mercoledì 4 febbraio 2026

FAMMI UNA DOMANDA!

MECCANICA ESSENZIALE DELLA NOSTRA PRESENZA NEL MONDO 

Si può sentire quando perdiamo l’equilibrio. Quando andiamo in bicicletta. Quando pendiamo in curva sui pattini o faticando a sollevare il gatto che, probabilmente, è un po’ troppo ingrassato. La mettiamo in atto istintivamente quando disponiamo i piatti accanto al lavello in funamboliche pile, facendo ben attenzione a mantenere l’equilibrio necessario, quando andiamo in altalena e persino quando ci infiliamo le dita nel naso. 
La fisica meccanica classica è tra noi. Le sue leggi, intime, naturali, inesprimibili per mancanza di un adeguato alfabeto matematico, popolano le nostre quotidianità senza che ci si faccia sufficiente caso. Perché se da un lato è vero che esistono questioni della fisica assolutamente non percepibili – gli atomi che compongono tutta la materia, ad esempio, o le fascinose questioni della fisica quantistica – dall’altro ne esistono moltissime che accadono proprio sotto i nostri occhi anzi… nel corpo e nei sensi tutti.


Da questa osservazione si potrebbe partire per parlare di questo corposo volume che di pesante ha solo l’aspetto. 
Meccanica illustrata prende in considerazione le leggi di quella fisica direttamente osservabile, la fisica meccanica classica, disciplina capace di descrivere tutto quello che sperimentiamo quotidianamente in modo visibile. Una fisica che, a dispetto di quello che il suo nome potrebbe suggerire, non si limita ad avere a che fare con automobili e ingranaggi, ma si occupa di ciò che si può vedere e toccare, e che in buona sostanza si presta a essere raccontata attraverso le immagini. Dalla disamina delle grandezze principali quali massa, forze, tempo e spazio, passando per le macchine semplici (la leva, il cuneo e la carrucola, l’argano e la vite) , e i vari tipi di moto e di forze, senza mai dimenticare i processi storici e i loro protagonisti, la chiarezza disarmante di questo albo deriva proprio dalla sua capacità di mostrare le forze in azione nelle situazioni che si verificano ogni giorno.


Accanto alle descrizioni letterali di fenomeni quali la leva o il cuneo, rese con precisione e humor, le illustrazioni hanno il potere di richiamare alla memoria del corpo quelle esperienze che incarnano il tipo di macchina preso in considerazione…così, quando ci si solleva dal letto si mette in moto una leva, oppure, quando ci si intrufola nella densa folla di un vagone della metropolitana un po’ costipato stringendo le mani per farci largo tra due ali di persone…beh…ci si trasforma in un cuneo, altra macchina semplice capace di separare le masse… oltre che farci arrivare in orario al lavoro.


Ancora, quando arrotoliamo sulla forchetta degli spaghetti per gustarli a pranzo… sembrerebbe tutto così elementare, se non fosse che stiamo mettendo in moto un argano, una macchina simile alla carrucola, per cui si fa ruotare un asse per avvolgere le lunghezze della pasta in un’unica matassa… rotazione, equilibrio…sembrerebbero concetti astratti, nel nominarli, ma ecco che in realtà li dominiamo così, semplicemente e inconsapevolmente, poco prima di soddisfare la fame…


Il movimento angolare che provochiamo con un sapiente movimento del polso per rigirare una frittata, il pendolo che dondola davanti ai nostri occhi quando estraiamo una bustina di tè dalla tazza, il moto circolare di un cane che gira su sé stesso alle prese con un ostinato prurito alla base della coda… nel testo e nei disegni vengono poste le basi narrative per rinvenire le dinamiche logiche e necessarie di una scienza che padroneggiamo, ancor prima che nelle formule, a un livello propriocettivo, ossia dell’intero corpo. 
Ed è attraverso questo progressivo risveglio dei sensi e attraverso la connessione degli stessi a formule e linguaggio matematico che questo albo sospinge delicatamente a pensare che l’esperienza della meccanica classica sia anche la testimonianza della nostra presenza nel mondo e oltre.


Descritto non senza una certa ironia, l’accadimento del quotidiano diviene un fenomeno direttamente osservabile e intimamente percepibile, sotto la cui superficie si nascondono intrinseci legami con quella parte di fisica che invece ci risulta impalpabile. Man mano che si procede nel volume, i fenomeni della realtà presi in considerazione si fanno via via di più ampia portata. Analizzati i vari tipi di forza, con la loro specifica necessità di passare attraverso gli oggetti per potersi mostrare, si approda al concetto di energia, letteralmente l’elemento che, presente in unica misura nell’intero universo, ci attraversa per farci svolgere le attività quotidiane e tutto muove per provocare cambiamenti. Da qui, il decollo verso quel territorio di speculazione che la meccanica non può più arrivare a descrivere è quasi fisiologico: individuato questo margine di imperscrutabilità, il libro si spalanca. Parlando di forze presenti ma difficilmente individuabili a occhio nudo, il passo verso il metafisico e lo spirituale è breve. E se nel cercare di rendere afferrabile la legge gravitazionale universale attraverso quella forza che ci vede gravitare nell’orbita degli affetti e delle attrazioni tra umani, ecco che con l’ultima illustrazione si entra nella supposizione più vertiginosa… 


Un po’ come nel film Interstellar, in cui una delle protagoniste, astronauta intrappolata su un pianeta lontanissimo alla ricerca di un collega scomparso, si chiede se non sia l’amore una forza pari a quella di gravità, di cui abbiamo esperienza pur senza conoscerne l’intima correlazione con l’intero sistema dell’universo. O meglio ancora come diceva Dante, nelle ultime terzine della Divina Commedia: L'amor che move il sole e l'altre stelle. Parole che paiono un'estrema propaggine di poesia, ma che invece sono forse una ficcante intuizione… 

Gustave Doré

Giorgia

 “Meccanica illustrata – La frittata, Archimede e le dita nel naso: un manuale pratico di meccanica classica”, Marina Montero, (traduzione di Maura Romeo), Quinto Quarto 2025 
“Interstellar” Christopher Nolan, 2014 


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