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lunedì 19 gennaio 2026

FAMMI UNA DOMANDA!

LA MUFFA SULLA METRO 


La questione è spinosa e vecchia quasi quanto il mondo: quanto gli umani possono a buon diritto considerarsi più intelligenti degli animali e quindi possono sentirsi e comportarsi come razza superiore e vincente? 
Nella sua introduzione Christopher Lloyd è molto chiaro su questo. 
La storia dell'evoluzione ci dice che per molto tempo l'umanità ha considerato l'ambiente che la circondava, animali compresi, qualcosa di cui avere timore e rispetto, qualcosa su cui il dominio era molto limitato. 
Con lo scorrere del tempo però l'uomo ha dimostrato una grande capacità di piegare l'ambiente a suo uso e consumo, di fatto prendendo le distanze dal mondo animale, e più in generale di tutta la natura circostante, anzi addirittura piegando quest'ultima e servendosene per la propria sopravvivenza. Coltivare la terra, costruire arnesi per difendersi e per attaccare, cacciare e allevare animali per usarli poi come cibo, costruire rifugi sempre più complessi per proteggersi dai pericoli e dalle condizioni avverse del mondo circostante sono tutte cose che hanno accreditato, almeno per alcuni, la falsa consapevolezza che l'uomo fosse in grado di dominare l'ambiente. E con questo si è pensato che l'essere arrivati a questo traguardo, di fatto, sancisse la superiorità della razza umana rispetto a tutte le altre creature. 
Molte popolazioni invece hanno continuato a nutrire un sacro rispetto e timore nei confronti delle altre specie e della natura in generale. Ma la stragrande maggioranza dei popoli ha fatto suo il credo che l'uomo è più intelligente di un animale; l'uomo è più abile di un animale; l'uomo è più sensibile di un animale; l'uomo è più potente di un animale. 


Questo libro racconta qualcosa di molto diverso: l'uomo assomiglia e ha doti paragonabili a quelle di moltissime altre creature viventi, più di quanto vada in giro a millantare: da quelle piccolissime, come le termiti "ingegnere", ad alcune ben più imponenti di lui, come i capodogli "telegrafisti". 
Diviso in macro contenitori - l'organizzazione sociale, la sfera emotiva e l'intelligenza - si declinano poi in competenze e attitudini che condividiamo: il linguaggio, per esempio, oppure il lavoro di squadra per costruire, nutrirsi, difendersi. O ancora, riguardo alle emozioni, si citano casi di gioco per il puro divertimento o di autentico dolore, quantificabile attraverso il tasso di cortisolo che sale o scende, esattamente come capita a noi per una perdita. 
Ma è sull'intelligenza - quello per cui pensiamo di distinguerci da chi agisce per puro istinto - che le sorprese sono le più interessanti. 


La prima riguarda i polli. In uno dei libri più interessanti che abbia letto di recente, Il pulcino di Kant, Vallortigara ribadisce ancora una volta la complessità di pensiero dimostrata dai polli. 
Christopher Lloyd si allinea e dedica una pagina alla capacità dell'animale, che erroneamente è simbolo di stupidità, di comunicare in modo efficace con la prole o con i propri simili. 
Al contrario, la furbizia dei corvi è fatto noto. 
Nel libro La mente del corvo, pubblicato nella magnifica collana di Adelphi dedicata alle scienze e all'etologia, Animalia, oppure nell'altrettanto bel libro di Britta Teckentrup di nuovo a questi uccelli dedicato, si citano vari episodi di complessi ragionamenti fatti dai corvi, compreso quello cui Lloyd fa riferimento, ovvero l'arte di farsi rompere i gusci lasciandoli precipitare davanti ai semafori, per poi mangiarsi il contenuto al successivo semaforo che scatta sul rosso. 
Ma l'esempio di ingegnosità più interessante e - per paradosso - più confrontabile con quella umana lo si deve a una muffa. 
Studiata a lungo in laboratorio, Physarum polycephalum, un organismo monocellulare, ha dimostrato di sapersi muovere nello spazio circostante in cerca di cibo, seguendo i percorsi migliori e più efficaci. 
Gli scienziati - giapponesi ovviamente - hanno disposto i fiocchi d'avena (il cibo ambito dalla muffa) secondo uno schema che ricordava molto la rete dei punti nevralgici sotto il profilo del traffico della città di Tokyo. 


