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lunedì 1 maggio 2023

AUTARCHIA

Ogni volta che arriva porta con sé un certo numero di pacchi cilindrici di biscotti allo zenzero prodotti industrialmente per la catena del suo supermercato prediletto. Costano meno di mezza sterlina e sono buonissimi. Il fatto è che lei non viene spesso, o almeno non tanto spesso, quanto la nostra voglia di vederla e di mangiare i biscotti ci consentirebbe senza soffrirne. Ora, rifare lei con la frolla come nel Reuccio fatto a mano, non è cosa, ma per i biscotti ci siamo organizzati. Va da sé che la ricetta è UK e che lei li produce per i group meeting e che ci è diventata anche famosetta...


Ingredienti per mezza dose

100 gr di farina 00
40 gr di zucchero moscovado, ossia integrale (quello con i granelli che si muovono sempre un po')
50 gr di burro
2 cucchiai di golden syrup
1 cucchiaino raso di lievito per dolci
1 pizzico di sale 
1 cucchiaino almeno di zenzero in polvere

Accendete il forno a 180°
Mettete tutti gli ingredienti secchi in una ciotola e mischiate.
Fate scaldare il burro e il golden syrup sul fuoco basso, quando è liquido aggiungetelo alle polveri.
Mischiate quindi con le mani fate palline da 15 gr l'una e disponetele su un foglio di carta forno sulla teglia un po' a distanza.
Infornate e fate cuocere per 10 o 11 minuti.
Sfornate e sui biscotti ancora caldi fate una leggera pressione con il fondo di un bicchiere, in modo da appiattirli leggermente.
Fate freddare.



La nostalgia resta, ma almeno si mitiga un primo maggio piovoso.

Carla



domenica 9 febbraio 2020


QUANDO IL CASO E' DISPERATO....

(con aria di convegno)

Li vendono in ogni negozietto delle città dell'East Coast: sono confezionati dentro pacchetti rettangolari e riconoscibili per la loro inconfondibile carta verde (o bianca se gluten free). 
Sono rotondi, sottili, friabili. Danno assuefazione.


Nascono a Southampton, ma noi ci siamo conosciuti un po' più a nord:
a Boston e a Providence avevo imparato a vederli a grande distanza, li avevo comprati in tutte le loro varianti e me ne ero portata in Italia una considerevole scorta, pensando però che li avrei potuti comprare serenamente in rete, una volta finita la riserva. 
Ma no: carissimi, inavvicinabili. 
Il caso si fa disperato. 
Lentamente dimentico, ma inaspettatamente a Cipro riemergono nella mia memoria. Spippolo un po', ma i costi non sono cambiati. Però, però, però...Il caso vuole che, girando intorno al nome Tate's, io scopra la possibile fonte di tutto questo: il libro di ricette Tate's dei biscotti Tate's. 
A Cipro compro il libro dei biscotti di Southampton incontrati a Boston e li preparo a Roma.
Ed ecco il risultato.


Ingredienti
120 gr di farina
7 gr di lievito per dolci
7 gr di sale
115 gr di burro
75 gr di zucchero di canna
75 gr di zucchero bianco
1 uovo
40 gr di zenzero disidratato
oppure
40 gr di gocce di cioccolato
due cucchiaini di acqua


In una ciotola mescolate la farina, il lievito e il sale.
In un'altra montate lo zucchero con il burro fino a ottenere una crema morbida (io uso il frullatore e viene benissimo senza sbattezzarsi), quindi aggiungete l'uovo e montatelo insieme alla crema di burro e zucchero quindi l'acqua e aggiungete la farina e mescolate con cura.
A questo punto mettete lo zenzero sminuzzato piccolo piccolo o le gocce di cioccolato, a scelta. L'impasto che ne risulta è morbido e non maneggiabile con le mani, ma con l'aiuto di due cucchiai mettetene dei mucchietti molto distanziati tra loro sulla carta forno che fodera la leccarda.
Infornate e coucete per 12 minuti nel forno che avrete preriscaldato a 180°. Da mucchietti che erano diventano dischi sottili.
Il gioco è fatto e se chiudo gli occhi mi sembra di aver acchiappato qualcosa di molto simile agli inarrivabili e costosi biscotti americani.


