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mercoledì 8 maggio 2024

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

BAD BOYS!

La maestra è scomparsa!
Harry Allard, James Marshall (trad. Sergio Ruzzier) 
Lupoguido 2024 


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 5 anni) 

"Il mattino dopo, la maestra Dolcini non venne a scuola. 'Evviva!' urlarono i bambini. 
'Ora si che possiamo comportarci veramente male!' 
Si misero a fare palline da sputare e gli aeroplanini di carta. 
'Oggi saremo più terribili che mai!' 'Non credo proprio!' sibilò una voce molto sgradevole. 
Una donna con un orribile vestito nero apparve all'improvviso.
 'Sono la vostra nuova maestra, la signorina Acquamarcia.' E batté con violenza il righello sulla cattedra." 

Breve antefatto. La classe della maestra Dolcini è davvero molto indisciplinata: i bambini non fanno mai i bravi nemmeno per sbaglio. Fanno palline di carta che poi ciucciano e sputano sul soffitto e aeroplanini di carta e chiacchiere e risatine, smorfie e mai stanno fermi. Neanche nell'ora di lettura... Per non parlare dei compiti. Fine dell'antefatto. 


E quindi la cosa che succede è che la maestra Dolcini smette di andare a scuola. 
Al suo posto, nell'aula 207, arriva l'Acquamarcia che è davvero tremenda. Di sgradevole non ha solo la voce, ma tutto il suo modo di comportarsi è orribile. Una vera strega che li sommerge di compiti e li fa rigare dritti. E così, tutti i giorni. 
La maestra Dolcini ora manca loro più di ogni altra cosa al mondo. Tanto da spingere l'intera classe ad andare al commissariato di polizia per denunciarne la scomparsa. Ma il baffuto ispettore Smog non si dimostra risolutivo e anche l'ispezione a casa Dolcini non porta a niente. Tutte le ipotesi fatte dai bambini disperati, dagli squali divoratori alle farfalle rapitrici, si rivelano infondate. 
La signorina Dolcini si è davvero dissolta nel nulla. Possibile? 

Se uno dovesse leggere i segni, faticherebbe a non accorgersi che Lupoguido sta portando in Italia James Marshall sotto varie forme. Da una parte siamo già al secondo libro di George e Martha, George e Martha bis! e ora arriva anche La maestra è scomparsa, che è stato scritto da un altro grande calibro statunitense: Harry Allard, uno dei più amati e contemporaneamente contestati autori americani degli anni Settanta e Ottanta. 
Evviva, per almeno due ragioni. 
La prima: James Marshall è un portento dell'illustrazione. 
La seconda: Harry Allard ha scritto libri così originali da aver spaccato in due l'America. 


Da una parte ci sono i detrattori di storie geniali come quelle sulla famiglia degli Stupids o come Bumps in the night, ovviamente tutti illustrati da Marshall (tanto gli uni quanto l'altro fino al 2009 sono all'indice secondo i criteri della potentissima ALA, l'associazione dei bibliotecari americani), dall'altra ci sono invece i suoi estimatori che a quegli stessi libri hanno assegnato premi molto prestigiosi. 
Ah, che grande paese, l'America... 
Il primo evviva dunque è per la diffusione di Marshall. 
Sensibile, spiritoso, capace di una grande semplicità e immediatezza di segno e nello stesso tempo capace di comunicare moltissimo attraverso piccoli gesti ed impercettibili espressioni dei suoi personaggi. Punteggia le sue tavole di particolari esilaranti che sono in grado di dire ancora molto, oltre le parole del testo. 
Stimatissimo da Sendak che lo definì l'ultimo di una stirpe di maestri - da Caldecott a Ungerer. 
E a proposito di Ungerer forse si possono fare due ulteriori riflessioni.
 

E qui arriva il secondo evviva. 
Tanto Marshall, come illustratore preferito di Allard, quanto soprattutto Allard, in quanto scrittore d'elezione di Marshall, con Ungerer hanno condiviso la stessa visione di un'infanzia che sa essere anche molto scorretta, con Ungerer hanno condiviso il coraggio di non fermarsi in nome del politicamente corretto, ma di proseguire per la propria strada, raccontando e disegnando adulti stupidi che fanno cose stupide, oppure brutti e severi, oppure ancora carini, ma bugiardi e lievemente disonesti e anche un filino omertosi...


Le loro storie si modellano intorno ad altri valori che non sono necessariamente edificanti e men che meno mainstream, anzi. 
A parte la 'rivoluzionaria' gentilezza, di cui si è già parlato a proposito di George e Martha, lasciano indietro la correttezza per privilegiare l'assurdo, al posto dell'onestà si manifesta l'imbroglio, le buone maniere soppiantate da pessime abitudini, la cattiveria al posto della bontà, salvo poi concludersi sempre in gloria, ossia con la grande vittoria di chi se la è meritata sul campo! 
O in cattedra! 


