martedì 21 ottobre 2014

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


VEDERE LA LUCE
 
Rose e l'automa dell'Opera, Fred Bernard, François Roca
Logos 2014


ILLUSTRATI PER MEDI (dai 7 anni)

"Ti ho ammirata danzare con le tue piccole compagne, come una foglia che volteggia nel vento.
Mi sono rivisto danzare a mia volta.
Tanto tempo fa. Su questo palcoscenico...
Avrei voluto cingerti la vita e sollevarti. Sentirti contro di me.
E volteggiare con te.
Poi la musica è svanita.
Le luci si sono spente."


Una dichiarazione d'amore in piena regola per voce silenziosa di un automa da palcoscenico cui mancano molti pezzi. Essa è diretta a una piccola danzatrice del corpo di ballo dell'Opéra di Parigi che ha avuto la fortuna di alzare il coperchio del baule in cui tale automa giaceva conservato da chissà quando. La curiosità unita alla determinazione nel portare a nuova vita quest'oggetto inanimato fa sì che il vecchio macchinista del teatro, Monsieur Marèchal, e il giovane orologiaio Paul si dedichino con passione alla ricomposizione dei vari pezzi di questo ballerino di legno per potergli dare nuova dignità e nuovo movimento.


Un lavoro lungo e attento per rimettere assieme i singoli frammenti. Ad ogni pezzo che si aggiunge, aumenta l'amore del ballerino nei confronti di quella bambina che gli ha ridato la luce e gli ha fatto battere di nuovo il cuore. A lei però spetta il compito più duro: quello di rimetterlo in azione e fargli calcare nuovamente le scene, ma questa volta non più da solo, ma accanto a lei, suo personale porteur.
Contro l'opposizione del direttore della più antica scuola di danza in Europa, che vede in lui solo un fantoccio, possono le parole giuste di quella giovane ballerina e la sua sicurezza interiore... 


L'automa con il nome del dio dai piedi alati ballerà.

Un'atmosfera di altri tempi, piena di luci e di ombre, di sfondi oscuri e di brillanti stucchi dorati, di perfette ricostruzioni degli interni (dal foyer fino al soffitto di Chagall) e dell'esterno, persino sulle lamiere del tetto, del palazzo Garnier, sede dell'Opéra di Parigi: queste sono le tavole fantasmagoriche di François Roca, maestro incontrastato della luce. 


Fin dalla copertina messi in scala si distinguono, anche sotto il profilo del colore, i tre diversi registri di questa storia: uno, forse il principale, caldo e voluminoso dedicato alle architetture, un secondo fortemente luminoso, dedicato alle bambine della scuola di danza, e un terzo, caratterizzato dai mezzi toni, dedicato all'automa e alla sua riparazione. 
E sopra ogni cosa, come un velo, c'è lei, protagonista assoluta: la luce.
Ancora una volta il sodalizio Bernard-Roca costruisce un gran libro. Le immagini che ritraggono la magniloquenza di questo monumento ha un suo corrispettivo nel testo che suona in taluni casi un po' appesantito dalla retorica che lo rende didascalico. La perfezione e l'equilibrio delle immagini che penetrano con dolcezza  nello sguardo del lettore stride un po' con un testo alle volte 'sincopato', probabilmente per aver modo di raccontare il più possibile. contappunti leggere sono, invece, alcuni giochi linguistici: il musetto di topolino, riferito alla piccola ballerina; ero a pezzi, riferito all'automa incompleto ed intristito per essere rimasto nel baule; diventare rosa, riferito alla piccola Rose che palpita.
Una storia che ruota intorno al mondo della danza, ma anche intorno ad un tema ben più universale: la vita interiore di un non nato, di una creatura inanimata che si anima. E lo fa per amore. Da Frankenstein a Pinocchio, la storia si ripete.

Carla

Noterella al margine: qualcuno mi sa spiegare la ragione di un esultante sì inglese, in bocca a una ballerina francese nel centro di Parigi? Che cosa non ho capito?

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