 Carla

sabato 21 febbraio 2015

CORTESIE PER GLI OSPITI


MARMELLATA DI ARANCIA E ZENZERO 
DI MELANIE

Parto dalla cosa più dolce di tutta questa storia: Giorgia. Ha sette anni, ed è una bambinetta 50% inglese, e al 100% geniale. Vivace nel pensiero, attenta con orecchie e occhi, sensibile nel cuore, affettuosa nelle parole, autentica nelle reazioni. Da più di un anno, ogni venerdì passiamo del buon tempo assieme leggendo libri che lei succhia letteralmente come una spugna disidratata mentre io mi bevo i suoi commenti. Ed è una gioia.
Melanie è sua madre.
Nel giardino della casa editrice che ospita i nostri incontri ci sono diversi alberi di arancio e, complici due altri splendidi bambini, i frutti sono scesi dai rami e sono finiti nella marmellata di Melanie.
Qui la sua ricetta.

Ingredienti
8 tazze di arance (10/12 arance sbucciate e tagliate a pezzi)
la buccia di 3 o 4 di queste
10 cm di zenzero fresco
4 tazze di zucchero
succo di 2 limoni
1 pacchetto di pectina

Procedimento 
Prendere le arance non trattate, lavarle e sbucciarle, togliendo il più possibile il bianco. Tagliarle a pezzi. Conservare la buccia di 3 o 4 e poi tagliarla molto sottile. Pelare e tritare finemente lo zenzero o schiacciarlo.
In una pentola grande mettere le arance a pezzi, le bucce, lo zucchero, lo zenzero, il succo di limone e far bollire per 10 minuti, quindi aggiungere la pectina e far bollire per altri 10 minuti, girando sempre. When the marmalade coats the back of the stirring spoon smoothly, it's done. Che in italiano suona più o meno così: quando la marmellata fa il cappotto liscio sul retro del cucchiaio per girare, è pronta per essere messa nei barattoli.


 Melanie (e Giorgia)

sabato 1 febbraio 2014


MARMELLATA DI PERE E ZENZERO


Le pere sono frutti delicati. Spesso, accanto a mele e melarance, frequentano corti di re e regine, hanno poteri magici, ospitano al loro interno fanciulle in miniatura: insomma sono frutti da fiaba.
Pierino Pierone ne va ghiotto e sale sull'albero per mangiarle invece di andare a scuola e anche la Strega Bistrega, ai piedi della pianta, dice di andarne matta e di avere l'acquolina nel sentirne il profumo. Attento Pierino Pierone, lei vuole te e le pere vengon solo dopo.
Allora dedico a Strega Bistrega, a sua figlia Margherita Margheritone che l'aspetta a casa e - certo- anche a Pierino Pierone questa ricetta profumata (Il bambino nel sacco, da I. Calvino, Fiabe italiane, ill. Lele Luzzati).



Ingredienti:
1,4 kg di pere Williams
(devono raggiungere il chilo, da pulite)
800 gr di zucchero
3 grammi di zenzero fresco, grattugiato
oppure
30 gr di zenzero candito tagliato a sottili striscioline
buccia grattugiata di limone o arancio non trattato
il succo di un limone

Primo giorno:
Sbucciate le pere e tagliatele in quarti e poi togliete i semini e il filamento più legnoso legato al picciolo. Tagliate quindi a fette sottili (2 mm) gli spicchi e mischiateli in una ciotola con lo zucchero lo zenzero e il succo di limone. Mischiate accuratamente quindi coprite con un foglio di carta forno e lasciatelo macerare per un'ora.
Poi travasatelo in una pentola e portatelo a ebollizione, girandolo di continuo. Toglietelo dal fuoco appena bolle e versatelo di nuovo nella ciotola e fatelo riposare per una notte, coperto di nuovo dalla carta forno.
Secondo giorno:
Rimettete nella pentola e fate cuocere, schiumando ogni tanto e girando il composto con iìun mestolo di legno. Dal momento dell'ebollizione fate cuocere per 20 minuti. Quindi spegnate e date un colpetto di minipimer per rompere grossolanamente i pezzi più grandi del frutto. Mi raccomando, non riducete il tutto a una purea, lasciate invece che la pera a pezzetti si continui a sentire sotto i denti.
Versate la marmellata nei barattoli, chiudeteli con cura e capovolgeteli per ottenere il sottovuoto. Come sempre avvolgeteli in una coperta fino a che non si sono raffreddati: lasciate che il calore si disperda il più lentamente possibile. La marmellata ve ne sarà grata.

