venerdì 23 gennaio 2026

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

PERCHE' CI VUOLE ORECCHIO

L'orecchio, Piret Raud (trad. Daniele Monticelli) 
Uovonero 2025 


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni) 

"L'orecchio era confuso. 
Non sapeva più chi fosse davvero. 
'La testa sapeva sempre cosa fare, perché la testa ha un cervello. 
Ma senza testa io non sono nessuno' piagnucolava l'orecchio. 
All'improvviso sentì qualcuno dire 'Cra-cra'. 
Era una rana." 

La cosa che è appena successa è la seguente: la testa se ne è andata altrove, quindi - come si suol dire - l'orecchio ha perso la testa. 
Così, in questa situazione piena di incertezza l'orecchio va. D'altronde il mondo è grande e lui è piuttosto multiforme, anche se non è piena consapevolezza. In questo suo girovagare per terra, per cielo e per acqua l'orecchio fa incontri interessanti: dalla rana che ama cantare alla lepre che ama rubare... 


Senza per questo fare dell'ironia, ma quell'orecchio girovago fa molto bene il suo mestiere: ascoltare. E quando si sparge la voce che lui ha davvero talento e la giusta predisposizione d'animo di mettersi lì a raccogliere i fatti altrui senza chiedere nulla in cambio e soprattutto senza sentirsi in dovere di dispensare consigli o più semplicemente dire la sua, il suo tempo in solitudine si assottiglia parecchio. 
A ben vedere, le sue giornate trascorrono felici e anche il ricordo della testa fuggita non lo angustia più, fino al momento in cui non incontra un malizioso ragno... 

Piret Raud è prima di tutto il resto un'artista. Ossia, il suo linguaggio espressivo per eccellenza è l'immagine. 
Le parole - per lei - sono arrivate dopo. 
Sono arrivate solo quando ha sentito l'esigenza di trovare una voce per le sue immagini. 


Figlia e sorella d'arte, Piret Raud, alla sua terza o quarta apparizione tra i libri italiani (le sue prime cose sono state pubblicate da Sinnos), in questa storia lieve e fatta di un pugnetto di parole, dimostra alcune cose piuttosto interessanti. 
La prima riguarda - ancora una volta ci torno su - quanto, nei libri ben fatti, sia grande lo spazio che le parole lasciano alle immagini. Peraltro lei stessa ha affermato che attraverso il disegno si può dire tanto di più di quanto non si possa fare con le parole. 
E infatti. 
Esempio di questo sono le poche immagini, al principio del libro, che alludono a Van Gogh e che creano una sorta di contesto di partenza, ma soprattutto sono le metamorfosi dell'orecchio stesso su cui il testo tace con l'intento preciso di non voler diventare didascalia... 
Riguardo alla questione Van Gogh, non è affatto detto che un piccolo lettore la colga, ma questo poco importa a Piret Raud, forte del fatto che i libri che lei disegna e scrive hanno l'obiettivo di rivolgersi a tutti. E ognuno leggerà quello che è in grado di cogliere. Con buona pace degli altri. 
Al contrario, le continue metamorfosi dell'orecchio che diventa nuvola, fungo, pesce, farfalla e chiocciola sono principalmente dedicate ai più piccoli che si divertiranno parecchio ad estrapolare il profilo stilizzato di un orecchio in molti contesti imprevisti. 
Un esercizio sempre molto interessante da fare con i bambini, ossia quello di stimolarli a vedere le cose da prospettive anche diverse, quello di affidarsi agli occhi per cogliere somiglianze che per superficialità e sciatteria visiva potrebbero sfuggire... 


Questo esercizio di lettura dell'immagine è l'altra nota interessante del disegno di Piret Raud. Lei è in grado di portarla al massimo grado di potenza: la carrellata di animali e, più in generale, di oggetti, si caratterizza per una complessità di segno che però ha la capacità di disfarsi come nebbia al primo sguardo. 
Penso alle geometrie interne della rana o del coniglio, per esempio, che alludono alla loro 'interiorità' - la pioggia per la rana e un pupazzo di neve con naso di carota per il coniglio. 


Bel sistema di stratificare i significati e nello stesso tempo di intrecciarli a livello visivo. 
E a chiudere, due parole sul testo: non molto dissimile dal tipo di immagine: rarefatto e nel contempo denso. 


Lascerei a chi di dovere la questione che il libro con molta grazia solleva, ovvero quella che la sapienza di saper ascoltare è dono raro quanto apprezzabile...

Carla

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