lunedì 11 novembre 2024

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

QUEL CHE SI VEDE, È?

Conigli micro spaziali, Alessio Alcini 
Camelozampa 2024 


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni) 

"Era una noiosa domenica mattina quando vidi tre piccole astronavi entrare nella porta finestra della cucina e atterrare in soggiorno. 
I mini sportelli delle astronavi si aprirono con piccoli schiocchi metallici. Ne uscirono delle creature molto simili a conigli, ma piccole come topi.
'Chi siete? Cosa sta succedendo?'" 

La cosa che successe dopo fu un diffuso squittio che con la dovuta attenzione fu decodificato nella testa del giovane padrone di casa come un discorso articolato con il quale lo si informava su identità e avvenimenti. 
"Siamo quello che vedi, ossia dei conigli micro spaziali." 
La ragione della loro presenza lì era la necessità di trovare in fretta del succo d'arancia. Ragion per cui i conigli si dirigono con sicurezza verso il cestino della frutta e della verdura e ravanano cercando arance. Purtroppo, solo pere, limoni, pomodori, cipolle e zucche. 


L'unica soluzione è andare a fare la spesa. Ma come ingannare l'attesa fino al ritorno del papà con le tanto attese arance? Mangiare? Pregare? Leggere? Ballare? 

In questa micro storia, sono principalmente tre le cose che mi colpiscono favorevolmente. Due di valore oggettivo e una molto soggettiva.


Quella soggettiva è il largo uso del colore arancione. Visto il tema, ci sta tutto. E io me ne compiaccio, di riflesso. 
Le due oggettive sono da una parte il disegno, ovvero la sua qualità e dall'altra il racconto, ossia la sequenza dei fatti. Si potrebbe anche aggiungere un terzo ulteriore valore nel tono perentorio e assertivo che mi pare si possa cogliere nelle poche dichiarazioni da parte dei conigli e che fa scintille con il contesto. 
Ecco. Questa micro storia, davvero molto piccola e senza particolari significati reconditi da scoprire, è costruita sui contrasti tra cose. E sulle scintille essi che provocano. Il primo contrasto, forse il più evidente, è tra il tipo di disegno e il tipo di testo. Il primo è estremamente realistico (infatti il talento di Alcini era stato messo al servizio del catalogo di animali in pericolo, stilato con la grazia piena di sapienza di Serenella Quarello: Estintopedia). 
Il secondo, al contrario, è estremamente irrealistico. Visionario. 
Ci torniamo. 
Altro contrasto patente sta nel tipo di ambientazione: da un lato un appartamento, il più normale possibile, così tipico da diventare ordinario, e dall'altro una flottiglia di astronavi e astronauti estremamente originali, diremmo senza tema, unici. 


Spieghiamo: nella prima tavola si notano tutta una serie di dettagli, assolutamente non casuali: le tapparelle - a me ricordano quelle di plastica leggere (che con la prima grandinata sono crivellate di buchi), il carrellino a ripiani con verdure e frutta più o meno lasciate lì ad invecchiare sotto il tavolo della cucina con le sue zampone cilindriche (sono certa che sotto la tovaglia, 90% di plastica perché si pulisce meglio, c'è un piano di formica). Accanto al lavello, appeso a uno di quei gancetti autoincollanti, uno strofinaccio a quadretti con la sua etichetta, un ramaiolo che sicuramente è appeso per il suo manico che termina a gancio, un portaposate, che - sono certa - ha un po' di acquetta accumulata sul fondo... 
Non credo di dover continuare. Ecco in questa cucina, che potrebbe essere la cucina di milioni di persone, smaccatamente consueta, volano in planata, arrivati da chissà dove, tre diversi modelli di velivoli, molto originali per forma e contenuto. Sebbene gli abitanti della casa non si mostrino, li possiamo immaginare in pantofole muoversi tra cucina e soggiorno, è domenica, con vestiti comodi, forse addirittura ancora in pigiama. E in contrasto con loro c'è un equipaggio di sette conigli con caschi e tutte aerospaziali. Non esattamente la cosa più usuale. 
Bel contrasto, con scintille. 


Passiamo al secondo contrasto, che è più sottile, ossia tra un disegno che fa del credibile la sua forza e un testo che fa dell'incredibile la sua forza. I conigli e tutto quello che li circonda sono raffigurati con una buona percentuale di realismo, sono conigli molto credibili come conigli, peccato che raccontino un fatto del tutto irreale, un atterraggio di fortuna in una cucina qualsiasi. 
Bel contrasto, di nuovo. 
A questo proposito si potrebbe ricordare quanto racconta David Wiesner che, su questo contrasto magnifico, ha concepito quasi tutti i suoi libri. Da Martedì in poi. La costante che li attraversa tutti è proprio quella a cui sembra ispirarsi Alcini. Fermo restando che Wiesner è Wiesner e le sue storie non sono micro storie, ma veri capolavori. 
Wiesner parte sempre da un dato di realtà, un realismo esasperato e studiato in ogni minimo dettaglio. Con una logica ferrea porta piano piano i suoi lettori a credergli a tal punto che poi può permettersi di far loro vedere l'impossibile, come se fosse vero. 
Io credo che Alcini abbia 'studiato' Wiesner. Presumo lo abbia fatto, visto che concepisce una storia che un po' ricalca quella di Mr. Wuffles (in Italia come Mr. Ubik!). 
Anche lì c'è un atterraggio di fortuna di un'astronave in avaria, guidata da piccoli alieni che entrano in contatto con formiche evolute e con un gatto che ricalca alla perfezione l'originale felino di casa Wiesner. 
Il vero Wuffles, per il maniacale gusto per l'esattezza del suo proprietario, si è portato attaccata al collo una telecamerina per giorni per permettere a Wiesner di vedere come vede un vero gatto... 
Ma questa è un'altra storia...

Carla

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