domenica 8 aprile 2012

UNO SGUARDO DAL PONTE (libri a confronto)

ALBERI: RAGIONE E SENTIMENTO

Vi propongo un curioso percorso che parla di alberi, in varie forme; di libri dedicati agli alberi non ce ne sono moltissimi, non hanno il ghigno feroce dei T.Rex,non hanno lo sguardo tenero dei cuccioli. 


Eppure…per parlare di alberi partirei da un libro del 2010, direi quasi ignorato dal pubblico: si tratta de Le Isole del Tempo, libro di, pensate un po’, paleobotanica, ovvero concernente le piante preistoriche, illustrato con grande cura da Riccardo Merlo; una ricostruzione puntigliosa del mondo preistorico tanto frequentato dai bambini, dal punto di vista delle piante. Un libro raffinato e inusuale, che ne racconta con grande semplictà e precisione, l’evoluzione. 


Altrettanto raffinato Alberi, di Pia Valentinis e Mauro Evangelista : una rassegna, insieme didascalica e poetica, delle specie arboree nostrane, affiancate da spiegazioni e poesie: cosi si susseguono ulivi, meli, ciliegi (e qui una digressione sulla cultura giapponese), querce, olmi, con il loro carico di foglie, di fiori e di racconti. 


Cultura contadina ed emozioni, spiegazioni scientifiche e poesie prese dalla cultura europea. Compagni di vita, fonte di ricchezza, irrinunciabile presenza del nostro paesaggio; maestosi, lineari, tormentati e attorcigliati, simboli muti, amati e detestati. 


Non so se vi capita mai di assistere alla potatura degli alberi di un parco o di un viale cittadini: i miserabili tronconi che ne risultano sembrano testimoniare più che altro il fastidio, cui va posto rimedio, che provoca la presenza di tanti rami, di tante foglie; che importanza fa, se in estate sentiremo più caldo, tanto c’è l’aria condizionata, la nostra vita è concepibile solo se inscatolata, dentro una macchina o dentro una casa. Per non parlare di potature e abbattimenti criminali di alberature secolari. E’ come se non fossimo in grado di vedere,o se non lo volessimo fare, questa vita che cresce nonostante noi, in qualche modo incastonata nella struttura urbana,come se la comunità cui apparteniamo non considerasse quella vita un valore.
E invece, eccoli, questi monumenti viventi alla pazienza, alla lenta costruzione, che vivono e crescono ignorandoci , alimentando, proteggendo, ospitando miriadi di animali grandi e piccoli, di cui spesso ignoriamo l’esistenza. 


Ce lo ha raccontato, sinteticamente, il libro Un albero è… di Marina e Fabrizio Barbero, oppure, in modo divertente e giocoso,  



Saremo Alberi di un altro Mauro Evangelista, scomparso prematuramente nel 2010: descrivere e disegnare gli alberi con un pezzo di corda, un percorso visivo e tattile contemporaneamente.


A raccontare la difesa di un albero pensa Gary Crew in Memorial, illustrato da Shaun Tan: un ragazzino cerca di impedire il taglio di un albero secolare che, guarda caso, ‘e’ un pericolo per il traffico, dicono. Sta sollevando l’asfalto. Ricopre le auto di semi’ e così via. La vita sporca, impiccia, vorremmo piante che non devono essere innaffiate, cani robot che non fanno la cacca, bambini che non strillano in mezzo alla strada. Per fortuna, almeno finora, l’incredibile insieme di viventi che si è evoluto sul nostro pianeta, anche a costo di estinzioni e ripopolazioni, riesce a resistere all’ansia distruttiva, qualche volta anche inconsapevole, che le nostre comunità riescono ad esprimere. 
 

Ho titolato ragione e sentimento proprio per questo, perché possiamo guardare alla vita, cercando di capirne i molteplici aspetti e la storia, le ragioni di esistenze tanto disparate; e possiamo guardarla animate da stupore (quello filosofico di Platone e Aristotele) per l’incredibile bellezza e molteplicità che abbiamo la fortuna di poter ammirare. Questo stupore e questa ammirazione, così come la curiosità di comprendere, esaminare e catalogare, lasciamola fiorire, è il caso di dire, nei nostri bambini.


Eleonora

Alberi”, P. Valentinis  e M. Evangelista, Rizzoli 2012
Un albero è…” M e F. Barbero, B edizioni design 2007
Memorial”, G. Crew e S. Tan, Elliot 2011
Isole del tempo. Avventure nel mondo verde preistorico”, M. Mazzanti, G. Bosi, R. Merlo, Editoriale Scienza 2010
Saremo alberi”, M. Evangelista, Artebambini 2011

venerdì 6 aprile 2012

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


DI COLOMBA IN COLOMBA: C'E' POSTO PER TUTTI!

