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domenica 20 dicembre 2020

 CONCURSO DE FLAN DE QUESO
 
Nei Carrefour di Tarragona vendono in confezioni da 4 delle piccole delizie che rispondono al nome di flan de queso, ovvero budino di formaggio.
Una prima serie di tentativi di riprodurli ha avuto luogo luglio scorso direttamente in loco, ma senza grande costrutto.
Ora, avendone ricevuti 4 in regalo, mi è sembrato necessario quanto urgente arrivare ad ottenerne delle copie dignitose.
Le ricette del flan de queso casero sono moltissime, ma una selezione forte la si fa se si decide di non tenere conto di tutte quelle che contengono uovo, per non avvicinarsi troppo pericolosamente alla crème caramel.
A quel punto è stata presa anche una seconda drastica decisione, nessuna ricetta che contenga addensante quale agar agar o colla di pesce, per non avvicinarsi troppo pericolosamente alla panna cotta.
 

Togli qui leva là, la ricetta che ha vinto il premio per velocità di realizzazione e per facilità di reperimento della materia prima è quella di un sito che si chiama yo yo misma e mis cosas.
Naturalmente a questa ricetta base è stata apportata una sostanziale variante, dovuta al fatto che le quantità di partenza sono state decurtate di 2/3. Tutti sanno che, alterando le quantità dei singoli ingredienti, varieranno anche le loro proporzioni reciproche.
In sostanza se volete fare un solo grande flan de queso seguite la sua ricetta, se volete come me produrne 5 pirottini di alluminio monodose, per competere alla pari con il flan de queso del Carrefour, seguite la mia ricetta.


Ingredienti
100 gr di panna da montare
100 gr di formaggio Philadelphia light
200 gr di latte
30 gr di zucchero
30 gr di amido di mais


per il caramello
100 gr di zucchero
50 gr di acqua


Cominciamo dal fondo, il caramello (la fonte è Lo spicchio d'aglio)
Mettete in un pentolino tutto lo zucchero a fuoco basso, senza usare il metallo per girarlo, ma agitando solo il pentolino fatelo sciogliere. Nel frattempo avrete portato a ebollizione l'acqua in un altro pentolino. Quando lo zucchero è sciolto e dorato, con cautela aggiungete l'acqua a poco a poco. Lo zucchero reagirà friggendo, quindi rimettetelo sul fuoco basso e riamalgamate lo zucchero e l'acqua. Dovrebbe rimanere di una consistenza simile al miele, una volta freddato. Versatene il necessario sul fondo e sui bordi del pirottino di alluminio. Il resto che avanza potete conservarlo in un barattolino.
Per il flan basterà mettere in una ciotola il formaggio, la panna, lo zucchero e con una frusta girare. A parte sciogliete l'amido di mais con un paio di cucchiai di latte e, una volta amalgamato, aggiungete al resto del composto quindi mettete il latte e trasferite tutto in un pentolino sul fuoco basso. Abbiate l'accortezza di girare di continuo il composto con una frusta, fino al momento in cui non sentite che si sta addensando e sta cominciando a fare le prime bolle.
A quel punto togliete dal fuoco, girate ancora qualche minuto e poi versatelo nei pirottini. Copriteli con un coperchio e lasciateli freddare e poi trasferiteli in frigo per almeno 5 ore, sempre coperti, ben inteso.
Finito.  

 
Serviteli capovolgendoli. E indovinate chi ha vinto la gara?
 
Carla

venerdì 9 agosto 2019

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri pr incantare)


CHOLESTEROL FREE

Incubi al formaggio, Ross Collins (trad. Leonardo Sorrentino)
Biancoenero Edizioni 2019



NARRATIVA PER MEDI (dai 7 anni)

" 'Con quale formaggio posso tentarti oggi, amico mio?' gli chiese togliendo della feta dal suo grembiule.
Nell'ultimo mese Hal era stato molte volte nel suo negozio.
'Niente formaggio oggi', disse Hal. 'Devo risolvere il mistero degli incubi al formaggio'. Tirò fuori dal suo zaino un pacchetto di etichette e le mostrò a Mr Halloumi. 'Tutti questi formaggi mi fanno venire degli incubi terribili, e voglio scoprire perché'."

