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domenica 12 giugno 2016


INSALATA DI LENTICCHIE E ARANCIA, 
ovvero l'insalata che tiene insieme

E' giorno di riunione.
Da Bologna e da Milano arrivano in quattro e a Roma ad aspettare loro siamo in sei. Chi con l'aereo, chi con il treno, chi arriva a piedi, chi con la panda della pippi. C'è chi spinge un passeggino. Da direzioni diverse convergono in un unico luogo che lascio segreto. C'è chi ha preparato un serrato odg, c'è chi arriva con buone idee, c'è chi ha studiato la questione, c'è chi ha cose da dire e c'è chi invece vuole solo stare a sentire. C'è chi è curiosa e c'è chi sperava nel bel tempo che forse non avrà.
Una cosa li tiene insieme: la voglia di vedersi, di rivedersi e di ragionare insieme.


E io, nell'attesa, cucino. Cucino per loro una cosa che nel mio immaginario è perfetta per sfamare persone che si riuniscono.
La ricetta l'ho imparata da poco. La debbo a Gabriella che la deve, a sua volta, ad altri. Lei è una buona amica di una cara amica e io, per osmosi o sillogismo, la considero amica, a mia volta.
In quel caso le persone si erano riunite a Cantù per festeggiare i dieci anni dello Spazio Libri La Cornice di Tommaso Falzone e Valentina Pellizzoni, e Gabriella aveva messo 'a tavola' un bel po' di persone e tra le tante cose buone preparate spiccava questa insalata dal sapore imprevedibile.
Nel nostro caso le persone di Libri Calzelunghe si riuniscono.
E l'insalata è per loro.
Ora la riunione può avere inizio.

INGREDIENTI (per otto persone)
500 gr di lenticchie di Castelluccio
2 arance e mezza
un cipollotto fresco
un bel po' di scaglie di gran formaggio
olio
aceto balsamico
un pizzico di sale
un po' di insalata valeriana

Fate bollire le lenticchie fino a che non sono cotte, leggermente al dente. Scolatele e fatele freddare in una ciotola capiente quindi aggiungete un po' di olio perché non si attacchino tra loro. Quando sono ben fredde aggiungete le arance tagliate a fette e poi a pezzettoni. Aggiungete quindi le scaglie di gran formaggio (va bene anche il grana o, meglio ancora, il parmigiano) il pizzico di sale e fate riposare per dare il tempo ai sapori di mescolarsi.


Poco prima di servire aggiungete un'emulsione di olio di oliva e aceto balsamico, quindi mescolate e aggiungete l'insalata valeriana che non deve perdere la sua croccantezza e fragranza.

Carla

domenica 12 luglio 2015


FACILE

Io spero che quelli di Piccole ricette mi perdonino se ancora una volta 'pesco' dal loro repertorio l'ennesima meravigliosa insalata.
Come di consueto, in queste giornate torride sventolare sotto il mio naso una fetta di anguria è un po' come stuzzicare le trote in un laghetto di pesca sportiva: prima o poi qualcuna abbocca. Io ho abboccato!
Ecco a voi l'insalata facile per la prossima bolla africana in arrivo:

Ingredienti per 4 persone
1 kg di anguria fresca e tagliata a dadini
200 gr di feta tagliata a dadini
1 ciuffetto di prezzemolo (oppure menta)
1 lime spremuto
1 pizzico di paprika forte
3 cucchiai di olio
sale


Mischiate anguria e feta delicatamente, aggiungete il prezzemolo o la menta o il coriandolo tritati, versate l'olio e il succo del lime e una spolverata di paprika e il sale. Fatto! 
Uniche due avvertenze, 1) crea dipendenza 2) va preparata e mangiata in rapida successione altrimenti l'anguria assume quell'arietta un po' malsana che non le dona...

Carla

sabato 20 giugno 2015


A TUTTO VOLUME 
Sapori da un festival di letteratura.



Quando si va in Sicilia si torna sempre con gli occhi pieni di belle cose, belle persone, bei posti e buon cibo. A parte la bellezza di Ragusa, dei ragusani, grandi e piccoli, e a parte il piacere di essere per tre giorni immersi in A TUTTO VOLUME Libri in Festa a Ragusa, di ritorno mi sono portata indietro un sacco di sapori nuovi, di associazioni tra gusti tra loro molto distanti.
Una bella sorpresa per il palato.
Una di queste insolite commistioni è un'insalata fresca che può essere mangiata da sola nei giorni più caldi, oppure di contorno a un piatto di carpaccio di pesce spada o tonno.
Così l'ho mangiata da DI PASQUALE-Pasticceria di Corso Vittorio Veneto a Ragusa. L'ho assaggiata nel buffet ricco che l'organizzazione di A TUTTO VOLUME aveva messo a disposizione dei partecipanti. Se da lontano poteva sembrare una insalata di patate e quindi con quel clima non particolarmente allettante, quando ne ho assaggiato un boccone, mi è scoppiato in bocca il succo asprigno e rinfrescante della mela ed è stata una festa.
Si tratta di un'insalata di mele e fragole in salsa di maionese e yogurt.



INGREDIENTI
2 mele fuji o granny smith
5 fragole mature

Qui si è davanti a un bivio.
Ai pigri e ai prudenti consiglio di usare una buona maionese industriale, ai volenterosi e ai coraggiosi consiglio di preparare con il frullatore ad immersione la propria maionese.