Ebbene, la muffa si è "diramata" verso l'avena nel modo per lei più efficace ed economico e la rete di collegamento tra i vari fiocchi era molto simile a quella della metropolitana della città. 
Con un'unica differenza, lo studio del piano della metro di Tokyo è durato anni, mentre per raggiungere un risultato analogo, Physarum polycephalum ci ha messo 26 ore... 
Minuto più minuto meno. 

Carla

Umanimali, Christopher Lloyd, Mark Ruffle (traduzione Anita Taroni)
Aboca Kids 2025

venerdì 16 maggio 2025

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

PER VOCE ANIMALE 

I desideri degli animali, Chiara Carminati, Pia Valentinis 
Aboca Kids 2025 


POESIA ILLUSTRATA 

Il gabbiano 

Non si ingabbia un gabbiano 
si sa. Siamo simbolo 
di vita in libertà.
 
La sola gabbia in cui entrerei 
l'unica dove vorrei 
stare rinchiuso

è quella dell'artista che cattura 
il mio volo 
nella sua pittura. 

Ed è esattamente quello che accade. 
Gli altri dodici desideri sono del riccio, della salamandra, del granchio, della gallina... Questa parrebbe desiderare il volo, invece la sua massima aspirazione è quella di restare a terra. Altro che vento sotto l'ala: meglio un lombrico che si affaccia dalla terra. Il riccio, che, nonostante il nome è bello liscio e irsuto, sogna e desidera svegliarsi al mattino con un bel boccolo. E lo scoiattolo con la sua noce più bella tra le zampe non desidera di conservarla per la sua fame dell'inverno, ma per piantarla e mettere a dimora un nuovo albero. 

Tredici poesie. Una sul desiderio, parola che contiene in sé la mancanza delle stelle, e altre dodici sui desideri, vari e inaspettati, di altrettanti animali, da loro espressi in prima persona. 
Capita, talvolta, che arrivi in fondo al libro e ne vorresti almeno altrettanto. 
Ecco, qui è successo. 


Chissà che non dipenda dalla piacevole sensazione che si prova nell'attraversarlo, ma davvero non vorresti finisse così subito. 
Questo libro, nonostante la sua brevità, è pieno di fili che si intrecciano intorno a un bel po' di cose da scoprire. 
Per intenderci: non è il "solito" albo. 
Il primo intreccio è tra Pia Valentinis e Chiara Carminati. 
Stesse radici, si vogliono bene, si stimano e piace a entrambe lavorare con l'altra. E quelle volte in cui questo è capitato, Viaggia verso, la loro sintonia era lì sulla pagina e sotto gli occhi di tutti. Un po' come pane e burro stanno bene insieme. Entrambe sono lì che cesellano e lavorano su piccoli suoni o su piccoli segni, lavorano togliendo, una con le parole e l'altra con il pennino per arrivare a una composizione più grande e armonica. 
E quando suono, senso e tratto sono lì a dialogare con gioia, è una certezza che tutto funziona a meraviglia. 
Altro intreccio di fili è quello con l'editore. Aboca sta dimostrando un bello sguardo alto che tiene d'occhio quella zona di confine, sempre meno definito, sempre più valicato e di qua e di là, tra la fiction e la non fiction, ossia tra la letteratura di invenzione e la saggistica su aspetti di realtà. 
Per intenderci: non è il "solito" albo che racconta di animali, di etologia. 
In verità, ogni poesia ha un riferimento al comportamento dell'animale e in questo il rigore è d'obbligo. 
E questo spiega Aboca Kids. 
Ma è anche un libro che dei singoli animali va a raccontare i desideri e quindi vuole esplorare una sfera che con l'immaginazione per forza deve avere a che fare. E allora la formica, animale sociale per eccellenza, desidera stare un momento tutta sola, un momento di vuoto. O ancora la medusa, così pallida ed evanescente, non desidera altro che prendere un po' di tintarella sotto la sua mantella... 


