giovedì 29 gennaio 2015

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


IMPARARE È PER SEMPRE

Grazie!, Isabel Minhós Martins, Bernardo Carvalho
Kalandraka 2014


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni)

"Mio padre mi ha insegnato ad avere pazienza. Mia madre mi ha spiegato che non sempre è bene aspettare. Da mia nonna Maria ho imparato che 'non c'è un minuto da perdere'."

Impare è per sempre. Imparare è anche difficile, soprattutto quando i maestri sono così tanti: mamma, papà, nonni, zii, fratelli, vicini di casa e amici. E ognuno sembra smentire il consiglio precedente. Eppure a ben vedere ognuno di loro ha la sua ragione. Infatti, da ognuno di loro questo bambino apprende. Occorre aver pazienza, per esempio a pesca, ma anche saper essere tempestivi, nella raccolta della frutta.


Occorre sapersi affrettare per non arrivare tardi a scuola, ma occorre anche sapersi riposare, al sole sdraiati sopra un prato. Nella vita occorre saper ascoltare i vicini chiacchieroni, ma anche risparmiare le parole con chi ci conosce a fondo. Bisogna essere capaci di perdere, magari in una sfida a scacchi, anche se ci piace tanto vincere, per esempio giocando al pallone con gli amici. È importante saper osare, per mettersi alla prova, ma anche saper essere prudenti e non mettersi nei guai.
D'altronde il bello della vita è che è un po' in discesa e un po' in salita e ogni volta noi siamo lì che dobbiamo pedalare.


Piccolo bel libro di filosofia, questo. Uno di quei libri che più tieni in mano più genera pensiero, e subito di seguito domande su domande. Per amor di chiarezza vado per punti.

Primo elemento: l'apprendimento. In un contesto del tutto riconoscibile al lettore si mette in luce il meccanismo di acquisizione di informazioni che un bambino ha in funzione H24 allo scopo di costruirsi un proprio modo di leggere il mondo. E siccome il meccanismo dell'apprendimento prevede che ci sia uno che insegna e uno che impara, mi pare che Isabel Minhós Martins, madrina di tutti i lettori, voglia dimostrare a gran voce che nella vita si impara da tutti, autista dell'autobus compreso. E lo si fa per sempre.


Le domande in proposito sono svariate: a che cosa serve imparare? imparare è roba solo da bambini? quando si smette di imparare? cosa hai imparato fino ad oggi e da chi?
Secondo elemento: l'alternanza dei saperi. Uno dei fattori di divertimento del libro sta proprio in questa alternanza di consigli, che l'autrice calibra con sapienza. Occorre saper andar piano, ma anche essere veloci. Occorre agire ma anche sapersi fermare, perdere ma anche vincere. E così via.
Il tema è di grande importanza: saper essere in grado di modulare i propri ragionamenti e le proprie azioni in base alla situazione è una competenza essenziale. Essere in grado di leggere 'in anticipo' una situazione o un contesto e quindi saper valutare 'in anticipo' in quale modalità mettersi per affrontarlo è roba che non si improvvisa.
Ed ecco che di nuovo vengono fuori altre domande: da cosa dipende l'alternarsi dei consigli e l'apparente essere tra loro in contraddizione? Non crea confusione nella testa di un bambino questo alternarsi di suggerimenti che vanno in direzioni diverse e talvolta anche contrarie? Ci riesce bene nello stesso modo essere veloci in alcune situazioni e lenti in altre, oppure silenziosi e chiacchieroni, o ancora essere capaci di desistere da un desiderio o al contrario provare a perseguirlo fino all'ultimo? 


Terzo elemento: la riconoscenza. Riguardo a questo punto, ho qualche dubbio che un piccolo abbia già maturato una propria consapevolezza del suo ruolo di allievo nei confronti di un maestro. Per la mia esperienza con i ragazzi, ho potuto sperimentare che solo in una fase più matura sono in grado di riconoscere a quel determinato maestro il merito di aver insegnato loro le cose importanti della vita. A un zio, d'istinto, un piccolo riconosce il merito di avergli insegnato a giocare a scacchi, ma forse non quello di avergli insegnato a saper perdere. A un amico si dà il merito di averti insegnato quel tuffo, ma forse non quello di averti insegnato a vincere la paura di saltare nel vuoto. Anche se, di fatto, lo zio effettivamente ti ha insegnato anche a saper perdere e il tuo amico a sfidare i tuoi limiti. La riconoscenza è un sentimento che arriva dopo. Ed è per questo motivo che questo piccolo bel libro di filosofia, può essere strumento di riflessione fin in tarda età...



Carla

Noterella al margine. Ogni frase di Isabel Minhós Martins aprirebbe orizzonti sconfinati di immaginazione, mille soluzioni diverse per illustrarle. Bernardo Carvalho ne ha scelta una -e una sola- ed è semplicemente perfetta: grazie!

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