mercoledì 9 aprile 2014

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


DAL DISAGIO ALL'OPPURTUNITÀ

Un drago in salotto, Pierdomenico Baccalario, Claudia Petrazzi
Salani 2014


ILLUSTRATI PER MEDI (dai 6 anni)

"Nessuno si ricorda perché la Principessa e il Principe iniziarono a essere infelici, né esattamente quando. Forse iniziò perché la Principessa voleva sempre dipingere il castello di bianco, un colore che le piaceva moltissimo. O forse perché il Principe voleva dipingerlo tutto di nero, perché era così che si era sempre fatto..."



Così si separarono e sulle due colline attigue ora si vedeva un castello tutto bianco e uno tutto nero. Calma apparente finché non passò di lì un drago che, incuriosito dall'insolito colore di quel castello, si fermò sui merli bianchi e cominciò a chiacchierare con quella bambina. Lei, la figlia della Principessa, gli spiegò che al castello gli sarebbe stato molto difficile fare le tre cose che fanno i draghi: duellare con i principi (solo il giovedì, giorno di visita del suo papà), rapire le principesse (era occupata nei suoi molti passatempi) e bruciare il villaggio (erano, per l'appunto, in un castello).
Tuttavia, se si fosse fermato, avrebbero potuto fare merenda assieme. E il drago si fermò. 


Quando incrociò lo sguardo della principessa solitaria fu subito amore e subito dopo furono piccoli lavoretti di manutenzione della casa e dopo ancora si fermò a cena e poi anche dopo cena...Finché arrivò il fatidico giovedì di visita paterna.
Si sa, draghi e principi non vanno d'accordo, e questa situazione si presentava piuttosto ingarbugliata, con quella bambina tra loro. Drago, Principe, Principessa e Bambina però trovarono modi di vita che permettessero loro di stare tutti insieme. E ci riuscirono.


Ecco raccontata,  un po' apologo un po' fiaba, la storia di una separazione tra marito e moglie. Dopo un primo momento di spaesamento, di tristezza, di solitudine ognuno recupera le proprie autonomie, che, volenti o nolenti, in un rapporto di coppia si contraggono necessariamente. Con l'arrivo di un nuovo amore diviene necessario un riassestamento di relazioni, affetti, abitudini.
Tutto, come nella vita vera, quando ci si separa con civiltà.
Sebbene raccontata da un narratore esterno, la storia si focalizza sull'elemento 'delicato' dell'intera vicenda: la bambina. Come nella realtà, anche tra Principe e drago, si tenta di instaurare un ménage di civile rispetto con il fine di creare intorno a quella piccolina un 'cuscino' di protezione fatto di affetto sincero e armonia di rapporti. Se cercata con la volontà di tutelare i più indifesi, i piccoli, una nuova organizzazione familiare è possibile. Sebbene non sia sempre facile cedere il posto ad altri, sebbene sia difficile dimenticare la sofferenza, sebbene rinnamorarsi non significhi non sentire le bruciature pregresse, ciò nonostante un modo civile di convivenza è possibile trovarlo, o quanto meno è cosa buona e giusta cercare di perseguirlo, per il bene di tutti.
I disegni in bianco e nero di Claudia Petrazzi che vagheggiano il 'tetro' mondo di Gorey, pur non raggiungendo ovviamente quei livelli di sapienza e humour graffiante,  sono interessanti perché offrono una lettura delle circostanze raccontate nel testo molto libera e indipendente. Nel suo DNA mi pare ci siano ironia e crudeltà sufficienti perché me la rendano 'naturalmente' simpatica.

Carla

Noterella al margine: sabato in libreria una bambina mi ha raccontato con sincera felicità la sua famiglia allargata. È stato bello leggere nei suoi occhi il risultato di un gran lavoro di adulti sensibili e intelligenti che da un disagio hanno saputo creare un'opportunità. Bravi.

2 commenti:

  1. Ciao Carla sono finita qui grazie ad NPL e ti ringrazio tantissimo di questo delicatissimo post, che racconta una dolorosa situazione che sto/stiamo vivendo.

    Ne uscira´ qualcosa di bello, lo devo ai miei tesori!

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    1. il primo ad essere stato delicato, anche se con un eccessivo svirgolamento un po' retorico sul finale è stato l'autore, supportato dalla necessaria ironia che sdrammatizza di clauda petrazzi. Io, da parta mia, non ho fatto altro che notarlo...a te auguro serenità e forza, ti serviranno, presumo.

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