E chi è senza peccato... 

Carla 

NOTERELLA AL MARGINE.
Non una, ma tre. 
La prima è un encomio a Sergio Ruzzier che ha trasformato Viola Swamp nella signorina Acquamarcia e una troppo anonima signorina Nelson in una indimenticabile maestra Dolcini. 
La seconda è un altro encomio ai risguardi che sono una galleria di facce niente male.
La terza è un augurio che altri libri di Allard sbarchino da noi. A parte la serie della signorina Nelson, aspettiamo con trepidazione Bumps in the night per goderci una seduta spiritica in piena regola. 
Certi che invece la famiglia degli Stupidi, che tanto ci farebbe bene, non ce la possiamo proprio permettere qui, alla periferia dell'impero. Sperando di sbagliarmi.

lunedì 7 novembre 2022

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

ATTENTI A QUEI DUE 

Nonno Piero, Kristien Aertssen (trad. Maria Pia Secciani) 
Edizioni Clichy 2022 


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni)
 
"La battaglia sta per iniziare! 
Io sono il cavaliere e il nonno è il mio cavallo. 
Abbiamo già salvato la principessa. 
Dobbiamo ancora combattere contro i guerrieri e il drago. 
Quando giochiamo al gatto e al topo Nonno Piero non riesce mai a prendermi." 

Interno, pomeriggio. Casa dei nonni. Il nonno, Nonno Piero per la precisione, è passato a scuola a prendere il nipote, lo ha caricato sulla bici e poi se lo è portato, pedalando, a casa. Casa dalla quale la nonna tutta in ghingheri è appena uscita per andare al suo corso di danza. 
Interno, pomeriggio, nonno con nipote. Soli, miscela esplosiva. Il bambino lo ha dichiarato chiaro e forte: a lui piace andare a casa dei nonni. E il perché sta proprio in quel nonno (e di riflesso di quella nonna che li lascia soli): Nonno Piero non è solo un cavallo, un gatto famelico, un aeroplano per volare, ma anche un coniglio mangiaverdure, ma anche un mago per le frittate di verdure e una scimmia per i dolci alla banana. Sa essere anche un elefante doccia, ma soprattutto è un grande orso lettore di storie: almeno cinque... prima di addormentarsi. 
Addormentarsi, chi? 

Ci sono alcuni elementi in questo libro che lo rendono all'istante più piacevole di altri che intorno alla stessa questione girano: nonni e nipoti. 
Se li volessimo mettere in sequenza, si potrebbe partire dal titolo. Nonno Piero non è un nonno qualsiasi, è solo quello, è Piero, non Mario. 
E ancora: il fatto di dargli una precisa identità fa sì che immediatamente diventi per chi legge uno più conosciuto di altri e che sia 'di famiglia' e - soprattutto - lo si assimila, per quel Piero dopo nonno, a tutti quei nonni che, per l'appunto nella vita vera vengono sempre chiamati con il loro nome proprio per distinguerli da Nonno Mario, Nonno Luigi ecc. Questo significa, a voler leggere in trasparenza il testo, che si riconosce un preciso ruolo sociale dei nonni all'interno della gestione familiare. Fortunati quei genitori e quei bambini che possono contare su una squadra da quattro, ma potrebbe anche succedere di averne sei o otto. E più si è, meglio è. 
Altro elemento, che potrebbe sembrare un dettaglio, è il fatto che la nonna si tolga dai piedi subito, uscendo fisicamente di scena e imboccando la porta, nonché il margine sinistro della pagina (lo stesso accade al suo rientro, ma ovviamente in direzione opposta). E che abbia preparato una cena inadatta, troppo salutista, alla circostanza. Due minuscole belle idee che creano immediatamente complicità tra quei due (come se ce ne fosse bisogno). 


Il fatto che stia andando anche lei a divertirsi in una cosa che non li riguarda affatto, è un ulteriore dettaglio che mette di miglior umore e che riconferma il piglio 'femminista' di questa artista fiamminga. La sua assenza è necessaria per lo svolgimento di tutta la storia e soprattutto per il finale, con il suo rientro in scena. 
Nonna giovanile e indipendente, nonno in bici, attore, a carponi, poi con un dolore al ginocchio, quindi ai fornelli, alla cura dell'igiene e infine alla lettura in poltrona: sono il ritratto di quella sconfinata categoria di nonni accudenti/divertenti cui vengono affidate torme di ragazzini e ragazzine di genitori lavoratori. 
E i nonni veri, come Piero, avranno anche loro una stanza o un angolo, o un armadio, o un cassetto dei tesori.... 
Questo è per dire che la Aertessen è brava a costruire un contesto riconoscibile e a costruirlo con tutto quello che occorre per mettere i propri lettori in un'area di morbido relax, senza per questo cadere nel 'miele'. 
E a proposito di comfort zone, le illustrazioni fanno il resto.