 Carla

sabato 21 settembre 2013


IL BISCOTTO DEL TRASPORTATORE

Alla distanza, nella grande fatica di uno smantellamento di una casa enorme, rimangono piacevolmente nella mente alcuni personaggi. Uno di questi è Roberto, trasportatore competitivo e smart che abbiamo conosciuto e potuto apprezzare in un trasporto ingente di mobili da Roma a un paesino sperduto nell'entroterra di Spezia.
Richiamato per un altro trasferimento, questa volta verso la Calabria profonda, Roberto è stato accolto da scatole e mobili e anche da un cartoccio che trasudava bontà: i biscotti del trasportatore, energia pura per chi comincia la giornata sollevando divani.



Ingredienti:
110 gr di burro
145 gr di zucchero di canna
1 cucchiaio di sciroppo d'acero
1 uovo
220 gr di farina 00
1/2 cucchiaino di lievito in polvere
30 gr di fiocchi d'avena grandi
70 gr di zenzero cristallizzato e tritato
70 gr di uva passa

Lavorate insieme burro e zucchero (occorre la frusta o il frullatore) finché non diventa cremoso e spumoso, quindi aggiungete lo sciroppo d'acero, l'uovo, la farina, l'avena, lo zenzero che avrete sminuzzato prima con la mezzaluna e l'uva passa. Otterrete un impasto morbido a cui darete la forma di un cilindro. Avvolgetelo nella plastica trasparente e mettete in frigo per almeno un paio d'ore.


Passato questo tempo accendete il forno a 170° e sulla placca disponete distanziati a sufficienza i tondini alti più o meno un centimetro che avrete ottenuto tagliando a fette il suddetto cilindro ora duro di frigo.
Fate cuocere per 25 minuti e il gioco è fatto.




A tutti auguro questi biscotti a nessuno auguro un trasloco (tranne ai trasportatori).

Carla

domenica 5 maggio 2013

DIE MARMELADEN BIBEL


MARMELLATA DI BANANE, ARANCE E ZENZERO CANDITO

È di nuovo una ricetta di Christine Ferber e, come vuole la norma, va fatta in due momenti diversi. La tecnica della Ferber, rinomata nel mondo, ha un rispetto enorme della frutta che, cuocendosi poco, resta visibile all'occhio e consistente in bocca. Provare per credere.



Ingredienti:
700 gr di banane sbucciate (1.150 gr con la buccia)
1 arancio non trattato
900+100 gr di zucchero
200 ml di acqua
il succo di 3 grandi arance (300 ml)
il succo di un piccolo limone
100 gr di zenzero candito


Il primo giorno (sabato con il sole):
lavate e spazzolate con cura un arancia non trattata, quindi tagliatela a fettine sottilissime con una mandolina. Mettete le fette in 200 ml di acqua e 100 gr di zucchero e fate cuocere finché non caramella (ovvero asciugata tutta l'acqua lo zucchero comincia a glassare e a rendere lucide le scorze. Nel frattempo con la stessa mandolina affettate le banane, spremete le 3 grandi arance e mischiate il tutto, quindi passate il composto in un passa verdure con le maglie larghe (non devono restare scorie ma le banane devono diventare purea, altrimenti nella marmellata potrebbero creare problemi). Questa poltiglia versatela sulle arance candite, quindi aggiungete lo zucchero e il succo del limone, accendete il fuoco e portate a ebollizione. Appena bolle, spegnete tutto e ricoprite la pentola con carta forno e lasciate riposare per una notte.


Il secondo giorno (domenica nuvoloso):
tagliate lo zenzero candito a striscioline sottili o passatelo con la mezzaluna se lo avete a dadini (il mio era così). Aggiungetelo al resto e fate cuocere a fuoco forte, avendo cura di girare costantemente con un mestolo il composto, schiumatelo con cura e dal momento che comincia il bollore, contate una decina di minuti e poi spegnete.
Imbarattolate, avendo cura di distribuire in porzioni equanimi nei singoli contenitori le sottilissime bucce di arancio caramellate.


Carla

martedì 25 dicembre 2012


È NATALE!


