venerdì 26 aprile 2024

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

L'IMPASSIBILE JON

Papà è un albero, Jon Agee (trad. Alessandro Zontini) 
Il Castoro 2024 


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 3 anni) 

"Dai, papà, facciamo gli alberi! 
 Facciamo che le braccia sono i rami, il corpo è il tronco, e le gambe sono le radici. 
 E poi stiamo fermi. 
 Così. 
Va bene, Maddy, ma solo per un minuto! Oh."
 
Chi ha detto oh? Un piccolo gufo ha subito approfittato di quel ramo - più basso degli altri, più morbido degli altri, più caldo degli altri. Quindi su quel papà albero adesso c'è un gufetto che si è accoccolato tra spalla e collo, un pettirosso approfitta dei riccioli e li usa come soffice base per il suo nuovo nido. Poi le cinciallegre, una farfalla, uno scoiattolo e una coccinella... 
Maddy, da sotto, controlla e informa suo padre dei nuovi arrivati, man mano che si presentano. 


E nello stesso tempo suo padre comincia a realizzare alcune innegabili scomodità nell'essere albero, seppure per un giorno. 
C'è da dire che Maddy si dimostra molto premurosa nei suoi confronti, soprattutto quando comincia a piovere... 

In tutta sincerità mi manca un po' quella bella rigona nera che di solito è la linea di contorno dei suoi disegni, tuttavia mi pare ugualmente irresistibile anche questa ultima uscita dell'impassibile Agee. Irresistibile perché comica, molto comica. 
Non c'è occasione in cui Agee lasci indietro il lato buffo delle cose, delle situazioni. E anche solo per questo andrebbero letti e condivisi i suoi libri. Sempre lievemente cattivello, sempre un po' schierato dalla parte dei più piccoli, Jon Agee è così magnificamente capace di lucidare le sue storie per renderle semplicemente brillanti. 


Anche in questa storia, fatta di un dialogo tra padre e figlia che si dipana per un intero giorno, non si smentisce. A ben vedere, la storia è fatta di ben poco (anche se costruite le singole inquadrature con grande maestria) e anche il contesto è ridotto ai minimi termini, le illustrazioni tutte rilavorate in digitale (come già visto nel libro Il muro in mezzo al libro) però hanno un quid che le rende a tal punto espressive, che anche qui come già si ero detto allora, il confronto con il gioco degli sguardi in Klassen torna a galla. 
Entriamo nel merito di ciò che accade. 
Una breve trattativa tra una piccola e suo padre mette subito in chiaro chi comanda tra i due: si è di fronte a quella tipologia di genitore che non si tira indietro nel scendere in agone e mettersi in gioco "alla pari" con un piccolo. E nel farlo, perde alla grande. Da cui nasce la prima ragione per ridere. 
Nello stesso modo è molto chiara la consapevolezza del potere di cui si gode la sua controparte, Maddy. Lei è meravigliosamente determinata ad andare avanti a ogni costo. 
E in questo ricorda un po' i bambini infallibili di Oliver Jeffers che se la sanno cavare in ogni circostanza, senza stupirsi mai troppo e senza perdersi d'animo di fronte alle avversità, affrontandole con i mezzi che hanno a disposizione e soprattutto non ponendo alcun limite alla loro immaginazione per uscirne indenni: Stuck (alias Nei guai!) rules! 
La amorevole Maddy qui gioca di sponda perché, se da un lato si preoccupa che il suo padre albero non si bagni poi troppo (sapendo bene che il tirare troppo la corda non converrebbe a nessuno, men che meno a lei...), dall'altro elabora una sua personale strategia per raggiungere l'obiettivo prefissosi: stare tutto il giorno fuori. 


Dunque se la prima cosa comica è la relazione capovolta tra un grande che si fa comandare e una piccola che lo comanda, seppur con il dovuto garbo, l'altro elemento di risata sta nel modo in cui Agee costruisce il racconto per accumulazione. 
E ancora una volta torna in mente il citato libro di Jeffers. Veder crescere in progressione l'assurdità della situazione è sistema collaudatissimo e non c'è possibilità che il lettore non ci caschi dentro e si sbellichi a vedere questo padre prima serafico e sorridente, perdere via via le sue certezze di essere nel gioco giusto... 


Tanto più lui inarca le sopracciglia - alza persino un po' la voce quando l'aquilone gli si incastra sulla testa - oppure assume l'espressione tra il perplesso e il perdente, tanto più Maddy è impassibile agli stati d'animo paterni ed è tutta un sorriso di soddisfazione. Come uscirne con onore? 


Ancora una volta è la comicità della situazione a suggerirla. 
Nonostante il buio, nonostante la pioggia e una intera giornata a fare l'albero, a suggerire come uscirne è mamma gufo che con una potente bubolata richiama a sé il suo piccolo che dalle spalle del papà di Maddy vola verso la protettiva mamma gufo, un ramo più in alto. 
Morale della storia: Maddy e il piccolo gufo si ritrovano alleati nell'essersi ritagliati una giornata diversa dal solito, mentre mamma gufo e padre di Maddy (debitore in eterno nei confronti di quel rapace) sono alleati per ruolo e per destino: entrambi sono stati al gioco dei loro piccoli ed entrambi ora hanno ripreso il controllo della situazione. 
Sì, ma fino a quando? 

Carla

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