Da non credere, si è già alla vigilia di pasqua. E la pasqua chiama da un lato grandi dosi di cioccolato racchiudenti oggettini di paccottiglia e dall'altro grandi porzioni di colomba ed eccoci quindi a discuterne, di colombe

PERCHE' FU SCELTA LA COLOMBA, Isaac Bashevis Singer, Eric Carle
Mondadori, 2012

ILLUSTRATO PER MEDI (dai 6 anni)


"l leone ruggì: 'Io sono il più forte tra tutti gli animali, quindi non c'è dubbio che devo essere salvato.' L'elefante barrì: 'Io sono il più grosso. Ho la proboscide più lunga, le orecchie più grandi e i piedi più pesanti'. [...] 'Io appartengo alla stessa famiglia della tigre' miagolò il gatto facendo le fusa. 'E io sono il cugino dell'elefante' squittì il topo."

Così inizia una ridda di voci diverse, ciascuna tesa a ribadire la propria supremazia rispetto agli altri e ad affermare il proprio diritto ad avere un posto sull'arca. Si è propalata la notizia che saranno chiamati solo i migliori...
Noè l'ha appena terminata, sotto consiglio divino, per accogliere sé, famiglia e animali: i restanti abitanti della Terra saranno sommersi e peggio per loro e buona pasqua ai salvati.
Ora il problema è tutto qui: chi avrà il permesso di salire? Come ho già detto, tra gli animali si è sparsa la voce che solo i migliori avranno accesso all'interno della grande pancia dell'arca. 


Leone, elefante, volpe, asino, puzzola, orso scimmia, gatto e così via, 31  animali hanno un loro punto di forza che li rende unici e li rende migliori rispetto agli altri. Chi di loro vanta abilità quasi uniche oppure si bea di parentele altolocate, tutti comunque dicono e sostengono di essere i migliori, in altre parole, quelli da salvare. Ma Noè che è uomo saggio, sa il fatto suo. Mentre tutti gli animali gli si fanno intorno e cercano di convincerlo con un petulante 'scegli me, scegli me' lui nota la silenziosa colomba...
Come ci hanno raccontato che andarono le cose, lo sappiamo, ma del perché fu scelta la colomba come animale da mandare in avanscoperta, lo apprendiamo solo ora.

I libri di Carle mi incantano (non tutti tutti, ma la stragrande maggioranza). Pur essendo in qualche modo sempre uguali a se stessi, sanno essere ogni volta sorprendenti per due principali ragioni: la potenza dei colori e delle forme, la sempre rinnovata sapienza nel raccontare il mondo animale.
Carle è sempre stato un enorme illustratore ma anche un eccellente divulgatore. Nei suoi libri di animali (e sono la quasi totalità) ogni volta è in grado di 'passare' al bambino lettore con estrema naturalezza una serie di importanti informazioni scientifiche sull'animale illustrato che, quindi, attraverso la narrazione o il gioco, diventano patrimonio scientifico, suo nuovo sapere.
Anche in questo libro che si ispira al biblico Diluvio universale, mi pare che il punto di forza non stia tanto nell'auspicata pace e armonia che dovrebbe regnare sulla terra (fatto di certo desiderabile massimamente), ma nella straordinaria carrellata di animali che Singer e Carle ci presentano e nella loro dettagliata descrizione.
Spero sapranno perdonarmi i più ortodossi, ma io questo libro lo utilizzerò in questa prospettiva e non in altra. D'altronde, c'è posto per tutti!!
A tal proposito vorrei segnalarvi due begli altri titoli che con l'arca e con i problemi di convivenza al suo interno hanno molto a che fare:

Hulrich Hub, L'arca parte alle otto, Rizzoli 2010 
Massimo Caccia, C'è posto per tutti, Topipittori 2011 
(cui ho rubato il titolo per darne uno a questo post prefestivo)

Prendetelo come se fosse la mia sorpresa  dentro il vostro uovo...  
(e questa non sarà paccottiglia!)
Carla


mercoledì 4 aprile 2012


UN ALBERO IN TERRAZZO

Penso che avere un terrazzo sia uno dei grandi piaceri della vita. In questi primi giorni di primavera è bello trascorrevi la domenica pomeriggio svuotando vecchi vasi, aggiungendo nutrimento nelle piante che in questo periodo mettono fuori rami e foglie nuove, ricoprendo di terra semi di pomodori, belle di notte e ipomee.
Avere qualche piccolo albero in terrazzo è un vero lusso.
Oggi ho finalmente raccolto i bergamotti: 19 palline gialle per 1220 gr di peso.




