lunedì 5 dicembre 2011

ECCEZION FATTA


 ovvero tutto quello che libro non è ma ci ronza intorno...
 RATTI! e TOPINI GNUDI

"Hamelin è un villaggio in Germania,
nel Brunswick,
vicino a una città famosa, Hanover,
il fiume Weser , largo e profondo,
bagna a sud le sue mura;
un posto così bello non l'avete mai visto;
ma al tempo in cui comincia la mia storia,
verso la fine del milletrecento,
stringeva il cuore vedere gli abitanti
tormentati da un'orrida invasione.
Ratti!
Sfidavano i mastini, ammazzavano i gatti,
morsicavano i bimbi nelle culle,
col cacio delle trappole facevano merenda,
leccavano la zuppa dal mestolo dei cuochi,
forzavano e svuotavano i barili di aringhe,
nei cappelli più belli facevano la tana,
guastavano persino le ciarle delle donne,
annegando le loro confidenze
in un mare di fischi e di squittii
fitti, squillanti, flebili, stridenti."
(da Robert Browning, Il pifferaio magico di Hamelin, Topipittori 2007)


Questo è uno dei libri che amo di più. Per le seguenti 4 ragioni oggettive: sono i magnifici versi di Browining, ha una magnifica traduzione (se lo leggete ad alta voce vedrete che suona) e ha magnifiche illustrazioni. Magnifico e raffinato è anche per composizione di pagina e per carta utilizzata. Ma anche per le seguenti 4 ragioni soggettive: racconta una delle mie fiabe crudeli preferite, parla di una Germania dove sono stata felice, è un lago di nero ed è terribile.


Tutto questo è preambolo roboante per parlarvi dei

TOPINI GNUDI (più mansueti dei precedenti)
Tutto ciò accade perché le pecore hanno smesso di allattare i loro agnelli e quindi circola di nuovo dell'ottima ricotta tra i miei compagni di GAS.
Un intraprendente signore sardo, dagli occhi inaspettatamente azzurrissimi, figlio di pastore sardo doc, nelle campagne intorno a Roma ha messo su già da parecchi anni una piccola azienda che produce ottimi formaggi di pecora, tra cui una ricotta strepitosa.
Quando arriva a casa il mastello da 2 chili, sono molteplici i modi in cui viene 'attaccato'. Ve ne elenco alcuni.
Montata con un pizzico di zucchero, e poi cosparsa di Saba di mosto cotto è un ottimo dolcino fine pasto che ha basso impatto su glicemie e trigliceridi controllati a vista. Oppure, a colazione spalmata sul pane, oppure infilata con marmellata di visciole dentro dei biscotti di frolla, oppure ancora utilizzata per avvolgere la pasticcona contro l'artrosi del mio vecchio e lento cane (la ricotta si attacca alla suddetta pasticcona e si attacca ancha alla lingua e così va giù che è un piacere...).
Ma il modo principe per utilizzarla sono i topini. In Toscana si chiamano gnudi o topini gnudi ed effettivamente un po' gli rassomigliano...
Facilissimi, velocissimi, buonissimi e soprattutto con la loro meravigliosa forma di pallina.
Vi do le dosi per sfamare 3/4 persone. Ma altri della mia famiglia ed io saremmo tranquillamente in grado di mangiarceli anche tutti in solitudine (persino da crudi).

400 gr. di ricotta di pecora (transeat se è di mucca)
160 gr di farina
80 gr di parmigiano grattugiato
1 uovo sbattuto
noce moscata, come se piovesse
sale e pepe

Mettete in una ciotola tutti gli ingredienti, mescolateli e con le mani - meglio se leggermente umide - fate delle palline grandi come noci e disponele in bell'ordine su un piatto.


Fate bollire in una pentola capiente l'acqua, salatela e quindi 'tuffateci' velocemente ma uno ad uno i topini gnudi (come fece il pifferaio ad Hamelin sulle sponde della Weser). Quando vengono a galla, vuol dire che sono cotti e li potete tirar su con una schiumarola (non li scolate come si farebbe con la pasta; devono avere lo stesso trattamento che riservate agli gnocchi).
Per condirli, a casa mia si usa l'amato burro e salvia, ma anche con il pesto son buoni o con la salsa di noci oppure con i carciofi o, extrema ratio, al pomodoro.














Carla



4 commenti:

  1. E vi assicuriamo che sentire leggere il Pifferaio da Carla, è un'esperienza da brividi lungo la schiena.

    RispondiElimina
  2. Secondo te si possono fare i topini con la farina senza glutine. Mi stuzzicherebbero molto. baci Marina. comunque è prorio vero il pifferaio di Hamelin lo leggi in modo meraviglioso ed ascoltarlo è divino. Baci Marina

    RispondiElimina
  3. Ben gentili, tutti.
    Per i topi gnudi, secondo me, l'unica strada è provare. Ma, se non ricordo male, la farina senza glutine non ha consistenza diversa da quella normale, quindi non vedo ostacoli apparenti...mi procurerei una buona ricotta e comincerei.

    RispondiElimina
  4. Io la ricotta la uso per le polpette fritte. Mischio la ricotta con parmigiano, sale un pzzico di pepe (la noce moscata non mi piace ma ci starebbe benissimo)l'uovo e un po' di pane (potete metterci il pan grattato, o la mollica bagnata o la mollica frullata del pane raffermo); mischio tutto preparo tante palline che schiaccio un po' e passo nel pagrattato. Poi giù, un tuffo nell'olio bollente. Servite calde sono deliziose.

    RispondiElimina