Tutti quei formaggi provengono dalla stessa fabbrica che ha un nome poco rassicurante:
Casa del formaggio della Contessa
(per-niente-malvagia) von Udderstein.

Si tratta di una fabbrica che produce formaggio per bambini. A Bovinia.
Hal e il suo cane grasso, Rufus, partono alla ricerca. Dopo un viaggio sempre più estenuante che parte dall'aeroporto e finisce a dorso di capra, Hal fa una serie di scoperte molto istruttive: la fabbrica è interamente gestita e occupata da mucche che hanno come obiettivo punire l'umanità che pretende sempre più latte e sempre più suoi derivati. In particolare i bambini che mangiano yogurt, gelati con panna e frappè riceveranno la loro dose di formaggio malvagio, prodotto con latte malvagio, che provocherà orribili incubi e forse li farà desistere e cambiare abitudini alimentari.


Hal con il suo cane sono prigionieri nella fabbrica: non resta che tentare una fuga in piena regola, non prima però di aver messo fuori uso l'intera catena di montaggio produttiva.

Libro da mettere in tasca e da leggere in montagna, vicino a un alpeggio e a una malga, tra mucche brucanti, in una pausa dell'escursione verso la vetta. 
Per varie ragioni, non ultima la scrittura facilitata, Incubi al formaggio ha il dono di poter essere 'letto e assaporato' con grande velocità e grandi risate.
Di questo libro lieve, molto comico, certamente cholesterol-lowering la cosa che più colpisce sono alcune assurdità narrative, come per esempio il sistema di trasporti, o il linguaggio bovino, o il cane Rufus, ma soprattutto il disegno. 

 
Ross Collins d'altronde questo mestiere fa, l'illustratore.
Scozzese di origine, britannico nello stile, dimostra di conoscere l'ironia e certe distorsioni della Gravett e i grandi occhi di Kitamura.
Eclettico, di ognuno sa rielaborare la lezione con una prospettiva però piuttosto personale.
Digeribile, nonostante tutto il formaggio che contiene, il libro oltre a far ridere, ha una piccola missione da compiere. Che è quella di mettere a fuoco nella testa dei bambini e delle bambine che il cibo ha un suo costo preciso (e che non siamo noi a pagare), che diventa impattante se non regolato a dovere.
Senza necessariamente diventare vegetariani o vegani (e meno male che esistono), tuttavia ragionare un po' sullo sfruttamento del bestiame da allevamento credo non possa nuocere alla salute. Anzi.
L'umanità ha la fortuna di occupare e presidiare, nella piramide alimentare, la vetta. E su questa questione forse dovremmo mostrarci più sensibili e attenti.
Per questa ragione se ne consiglia la lettura accanto a un alpeggio, dove gli animali vivono in condizioni relativamente accettabili. 

 
Una volta ridiscesi a valle, le cose purtroppo dovremo constatare che molto spesso vanno diversamente.

Carla



domenica 5 febbraio 2017

TORTA DEI TRE INGREDIENTI
 
Durante il periodo di vacanza appena trascorsi ho riunito per qualche giorno tutta la mia famiglia nella nostra casa in Liguria. Tra le piacevolezze di questa situazione spicca il momento delle colazioni. Premesso che in genere amo molto questo primo appuntamento della giornata, quel trovarsi attorno al tavolo, arrivando uno alla volta sbadigliando e con i capelli per aria, preparando senza fretta caffè e spremute, ma soprattutto lasciando che le chiacchiere prendano forma e si susseguano senza scadenze, mi piace davvero tanto.
In una di queste prolungate soste, sbocconcellando panettone, mia sorella ha nominato una torta, inventata da un cuoco giapponese, la cui ricetta ha spopolato in rete (ci sono addirittura video tutorial) e di cui io non ne sapevo nulla.
La peculiarità di detta torta è che è fatta con soli tre ingredienti tra cui non compaiono farina, zucchero, burro ma neppure olio, latte e lieviti. Non per questo però la si può considerare dietetica visto che è fatta con uova, cioccolato bianco e formaggio spalmabile (leggi Philadelphia). La preparazione è abbastanza semplice e veloce ma richiede molta attenzione nella cottura. Ed è buonissima. È molto soffice, si scioglie in bocca e nessuno dei tre ingredienti prevale sull'altro, tanto che potete proporre il gioco di indovinarli ai vostri fruitori.

