PICCOLA È GRANDE
Kalandraka Italia 2026
ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 5 anni)
"Una mattina, all'improvviso, Natalia ebbe la sensazione che la città stesse diventando troppo grande, enorme. Senza quasi rendersene conto, aveva iniziato a rimpicciolire. Non era una sua supposizione, stava davvero diventando sempre più piccola.
Il mondo visto dal basso le riservava scoperte sorprendenti, ma...
vivere era una impresa sempre più difficile. Per questo, al calar della sera, si sentiva esausta. E fu così che..."
... Che se ne tornò da dove era venuta, Ossia ritornò - a novant'anni - nella sua casetta in campagna, che un giorno le era sembrata davvero troppo stretta e piccola per lei, E da lì era andata via per girare il mondo, per vivere in città e fare tante cose appassionanti, prima fra tutte dipingere quadri...
Nella sua vecchia casetta il suo diventare sempre più piccola non si interruppe, ma lei comunque riuscì a trovare un suo modo gradevole di passare il tempo.
Certo, il suo rimpicciolire fino a non essere più visibile agli occhi degli altri presentava qualche effetto collaterale, ma anche alcuni aspetti davvero interessanti.
E così quando anche per lei la solitudine cominciò a diventare un peso, fu un bene essere impercettibile alla vista, ma molto accogliente nei fatti...
Questa è la sua meravigliosa storia. Ma anche la storia di chi è arrivato dopo di lei.
Essere piccoli e grandi è un concetto che non si può esaurire con semplicità, limitandosi a farne una questione di dimensioni e di tempo che passa.
No no. C'è molto di più dietro.
Per intenderci, si può essere piccoli e grandi allo stesso tempo.
Arianna Squilloni ne è un esempio: è piccola, davvero una delle donne più minute che l'editoria per l'infanzia abbia prodotto. È minuta anche nella voce. E delicata nei modi.
Eppure.
Pur piccola, è una grande editora e spesso e volentieri è anche una grande escritora.
E ancora. La sua casa editrice, A buen paso, che lei si è cucita addosso nel corso degli anni, è una minuscola fabbrica di libri grandissimi.
Dunque per la proprietà transitiva, si potrebbe dire che anche la signora Natalia, nonostante fisicamente si stia rimpicciolendo, umanamente dimostra di essere una gran persona.
Il suo mutarsi da piccola a grande e poi di nuovo piccola, fino a diventare delle dimensioni di un piccolo insetto che si infila nelle tasche della camicia o passeggia indisturbata tra i vasi di fiori e che la sera sussurra ninne nanne a chi ha tanto bisogno di riposo, si può leggere come enorme metafora dell'esistenza. E anche di più: dell'esistenza che supera l'esistenza stessa.
Natalia cresce e ha tutta l'energia per dare un senso alla sua vita: nel mondo si guarda intorno, coltiva le sue passioni, vive una vita che è piena... ma poi arriva un altro tempo in cui la sua grandezza, forza ed energia si trasformano di nuovo in una piccolezza che la rende sempre più delicata e fragile. Ma il suo animo è ancora grande.
Questo è il tempo di passare il testimone, di farsi così piccola da diventare invisibile ai più, ma di non sparire mai del tutto!
Natalia, come capita a tutte le grandi persone, trova un modo per farlo: mette la propria voce nella testa di chi verrà dopo di lei.
Meravigliosa idea.
Così l'ha anche considerata Raquel Catalina - che ha appena visto il Bologna Ragazzi Award con Ingravida - alla quale la minuscola ma grande Arianna Squilloni l'ha proposta.
Squilloni e Catalina hanno già lavorato assieme ed è piuttosto evidente il fatto che abbiano voci che si accordano bene reciprocamente. A tal punto che, è la stessa Catalina a dichiararlo, entrambe non hanno esitato a rimodellare il proprio lavoro su quello dell'altra.
Mi viene da supporre che l'infinità di "cose appassionanti" cui allude il testo di Arianna si trasformino nella passione artistica che i disegni di Raquel ci mostrano e che quindi due pagine dopo il testo di Arianna ne prenda atto e lo confermi anche a parole.
In mezzo agli albi da sempre, va da sé che Arianna Squilloni nella sua scrittura lasci grande margine di azione alle matite di Raquel Catalina che, a sua volta, si prende l'incarico di dare una forma plastica a Natalia.
Non una operazione semplice, perché di Natalia noi dovremo vedere la sua intera esistenza: da ragazza a vecchina curva: il suo lento quasi sparire.
La soluzione visuale che Raquel Catalina ha scelto per seguire questa trasformazione è un piccolo gioiello in sé.
Fidatevi del parere di una che di canizie ne sa parecchio...
Carla
Noterella al margine: Questo libro ha vinto il Premio Internazionale Compostela nel 2025. E il caso vuole che, nella giuria giudicante, ci fosse - tra gli altri, il grande Pep Carrió, quello di Pietras Negras.





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