede la collaborazione del piccolo eroe per catturare il malvagio Fenrir. Ed ecco quindi una carrellata di miti e personaggi presi dalla mitologia norrena, da Thor a Odino passando per Baldr, il potente dio della giustizia. Analogamente, il libro successivo, intitolato ‘Marcy e l’enigma della Sfinge’ si nutre della mitologia egizia.
 

Abbiamo di fronte qualcosa di simile ai classici libri illustrati sulle storie mitologiche, ma con alcune significative differenze: intanto la rinuncia a una trattazione sistematica; in secondo luogo un ruolo preminente dato all’illustrazione, che costituisce parte integrante del discorso, anzi componente essenziale dell’esplicazione; infine la specificità del tratto dell’autore, improntato alla giocosità e all’ironia. L’aspetto più rilevante, dunque, non è tanto il filo del discorso, la traccia narrativa che attraversa il libro, quanto le numerose informazioni che sbucano da ogni angolo, stuzzicando la curiosità di lettrici e lettori, cui la lettura è suggerita a partire dai sette, otto anni.
 

Alla categoria dei libri gioco appartiene di diritto ‘Molly e i misteri matematici’, di Eugenia Cheng e Aleksandra Artymowska, pubblicato da Editoriale Scienza. Qui la traccia narrativa è esilissima ed è rappresentata da una bambina curiosa che passa di pagina in pagina guidata da lettere misteriose a lei indirizzate. L’oggetto del libro? Quanto di più astruso si possa immaginare in campo matematico: dagli oggetti impossibili alle tassellature, dai quadrati latini ai frattali. Eppure tutta questa astrazione è resa intuitivamente chiara attraverso giochi, finestrelle, rompicapo impossibili che mettono alla prova i genitori più disponibili. E’ un libro di grandi dimensioni dalle illustrazioni spesso a doppia pagina, dai colori sgargianti che non possono non incuriosire le giovani menti alla ricerca di stimoli divertenti. Le pagine cartonate consentono l’uso di finestrelle robuste che nascondono altre domande, altri paradossi. Questo libro, molto più di altri che hanno tentato la via più diretta ai concetti astratti della matematica e della fisica, mi convince della possibilità di parlare con grande semplicità e precisione di concetti difficili attraverso il gioco, l’indovinello, l’intensa interattività che necessita per essere utilizzato. Ci si diverte molto, probabilmente, nel tentare di risolvere le diverse prove, si procede soprattutto per tentativi, ma questo è, in fondo, un aspetto non secondario del metodo scientifico. Ovviamente richiede lettrici e lettori dagli otto anni in su, con la partecipazione di adulti complici e compagni di scoperte.
Questa categoria di libri è spesso sottovalutata, mentre rappresenta una delle frontiere della sperimentazione nell’editoria dedicata ai più giovani, alla ricerca di nuove strade per ampliare gli orizzonti di bambine e bambini. Consiglio quanto meno di provare a sperimentarli, di portarli a scuola, quando si potrà, di utilizzarli come mezzo di svago e di apprendimento.
 
Eleonora


“Arthur e la fune d’oro”, J. Todd-Stanton, Giunti 2021
“Marcy e l’enigma della sfinge”, J. Todd-Stanton, Giunti 2021
“Molly e i misteri matematici”, E. Cheng e A. Artymowska, Editoriale Scienza 2021



giovedì 2 gennaio 2020

FAMMI UNA DOMANDA!