Ingredienti per una teglia di 20x20
5 uova
200 gr di cioccolato bianco
200 gr di formaggio spalmabile
sale, zucchero a velo

Sciogliete a bagno maria il cioccolato e intanto portate il forno a 170 gradi.
Montate gli albumi con un pizzico di sale. Unite il cioccolato sciolto (ma non buttate l'acqua calda) con il formaggio e un po' per volta i tuorli. Quando il tutto è perfettamente amalgamato aggiungete gli albumi con delicatezza girando dall'alto verso il basso per non smontarli.

Versate il composto in una teglia foderata di carta da forno (bagnata in modo che aderisca meglio) e infornate la teglia posizionata su una placca in cui verserete l'acqua che avrete riportato a bollore.
La ricetta del cuoco dice che deve cuocere 15 minuti a 170 gradi e altri 15 a 160.
Non so di che mezzi disponiate voi, ma con il mio forno non è facile attuare una differenza così sottile, quindi posso dire di averla cotta per mezz'ora a 170 gradi senza comprometterne il risultato, direi.
A questo punto spegnete e lasciatela dentro per altri 15 minuti senza aprire la porta del forno.




Sfornare, lasciare raffreddare completamente, togliere la carta da forno e spolverare con zucchero a velo. 


Gabriella




domenica 6 novembre 2016


PROVE PER UN CATERING

Nella vita occorre saper far cose. Forse anche un catering, ma non un catering per la festa di compleanno di un figlio, ma un catering per un aperitivo per un centinaio di persone che festeggiano la conclusione di una bella esperienza legata alla lettura. 
Il cimento non è da poco.
Io mi occupo essenzialmente di libri - come attesta questo blog - ma ogni tanto, per non prendermi troppo sul serio, vado in cucina a preparare semplici ricette e poi, se mi convincono, le pubblico.
Ed è forse per questo motivo che il catering in questione è arrivato fino a me.
E così son qui che faccio prove.
Il primo esperimento è dedicato ai

Salatini al gouda e alle mandorle

La fonte è l'inesauribile libro di Popina (Isidora Popovic, Al forno, Logos 2010), con qualche variante di ingrediente.


Ingredienti
(per circa 50 pezzi)

140 gr di farina
70 gr di burro freddo a cubetti
70 gr di gouda grattugiato oppure parmigiano
35 gr di nocciole oppure mandorle
mezzo cucchiaino di lievito per torte salate
1 pizzico di sale
2 o 3 cucchiai di acqua fredda

Mettete tutti gli ingredienti nel frullatore, ad eccezione dell'acqua. Frullate il tutto con la modalità ad impulsi finché non otterrete un impasto sabbioso e non coeso. Dovete controllare che le mandorle siano sminuzzate a dovere.
A questo punto versate all'interno del frullatore i cucchiai di acqua fredda e frullate nuovamente fino al momento in cui MIRACOLOSAMENTE l'impasto sabbioso si aggregherà, diventando una morbida palla dalla consistenza solida ed elastica.


A questo punto togliete l'impasto e dividetelo in tre parti, formando con ciascuna un cilindro del diametro di circa 3 centimetri. Avvolgete i cilindretti nella plastica da alimenti e mettete in frigo per una notte.
Al mattino successivo, accendete il forno a 150°, togliete i rotolini dal frigo, eliminate la plastica che li avvolge e tagliateli a rotelle di altezza 1 cm.
Disponeteli quindi a una certa distanza (aumentano leggermente di volume) sulla leccarda ricoperta di carta da forno e infornate.
Devono cuocere circa 20 minuti, ovvero fino a quando si dorano. Eventualmente a metà cottura girateli in modo che la doratura sia da entrambi i lati. 


Fatto.