Ho pensato di trasformare in marmellata questi agrumi troppo amari per farne delle spremute.
Ho lavato i frutti e con un coltello affilato li ho pelati a vivo senza lasciare alcuna pellicina bianca. Ho eliminato i semi e li ho fatti a pezzetti.
Al temine dell’operazione, lunga e un po’ noiosa, ho nuovamente pesato la polpa: erano 600 gr.
Dopo aver aggiunto 700 gr di zucchero, ho messo il tutto in una pentola di acciaio.
Ho fatto cuocere per 20 minuti dall’ebollizione, dopodiché ho spento il fuoco e ho fatto intiepidire.
Ho quindi passato al setaccio il composto perché comunque le pellicine interne mi parevano piuttosto spesse. Ho rimesso sul fuoco per un’ora circa fino a quando la marmellata era pronta (anzi si è pure un po’ caramellata perché nel frattempo entravo e uscivo dal terrazzo). La maniera per capire il giusto punto di cottura è sempre la stessa: occorre far scivolare su un piattino, precedentemente raffreddato, una goccia di marmellata: se rimane compatta senza scorrere lungo le pareti la marmellata è pronta.
Dopo aver fatto bollire in pentola per dieci minuti due vasetti di vetro li ho riempiti con il fluido bollente, li ho sigillati e fotografati:



All’assaggio il sapore della preparazione è lievemente amaro e profumatissimo. Secondo me è la marmellata di bergamotto è adatta per essere addolcita con la ricotta la mattina a colazione (la mia destinazione preferita), o con formaggi grassi.

Lulli

Nota a margine:
La soddisfazione di vedere quei due vasetti nei quali sono andati a finire un anno di annaffiature, un anno di lupini spezzati messi come concime, un’estate di lotta contro la cocciniglia con bastoncini imbevuti di alcol mi riempie di felicità (in effetti ci vuole poco...).

martedì 3 aprile 2012

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


IN CERCA DI SE'

IL PINGUINO VERDE, Valentina Muzzi
Sinnos editrice, 2012

ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni)




Leggeva e leggeva così capitò
che una notte d'inverno s'illuminò.
Stava leggendo di una terra lontana
della quale il principe una volta era rana.
Pensò a se stesso con la corona
e seduto comodo su una poltrona.
L'idea gli sembrò davvero geniale:
perché rimanere un pinguino normale?



Il pinguino lettore così decise di partire. E tirandosi dietro un carrettino che conteneva un libro, si incamminò. 



Durante il viaggio si rese conto che con il suo abito nero d'ordinanza non si sarebbe sentito a suo agio, quindi acquistò un bell'abito verde fatto di squame.
Allo stagno il verde è il colore migliore ed è per questo che le rane fin da subito lo accolsero a zampe aperte. Diventare verde come loro non era stato così difficile, ma saper saltare come fa una rana era impresa insormontabile. Quindi al povero pinguino in cerca di nuova identità non restò che...
voi che avreste fatto al suo posto?
La decisione presa dal pinguino -giusta o sbagliata che sia- è portatrice di una grande verità: viaggiare cambia.
Tutti noi sappiamo bene che tra partenza e arrivo attraversiamo un mondo che lascia inevitabilmente traccia di sé in noi, a patto che noi si sia viaggiatori attenti e sensibili.
E così il viaggiatore alla fine del viaggio sarà diverso dal viaggiatore che era in partenza.
Questo succede al pinguino in cerca di identità. Essere un buon lettore, essere curioso, essere intraprendente, quindi lasciarsi dietro abiti in cui non si ritrova più, perseguire un sogno, sperimentare nuove situazioni, mettersi alla prova, saper dialogare con gli altri, saper riconoscere i propri limiti, sapersi accettare per quello che si è, ma nello stesso tempo essere capace di cambiare...quante cose per un solo pinguino in viaggio!

Carla

lunedì 2 aprile 2012

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)


A SERA LA TATA MI FA IMBARCARE

NELLA TERRA DEI SOGNI, Robert Louis Stevenson, Simona Mulazzani
Rizzoli, 2012

ILLUSTRATI PER MEDI (dai 7 anni)

L'album delle figure d'inverno

L'estate muore, l'inverno è arrivato...
ditini a spilli, il mattino è gelato, 
passeri e corvi dalle ali scure
e i miei libri con le figure.

Ora che l'acqua è diventata sasso
io e la tata abbiamo lento il passo
mentre i ruscelli delle acque pure
scorrono nei libri con le figure.