MATEMATICA UNIVERSALE


E’ uscito nel 2019 e non ho fatto in tempo a proporlo prima che l’anno finisse, ma eccolo qui ad inaugurare la nuova stagione: si tratta di ‘Il Linguaggio dell’Universo. Viaggio illustrato nel mondo dei numeri’, densissimo libro di divulgazione proposto in Italia dal Touring Club. Gli autori sono l’inglese Colin Stuart e lo spagnolo Ximo Abadia, che riescono a trovare insieme una rara ed efficace sintesi nel rendere comprensibili i concetti più astratti.
‘Il Linguaggio dell’Universo’ parte con una premessa impegnativa ed ambiziosa: il linguaggio della matematica è universale, ovvero è lo stesso ai quattro angoli del pianeta; è, quindi, il linguaggio della natura, ovvero dell’Universo. Tutto quello che c’è può essere espresso e spiegato in termini matematici.
Antico, antichissimo punto di vista che si fonda sull’idea di un mondo fatto di numeri e figure geometriche, che noi dobbiamo solo cogliere e interpretare. Non mi soffermo su questa affermazione, che fonda buona parte della scienza moderna, come ci ricorda la famosa frase di Galileo, contenuta ne ‘Il saggiatore’, che parla del libro della natura e del suo linguaggio matematico.


Partendo con una premessa di tale peso, il libro di cui parliamo non può che seguire la via di mostrarci dove e come la matematica, i numeri e le figure geometriche spiegano il mondo naturale che ci circonda: ci sono quindi la sequenza di Fibonacci e la disposizione dei semi nel girasole, il ritmo biologico delle cicale, la simmetria, i frattali e il delta dei fiumi, la forma degli organismi unicellulari. E poi, la genetica, la struttura atomica, la tavola degli elementi e una breve rassegna di leggi fisiche, da Archimede a Newton.
In questo oceano di complessità ci muoviamo con meraviglia e una sorta di timore reverenziale verso argomenti e temi che si comprendono di grande portata, ma che sfuggono alla reale comprensione della maggioranza di noi. E’ una bella impresa quella tentata dagli autori, di rendere semplice ciò che è evidentemente complesso, sfiorando i vari argomenti con chiarezza e grande capacità di sintesi. Ed è proprio così: pur non entrando nel merito di nessuno degli argomenti trattati si chiude il libro con l’impressione di aver sistemato qualche tassello nella vasta schiera di domande che di solito si presentano affrontando questioni scientifiche.
E’ quindi un bel libro, un ottimo incipit per un anno che speriamo porti belle novità, un esempio da manuale di quella divulgazione che, sfruttando il punto di forza di un’illustrazione che contribuisce fortemente a rendere comprensibili i concetti astratti, si presta ad essere utilizzata da adulti e ragazze e ragazzi curiosi. Di grande formato, con un’impaginazione vivace, riducendo il testo ad un condensato di concetti importanti, il libro si presta ad una lettura veloce, ma anche ad essere un punto di partenza per successivi approfondimenti.


Ma oltre a questi meriti indiscutibili, che fanno de ‘Il linguaggio dell’universo’ uno dei migliori libri di divulgazione dell’anno appena trascorso, a me è piaciuto per la chiarezza e la forza con cui espone il concetto chiave sopra ricordato e che fonda la storia della scienza moderna: l’Universo parla la lingua dei numeri, sta a noi riuscire a decodificarla. E’ un assunto indimostrato e indimostrabile, che però ci rende partecipi di un mondo che pensiamo di poter comprendere e dominare.
Personalmente preferisco i dubbi alle certezze granitiche, ma questa esprime un indiscutibile fascino, l’idea grandiosa di un mondo che col suo linguaggio eterno attende di essere compreso.
Consiglio la lettura a ragazze e ragazzi che con la matematica hanno una certa dimestichezza, ma anche a lettrici e lettori curiosi, di tutte le età, o quasi.

Eleonora

“I linguaggio dell’Universo. Viaggio illustrato nel mondo dei numeri”, C. Stuart e X. Abadia, Touring club 2019


venerdì 25 agosto 2017

FAMMI UNA DOMANDA!


HOUSTON, ABBIAMO UN PROBLEMA...

Se talvolta mi è capitato di dover sottolineare qualche scivolata nelle pubblicazioni divulgative, qui davvero non ne viene data l'occasione, con la pubblicazione di due testi della britannica Ivy Kids, del gruppo Quarto Publishing, da parte di Editoriale Scienza. Usciti in realtà qualche tempo fa, Apprendista Architetto e Apprendista Astronauta rappresentano una felice fusione di libro di divulgazione e manuale operativo, che rende più facile e divertente l'approccio a tematiche molto serie.


