LE PERLE SUL FILO
E/O 2024
POESIA ILLUSTRATA
piccolo canto di coraggio da intonare da soli
su trampolini ho visto mucche volare a saltelli
poi maialini esercitarsi scattanti agli anelli
formiche in slitta su gelato al caffè
così ho pensato pian piano tra me
se ci credi ce la fai pure te!
Il coraggio è cosa buona, è il primo verso della prima poesia che apre questo libro piccolo piccolo.
Cos'è il coraggio è la prima di diciotto poesie che sulla questione ruotano e che Arne Rautenberg ha scritto, ispirandosi ad altrettanti disegni di Wolf Erlbruch, pescandoli dal suo magnifico repertorio di animali a pastelli.
A partire dal maiale in copertina, in procinto di fare un tuffo a bomba per arrivare, appunto, a quello che si tiene in equilibrio fra i due anelli, passando per i suoi consueti leprotti dalle orecchie esageratamente lunghe e per i moltissimi gatti, dagli occhi sgranati pronti allo scatto, oppure molto pensierosi davanti a una minestra sgradita. Per non parlare delle oche dal collo allungatissimo o dei cani sempre un po' ispidi, qui titubanti davanti a una doccia da cui scroscia acqua.
Insomma, la gioia sta proprio in questa minuscola galleria di ritratti che hanno due pregi innanzi tutto: da una parte sono una piacevole e inaspettata sorpresa, perché di nuovi libri di Erlbruch pensavamo di non vederne più, visto che lui ha smesso di disegnare quasi due anni fa, perché gli si è fermato il cuore. Dall'altra, sono la prova provata che i suoi disegni hanno una tale carica narrativa, che basta guardarli per leggerci un sacco di cose dentro. E su queste, scriverne.
Tale è la prospettiva che ha scelto Arne Rautenberg, stimato poeta tedesco, che li ha selezionati e poi infilati come perle su un filo (del discorso) che è unico: il coraggio.
E così la "cosa buona" che è successa è che ancora una volta diciotto disegni di Erlbruch sono lì che fanno bella mostra di sé in un nuovo libro, dialogando felicemente con le poesie che Rautenberg ha deciso di scriverci attorno.
Ogni immagine è per lui (ma anche per noi) trampolino di lancio, spunto per vedere oltre e dire anche altro.
Dall'assoluta mancanza di coraggio, quella che dimostra il piccolo coniglio sul bordo del trampolino, prima di un tuffo che forse mai farà nell'acqua sottostante che forse potrebbe essere piena di girini, al gran fegato che dimostra l'oca (!) che fa equilibrismi sopra i tetti dei palazzoni.
Lei poco sforzo fa, perché anche se perde l'equilibrio le ali la salvano.
Al contrario, quel pavido coniglietto a cosa potrebbe aggrapparsi? E come se non bastasse, alle sue spalle tremebonde si accalcano gli altri tuffatori. E così ci godiamo un altro po' di Erlbruch con la sua esilarante carrellata di espressioni su facce di animali: da quella evidentemente scocciata della porcella con la cuffia a quelle perplesse e spazientite di cani e gatti, fino a quella speranzosa dell'alce, l'unica a dare un po' di fiducia al povero coniglio. Lui, lì impalato, a macerarsi nella fifa.
E, nel frattempo che lui si macera e cerca il coraggio per saltare - forse - tra i girini, la poesia di Rautenberg va avanti in un divertente elenco di casi in cui ci si trova di fronte al bivio tra paura e coraggio estremo: per esempio bere l'acqua dal vaso dei fiori o un buon frappè? o ancora scrivere una lettera d'amore o accontentarsi del premio di consolazione?
Questo libro è nato "podalico", al rovescio, almeno rispetto alla consuetudine: prima sono uscite le immagini e poi le parole che da queste si sono fatte felicemente guidare.
Non tutte e diciotto le poesie hanno una loro perfetta rotondità, almeno in italiano: talvolta la necessità di una rima chiama dentro un diminutivo di troppo, talaltra il senso addirittura si annebbia un po', ma a parte qualche farraginosità, il guizzo interpretativo di Rautenberg sui disegni di Erlbruch riesce a coglierne e a valorizzarne l'ironia di partenza. E non solo.
Penso al gattino sull'armadio, testimone di un bacio furtivo oppure ai due genitori davanti a un figlio inappetente, o ancora la rivendicazione forte del piccolo gufo di fronte a un'oca materna.
Alcune poesie mi sono parse particolarmente riuscite e, guarda caso, sono quelle che al disegno si connettono senza troppa riverenza: alludo a cosa ti passa per la testa quando non riesci a dormire e a gocce di pioggia, che mi paiono entrambe autoportanti.
Ma, in assoluto, il piccolo capolavoro di Rautenberg sta nell'essere riuscito a dare un senso, e che senso, a un'immagine di per sé meravigliosamente equivoca, che diventa per incanto simbolo di desiderio e nostalgia.
Insomma, il raffinato gioco di sguardi al quale Elrbruch ci ha educato, quel suo puntuale e attento modo di raccontare l'umanità sotto mentite spoglie - un po' come ha fatto Toon Tellegen con i suoi animali nel bosco - dimostra di essere ancora e ancora pieno di linfa vitale.
Evviva!
Carla
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