Carla



domenica 12 luglio 2015


FACILE

Io spero che quelli di Piccole ricette mi perdonino se ancora una volta 'pesco' dal loro repertorio l'ennesima meravigliosa insalata.
Come di consueto, in queste giornate torride sventolare sotto il mio naso una fetta di anguria è un po' come stuzzicare le trote in un laghetto di pesca sportiva: prima o poi qualcuna abbocca. Io ho abboccato!
Ecco a voi l'insalata facile per la prossima bolla africana in arrivo:

Ingredienti per 4 persone
1 kg di anguria fresca e tagliata a dadini
200 gr di feta tagliata a dadini
1 ciuffetto di prezzemolo (oppure menta)
1 lime spremuto
1 pizzico di paprika forte
3 cucchiai di olio
sale


Mischiate anguria e feta delicatamente, aggiungete il prezzemolo o la menta o il coriandolo tritati, versate l'olio e il succo del lime e una spolverata di paprika e il sale. Fatto! 
Uniche due avvertenze, 1) crea dipendenza 2) va preparata e mangiata in rapida successione altrimenti l'anguria assume quell'arietta un po' malsana che non le dona...

Carla

sabato 6 giugno 2015


LE RICETTE DA PANCHINA

Che io sia un po' monomaniaca, è cosa risaputa.
Torno con una di quelle ricette che mi bussano sul cellulare la sera (Piccole ricette), quando la città si raffresca e io mi siedo su una panchina nel parco con i cani che giocano...
Insalata, o tartare se tagliata più finemente, di feta, melone e cetrioli.
Va da sé che dia dipendenza: nella mia famiglia (anche i membri bononiensi) non si mangia altro da giorni.

È una ricetta facilissima, velocissima e freschissima quindi adattissima a questi giorni abbacinati dalla luce e dal caldo. L'altro suo grande pregio consiste nel fatto che dal punto di vista cromatico è una festa per gli occhi, ammesso che verde e arancio siano due colori che vi piacciono.


INGREDIENTI
2 cetrioli
1 melone retinato
200 gr di feta
un mazzetto di menta fresca
sale
pepe
il succo di mezzo limone (o il succo di un lime)
un cucchiaio di olio

Tagliate a dadini gli ingredienti, tanto più piccoli gli tagliate tanto più starete facendo una tartare, tritate la menta, spremete il limone, aggiungete sale, pepe e pochissimo olio e mischiate il tutto. Se avete deciso di fare la tartare riempite delle ciotoline, premendo un po' quindi rigiratela nei piatti, come fareste con una formina piena di sabbia al mare...



Carla

sabato 16 maggio 2015

CESTINI SALATI E ANCHE DOLCI


 
In queste settimane ho continuato ad esplorare le ricette contenute nel
libro Insolito muffin di Laurel Evans, edizioni Gribaudo.
Questa volta mi sono dedicata a provare dei cestini realizzati con pane
carasau da riempire a piacere. La ricetta del libro, in effetti parla
solo di ripieno di formaggio morbido, ma il pane non è forse il
miglior accompagnamento di infiniti sapori?
Seguendo un istinto goloso, a me è venuto spontaneo provarne subito una versione dolce partendo dalla crema di nocciole al cioccolato, ma in
effetti credo che ci si possa mettere qualsiasi ingrediente, dolce o
salato, che non sia troppo liquido e che regga la temperatura del
forno che serve a far diventare croccanti i cestini.

Ingredienti
una confezione di pane carasau
200/250 gr di crescenza o stracchino morbido
olio extra vergine
sale
Ma anche
crema di nocciole al cioccolato
zucchero
bianco d'uovo o marmellata di albicocche

Inoltre vi serve una teglia da muffin (diametro circa 7 cm).