La struttura di questi volumetti, in un'agile brossura, prevede la spiegazione dei temi fondamentali delle discipline connesse a queste professioni, con una sorta di progressivo addestramento mirante a fornire il necessario per diventare astronauti o architetti.
Ovviamente, essendo diretti a ragazze e ragazzi dai dieci anni in su, non è possibile fare riferimento a teorie complicate e calcoli astrusi, ma il bello è che, nonostante le necessarie semplificazioni, i giovani lettori e lettrici sono comunque messi a contatto con i problemi e le rispettive soluzioni, connessi ad un viaggio spaziale o al costruire una casa.


In Apprendista Architetto. Progetta le tue idee!, scritto da Steve Martin con le illustrazioni di Essi Kimpimaki, veniamo introdotti al metodo necessario per disegnare una pianta, o un prospetto di un ambiente, o di un appartamento, capiamo che significa 'disegnare in scala'; finalmente la fatica spesa a studiare aritmetica e geometria acquista un valore ben diverso, perché qui ne vediamo l'applicazione creativa. E così si prosegue nel vedere i mestieri connessi alle costruzioni, le specializzazioni che maggiormente possono affascinare i ragazzi e le ragazze di oggi, dalla bioedilizia alla progettazione dei parchi. Ma tutto questo segue lo svolgimento di un gioco, con tanto di premi e diploma finale.


L'altro volume, Apprendista Astronauta. Sei pronto per la missione?, di Steve Martin con le illustrazioni di Jennifer Farley, ovviamente ha una certa dose di fascino in più, descrivendo una delle professioni più attraenti per i giovani sognatori. Anche qui lo schema è dato da una sorta di addestramento in cui è necessario superare prove, per esempio di prontezza di riflessi, o è necessario svolgere degli esercizi di ginnastica. In tutto questo si descrivono i materiali e le caratteristiche delle navicelle spaziali o delle stazioni orbitanti, delle tute da astronauta; si racconta anche la storia delle esplorazioni, con i tanti successi e le battute d'arresto, fra cui il famoso episodio dell'Apollo 13.


Ragazzi e ragazze trovano in questi testi moltissime curiosità e nozioni importanti per farsi un'idea di professioni con un alto contenuto tecnico, con una modalità che non è mai noiosa o astratta. Davvero l'approccio è stimolante e potrebbe portare qualcuno o qualcuna a prendere sul serio un futuro di questo tipo.
Con la consapevolezza che si tratta di carriere che richiedono molto studio, grande costanza e una durevole applicazione. Metodo, insomma. Che in tempo di cialtroneria diffusa, non è poco.

Eleonora

“Apprendista Astronauta. Sei pronto per la missione?”, S. Martin, J. Farley, Editoriale Scienza 2017
“Apprendista Architetto. Progetta le tue idee!”, S. Martin , E. Kimpimaki, Editoriale Scienza 2017


lunedì 27 febbraio 2017

FAMMI UNA DOMANDA!


LEGGERE, FARE, CONTARE

Non mancano i titoli, nella produzione editoriale rivolta alla divulgazione, che utilizzino l'indicazione di esprimenti fai-da-te che i giovani lettori e lettrici possono poi mettere in pratica. In questa occasione vorrei parlarvi di alcune novità, edite tutte da Editoriale Scienza, che si inseriscono in questo filone, introducendo delle interessanti novità.


Partiamo da una nuova collana ‘leggera’ di Isabel Thomas e Pau Morgan: Il mio pianeta. Osserva, sperimenta, crea! Dico leggera perché si tratta di libri di una sessantina di pagine, in brossura, molto agili, senza testi eccessivamente lunghi, tante immagini e l’alternarsi di spiegazioni ed esperimenti facili, da farsi anche in casa o a scuola senza troppa difficoltà. Questo, naturalmente, non è un’impostazione nuovissima, quel che è nuovo è il discreto livello di approfondimento, raccontato però con un linguaggio comprensibile, quotidiano.

