lunedì 29 aprile 2024

FUORI DAL GUSCIO (libri giovani che cresceranno)

AMARANTA


Graphic novel di grande successo, di critica e di pubblico, negli Stati Uniti, ‘Amaranta’, di Kat Leyh, esce in Italia per i tipi de Il Castoro, con la traduzione di Laura Bortoluzzi.
Sappiamo bene come le graphic novel, o in genere i fumetti, attraggano giovanissimi e giovanissime per una serie di motivi, non ultimo la maggiore facilità di lettura: il testo scritto si riduce essenzialmente ai dialoghi, mentre il disegno esprime sinteticamente quello che le parole avrebbero detto con quelle che i giovani lettori percepiscono come lungaggini, la descrizione dei personaggi, degli ambienti, gli stati d’animo e così via. Non è una mia opinione personale, quanto il frutto del confronto con molti ragazzi e ragazze appassionati del genere.
Ma ridurre la lettura delle graphic novel a una scorciatoia per leggere belle storie sarebbe estremamente riduttivo.
L’esempio di ‘Amaranta’ è perfettamente calzante: la trama, infatti, è piuttosto complessa e prevede un lungo passaggio nell’antefatto della vicenda narrata; nello stesso modo, i molti personaggi colgono aspetti diversi del vissuto di ragazzine e ragazzini di oggi.
Sinteticamente, la trama: la protagonista, Amaranta, nel cercare il proprio cane smarrito, Good Boy, incappa nella casa di una presunta strega, che si dice si nutra proprio di animali morti sul ciglio della strada. Lì trova effettivamente il suo cane, che però è stato soccorso e curato da Jacks, l’anziana signora che, ben lontana dalle dicerie, raccoglie gli animali infortunati e quando, disgraziatamente, non sopravvivono, ne ricompone le ossa per ricreare il loro scheletro. Amaranta si deve dunque ricredere sul conto della vecchia signora, che le pare ogni giorno più affascinante, nonostante abbia un occhio solo.
Frequentandola, non solo impara quel delicato sentimento della pietas, che l’avvicina agli animali morenti, ma scopre, soprattutto, che fra le anime di questi animali e Jacks c’è un legame magico.
La magia non è l’unico filo conduttore del racconto: intrecciato al rapporto sempre più sorprendente con la ‘strega’, c’è il mondo degli affetti di Amaranta: la madre single, l’amico nato in un corpo sbagliato, la nonna con un passato che si ricollega alla nostra Jacks.
In queste storie che si intrecciano sempre più strettamente c’è un fortissimo richiamo alla contemporaneità, alla vita complessa dei più giovani, soprattutto rispetto all’identità di genere.
Fare fronte all’articolatissima complessità delle umane relazioni, in cui già in partenza è difficile definire chi si è, non è affatto semplice, ma il linguaggio immediato della graphic novel aggira la reticenza che talvolta si trova nei romanzi per ragazzi.
Immediatezza non è superficialità e ‘Amaranta’ ne è una dimostrazione: al di là dell’impronta magica, che alleggerisce tutto il racconto, i temi trattati, dall’identità di genere al rapporto con la natura e con gli animali non umani, sono raccontati con intelligenza e sensibilità.
Quanto poi al lato grafico, su cui non posso dilungarmi più di tanto, ho trovato particolarmente efficaci le caratterizzazioni delle due protagoniste, Amaranta e Jacks, la prima con una prorompente chioma afro tinta di giallo e con una predisposizione alle esplosioni di rabbia, la seconda raccontata nella sua intrigante ambiguità. Per non parlare poi di Good Boy, il simpatico cane a tre zampe che segue ovunque la sua umana.
Per quanto detto sopra, consiglio la lettura a ragazze e ragazzi di ampie vedute, a partire dai dodici anni.

Eleonora

“Amaranta”, K. Leyh, trad . L. Bortoluzzi, Il Castoro 2024




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