Ma anche queste notizie di pura invenzione poetica spiegano Aboca Kids, per quanto detto sopra. 
In realtà intorno a questi tre fili ce n'è un quarto, francese. Quello dell'editore Grandir che nel 2009 questo libro, ma con un formato tutto diverso e con il gatto di copertina che va in direzione opposta al gatto "italiano", lo ha pubblicato per la prima volta.
Poi c'è un altro filo ancora che contribuisce all'intreccio: quello tra Pia Valentinis e la ceramica e più precisamente tra lei e il laboratorio di Maria Cristina Di Martino e Salvatore Farci, a Cagliari. Almeno per questo libro. In ogni modo, si tratta di una sua passione, un suo percorso espressivo, come il fumetto e l'illustrazione, che va ben indietro nel tempo. 
Per intenderci: non è il "solito" albo disegnato. 



Le illustrazioni sono, sì certo, illustrazioni, ma anche qualcosa d'altro: sono mattonelle di ceramica, so per certo non 5x5! Poco meno di due righine nella pagina dei crediti svelano quello che un occhio distratto potrebbe anche non cogliere immediatamente: ciascuna tavola del libro non è in realtà un disegno su carta ma, appunto, la magnifica fotografia di una mattonella di ceramica. 
Solo impercettibilmente si nota quella insolita lucentezza della superficie e del blu, quel riflesso che si coglie appena. Ma soprattutto è quello spessore volutamente incluso negli scatti della fotografa Nelly Dietzel, anche sapiente grafica, che racconta all'occhio la vera verità. 
 E il suo è ancora un altro filo che va a intrecciarsi.

 Carla

lunedì 16 dicembre 2024

FAMMI UNA DOMANDA!

MARCHINGEGNI PERFETTI

"Ogni pianta è un marchingegno perfetto, che si procura gli ingredienti e li mescola come in una pozione magica. Attraverso le radici assorbe l’acqua dal terreno; attraverso gli stomi che si aprono sulle foglie prende l’anidride carbonica presente nell’aria. A questo punto avviene l’incantesimo: entra in campo la clorofilla, una sostanza tutta verde, che cattura la luce e con questa trasforma gli ingredienti in zucchero (glucosio). Alla fine, avanza qualcosa: l’ossigeno! Non male come prodotto di scarto, visto che senza di esso non potremmo respirare e quindi vivere!" 


Facciamo un passo indietro: la prima forma vitale su un pianeta apparentemente invivibile la si deve all'acqua calda come un brodo in cui è apparso un microrganismo che, come se niente fosse (!), ha cominciato a prendere un po' dell'aria irrespirabile piena di anidride carbonica e l'ha risputata sotto forma di ossigeno. Quindi è successo che l'aria fuori dall'acqua, grazie appunto a questi meravigliosi microrganismi, gli antenati delle piante, che si erano diffusi ovunque, è diventata respirabile, permettendo alla vita di diffondersi sull'intero pianeta. 
Visto come sono andate le cose, accanto alla meraviglia, a questo punto della storia dovrebbe sprigionarsi un diffuso senso di gratitudine verso i progenitori delle piante e poi le piante stesse con la loro fotosintesi. O no? 


Per di più, va considerato anche un altro fatto non del tutto marginale riguardante la questione sopravvivenza: gli organismi viventi si dividono in due diverse categorie. Autotrofi, come le piante, ossia organismi capaci di costruirsi da soli le sostanze di cui nutrirsi ed eterotrofi, come noi e gli animali, organismi che si devono nutrire di altri organismi per ottenere le sostanze di cui hanno bisogno, perché non sono in grado di fabbricarsele da soli. 
Visto come stanno andando le cose, accanto alla riflessione, dovrebbe sprigionarsi anche un diffuso senso di preoccupazione e cura. O no? 
E sotto sotto, le domande da porci: Chi è il più abile a resistere? In termini di sopravvivenza, il più intelligente, il più furbo? Una volpe o un abete rosso? 