 
I titoli usciti da poco, dedicati al Vento e all’Acqua, sono argomenti della vita di tutti i giorni e come tali vengono trattati, descrivendo in primo luogo l’oggetto di studio così come ci si presenta.
Nel fascicolo sull’Acqua si vedono gli stati di questo elemento, liquido, solido, gassoso, le sue caratteristiche e l’importanza che riveste per i viventi. Ogni passaggio viene accompagnato da un esperimento facile, come congelare o far evaporare l’acqua, creare un iceberg e verificarne l’aumento di volume, creare una nuvola e così via. Quindi curiosità, attività e nozioni esposte in modo intuitivo.


Lo stesso si può dire per il volumetto dedicato al Vento. Si può misurare qualcosa che è per sua definizione inafferrabile? Ed ecco la descrizione dei venti dal punto di vista meteorologico e la loro utilizzazione come forza motrice, che fa muovere le pale di un mulino o le vele di un'imbarcazione. C'è poi l’uso che del vento fanno piante e animali. E dunque via alla costruzione di aquiloni e aerei di carta, ma possiamo anche simulare un tornado dentro una comune bottiglia di plastica. Non manca l'esposizione di miti e racconti legati ai diversi elementi. Molti argomenti, grande sintesi e precisione del linguaggio, definizioni chiare e comprensibili, sono questi i punti di forza della collana.


Se questo vi sembra divertente, che dire del sorprendente Questa (non) è matematica, di Anna Weltman, il cui sottotitolo è già un programma: un libro di attività per disegnare con intelligenza. L'idea di base consiste nell'inventare disegni utilizzando figure geometriche e quindi applicando, implicitamente, le regole sottese alla loro costruzione: armati di riga e compasso, carta millimetrata, carta da lucido e altre diavolerie, i nostri ragazzi e le nostre ragazze potranno creare tassellazioni o inventare stomachion. Difficile? A sfogliare questo libro operativo parrebbe proprio di no, anzi lo consiglio a chi volesse avvicinarsi alla matematica, compresa quella che sta alla base di molte opere d'arte, con grande e sorprendente immediatezza. Si possono coniugare rompicapo e frattali, spirali auree e arte 3D? Per quanto possa sembrare difficile, questo libro dimostra che non è così.


Anche questa è una strada per coniugare discipline diverse e per rendere concetti astratti accessibili anche ai più giovani. Con un divertimento garantito.

Eleonora

“Il mio pianeta. Acqua”, I. Thomas, P. Morgan, Editoriale Scienza 2017
“Il mio pianeta. Vento”, I. Thomas, P, Morgan, Editoriale Scienza 2017
“Questa (non) è matematica”, A. Weltman, Editoriale Scienza 2017


venerdì 29 gennaio 2016

FAMMI UNA DOMANDA!


SOTTO LA NEVE O SOPRA UN ALBERO


Siamo in pieno inverno, un inverno poco piovoso e con scarse nevicate; ma immaginando di essere in montagna e di poter fare una passeggiata in un bosco, imbiancato da una nevicata, scopriremmo molte cose. 


Per esempio che sotto il candido manto nevoso si nasconde un regno segreto, di creature addormentate o solo infreddolite: c'è chi dorme, al riparo nella propria tana; chi si nutre delle riserve accumulate nei mesi estivi; chi va in cerca di cibo, senza uscire alla luce del sole. Creature grandi e piccole, accomunate dal ritmo rallentato del gelo invernale. E sopra la neve? Ecco la volpe, il cui udito finissimo le consente di udire i più piccoli movimenti sotto di lei; il gufo e noi, che ce ne andiamo a zonzo. Tutto questo nel magistrale Over and Under the Snow, di Kate Messner, con le illustrazioni di Christopher Silas Neal, che avevamo già visto all'opera.


