mercoledì 3 aprile 2019

ECCEZION FATTA!

Dalla Bologna Children's Book Fair

Due blogger e uno scoiattolo in giro per la fiera. Ne risulta un breve quanto selezionatissimo percorso attraverso gli stand degli editori stranieri.
Seconda puntata.

NON SI RIDE DEI DRAMMI DEGLI ALTRI

Mira Hamlet, Barbro Lindgren, Anna Höglund
Thule Ediciones, 2019

Forse a nessuno verrebbe mai in mente, ma cosa succederebbe se portassimo un bambino piccolo ad assistere ad una rappresentazione di un dramma di Shakespeare?
Poniamo il caso del figlio di un attore, o di una regista che non ha fatto in tempo a selezionare la baby-sitter giusta e che quindi all’ultimo minuto ha deciso di portarsi il bambino in teatro, lasciandolo poi libero di giocare tra le file della platea mentre mamma plasma le energie degli attori sul palco.
Poniamo il caso che il bambino venga poi interrogato da una nonna non troppo fiduciosa delle scelte della figlia regista. Ecco poniamo il caso che questa nonna chieda al bambino di raccontarle cosa ha visto.



Quello che potrebbe nascere è una sintesi fulminante molto simile a quella contenuta nel piccolo (per dimensioni) albo illustrato Mira Hamlet, di Barbro Lindgren con illustrazioni di Anna Höglund per la casa spagnola Thule Edicionnes: i personaggi del dramma shakespeariano Amleto assumono sembianze animali e la storia viene asciugata all’essenza.
Amleto è un coniglio malinconico con le orecchie che penzolano ai lati del suo muso corrucciato. Il nuovo compagno della madre infido un ratto. Ofelia è una piccola volpe e così suo fratello Laerte. La vicenda procede sui suoi binari ordinari: Amleto scopre che il padre è stato ucciso dall’uomo che ora divide il letto di sua madre. Ama Ofelia di un amore folle. Ofelia si uccide gettandosi nel fiume ecc…
A scompigliare le carte, il linguaggio di Barbro Lindgren, che già altrove ha mostrato di saper essere lapidaria nel raccontare storie ridotte all’osso senza privarsi di profondità. Le frasi telegrafiche che si susseguono pagina dopo pagina hanno la cadenza della voce di un bambino che racconta distrattamente quello che ha visto, senza però aver partecipato, per ovvia mancanza di esperienza, al dramma che si consuma tutto nel mondo delle emozioni adulte.
Mira Hamlet
Hamlet no contento.
Mamà Hamlet mala.
Papà Hamlet muerto

Rimangono insomma i fatti, ed i protagonisti, sintetizzati nei loro caratteri essenziali: ora Amleto altro papà. Altro papà male malissimo. Papà di Amleto ora fantasma. Fantasma sa parlare.




Serpeggia una fortissima ironia: nelle frasi cortissime e percussive, nelle forme verbali inesistenti ma assolutamente adeguate per descrivere quanto accade sulla scena in una sola parola e anche nella velocità che la vicenda assume grazie alla sintesi di frasi ed illustrazioni e che tanto fa a pugni con il peso specifico della materia shakespeariana.
Queste componenti contribuiscono a creare quel certo specifico attrito tra elementi molto distanti che si chiama umorismo.

Si ride insomma, anche se non è proprio buona educazione ridere dei drammi degli altri…


Ah, sì …rimangono anche il sangue e la morte, che tuttavia vengono trattate con la sbrigatività di chi ha ben di meglio da fare.
Dormire, ad esempio.

Hermano Ofelia muerto.
Hamlet muerto.
Todos muertos.
Hala, buenas noches!







Giorgia

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