Anche quest'anno ci siamo arrivati. Con tanta fatica, ma ci siamo.
Molte cose sono cambiate.
Basta guardare il post del 24 dicembre 2011 per verificare che alla conta, qualcuno non risponderà, mentre qualcun altro si è aggiunto.
Le malinconie me le tengo per me ma voglio darvi un suggerimento, ormai fuori tempo massimo, quindi per il natale 2013.
Prendete nota: i giorni prima di natale fate due tegliate di biscotti allo zenzero e date loro la forma di omini, stelle, campane (molto pasquali...) orsetti, e quant'altro. Quindi prendete dello spago da arrosto e costruite dei cappietti per poterli appendere al vostro albero di natale. 
Questo è il risultato.


Se lo farete è mio dovere segnalarvi i lati positivi della faccenda: 
Vi profumerà la casa intera.
Zero impatto ambientale perché così non dovrete riporre alla fine delle feste le decorazioni. Ve le sarete mangiate. E quindi non dovrete constatare l'anno successivo che alcune si sono frantumate nel cercare di infilarle a forza nello scatolone che dovrebbe contenerle.
Non dovrete più scendere in cantina e cercarle all'umido con la luce fioca.
Avrete di che rosicchiare dalla Befana in poi, una volta smontato l'albero, qualora lei vi abbia portato solo il carbone, ma anche i lati negativi della faccenda:

se avete un cane (o un gatto) con un buon naso, monello e molto vorace, finirà in un batter d'occhio tutta la vostra profumata decorazione e dovrete ricominciare daccapo.
E per tutto il periodo sarà difficile distogliere dalla mente del vostro cane l'idea che in casa sia cresciuto 'miracolosamente' da un pavimento in parquet un albero di biscotti, molto rigoglioso, molto...


Ora la ricetta:
175 gr di farina bianca 00
1 cucchiaino di lievito in polvere
1/2 cucchiaino di zenzero in polvere
80 gr di burro freddo a cubetti
40 gr di zucchero di canna
50 gr di miele liquido
1 cucchiaino di acqua

50 gr di cioccolato bianco fuso per la decorazione 

mettete nel frullatore tutti gli ingredienti tranne l'acqua e fatelo andare con la modalità impulsi fino ad ottenere un impasto 'sabbioso'.
Toglietelo dal frullatore e mettetelo in una ciotola con il cucchiaino d'acqua. Impastate fino ad ottenere un impasto morbido quindi spianatelo con il matterello in uno strato sottile mezzo centimetro sulla tavola leggermente infarinata. Tagliate i biscotti con gli stampini che avete scelto e quindi disponeteli nella leccarda coperta di carta da forno. Decorateli conle palline d'argento come ho fatto io, oppure lasciateli così come sono e decorateli poi con il cioccolato bianco fuso.
Fateli cuocere a 170° per 20 o 30 minuti ( a seconda dello spessore).
Quando sono cotti ma ancora caldi prendere uno stecco da spiedino e fate i buchi nei biscotti (mi raccomando delicatezza perché sono molto friabili) per poi infilarci lo spago per appenderli all'albero.
Quando si sono ben freddati potete procedere alla decorazione con il cioccolato bianco che avrete precedentemente sciolto a bagno maria e messo in un sac a poche. Capelli, occhi, nasi, bottoncini, stivali, camicie dal collo tondo e così via, sfogate la vostra fantasia per decorare tali profumatissimi biscotti.
Abbiate un buon natale da tutte noi



Carla e co.

Noterella al margine. Io, per il mio albero e indirettamente per il mio cane, ho fatto doppia dose delle quantità date qui nella ricetta. Quest'ultima viene dal libro che non smetterò mai di consigliarvi:
Isidora Popovic, Al forno, ricette biologiche per dolci e torte salate, Logos 2010


domenica 25 novembre 2012


PAN DI SPEZIE 

Ormai fa freddo, almeno qui al nord, le giornate si accorciano sempre di più, quindi cosa c'è di meglio che riprendere l'abitudine di un bel te caldo pomeridiano accompagnato da un dolcetto? Certo non tutti i giorni, ma per quello poche o tante volte che ci riusciamo, perché non con un buon pan di spezie? Ammesso che vi piacciano le spezie.
A me sì, soprattutto abbinate ai gusti dolci.
Il pan di spezie non è di certo una mia invenzione, la sua origine ci riporta alle antiche civiltà del bacino del mediterraneo e anche un po' più in là verso il leggendario oriente.
Nel tempo la ricetta si è articolata nel composto e nelle forme date ai pani in svariate soluzione diverse. Da quelle elaborate dagli ordini religiosi a quelle territoriali più o meno irriverenti.
Io vi propongo questa, che faccio da molti anni. Non mi ricordo dove l'abbia trovata e perciò non so dire a quale contesto storico o geografico si riferisce. Però mi sembra ben equilibrata nei sapori e facile da fare.