Tutte le cose belle sono qui accanto
riempiono gli occhi come per incanto, 
pecore e pastori, alberi e armature
nei miei libri con le figure.


Dodici tra le poesie che Stevenson scrisse in uno dei momenti più faticosi della sua esistenza. Sono il contenuto di questo bel libro.
Convalescente in Costa Azzurra, Stevenson, al quale era stato prescritto silenzio e riposo assoluto, dovette trascorrere diverso tempo al buio per un'oftalmia e con il braccio destro immobilizzato per le forti emorragie cui andava soggetto. In queste condizioni tutt'altro che propizie e felici scrisse alcune tra le più toccanti poesie sull'infanzia, sulla sua infanzia e le dedicò alla sua adorata Cummy, la tata-infermiera che gli fu accanto quando era piccolo.
I componimenti che presero il nome di Child's Garden of Verses (Il giardino dei versi), pubblicati nel 1885, sono uno dei più significativi omaggi all'infanzia, intesa come Età d'oro: età della spensieratezza, del gioco, della felicità e dell'immaginazione e del sogno.
La dozzina di rime scelte per comporre questo albo illustrato di grande respiro e di grandi dimensioni ci porta verso i tre principali terreni dove florida cresce l'immaginazione dei bambini.


Ci porta in quel preciso momento della giornata di un bambino segnato dal suo andare a letto. Andare a dormire per un bambino è un delicato passaggio, è un piccolo salto nel vuoto, nel buio, è anche un affacciarsi su un mondo fatto di sogno e fantasie.


Ma ci porta anche nel momento del gioco dove un bambino inventa amici immaginari, dialoga con la propria ombra, dall'alto di un ciliegio decide di dominare il mondo e, tra le pieghe del copriletto, inventa battaglie di soldatini.
Ed in ultimo ci porta nel mondo dei libri. I libri di avventura, che diventano 'sceneggiatura' di un ultimo gioco dietro il divano, tra belve assetate. Oppure i libri con le figure, che letti con la tata nelle lunghe giornate dell'inverno, riempiono gli occhi e la testa di tutte le cose belle.

 
Un grande libro con le figure. Grandi pagine piene di colori, che accolgono così tante cose al loro interno, che lo sguardo viene risucchiato. Io sono d'istinto attratta dalle illustrazioni di Simona Mulazzani. Non so dirvi perché, ma mi piace come costruisce gli spazi, mi piace il colore pastoso, mi piace certa ingenuità che ricorda alcuni naives e serialità di alcune forme, mi piace la luminosità, i suoi animali e i suoi bambini, con gli occhi grandi.


Tante volte ho pensato ad alcune di queste poesie come a ideale introduzione al mio strano lavoro: lettrice pubblica e, modestamente, mediatrice di immaginari. La tata Cummy si è conquistata una così importante parte del cuore di Stevenson proprio grazie al suo ruolo di narratrice durante la sua infanzia e di generatrice di molti sogni e di fervida immaginazione. Leggere a bambini e ragazzi è un'esperienza molto paricolare e, umanamente, assai coinvolgente. Mettere un libro nelle mani di un bambino e mostrargli gli innumerevoli mondi nascosti al suo interno è proprio un bel mestiere.

Carla

venerdì 30 marzo 2012

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

IL DIFFICILE MESTIERE

IL MIO AMICO TARTATTA', Béatrice Fontanel, Marc Boutavant
La Nuova Frontiera Junior, 2012

NARRATIVA PER MEDI (dai 6 anni)

"Arrivò a scuola all'inizio dell'anno con dei capelli selvaggi da non credere. Si capiva che aveva cercato di appiattirli con l'acqua, ma il risultato erano tante ciocche tutte incollate che si raddrizzavano di continuo. Solo a guardarlo, io e i gli altri compagni dovevamo trattenerci per non scoppiare a ridere."

Il suo problema non sono solo i capelli selvaggi, ma anche il suo balbettare davanti a certe sillabe particolarmente difficili per lui: sulle Ta, sulle Ba, sulle Po, sulle Do. Il nuovo bambino in questa scuoletta francese è una vittima predestinata. Tutti lo prendono in giro sulla balbuzie, gli affibbiano subito un soprannome -Tartattà- e a lui diventano rosse le orecchie e la faccia si copre di macchie grandi come continenti. E' timido, goffo e impacciato. Persino la maestra lo maltratta, mandandolo dal direttore ingiustamente. Ma proprio in quell'occasione Basilio Tamburo, per tutti ormai Tartattà, trova un' insperata piccola mano tesa...
Sebbene, la cattiva sorte continui ad accanirsi contro di lui (un corso di teatro pieno di sillabe 'scivolose') e sebbene il nascondersi nel bagno non sia la soluzione migliore, Tartattà ora non è più solo. E, soprattutto, dalla cima di un tetto della scuola le cose si vedono con la giusta distanza...

