venerdì 17 luglio 2026

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

ZIP ZAP WICKETY WACK

Chi è che fa beee? Grosso guaio in fattoria, Matthew Diffee 
(trad. Sara Ragusa) 
Terre di mezzo 2026 


ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 5 anni) 

"La mucca fa: 'Muuu'. Il cavallo fa: 'Hiii'. 
La pecora fa: 'beee'. 
La capra fa: 'Ehi, aspetta un attimo. Sono io che faccio bee'. 
'Però l'ho detto prima io'. 
'Ma se io belo da quando ero piccola' 
'Oh, oh, e adesso cosa facciamo?'" 

Sono riuniti tutti nella stessa fattoria e discutono di questo bel problema. Pecora, capra, mucca, cavallo, cane, maiale, papera, gallo e anche una rana. 
Visto che capra e pecora hanno il verso in comune, cercano di distinguersi. 
La pecora pensa di fare oink, ma il maiale giustamente protesta. Allora la capra pensa che un bel qua potrebbe fare al caso suo, ma quella è la battuta dell'oca e l'usurpato chicchricchì da parte della pecora fa infuriare il legittimo proprietario, ossia il gallo. 
La pecora, pensa che ti ripensa, escogita un verso che di sicuro in quella fattoria non si è mai sentito e quindi non è di pertinenza di alcuno... E il verso fa esattamente: zip zap pimpeti pam bing bang walla balla flip flap criccheti crack brim ding dilly. 
Ma all'orizzonte c'è già qualcuno che lo sta reclamando... 

La buona idea e il buon disegno fanno il valore di questo libro. 


Partiamo dal buon disegno: Matthew Diffee sa tenere molto bene la matita in mano. Cartoonist per importanti testate, come il New Yorker e il Texas Monthly, lo fa da almeno 25 anni con enorme successo e con grandi riconoscimenti da parte del pubblico e della critica. 
Questo è il suo primo albo illustrato e quindi si sta muovendo secondo un ritmo e con un'ampiezza che non sono quelli suoi consueti: non più un colpo e via. Si gira pagina. 
Anche se effettivamente, a guardare bene, anche qui ogni doppia pagina è fulminante come una vignetta. Ma non divaghiamo. 
Stabilito il passo diverso, Diffee decide quindi di creare un contesto che sia il più classico, canonico e rassicurante possibile (persino nella scelta del font): fattoria, animali, versi degli animali... 
E come li disegna? Di nuovo nel modo più classico, canonico e rassicurante possibile. Nessuna deroga a mettere nel disegno elementi anomali: non è nel suo stile. Intendo dire, neanche quando fa il vignettista puro. 


Gli animali sono molto riconoscibili e potrebbero essere usciti da un libro inglese per bambini di fine Ottocento. Nessuna deroga all'antropomorfizzazione o, peggio, alla caricatura. Ripeto: non è nel suo stile. 
Sono disegnati sulla pagina il più delle volte fuori contesto: solo ogni tanto appoggiati su un praticello verde o una balla di fieno.


L'unico elemento di arredo è uno spigolo del recinto, che è necessario a livello narrativo. Solo alla fine, quando decide di allargare il campo visuale, si vede un magnifico fienile, anch'esso prototipo della categoria iconografica delle fattorie, granai e fienili americani. 
E chiudiamo con la buona idea. 
A tal proposito, consiglio a tutti di sentirsi 15 minuti esilaranti quanto illuminanti sulla teoria delle buone idee che Matthew Diffee nel 2013 ha tenuto in una TEDx
Il libro in questione di buone idee ne ha diverse. 
A parte quella di partenza, abbiamo visto finora che è stata una buona idea trovare questo preciso modo per raccontarla (ovvio anche visivamente). 
Questa storia si regge esclusivamente su un serrato dialogo tra animali. Non esiste nessun narratore esterno, né narrazione che vada al di là del ritmato botta e risposta tra i vari personaggi. Tutto si regge sulle onomatopee dei vari versi, fino ad arrivare a una vera e propria apoteosi sonora, che nel titolo inglese del libro fa bella mostra di sé, mentre nell'altrettanto pimpante traduzione di Sara Ragusa, rimane nascosta all'interno delle pagine. 
Finito questo gioco, Diffee decide di mettere a ragionare i propri attori sul tema di fondo, che- ancora solo nell'edizione originale - viene anticipato già anche nel sottotitolo. 
Per una volta, invece, TdM decide coraggiosamente di mantenere il mistero. 
Come ogni buon cartoonist, Diffee affida ai propri lettori il gusto di scoprire da soli il joke finale. 


L'eloquente gioco di sguardi che più volte si ripete è irresistibile, ma silenzioso!
Firlate, gente, firlate!

Carla

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