venerdì 12 gennaio 2018

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)


RICORDARE



Se il 27 gennaio è il Giorno della Memoria, in realtà le proposte editoriali sul tema dell'Olocausto cominciano a comparire anche qualche mese prima. E' il caso di Hanna non chiude mai gli occhi, che Luigi Ballerini firma per le edizioni San Paolo.
A metà fra ricostruzione storica e fiction, questo romanzo breve racconta la storia, vera, del console italiano di Salonicco, Guelfo Zamboni, e del capitano Lucillo Merci, nel terribile 1943, quando i tedeschi decisero di estirpare la colonia ebraica di quella città.
Romanzata è, invece, la vicenda dei due giovani protagonisti, Hanna e Yosef, adolescenti in quel terribile inverno in cui gli ebrei locali furono deportati in Polonia.
A interporsi fra loro e un destino infame, il consolato italiano, che portò in salvo, presso l'ambasciata italiana di Atene, centinaia di ebrei italiani o quasi, cioè cui era stato possibile attribuire anche solo una lontana parentela italiana.
Lo svolgimento del romanzo alterna la vicenda dei due ragazzi, uniti all'inizio da una coabitazione forzata, poi da una forte amicizia, a quelle del diplomatico italiano e del suo assistente, nel tentativo affannoso di sottrarre il maggior numero possibile di ebrei alle persecuzioni naziste.
E' facile in questi casi cadere nella ritualità legata alla ricorrenza e nella retorica; devo dire che Ballerini riesce a tenersene alla larga, con uno stile essenziale, senza eccessive sottolineature drammatiche, che pure sono nei fatti, così come sono accaduti e come sono stati raccontati.
Attraverso gli occhi increduli dei due giovani protagonisti, assistiamo al progressivo smantellamento di ogni regola civile, di ogni diritto, nel nome della presunta superiorità ariana. E attraverso la ricostruzione storica vediamo come sia stato possibile per alcuni, purtroppo troppo pochi, opporsi alla spietata caccia all'uomo praticata dai nazisti.
Entrambi questi temi sono di stringente attualità: non troppo lontano da noi, c'è chi definisce ipotetiche identità etniche per alzare muri e si sente, nell'Est dell'Europa, un minaccioso rumore di stivali al passo cadenzato delle marce militari. E di fronte al fenomeno delle migrazioni clandestine, c'è chi salva e chi respinge.
Non è semplice, mai, sapere cosa è giusto fare, ma credo che, da Antigone in poi, sia evidente il conflitto fra l'etica, cioè il mondo delle leggi morali, e la politica, le leggi che qui e ora regolano le relazioni fra gli uomini.
La presenza di spirito critico, la capacità di valutare situazioni e scelte è la migliore garanzia che i tanti orrori del Novecento, guerra balcanica compresa, non si ripetano. E quello che concorre a conservare la memoria e a consolidare la distanza dalla furia nazista, come questo prezioso sobrio romanzo, è importante come un mattone del muro di tolleranza e di pace che si oppone ai fantasmi del nostro recente passato. Lettura consigliata a ragazze e ragazzi con gli occhi aperti, a partire dai dodici anni.
Eleonora

“Hanna non chiude mai gli occhi”, L. Ballerini, Edizioni San Paolo 2017



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