Per la maionese usate solo materie prime fredde di frigorifero!
1 uovo fresco
220 gr di olio di girasole
1 cucchiaio di succo di limone
1 cucchiaio di aceto
un pizzico di sale
Mettete tutti gli ingredienti secondo questo ordine preciso dentro un bicchiere da frullato. Quindi azionate il vostro frullatore ad immersione al massimo della velocità. Tenetelo per qualche secondo sul fondo quindi, appena sentite che fa una leggera resistenza cominciate a muoverlo in verticale, andando su e giù per il bicchiere. non superate i 10 secondi.

per la salsa maionese e yogurt
100 gr di maionese
160 gr yogurt greco intero



Mischiate le due creme e, dopo aver tagliato a dadini le mele e a striscioline le fragole, mischiate il tutto delicatamente, facendo in modo che le fragole non tingano troppo di rosa la salsa. 
Eventualmente aggiungetele solo all'ultimo minuto prima di servirla.

Carla


sabato 6 giugno 2015


LE RICETTE DA PANCHINA

Che io sia un po' monomaniaca, è cosa risaputa.
Torno con una di quelle ricette che mi bussano sul cellulare la sera (Piccole ricette), quando la città si raffresca e io mi siedo su una panchina nel parco con i cani che giocano...
Insalata, o tartare se tagliata più finemente, di feta, melone e cetrioli.
Va da sé che dia dipendenza: nella mia famiglia (anche i membri bononiensi) non si mangia altro da giorni.

È una ricetta facilissima, velocissima e freschissima quindi adattissima a questi giorni abbacinati dalla luce e dal caldo. L'altro suo grande pregio consiste nel fatto che dal punto di vista cromatico è una festa per gli occhi, ammesso che verde e arancio siano due colori che vi piacciono.


INGREDIENTI
2 cetrioli
1 melone retinato
200 gr di feta
un mazzetto di menta fresca
sale
pepe
il succo di mezzo limone (o il succo di un lime)
un cucchiaio di olio

Tagliate a dadini gli ingredienti, tanto più piccoli gli tagliate tanto più starete facendo una tartare, tritate la menta, spremete il limone, aggiungete sale, pepe e pochissimo olio e mischiate il tutto. Se avete deciso di fare la tartare riempite delle ciotoline, premendo un po' quindi rigiratela nei piatti, come fareste con una formina piena di sabbia al mare...



Carla

domenica 9 settembre 2012

FOTOGENIA


L'ARINGA IN PELLICCIA

VADIM BAITCHOURIN è un ragazzo molto fiero.
Di mestiere fa il pittore.
Ma so che la sera  compone musica. E infatti nelle sue tele, la musica è sempre lì. Parte del suo tempo lo impiega lavorando per una ditta di trasporti e talvolta cucina.
A Vadim piace cucinare e siccome la Russia, la Siberia, che ha lasciato un bel po' di anni fa con sua madre e suo fratello, se la porta nell'anima e negli occhi, Vadim spesso cucina piatti russi. 
Una piccola porzione della mia estate io l'ho passata in sua compagnia, spesso intorno a un tavolo a mangiare e una volta anche al fiume. 
Se sollecitato, questo ragazzo siberiano dall'accento tortonese-piacentino, è un generoso dispensatore di ricette e questa è quella che ha regalato a me: l'aringa in pelliccia. 
Un'insalata fredda che, mangiata il giorno dopo, è ancora più buona.
Ci ha tenuto a dirmi che è un piatto russo invernale e che in Russia la si mangia alternando un boccone a un bicchierino di vodka. Il nome in russo malamente lo traslittero così: Silotka pat schuba.
Ho chiesto a Vadim di produrre, nonostante la stagione sbagliata, nonostante l'assenza di vodka per chilometri, l'aringa in pelliccia. Non è stato facilissimo accordarci su che tipo di aringa utilizzare, ma alla fine l'ha messa in pelliccia e noi tutti l'abbiamo mangiata. 
Era perfetta, anche in pieno agosto.

INGREDIENTI

2 barbabietole, quelle cotte che vendono al supermercato sottovuoto
3 carote
2 patate
2 uova
maionese (un barattolo)
aringa, quella secca, salata è la preferita da Vadim. Ma all'occorrenza va bene anche quella leggermente affumicata. Non quella cruda, mi raccomando.
una cipolla o uno scalogno



Per prima cosa bisogna far bollire patate e carote e uova. Quindi bisogna sminuzzare in micro frammenti la cipolla o lo scalogno e, una volta tritato, va messo come fondo sul piatto di portata su cui costruiremo l'insalata. Quindi si sminuzza l'aringa e la si mette sopra il trito, poi gli si grattugiano sopra le patate bollite, quindi, ancora sopra uno strato di maionese (non alto due dita, ma neanche un velo), sopra la maionese si tritano le due uova sode, quindi un altro strato di maionese, al si sopra del quale le carote, anch'esse grattugiate ed infine, sull'ultimo strato di maionese, mettiamo le barbabietole, anche loro grattugiate a dare quel colore un po' optical che me la fa piacere molto già prima di averla assaggiata. Con una spatola si rende uniforme la superficie a cupolotto (un muratore direbbe la si 'rasa') e l'insalata è pronta: l'aringa ha la sua folta pelliccia per proteggersi dal gelo siberiano e, in mancanza di meglio, da quello del frigorifero, in cui la dovete far stazionare per almeno un paio d'ore prima di mangiarla.


Per onestà intellettuale devo dirvi che l'aringa in pelliccia non è fotogenica. Per niente. Quella fatta da Vadim è stata fotografata su una punitiva tovaglia ancora più 'lisergica' della stessa aringa in pelliccia, che già di suo non scherza, e quindi quella che vedete qui è una mia riedizione. Ho pensato che, assecondando il viola mi sarebbe andata meglio....

Carla