Questo libro è del 2011 e ha ricevuto numerosi premi: come per il successivo, Kate Messner riesce a fornire tante informazioni conservando l'atmosfera magica del racconto: tutto appare avvolto nel silenzio, il bianco che tutto ricopre, tutto ha il tono della magia nello stesso momento in cui ci racconta che cosa avviene davvero sotto i nostri piedi, in inverno. Come ho già detto, questo è un genere di libro illustrato di carattere divulgativo che riesce a coniugare la spiegazione, la descrizione di un aspetto della vita naturale, con la sapienza e la precisione dell'immagine, mai didascalica, ma carica di atmosfera, suggestiva, adatta anche ai più piccoli.
La stessa autrice, in coppia con Simona Mulazzani, ci racconta anche la vita di un albero della foresta pluviale. 


In Tree of Wonder vediamo come un singolo albero possa raccogliere tanta vita e, nello stesso tempo, i diversi animali ci fanno da guida fra i numeri qualche operazione aritmetica. Quindi su un albero troviamo almeno due grandi pappagalli e quattro tucani affamati, e poi otto scimmie urlatrici e sedici pipistrelli..poi serpenti, capibara, formiche tagliafoglie. E se non fosse chiara la progressione numerica, alla fine del libro qualche bella operazione zoo-matematica. 


A differenza del precedente, e d'altra parte l'argomento lo richiede, questo libro illustrato è ricco di colori sgargianti, di bei contrasti, di disegni accurati e di schede informative difficili da smentire; se poi volete, ci sono 128 farfalle, 256 ranocchie e 1.024 formiche da contare.


Bei libri, entrambi pubblicati dall'americana Chronicle books, che ci auguriamo vedere tradotti al più presto.
Per giovani e giovanissimi scienziati e scienziate in erba, amanti della natura e con il pallino della matematica.

Eleonora

'Over and Under the Snow', K. Messner e C. Silas Neal, Chronicle books 2011
'Tree of Wonder',K. Messner e S. Mulazzani, Chronicle Books 2015



mercoledì 26 agosto 2015

FAMMI UNA DOMANDA!

LA MAGIA DEI NUMERI



Il pretesto è il π, ma il discorso riguarda la matematica greca, croce e delizia di ogni studente: dal teorema di Pitagora alle dimostrazioni geometriche di Euclide, la nostra cultura matematica di base, fatto salvo il dovuto omaggio alle influenze arabe ed indiane, ha a che fare con il mondo ellenico, che lo si voglia o no.
Ma partiamo proprio dal π, quel famoso 3,14...imparato a memoria già dalle elementari.
Che cos'ha di particolare questo numero? E' infinito e, per essere più precisi, è un numero irrazionale.


Calcolare la circonferenza di un cerchio partendo dal suo diametro era un vero rompicapo e il procedimento trovato da Archimede sta nel costruire un quadrato circoscritto e un esagono inscritto che costituissero i due limiti all'interno del quale definire la circonferenza, che deve risultare maggiore di tre diametri e minore di quattro.
Ancora oggi è un bel rompicapo, di cui Archimede andava fiero. Genio poliedrico, degno figlio della ricchissima cultura ellenistica, che trovava la sua massima espressione nella Biblioteca di Alessandria, dove aveva studiato anche Euclide, Archimede è noto anche per le prodigiose macchine belliche che consentirono alla sua città, Siracusa, di resistere per due anni all'assedio romano.
In quel regno della sapienza antica, la Biblioteca di Alessandria, che comprendeva 500.000 papiri, oltre a laboratori e strumenti scientifici, vigeva la legge del fondo delle navi, che prevedeva che ogni nave che attraccasse nel porto di Alessandria, lasciasse le opere scientifiche e filosofiche in suo possesso, ricevendone una copia. Ogni visitatore, insomma, per usufruire dell'immensa ricchezza della Biblioteca, doveva contribuire ad ampliarla. Bella regola e bella civiltà, laddove alla conoscenza veniva riconosciuto il giusto valore.