Da molto tempo ormai il botanico Stefano Mancuso si è preso l'impegno di raccontare, a tutti coloro che hanno voglia di ascoltarlo e di leggere i suoi bei libri, la complessità del mondo vegetale. 
La sua è una vera e propria missione: quella di mettere a disposizione di quante più persone possibile i risultati di anni di ricerca come botanico. Nell'ultimo ventennio o poco più dobbiamo principalmente a lui e alla sua squadra, i sorprendenti risultati a cui è arrivata la ricerca nell'ambito del comportamento delle piante. E così oggi si può parlare con cognizione di causa di neurobiologia vegetale. Si può dire con una certa sicurezza che il mondo vegetale è intelligente e sensibile, pur non avendo un cervello e un sistema nervoso come il nostro. Ragione per la quale lo stesso Mancuso si è prefisso come obiettivo ambizioso quello di vedere nel futuro riconosciuti finalmente anche al mondo vegetale gli stessi diritti di cui godono gli altri viventi sul pianeta. Ah! 
Espressioni di questo impegno nel raccontare - urbi et orbi - la complessità del mondo vegetale sono i suoi due libri Il favoloso mondo delle piante, pubblicato nel 2023, e Il favoloso viaggio delle piante, uscito nel 2024. 





Entrambi concepiti per un pubblico piccolo piccolo, e per questo illustrati da Philip Giordano che ai minuscoli sa parlare una lingua chiara al pari di quella di Mancuso. 
Va detto in tutta onestà che entrambi i libri sono interessanti anche per chi è più grande. 
Provare per credere! 
Per chi ha letto il Mancuso da adulti è facile ritrovare anche in questi due libri il medesimo sguardo curioso e affettuoso nei confronti dell'universo vegetale, la stessa chiarezza espressiva nel raccontarlo, e soprattutto la innegabile sensibilità esemplificativa capace di rendere, appunto, "favolosi", tanto il mondo delle piante quanto il viaggio che esse hanno fatto, fanno e faranno. 
Palpabile è la capacità di aver saputo cogliere con efficacia - fior da fiore - esempi che possono solleticare la curiosità e intercettare l'interesse dei ragazzini e il loro immaginario. 
Tra le cose più interessanti del Mondo delle piante forse spetta proprio alle radici il primato. Loro lavorano in sordina ma con determinazione e intelligenza, anche se nessuno o quasi le nota. 
Eppure, le radici sono la 'cantina' per conservare tutto ciò che potrebbe servire alla pianta, acqua compresa; sono il web che i vegetali hanno a disposizione per comunicare e per conoscere ciò che li circonda: pericoli e ostacoli compresi. Divertente è anche la storia delle formiche ammaliate. 


Tra le mirmecofite, per esempio, ci sono delle acacie africane o sudamericane che nel nettare che offrono alle formiche mettono una sostanza con un gusto che diventa per loro irrinunciabile; così il gioco è fatto: quelle formiche resteranno sempre nei paraggi e non verrà mai loro in mente di tradire quella acacia ammaliatrice con un'altra pianta qualsiasi... 
Se abbiamo trovato "favolose" le storie su radici & co. ancora di più considereremo geniale il secondo volume: Il favoloso viaggio delle piante. 
Sulla falsariga di quello che è il libro da grandi, L'incredibile viaggio delle piante, anche qui si smonta il (pre)concetto che le piante stiano ferme e soprattutto che si siano rassegnate ad esserlo, invece di provare a sfidare tempo e soprattutto distanze impensabili.
A parte le loro straordinarie capacità di allungarsi nella direzione a loro più conveniente, le piante sono anche grandi colonizzatrici di territori: con i loro semi sono riuscite ad arrivare per via marittima o per via aerea anche a distanza di migliaia di chilometri dal punto di partenza. 
Una di loro ha preferito la ferrovia e il viaggio in treno... 


Hanno dimostrato in molti casi una estrema tenacia nel loro attaccamento alla vita, perché hanno dimostrato di essere capaci di resistere anche nelle condizioni climatiche più estreme. 
E poi ancora: semi impalpabili e semi che pesano quasi 20 chili, semi e frutti bravi a galleggiare, semi bravi a volare, piante che si sono messe in società con elefanti seminatori, semi che invece di attraversare lo spazio hanno attraversato il tempo.
Libri necessari per crescere! 

Carla 

"Il favoloso mondo delle piante", Stefano Mancuso, Philip Giordano Aboca Edizioni 2023 
"Il favoloso viaggio delle piante", Stefano Mancuso, Philip Giordano Aboca Edizioni 2024