La Aertessen che abbiamo tanto amato per La regina dei baci (una sbirciatina tra i libri di Leo...) e con Il principe Arturo e la principessa Leila si riconferma una illustratrice della grande scuola, quel tipo di illustrazione sapientemente classica in cui le singole parti della composizione sono riconoscibili all'istante, salvo poi arricchirsi di una piccola serie di dettagli ironici, come la lingua del nonno ai pedali, la canottiera con la S di Superman e i suoi peli, i pantaloni a quadri da cuoco e l'accappatoio di spugna e soprattutto il pigiamone da orso che li assimila: come a dire noi apparteniamo alla stessa famiglia...


E a questo proposito occorre notare due ultime cose: la cura del disegno che si riconosce in quel segno a matita che corre sicuro e non perde un colpo nel raccontare tutto, ma proprio tutto con una precisione fotografica e nello stesso tempo quello stesso segno ha la capacità di portare verso una dimensione tutta emotiva. Come la ottiene? 
A parte tutti gli scenari, dalla collezione di maschere al bagno in fiore, la raggiunge attraverso scelte formali che conducono il lettore - in assoluto silenzio e in modo del tutto inconsapevole - a sentirsi coinvolto, ad affezionarsi a quei due: una per tutte le dimensioni dell'uno rispetto all'altro.


Carla

mercoledì 26 novembre 2014

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


IL SUO MIGLIOR TRAVESTIMENTO

ATTENTI AL GUFO!, Sean Taylor, Jeanne Jullien
Lapis 2014


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni)

"Tutti sanno che i gufi sono saggi. Ma oltre ad essere saggio...io sono un vero maestro del travestimento. In quattro e quattr'otto mi faccio un costume.
Guarda... mi travesto da..."


Alla mezzanotte di una notte buia e tempestosa, appare da sinistra e sfreccia nel cielo come una stella cadente, un gufo. Ha fame ed è in cerca di cibo. La sua tecnica di caccia, lo dichiara, è il travestimento. Individuato il potenziale bottino, in un batter d'occhio, riesce a mascherarsi per essere attrattivo nei confronti della preda: una carota per un coniglio, mamma pecora per un agnello, una fontanella per un piccione. Nonostante la buona riuscita del travestimento, tutti questi riescono a scappare e il gufo rimane a bocca asciutta ogni volta. Non perdendosi mai d'animo, prosegue e finalmente arriva ad una preda che le gambe per fuggire non le ha: una pizza (con la salsiccia, irresistibile, con buona pace dei vegetariani...). Il solito buon travestimento, complice certa staticità della pizza suddetta, il gufo finalmente fa cena.



Albo illustrato geniale, per molteplici motivi che provo a snocciolare.
Il personaggio. Di lui non sappiamo nulla. Si affaccia sulla pagina, facendo capolino dall'angolo destro, ancor prima della pagina con il colophon e il titolo stesso. Se ne deduce che sia piuttosto egocentrico. 


Lo vediamo sfrecciare sulle pagine notturne da sinistra a destra vorticosamente, lo sentiamo parlare con tono assertivo e veloce. Se ne deduce che si senta 'onnipotente'. Talmente potente e di corsa da non avere il tempo e la voglia di registrare come sconfitte i numerosi tentativi di predazione falliti: sono solo piccoli incidenti di percorso su cui non perdere altro tempo. 
Cerca di convincerci, ed è lui il primo ad esserlo, della sua pericolosità e della sua bravura nel travestirsi, senza considerare l'ipotesi che qualcuno non ci caschi. Se ne deduce che sia un ingenuo.
Ha due occhi grandi (i gufi li hanno per contratto, ma questi sono perforanti) che per tutto il libro ci guardano intensamente, soprattutto per convincerci della sua ineffabilità nei diversi travestimenti. Se ne deduce che il gufo sa che con quegli occhi grandi catturerà, se non la preda, almeno la nostra attenzione e simpatia.
Riassumendo: il gufo è egocentrico, si ritiene invincibile, ha capacità di dimenticare facilmente la sconfitta, è ingenuo e ci guarda con i suoi occhioni. Chi è? Chi si nasconde davvero dietro le sue piume? E questo è il suo travestimento più riuscito: dietro di lui si nasconde un bambino, o meglio, Il bambino.
Ed è forse questa la principale ragione che fa emergere la bellezza di questo albo. L'aver saputo raccontare il pensiero e l'azione di un cucciolo.
I bambini, per poter sopravvivere in un mondo di grandi, sono egocentrici, economici (non si fanno fermare dalle sconfitte, ma vanno dritti all'obiettivo da conquistare), sono ingenui e hanno grandi occhi con cui ci guardano per conquistarci.