Ma oltre tutta questa sapienza, Archimede, scienziato dalla biografia complessa ed interessante, amava anche regalare ai suoi amici dei rompicapo impossibili, fra cui un libretto detto Stomachion, ovvero Maldipancia, una sorta di tangram, un insieme di figure geometriche che potevano essere scomposte e ricomposte dando origine ad altre figure, sempre inscritte in un quadrato.
Tutte queste notizie e molto altro sono contenute nel prezioso testo di Anna Cerasoli, valente divulgatrice in campo matematico: Tutti in festa con il Pi greco, pubblicato da Editoriale Scienza. L'occasione è aver fissato nel 14 marzo la ricorrenza che celebra la definizione di questo numero impossibile.
Questo testo, come anche le biografie scritte da Luca Novelli nella collana Lampi di genio, dello stesso editore, rappresentano letteralmente una luce nel ristretto panorama della divulgazione in campo matematico, da cui rifuggono, per primi, proprio i grandi, spaventati dai concetti che li hanno torturati ai tempi della scuola.


Ma, come avrebbe detto Pitagora, tutto è numero e questi testi sono davvero stimolanti per quei ragazzi e ragazze che non si spaventano di fronte ai rompicapo.
Da ultimo, non mi dispiace affatto mostrare ai giovani lettori e lettrici quanto di antico ci sia nel nostro sapere, nel nostro modo di pensare, nella nostra stessa logica, nei modi di dire cui tuttora ricorriamo: datemi un punto d'appoggio...
Archimede docet.
Eleonora

“Tutti in festa col Pi greco”, A. Cerasoli, Editoriale Scienza 2015
“Archimede e le sue macchine da guerra”, L.Novelli, Editoriale Scienza 2003
“Pitagora e il numero maledetto”, L.Novelli, Editoriale Scienza 2012


martedì 14 aprile 2015

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


SE LA MATEMATICA SPIEGA LA VITA


Questa volta vi propongo un illustrato pubblicato da poco da Artebambini, editore che ho spesso menzionato per le pubblicazioni relative alla didattica delle arti.

Qui, invece, abbiamo un illustrato classico, frutto del lavoro di Loredana Cangini, in arte Loricangi: Sbagliando s'impara. La matematica della vita.
L'idea di partenza la conosciamo, possiamo tradurre una situazione in una semplice operazione aritmetica: se divido otto pesci profumati per due gatti magri, avrò alla fine due gatti pasciuti e soddisfatti.
Fin qui l'idea base, che poi si articola di situazione in situazione, parlando di cerotti e di coraggio, di giochi e di fratelli, di barconi e di papà, che insieme danno un triste addio.

Questo illustrato è un manifesto della sintesi: l'artificio del linguaggio matematico consente di usare poche parole e belle immagini per sfidare l'intuito e l'immaginazione del bambino e della bambina che lo sfogliano; ma la cosa che forse lo rende ancor più stimolante è proprio il suggerimento di linguaggio che propone, un modo divertente per raccontare situazioni che poi ciascuno può interpretare e sviluppare come meglio crede.
Insomma, una matrice di storie, una fucina di racconti brevi, che possono risolversi in quattro passaggi come un haiku, una piccola sfida a chi inventa la formula più efficace nel raccontare con ironia, se si vuole, la vita quotidiana e non solo. Se mettiamo una libraia stanca più una pila di libri, avremo una bella pagina bianca che lampeggia sullo schermo del pc.

Certo non è esattamente la matematica che bisogna saper padroneggiare a scuola, ma sottolineo come la notazione matematica di un pensiero non è una stravaganza, anzi corrisponde ad una precisa branca della logica. Ma naturalmente è cosa ben più difficile e noiosa.
Qui non ci si annoia affatto: alla fine del libro l'autrice propone due situazioni 'aperte', la cui conclusione è lasciata al lettore, personalmente non avrei indicato una soluzione 'giusta', avrei lasciato più libertà d'invenzione. Ma possiamo immaginare soluzioni infinite e magari provare anche ad illustrarle.

La nostra Loricangi in questo è molto brava, nell'indicare e nel suggerire, nell'utilizzare uno stile 'antico', a richiamare lontani tempi di scuola, fatti di lavagne e gessetti, macchie sulle pagine dei quaderni con gli sguardi dei bimbi che volano fuori dalla finestra.