Iniziate ad accendere il forno per portarlo a 200 gradi e ungete
leggermente la teglia. Io ne ho utilizzata una da 12 muffin.
Mettete a scaldare dell'acqua, non deve essere bollente, perché
dovete metterci le mani, ma più calda possibile.
Bagnate pezzi di pane carasau con l'acqua su ambo i lati e
lasciateli riposare qualche minuto su un tagliere. Vedrete che
inizialmente resta ancora rigido ma pian piano assorbe l'acqua e
diviene molto flessibile. Quando è a questo stadio disponete i pezzi,
la cui dimensione deve essere adeguata, a foderare gli stampini,
facendo attenzione che non si sovrappongano l'un l'altro sulle
parti piane dello stampo.
Riempite con un paio di cucchiaini di formaggio e aggiungete un altro
strato di pane ammorbidito schiacciando il formaggio affinché si
distenda nel cestino.
Continuate fino ad avere tre o quattro strati di pane con relativo
ripieno, spennellate la superficie con olio e cospargete con un
po' di sale.
Metteteli nel forno già caldo e lasciateveli fino a che il formaggio
non si sarà sciolto e il pane si sarà dorato facendo una leggera
crosticina. Ci vorrà circa un quarto d'ora.
Mangiateli belli caldi.
Se invece vi viene meglio portarvi avanti con le preparazioni,
riscaldateli nel forno ben caldo per qualche minuto prima di servirli.



Per la versione dolce il procedimento è lo stesso, con la sola
differenza che userete al posto del formaggio la crema di nocciole (ma
penso possa funzionare bene anche della confettura di frutta non
troppo liquida) e che non li finirete con l'olio e il sale ma
potete scegliere se usare del bianco d'uovo più zucchero
spolverizzato oppure marmellata di albicocche leggermente diluita.
Anche la versione dolce va gustata calda in modo che il ripieno sia
morbido e il cestino croccante.



Gabriella








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giovedì 17 aprile 2014

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


CACCIATORI E CACCIATI

This is the cheese - Questo è il formaggio, Andy Goodman
Corraini 2014


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 5 anni)

"This is the cheese. Questo è il formaggio.
This is the trap that held the cheese. Questa è la trappola che reggeva il formaggio.
This is the mouse that beat the trap that held the cheese. Questo è il topo che rovesciò la trappola che reggeva il formaggio.
This is the broom..."

Come in ogni ballata che si rispetti a ogni strofa si aggiunge sempre un verso.
Si parte da un elemento iniziale, il formaggio, che diventa il centro di interesse del topo, che a sua volta diventa il centro di interesse della scopa e della domestica che la teneva in mano. Subentra un gatto che ha come interesse primario il topo e per raggiungerlo crea un bel po' si scompiglio, tirando giù una credenza con la farina e attirando dietro di sé l'interesse di un cane. Il tutto condito da un frigorifero attaccato da una sedia e da una pioggia di uova sulla farina (ne potrebbe nascere qualcosa di buono?).
Risultato finale: una cucina in subbuglio e tre che si inseguono a vicenda, se non altro con lo sguardo, pur senza mai perdere di vista l'elemento scatenante, ovvero un pezzo di emmental (mi raccomando da non confondere con il gruviera che è a pasta dura...), che ha generato questa divertente reazione a catena.

Non è il primo albo che mi capita di vedere che giochi sull'effetto domino, altrimenti detto reazione a catena lineare. Ricordo con grande piacere Il giorno in cui la mucca starnutì (orecchio acerbo 2011), laddove l'effetto domino in realtà si amplifica ad ogni passaggio creando il famoso paradosso del battito d'ali della farfalla. Qui siamo in un gioco analogo, molto raffinato nella differenza sottile che c'è tra testo e immagini. Il gatto che spia il grembiule a ben vedere è in realtà un gatto che spia il topo nascosto nel grembiule, oppure la scopa non sembra essere caduta per caso dalle mani della domestica, quanto piuttosto sembra essere stata lasciata all'improvviso perché il topo vi si stava arrampicando lungo il manico. 

Il gatto non vuole pesarsi, ma piuttosto usare il piatto della bilancia per spiccare il volo verso la mensola in alto dove il topo si nasconde. E la sedia non apre il frigo perché dotata di volontà propria ma perché un cane la sta mordendo su una zampa, provocandone la caduta in corrispondenza della maniglia del frigo.
In questo senso si tratta di un libro tutto da scoprire con i personaggi viventi (umani assenti, a parte le mani rosa della domestica) che da una tavola a una mensola giocano a nascondino, senza mai celarsi per intero, mentre gli oggetti di corredo non sono mai lì per caso. Quel rocchetto di filo - per esempio- che compare dal nulla a tre quarti della storia si rivela infatti di grande utilità al topo per raggiungere il pezzo di formaggio che la domestica, chissà come e chissà quando, ha pensato di mettere in sicurezza chiudendolo nel frigo.