Il ritmo. Una storia incalzante, che non lascia respiro. Perfetta in ogni suo tempo. Spinto dalla fame e dal piacere di essere un abile trasformista, convinto di averci convinto, il gufo va a mille e lo fa non solo con il corpo, saltando di qua e di là nella pagina, ma lo fa con la mente sempre in cerca di qualcosa di nuovo. Una sorta di ritornello ci accompagna fino a bordo pagina e ci convince che lui sia davvero il migliore e, girando il foglio, ogni volta scopriamo che cosa lui abbia escogitato: la risata è irrefrenabile. Nella pagina successiva cìè sempre un divertissment che ci deve distrarre dal suo temporaneo fallimento.
Il segno: incisivo, semplice e molto comunicativo. Poche grandi pennellate per disegnare un gufo, il suo vorticare nella notte e per definire i travestimenti.


Proprio bravi! Tutti. L'autore, Sean Taylor che, ad ogni libro che fa, prende un premio. L'illustratore, Jeanne Jullien, geniale all'ennesima potenza (andatevi a vedere qui) e l'editore, Lapis, che fa delle grandi scoperte nel campo dell'albo illustrato e porta in Italia autori come Olivier Tallec, Jason Chapman, Chris Haughton e adesso Sean Taylor e Jeanne Jullien.
Lunga vita a loro e al gufo!

Carla

giovedì 1 marzo 2012

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


SCUSATE IL RITARDO...

IL CARNEVALE DEGLI ANIMALI, Marianne Dubuc
La Margherita Edizioni, 2011

ILLUSTRATO PER PICCOLISSIMI (dai 2 anni)
 
"Grande festa di carnevale per tutti gli animali! Maschera obbligatoria. Il leone no sa da cosa mascherarsi. Da gatto?
Da gallina?
Da rospo?
Da..."

Piccolo quadrotto, con le pagine tutte cartonate e gli angoli stondati: ecco un libro per i piccolissimi, finalmente! Il Carnevale degli animali della bravissima Marianne Dubuc, mi era proprio sfuggito...e dunque chiedo scusa del ritardo che ho accumulato prima di segnalarlo. E sono anche andata oltre alla mesta data in cui non si trova più una frappa (cencio, lattuga o come si chiamano dalle vostre parti) in giro!
 

Il meccanismo di questo libro è semplice ma dà spazio a veri e propri colpi di genio.
Primo colpo di genio: tutti gli animali sono invitati a una grande festa di carnevale, alla quale occorre intervenire solo in maschera. Quindi si presuppone che assisteremo a una lunga carrellata di maschere: il primo a leggere l'invito affisso sul tronco di un albero è il leone che, dopo qualche dubbio iniziale, decide per mascherarsi da elefante. Va da sé che il cambio pagina genera l'attesa per scoprire da cose si sono mascherati i singoli animali.



Secondo colpo: gli animali si mascherano come meglio possono, ma tutti con uno spirito ben lontano dalla mimesi totale. Basterà un becco e due alucce all'elefante per credersi un pappagallo e alla tartaruga sarà sufficiente una mantellina rossa per diventare Cappuccetto. Evviva! E' salvo il senso più profondo della maschera, ovvero bastano pochi elementi esteriori e una grande convinzione interiore di essere 'qualcun altro' per un pomeriggio di festa.
Terzo colpo: il ritmo dei mascheramenti non è sempre uguale e ci sono degli inserti quasi narrativi che lo interrompono e che portano in direzioni differenti.
Questo rende la lettura ancora più piacevole e riempie di stupore il piccolo ascoltatore.
Quarto colpo: l'assurdità delle scelte di mascheramento. Di solito sono sempre imprevedibili e soprattutto contrarie a ogni logica di senso comune, penso, per esempio, alla lumaca che si maschera da tigre o il rinoceronte brontolone che si traveste da pulcino. Ma il vertice massimo lo si raggiunge con la puzzola mascherata da grazioso papavero!


Quinto colpo: giocare con il lettering.
Sesto ed ultimo colpo da maestro: la festa finale!

 Carla