Ingredienti:
  • 175 gr di farina bianca 0
  • 100 gr farina di segale
  • 250 gr di miele di montagna (o almeno non troppo dolce e zuccheroso)
  • 40 gr di zucchero di canna grezzo
  • 100 gr di burro
  • 2 uova
  • 1 cucchiaino e 1/2 di lievito in polvere
  • 1 cucchiaino e 1/2 di anice in grani
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • 1 cucchiaino di zenzero in polvere
  • ¼ di cucchiaino di noce moscata in polvere
  • 4 o 5 chiodi di garofano
  • un pizzico abbondante di sale.

In una casseruola scaldate a fuoco molto basso il miele, aggiungetevi il burro fatto a piccoli pezzettini e mescolare bene finché non è tutto fuso. E qui faccio un piccolo inciso sul miele. Benché siano le spezie a fare da protagoniste nella ricetta, il miele è molto importante perché dà il retrogusto dominante, quindi sceglietene un tipo che vi piace proprio.
Togliete dal fuoco e aggiungete lo zucchero. Se avete usato il tipo “Mascobado” dovete mescolare molto bene perché farà fatica a sciogliersi. Lasciate intiepidire un po'.
Sbattete bene le uova (meglio con la frusta) e unitele al composto miele-burro-zucchero.
In un'altra terrina, a secco, mettete le farine, le spezie, il lievito e il sale e mescolatele bene tra di loro.
Con un setaccio aggiungete poco alla volta le farine al composto umido fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Versatelo in uno stampo da plum-cake da 25 cm foderato di carta da forno.
Cuocere a 180°per circa 70 minuti. Come sempre vale la regola della verifica di cottura con lo stecchino.
Avvolto in carta oleata si può conservare a lungo, ma di solito il problema non si pone.



Gabriella

venerdì 8 giugno 2012


TI RIDUCO IN POLPETTE
Il sedano rapa è bruttino all'esterno, tutto pieno di bitorzoli, duro e fibroso, ma è davvero bellissimo nel suo cuore, fatto di strane geografie di isole e continenti. A parte questo è anche molto gustoso.
Ho fatto la sua conoscenza quando la mia amica Luisa lo cucinò per me e per il professore in padella tutto tagliato a dadi.

Lo stesso professore, trovandolo su banchi al mercato di Campo de' Fiori, ne ha comprato un esemplare e lo ha portato a casa.
E adesso che cosa ci faccio? 
 
Lo riduco in 'polpette'. E così, fatta una collazione tra le varie ricette in Internet, questa è la mia proposta:



INGREDIENTI

1 sedano rapa medio 
80gr di farina di mais
4 cucchiai di olio extravergine di oliva 
foglioline di menta, sminuzzate
1/2 cucchiaino di cumino in polvere 
1/2 cucchiaino di curcuma 
1/2 cucchiaino di zenzero in polvere 
sale e pepe bianco


Il bruttino sedano rapa, va sbucciato con un buon coltello, lasciando attaccata alla buccia anche il primo strato di polpa. Tagliatelo a grandi fette e poi a dadini che farete cuocere per 15 minuti a vapore nella pentola a pressione Una volta cotto, toglietelo dal cestello e trasferitelo su un canovaccio pulito perché si raffreddi e si asciughi molto bene. Una volta freddatosi, passatelo nello schiaccia patate. Un' accortezza che ho usato e che vi consiglio di seguire è quella di applicare una solo poca pressione sullo schiacciapatate all'inizio per fargli uscire un po' di acqua ulteriore. Meno acqua incorporano, meglio sarà.
Quindi spingere a dovere (attenzione che i vermetti di sedano rapa hanno il vizio di schizzare in molte direzioni tranne quella della ciotola sottostante).
Al purè di sedano rapa potete aggiungere gli altri ingredienti, oltre al sale e pepe di ordinanza.


A questo punto avete un composto piuttosto morbido. Fatene tante polpette di circa 30 grammi l'una e schiacciatele un po' ai poli. Quindi disponetele in bell'ordine sulla leccarda del forno, previa copertura della base con carta forno.


Ora dovete versarci sopra un filo d'olio, in modo che abbiano un po' di grasso anche sul fondo.
Fatele cuocere per mezz'ora a 180° .
Carla