lunedì 19 maggio 2014

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


A RACCONTAR LE STORIE 
 
A Ritrovar le Storie, Annamaria Gozzi, Monica Morini, Daniela Iride Murgia
Edizioni Corsare, 2014


ILLUSTRATI PER MEDI (Dai 6 anni)

"Tanto tempo fa, quando i pesci volavano e le rape crescevano sugli alberi, le storie se ne andavano a spasso portate dal vento.
Uomini, bestie, piante, tutti erano protetti dal suono delle parole che, intrecciandosi, raccontavano e raccontavano.
Poi, chissà quando, le parole cominciarono a sbiadire, a rimpicciolire. Accadde lentamente."


Ma inesorabilmente. Le parole andandosene portarono con sé le storie che si accorciarono a tal punto che le bocche tacquero. Ma un giorno comparve un Saltimbanco con un'oca sotto il braccio e cominciò a tirare fuori parole dalla sua tenda gialla. La prima fu BICICLETTA. Appesa lì su quel cartello, la parola lentamente riaccese la memoria di una donna che cominciò a raccontare e un bambino la stette a sentire. Raccontò di un ragazzo che tanto tempo prima aveva attraversato quella stessa piazza sulla sua bici rossa, guidando senza mani... E da parola nacque parola, da racconto nacque racconto, così uscirono fuori SO FARE, PAURA, ANIMALI. E ognuna di queste riaccendeva ricordi, discorsi, narrazioni. Così il mondo che fino a quel giorno era stato silenzioso cominciò a riaccendersi di brusii di mille racconti intrecciati, che parlavano di SCUOLA, di MORTE, di LIBRI. Con le parole tornarono i racconti e le storie che si allungavano ogni giorno di più, ma si riaffacciarono qui e lì anche le domande. E non fu più silenzio.
Il Saltimbanco un giorno, così come era arrivato, se ne andò. E la sua fedele oca lo seguì, ma una sua piuma restò nel paese di Tarot a disegnare un gioco: un Gioco dell'Oca.


Partiamo dal fondo: da quel bel Gioco dell'Oca che correda l'ultimo libro di Edizioni Corsare che oltre a far giocare ha anche lo scopo di accendere la memoria e il racconto: ad ogni casella ci si ferma per rispondere a una domanda e per farlo bisogna raccontare e chi non racconta sta fermo un giro. Domande piccole, come per esempio Hai mai avuto una bicicletta? ma anche domande grandi, come per esempio Perché si vive? oppure Sai riconoscere la felicità?
Le domande, ben più di trenta, chiamano risposte da piccoli ma anche da grandi come a dire che a questo gioco ci si può giocare a casa con mamme e papà e nonni, ma ci si può giocare anche a scuola con i maestri che sanno bene quale sia l'importanza del ricordo e del racconto. 


Ricordare e Raccontare è, infatti, il nido di pensiero, il nocciolo di senso che è all'origine dell'intera storia di Annamaria Gozzi e di Monica Morini. Un storia che sa essere di grande attualità (siamo spesso un popolo senza memoria, ormai è evidente a molti) e nello stesso tempo ha un sapore antico nel suo essere scritta così. In una atmosfera rarefatta, di un paese che va piano, abitato da vecchi cercatori di funghi e da gente che va in bicicletta, da ragazze che ballano le mazurke sulle note delle fisarmoniche oppure da ragazzini che cercano le bisce nei canali, arriva un personaggio, che ricorda un po' il Matto dei Tarocchi, e riaccende i ricordi che si erano persi e il racconto che si era ammutolito.
Annamaria Gozzi ha con sé il gran dono di sapere creare l'incanto. Tanto mi era piaciuta ne I pani d'oro della Vecchina, tanto mi piace ora, in coppia con Monica Morini. Entrambe, approdate in questo libro, arrivano dal teatro (A Ritrovar le Storie è anche uno spettacolo che la loro compagnia, la Compagnia dell'Orsa, mette in scena). Il teatro si sente in questa loro naturale capacità di far diventare vive le parole che usano. Altrettanto continua a piacermi Daniela Iride Murgia, terzo importante elemento del libro.Perfetta per dare forma a queste atmosfere tra il sogno e un mondo di altri tempi, è capace di generare nel lettore un'ulteriore meraviglia trasformando in immagini quelle potenti suggestioni che arrivano dalle parole. E lo fa con il suo consueto linguaggio colto e raffinato, complesso, e ricco di citazioni che, in taluni casi, suonano come veri e propri omaggi ad alcuni tra i più grandi maestri dell'albo illustrato. Erlbruch, fra tutti.

Carla


1 commento:

  1. Bellissimo, mi ricorda un po' alcuni tra mi miei libri preferiti, come La grande fabbrica delle parole, Nella valle dei mulini e Per filo e per segno, e in più il gioco dell'oca finale è davvero intrigante (idee all'apparenza banali che però a me non vengono mai!). Lo cercherò senz'altro in libreria, grazie! Silvia

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