NON APRITE QUELLE PORTE!
Il barbagianni editore 2026
ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 5 anni)
"Cerisia vive in un'altra casa. Non ci sono mai stata, ma oggi faremo un pigiama party da lei.
Io e Cerisia siamo pazze di gioia. Sarà meraviglioso.
Abbraccio papà così può tornarsene a casa, ma lui non fa che parlare con la mamma di Cerisia.
'Bla bla bla!' strilliamo noi.
Adesso papà se n'è andato.
Nel corridoio c'è odore di formaggio. La mamma di Cerisia sa di profumo.
Ci sono tantissime porte, ma quella d'ingresso ha i vetri.
Almeno so da dove si torna a casa."
Tutto è pronto per il pigiama party, compreso quel pochino di ansietta...
Nella casa ci sono i genitori di Cerisia con le loro regole - non ci sono biscotti per chi non finisce la cena - e con le loro gentilezze nei confronti dell'ospite - il letto più comodo è per Siv. Poi c'è l'immancabile fratello maggiore, scontroso, invadente e soprattutto gigantesco. Poi c'è anche la bisnonna che, al contrario del fratello, è piccola piccola, ma con un'abilità non indifferente: sa togliersi i denti. Gli animali di casa sono un cane bitorzoluto e non proprio nel fiore degli anni e due porcellini d'India piuttosto rumorosi e, pare, puzzolenti. E poi c'è lei, Cerisia, adorabile amica del cuore che, però essendo a casa sua si sente in diritto di dettare lei la tabella di marcia e di mangiarsi un ghiacciolo in più. E per ultima c'è lei, la casa: grande, piena di porte e soprattutto sconosciuta...
Che notte aspetta la biondissima Siv?
Pija Lindenbaum è una buona raccontatrice di infanzie perché è capace di vederne tanto forza quanto la fragilità, sa dare voce alla loro immaginazione, ossia a quel senso di magia che pervade ogni giorno o notte normale che però un bambino è capace di vivere a mille. E nello stesso tempo sa raccontare il senso pratico che sempre i bambini dimostrano di avere nel cercare di togliersi d'impaccio, soprattutto quando sono i grandi a metterli nei guai.
Ma soprattutto di quella strepitosa età sa apprezzare autonomia di pensiero e alterità assoluta nei confronti del mondo dei grandi. Non è facilissimo ammettere con tanta determinazione entrambe le qualità per chi è ormai adulto...
Per capirci: i sette papà in miniatura della piccola Else-Marie sono il risultato di una bella proiezione di bambina, ma anche una bella scocciatura da risolvere e lo stesso può dirsi per quanto riguarda la grande ingiustizia che si rinnova ogni giorno nell'orfanotrofio tra Giralisi e Fiordasoli (!), la crudeltà pura dell'unica adulta, Lacapa, e la relativa fuga di tutti quei poveri piccoletti. E ancora la fragilità di Zlatan di fronte alla comparsa di un potenziale competitor nei confronti dello zio Tommy, il prediletto del suo cuore. Alla crisi, peraltro superata con destrezza, di Zlatan corrisponde la noncuranza di Frike che perde in una notte la sua scarpa nuova e il piede che c'è dentro...
Dunque la prima notte fuori casa è l'humus più adatto per far accadere una sequenza fitta fitta di assurdità che nascono dallo scompiglio della normalità di una casa.
Con precisione millimetrica la Lindenbaum ci mostra in un'unica carrellata, un lunghissimo piano sequenza con inquadratura rigorosamente sempre dall'alto, una serie di personaggi, ritraendoli nella loro quotidianità diurna o al più crepuscolare: il fratellone, i due genitori e la vecchia bisnonna, cane e porcellini d'India.
Poi arriva la notte con il buio e il silenzio e tutto si mischia, si scuote come se fosse in uno shaker da drink.
E nulla è più come prima. E tutto assume la parvenza di un piccolo horror ad uso e consumo di quella ragazzina alla sua prima notte fuori casa.
Due le grandi idee: assecondare emotivamente questa esperienza nell'uso di colori dominanti e in secondo luogo decidere, tavola dopo tavola, di non scendere mai dal soffitto come punto di ripresa.
In onore di Cerisia sono costruite le prime tavole e non potrà sfuggire la deformazione degli ambienti, il primo fra tutti il corridoio su cui affacciano le porte che nascondono le diverse stanze.
Ogni pagina ha una sua dominante e tanto più cresce il pathos tanto più la scelta si radicalizza intorno a colori precisi: il gioco spensierato dei cavernicoli è pieno di un giallo luminoso, l'impatto con il fratello maggiore si avvolge di ottanio e fucsia, mentre l'inizio dell'incubo è avvolto in un grigio diffuso.
E dopo può solo peggiorare, si fa per dire...
Carla




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