Sebbene il libro non abbia un suo sonoro, anzi poche parole di testo che si ripetono uguali a se stesse, possiamo immaginare di sentire l'urlo di terrore della domestica. E a seguire i vari crash dei barattoli e e delle uova precipitati, nonché il tonfo della sedia caduta sul frigo. E miagolii e squitti e un sommesso ringhiare sotto il tavolo.
Quest'ultimo, un grande tavolo beige in obliquo, segna la linea tra sopra e sotto e attraversa la pagina come a volerne delimitare lo spazio. Una mensola grigia anch'essa fuori asse, un frigo rosa inclinato, una sedia rossa di design (unica macchia di colore), linee mai parallele, colori pantone dalle gamme sommesse, utensili resi in chiave grafica generano una sensazione di grande sintesi formale.
In perfetta sintonia con i precedenti titoli che Corraini ha in catalogo dello stesso autore, anche questo ultimo si muove appunto nella direzione del design e della grafica al servizio di una narrazione che sembra concludersi nell'ultima pagina con una incitazione a non abbassare mai la guardia perché nella vita da cacciatori si può diventare in un soffio prede...


Carla

sabato 20 luglio 2013

CHEESE CAKE


CHEESE CAKE IN RETE

Con Margherita basta uno sguardo o un cenno perché ci si intenda...
Questa volta è bastato lasciare sul piano della cucina una scatola di Digestive...
Nonostante la grande fatica del momento, la Margherita è riuscita a produrre un dolce buonissimo con quei Digestive.
Lo ha fatto, ma il pc la segue ovunque...
Lei è maestra di cheese cake cotto, ma ora lo è anche di cheese cake crudo.
Ecco a voi la ricetta.

Ingredienti per la base:
200 gr di biscotti Digestive
100 gr di burro
1 cucchiaio di zucchero di canna

Ingredienti per la torta: 
600 gr di Philadelphia
200 gr zucchero
250 ml di panna liquida da montare
succo di 1 limone
12 gr di colla di pesce in foglia



Sbriciolate i biscotti nel frullatore per renderli polvere, aggiungerci lo zucchero, in una ciotola versare la polvere e mischiare il burro fuso, quindi, nello stampo a cerniera debitamente foderato di carta forno, versare la polvere 'imburrata' e compattarla piano piano, foderando anche i bordi. Tenete conto che deve essere almeno 3/5 mm di spessore.
A questo punto la base è pronta e può essere messa in frigo allo scopo di far raffreddare il burro per renderla più solida.



Mettete in una ciotola di acqua fredda la colla di pesce, poi in un'altra ciotola mettete tutti gli altri ingredienti, tranne la panna e mescolate con un cucchiaio, finché non diventa una crema omogenea. Scaldate 50 ml di panna e aggiungete la gelatina ben strizzata, si scioglierà all'istante perché la panna è calda e giratela per evitare i grumi o parti consistenti di colla di pesce. A questo punto, mischiatela alla crema di formaggio. Montate la panna rimanente e mischiatela con cura e lentamente al resto del composto e versate il tutto sulla base.
 

 

La tragedia è che adesso dovete aspettare almeno sei ore prima di mangiare questo cheese cake strepitoso.

Se volete proprio esagerare, come topping potete aggiungere frutta fresca o marmellata, se invece volete uno strato più solido, sciogliete 2 gr di colla di pesce in un cucchiaio di marmellata calda ma non bollente e quindi questo composto va mischiato a sua volta con altra marmellata e poi spalmato sulla torta e anche in questo caso dovrete aspettare ancora una interminabile mezz'ora...



Carla


domenica 30 giugno 2013

BUON COMPLEANNO!

BUREK & FLITTATA DI FLUTTA FLESCA

'Cucinare insieme è una della cose che mi piace di più fare'...questo lo diceva mentre tagliava ciliege e io di fronte a lei spennellavo fillopasta....e mentre le lo diceva io lo pensavo...vorrà pur dire qualcosa, tutto questa comunanza...
La cuciniera Gabriella e la lettrice pubblica Carla sono stranamente insieme nell'angusta cucina e preparano la cena di compleanno di Lettura candita (e di Eleonora).




