lunedì 6 aprile 2026

ECCEZION FATTA! (gli amici immaginati da altri...)

Poi ne sono arrivati altri... 
Questi otto - e più - sono gli amici immaginati di altrettante otto persone che con me hanno condiviso da tre anni a questa parte, in una piccola e gagliarda libreria di Pisa, chiacchiere piacevoli intorno alla buona letteratura per l'infanzia... 
Alcuni degli amici immaginati di queste otto persone, come è capitato anche ai miei, ora abitano solo in biblioteca per lasciare che nelle librerie abitino i più giovani. Ma gli amici immaginati, come quelli immaginari, non sono sempre lì. E non basta desiderarli, perché compaiano. Occorre sempre una bella storia dentro cui trovarli e solo in questo modo si può seguirli per un po', il tempo di farci amicizia. Può succedere che gli amici di carta ritornino. A ogni nuova storia, si rinnova il piacere di incontrarli proprio come succede con quelli in carne e ossa: in vacanza, o al parco, o nel cortile di scuola. Gli amici immaginati, che siano raccontati a parole o disegnati, la prima volta li troviamo quasi per caso, ma poi succede che li andiamo proprio a cercare, perché senza di loro si sta peggio! Si riapre il libro, si rilegge la storia e tutto ricomincia. Proprio perché sono immaginati, possono essere di tanti tipi. Alcuni sono creature umane, con difetti e pregi che conosciamo, con desideri e paure che proviamo anche noi. Alcuni sono altissimi, altri minuscoli. Possono esser pelosi o piumati e hanno un numero variabile di zampe o di ali. Spesso hanno il dono della parola e comunque sanno sempre come farsi capire. Tutti loro hanno per noi un "qualcosa" che li rende speciali, e rende indimenticabile il tempo passato assieme, volendo loro un gran bene. 

Carla 

IRRIDUCIBILE! 



Tricorno è un bambino e come si può esserlo a dispetto di un mondo che non ti vede? 
La prima storia di Tricorno racconta di una progressiva sparizione, il bambino si restringe ma nessuno di fatto se ne accorge e nonostante lui cerchi di farlo notare, gli adulti non danno assolutamente peso alle sue parole. Tricorno si rimpicciolisce e il mondo intorno si regge su una serie di dialoghi assolutamente vuoti che girano intorno a questioni quotidiane futili che però sembrano assorbire interamente l’interesse di ogni adulto. 
Tutte le storie sono scritte in modo contrappuntistico, ossia su due piani che si lambiscono ma non si toccano mai. Il mondo di Tricorno e quello del padre e della madre proseguono in un ritmo e in una comunicazione estranei l’uno all’altro. 
Una distanza che sembra irriducibile. 
Da un lato un bambino quasi rassegnato e intento a trovare il modo di vivere e godere della sua infanzia a dispetto di chi non lo vede, dall’altro due genitori che hanno costruito la loro vita sulla convinzione assoluta di aver adempiuto a tutti i doveri previsti dal loro ruolo e che non sono per questo disposti a compiere sforzi di sorta. Due voci che non si sentono, due lingue che si parlano addosso senza riuscire a comunicare. Un silenzio subito quello del bambino, voluto, sebbene non consapevolmente, l’altro. 
Tricorno però è un bambino e come tale possiede ancora un patrimonio di suoni e parole che possono alimentarsi e crescere anche al di fuori di una relazione asfittica. Scopre, e noi con lui, di avere risorse inaspettate e la fortuna gioca spesso dalla sua parte, come a ricompensarlo della povertà spirituale che lo circonda e del destino di relazioni sbiadite che gli è stato assegnato. 
Se il mondo che lo respinge ha costruito un sistema di valori unicamente monetari, allora Tricorno troverà il modo per avere quelle stesse monete bypassando ogni logica di impegno e sacrificio, di fatto svelando il volto vero e fallace di quella costruzione ideologica. E la stessa dinamica del desiderio sarà mostrata in tutta la sua nudità, come rincorsa vana, ricerca di una chimera che il presente non consente neanche più di immaginare e ambire. 
Perché Tricorno è una sorta di mio amico immaginato? 
Perché riesce a trovare delle strategie di sopravvivenza comunque efficaci, Tricorno è un personaggio letterario, risultato di una scrittura sapiente e mai debordante, che si tiene su un equilibrio di parti molto sottile e che non sfora mai nell’atteggiamento accusatorio o celebrativo. Eppure è tutto lì davanti ai nostri occhi, e di Tricorno possiamo ridere, conservando dentro di noi la tristezza di qualche ricordo che comunque ci appartiene e che quegli episodi tracciati con sapiente ironia sono riusciti a far riemergere. 

Teodosia

Tricorno si restringe di Florence Parry Heide, illustrazioni di Edward Gorey, Bompiani 2021 
Il tesoro di Tricorno di Florence Parry Heide, illustrazioni di Edward Gorey, Bompiani 2022 
Il desiderio di Tricorno di Florence Parry Heide, illustrazioni di Edward Gorey, Bompiani 2023

Nessun commento:

Posta un commento