martedì 28 febbraio 2012

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


QUELL'ARIA DI MONTAGNA

SIGNOR ALCE, Davide Calì, Sara Welponer
Emme edizioni, 2012

ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni)

"Per cena Signor Alce preparò il suo piatto preferito: la zuppa di cipolle. La zuppa era un piatto invernale e, anche se era solo settembre, a Signor alce piaceva la sensazione di sentirsi già in inverno e coccolarsi con una zuppa calda."



In montagna l'estate finisce presto. Signor Alce si prepara, mette via i pantaloni corti e tira fuori i maglioni, sistema la legna per benino in cantina. Beve l'ultima limonata della stagione e prepara la prima zuppa di cipolle della stagione. Nei suoi piani ci sono buone letture davanti al caminetto alternate a un puzzle da comporre. Signor Alce ama la solitudine e il silenzio, le sue abitudini. Ma quando scopre che Bruno il carpentiere si è rotto una gamba ed è bloccato nella sua baita in cima alla montagna decide di prendersene cura. Così le due solitudini, tra partite a scacchi e castagne da condividere, diventano lentamente un'amicizia robusta. Robusta come tutte le cose di montagna.

Abitudini che si ripetono, una predisposizione al silenzio, una passione per le buone letture e i caminetti, una attrazione verso la solitudine, un certo talento verso l'autarchia: questo Signor Alce, montanaro, mi è istintivamente simpatico. Trovo che per certi aspetti mi somigli. Ed è forse per questa ragione che Signor Alce lo trovo un libro semplice ed efficace per raccontare il mondo delle montagne. Un mondo fatto di poche chiacchiere.
Come ogni buon montanaro, Alce e Bruno parlano poco, ma fanno parecchio. Se occorre, sanno rammendare i maglioni dai buchi delle tarme, sanno potare gli alberi prima dell'inverno, oppure stirare un monte di panni, e sono molto esperti nel preparare la zuppa di cipolle.
Nel nostro mondo occidentale che va avanti a chiacchiere, nel nostro mondo in cui tutto è illuminato, nel nostro mondo in cui tutti parlano con tutti in una grande piazza virtuale, mi piace pensare di poter andare in direzione ostinata e contraria e raccontare ai bambini di città che la vita può essere vissuta anche in modo diverso.
Sono naturalmente attratta da tutto ciò che ha a che fare con i monti -eccetto scalarli, perché soffro di vertigini- forse per il sangue piemontese che mi scorre nelle vene o forse perché vivo in una grande città circondata solo da tondeggianti colline...Mi piace l'aspro di ciò che ti circonda, la ruvidezza della vita e delle persone di montagna, mi piace il loro senso pratico che si fa spesso e volentieri necessità. Sono attratta dalla loro iniziale ostilità congenita che, con il tempo e la conoscenza, diventa accoglienza e amicizia profonda.
Davide Calì mi pare che racconti tutto ciò alla perfezione, senza ammiccamenti o scimmiottamenti nei confronti dei suoi piccoli lettori. E' una storia piccola, ma autenticamente costruita su un'atmosfera. Adatti e perfettamente in sintonia sono i disegni di Sara Welponer (già notata per i suoi pupazzetti di Evviva Zorba!) , evidentemente illustratrice 'di montagna'.
La seconda ragione che mi fa amare Signor Alce sta nella sua capacità di descrivere quegli attimi, quelle impercettibili sensazioni che puntellano la vita di ognuno: per quel che mi riguarda, mi riferisco per esempio all'impareggiabile piacere che provo all'improvviso una mattina dell'anno, annusando l'aria. 


E capisco, facendomi il primo tè caldo della stagione: ecco, è arrivato l'autunno...

Carla

4 commenti:

  1. Mi ispira questa storia! Complimenti per il blog, ti seguirò!

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    1. E' un albo illustrato molto tradizionale, ma dentro si respira 'aria fine'
      grazie per i complimenti. Continua a seguire il nostro lavoro e diffondi la notizia della nostra esistenza, e il nostro impegno diventerà un piacere!
      carla e co.

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  2. Complimenti, blog mooolto interessante!

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    1. grazie claudio
      siamo smpre molto contente quando veniamo 'scoperte' e siamo anche orgogliosette di sapere che ciò che facciamo vi piace e forse è anche un po' utile. Chiedo a te di continuare a seguirci e di dire in giro che noi esistiamo. Ci fa bene immaginare qualcuno dall'altra parte del monitor che ci dà retta.
      carla

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