Se volete divertirvi a sfogliare questo libro, il link è qui.
Eleonora

Sbagliando s'impara. La matematica della vita”, Loricangi, Artebambini 2015

lunedì 3 novembre 2014

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


BENVENUTO, CELACANTO

Anzi dovremmo dire benvenuta, perchè stiamo parlando di una nuova interessante collana dedicata ai ragazzi, ad opera dell'editore Laterza.
Si tratta di libri illustrati, rivolti a ragazzini e ragazzine dai dieci anni in poi, che raccontano in un'agile versione narrativa dei temi storici, ambito in cui l'editore ha una grande tradizione.
Ma parliamone direttamente attraverso le due ultime uscite: Susan la piratessa è scritta da Carola Susani, con la bella collaborazione delle illustrazioni di Simona Mulazzani. 


L'autrice, che si è già cimentata nella letteratura dedicata ai ragazzi, riesce bene nell'impresa di raccontare vividamente le imprese di una piratessa. Già dall'incipit veniamo trasportati in un porto inglese a cavallo fra '6oo e '700 e viviamo con questa ragazzina intraprendente l'avventura di travestirci da maschio e partire per la guerra. Ma il richiamo di terre lontane, trasportato dai racconti dei marinai, è più forte di qualsiasi remora. Ed ecco Susan salire come mozzo su un vascello. 

 
Arrivare nei Caraibi, tra l'altro con un carico di schiavi, non è certo cosa da ragazze, ma Susan è forte ed allenata. Più di ogni altra cosa sogna la libertà, di cui si narra siano fieri sostenitori i pirati. L'incontro è inevitabile, così come il disvelamento della sua vera natura, che non le impedirà di intraprendere un'avventurosa vita da pirata. 

 
Quale sia, alla fine il suo vero tesoro, si capirà alla fine della storia, ispirata alla vita di due piratesse realmente esistite, Anne Bonny e Mary Read. Profumo d'avventura e desiderio di libertà pervadono tutta la narrazione, con quel pizzico d'esotismo che non può che stuzzicare la fantasia di pirati e piratesse in erba. 


Parliamo ancora di un vento che viene da lontano anche in Il bambino che inventò lo zero, scritto dal medievalista Amedeo Feniello e illustrato da Gianluca Folì. 


Zefiro, parola araba a sua volta derivante dall'indiano, il vento leggero che porta con sé profumi d'oriente è anche il nome da cui prende origine la parola zero; ma se è affascinante la storia della parola, ancor più lo è quella del suo concetto e del come è stato elaborato guardando la luna e le stelle. A portare in occidente lo zero e il sistema decimale con la numerazione araba è stato Leonardo Fibonacci, figlio di un mercante pisano stabilitosi a Bugia, nell'attuale Algeria. Siamo a cavallo fra 1.100 e 1.200, in un tempo in cui le grandi civiltà che si affacciavano sul mediterraneo erano ancora in grado di parlarsi. Il giovane Fibonacci entra in contatto con la matematica araba, di derivazione indiana, e introduce in Europa un sistema di calcolo molto più veloce ed efficciente.
Ma si diverte tanto a giocare con i numeri da dilettarsi con la famosa sequenza che prende il suo nome.
Tutto questo, che potrebbe far venire un poderoso mal di testa a molti di noi, è raccontato con molta semplicità da Feniello, che riesce a costruire un'atmosfera da Mille e una notte, aiutato dalle immagini di Folì. 


Se pensate che non ci siano ragazzini e ragazzine che possano essere affascinati da queste storie, sbagliate di grosso.
Ci sono molte più domande nella testa di bambine e bambini di quante risposte possiamo elaborare, e Shakespeare mi perdonerà per aver trasformato la celebre battuta.

Eleonora


“Susan la piratessa”, C. Susani e S. Mulazzani, Laterza 2014
“Il bambino che inventò lo zero”, A. Feniello e G. Folì, Laterza 2014