Menu:
Insalata di farro e pomodorini al pesto (no recipe)
Burek di formaggio
pomodorini al forno (no recipe)
frittata di frutta fresca

Burek di formaggio
ingredienti
1 confezione di  fillopasta
250 gr di ricotta
80 gr di feta
300 gr di yogurt greco magro
2 uova
olio evo



Mischiate in una ciotolona la feta, la ricotta e lo yogurt e amalgamate il tutto, quindi aggiungete le uova precedentemente sbattute
Prendete un foglio di fillo pasta, spennelatelo con olio e ripiegatelo a metà: lungo il bordo del lato lungo ponete un po' dell'impasto cremoso quindi cominciate ad arrotolare. Ad ogni arrotolamento successivo spennellate il cannolo di pasta fillo per tutta la lunghezza quindi arrotolate ancora un po' e spennellate nuovamente e procedete così fino ad averlo arrotolato tutto. Con precauzione disponetelo in tondo, lungo il bordo di una teglia circolare abbondamentemente oliata.

 
Ricominciate con un secondo rotolo che metterete in sequenza nella teglia a formare una sorta di spirale che si chiude verso il centro della teglia. Quindi oliate il sopra con il pennello e infornate a forno caldo (180°) per mezz'ora o quaranta minuti. Sarà cotto quando si brunirà e si sarà gonfiato a dovere.

Carla


Frittata di frutta fresca
la ricetta originale viene da uno dei vari allegati settimali ai quotidiani,ma come sempre è stata modificata un po'.




ingredienti
500 gr di frutta (quella usata in questo caso erano pesche, susine nere e ciliegie, ma il bello di questo tipo di ricette è che ci puoi mettere un po' quello che vuoi, o anche quello che va consumato rapidamente perchè sta sfiorendo)
4 uova
3 cucchiai di farina di mandorle o nocciole (se non l'avete in casa potete macinare in un mixer direttamente le nocciole o le madorle, ovviamente non ottenerete una farina sottile come quella che vendono già macinata, ma la diasparità di grana e i granellini più grossi daranno un risultato anche migliore)
3 cucchiai abbondanti di zucchero di canna tipo mascobado
4 cucchiai di panna fresca
2 cucchiai di rhum (quello vero, non utilizzate l'aroma al rhum che nei supermercati trovate vicino al lievito e complementi vari dei dolci, perchè ha un sapore decisamente diverso e, permettetemi, peggiore)
buccia di un limone piccolo non trattato
cannella q.b.
una noce di burro



Iniziate tagliando la frutta a pezzi, piccole fettine o spicchi, non troppo piccoli perchè si devono vedere e riconoscere. Mescolateli in una ciotola con un cucchiao e mezzo di zucchero e il rhum. Lasciate insaporire per almeno 10 minuti.
Nel frattempo sbattete con una frusta le uova con la panna, la farina, la buccia di limone e la cannella (che doserete a vostro gusto ma comunque non meno di un cucchiaino intero).
Unite i due composti girando bene in modo che la frutta venga completamente ricoperta.
Per la cottura dovete utilizzare una padella che possiate mettere sia sul fuoco che nel forno, che ungerete, ben ee abbondantemente, a freddo con la noce di burro.


Versatevi il composto e pareggiatelo delicatamente in modo che emerga un po' di frutta.
Mettetelo su un fuoco medio di dimensioni, ma basso di fiamma, meglio se con una retina spargifiamma, e lasciatela cuocera coperta fino a che vi rendete conto che inizia a staccarsi dalla padella e la parte superficiale a essere meno liquida (ci vorrà più o meno un quartoi d'ora). A questo punto passatela nel forno già caldo a 180° e lasciatela cuocere senza coperchio fino a che la parte superiore è tutta solidificata.
Attenzione a non farla cuocere troppo perchè deve rimanere morbida e un pochino umida.

Lasciate raffreddare e servitela cosparsa di zucchero a velo.

Gabriella 

Noterella al margine:
la fotografa e inventrice del nome flittata di flutta flesca