In un microcosmo di una classe elementare di una scuola francese si ambienta questa piccola storia così autentica ed esemplare allo stesso tempo. Le mille difficoltà a farsi accettare, le molte paure di sembrare diverso, le tante insicurezze quotidiane sono -a ben vedere- non solo del piccolo Tartattà, ma patrimonio comune.
Chi non ricorda della propria infanzia certe paure, certi pudori e certe timidezze: io per esempio sono stata chiamata per cinque lunghissimi anni con un cognome sbagliato dall'omino dell'autobus che mi riportava da scuola a casa. Ma non glielo ho mai detto. Mi rifiutavo di fare pipì a scuola perché c'era un buco nella parete devisoria con il bagno dei maschi e così alla fine delle otto ore camminavo con le gambe incrociate per riuscire a trattenerla. Mia madre mi faceva l'orlo ai pantaloni troppo corto e tutti mi sfottevano per questo. A casa mia si diceva 'ma va, che roba!' perché dal nord arrivavamo e anche per questo a Roma venivo presa in giro. Speravo sempre che i miei compagni non notassero troppo i capelli bianchi del mio papà quando veniva, di rado, a prendermi a scuola. Ma invece lo notavano, eccome. Mi inventavo i fidanzati e mi scrivevo da sola appassionate lettere d'amore che puntualmente venivano smascherate.
Ecco, anche di questo è fatta l'infanzia.
Béatrice Fontanel racconta e Marc Boutavant illustra il difficile mestiere di fare il bambino.
Questo pare essere il primo titolo per l'Italia di una serie che, almeno in Francia, conta già almeno quattro puntate.
Marc Boutavant, per suo conto, ci aveva già introdotto nel piccolo ma frenetico universo dei bambini attraverso una fortunata (?) serie di fumetti che avevano come protagionista principale Ariol. Magnifici ed esilaranti.

Carla

mercoledì 28 marzo 2012

OLTRE IL CONFINE (libri dall'estero)


SE EU FOSSE UM LIBRO, José Jorge Letria, André Letria
Pato-Lógico 2012


Se eu fosse um libro,
Nao gostava de saber logo no principio
como é que a historia vai acabar.

Se fossi un libro
non mi piacerebbe sapere fin dall'inizio
come va a finire la storia*

Se eu fosse um libro,
gostava de tornar livre e indomavel
o leitor que me escolhesse.

Se fossi un libro
mi piacerebbe rendere libero e indomabile
il lettore che mi scegliesse*

Se eu fosse um libro,
gostava de ouvris alguem dizer:
"Este libro mudou a minha vida"

Se fossi un libro
mi piacerebbe sentir dire a qualcuno:
"Questo libro mi ha cambiato la vita"*

ILLUSTRATO PER MEDI E GRANDI (dai 7 anni)

Ventotto diverse aspirazioni di un libro dalla copertina nera e dalle molte pagine bianche...
Abbandonato su una panchina sogna di diventare il tuo libro, e di venire via con te. Con una palma che gli cresce sul piatto di copertina sogna di esserti compagno su un'isola deserta. Con un manico di valigia sulla costa può farti da guida a Roma e a New York. Sigillato da una cerniera che ne attraversa i tagli sa essere custode discreto dei tuoi segreti di lettore.
In questo e in molto altro può trasformarsi un libro.
Un gioco sottile, raffinato tra immagine e testo dove l'immagine è ancora più poetica delle stesse parole.
Un libro fatto di tanti piccoli stupori che si generano con il girare delle pagine.
Ogni volta quel grande libro nero diventa qualcosa d'altro: lampione, scopa, cavallo, aeroplano.


Non a caso, Se eu fosse um libro segna l'inizio di una nuova avventura: una piccola casa editrice portoghese indipendente si fa conoscere al mondo attraverso questo piccolo ma impellente inno alla lettura. E' un omaggio dichiarato e appassionato da parte di chi i libri li ama, li inventa, li costruisce e infine li mette in giro.

 
E' una vera e propria dichiarazione di intenti iniziale e come tale porta in sé la domanda: e tu sarai dalla mia parte?
E' un libro senza una storia ma con tante potenziali storie al suo interno.
E' un libro che sa essere al contempo molto personale, intimo, ma anche collettivo. Un libro che può diventare il centro di una discussione su significati e valori di libri e lettura. Valori e significati che purtroppo vanno ribaditi ben più spesso di quanto si pensi e che non vanno dati troppo per acquisiti.
Un libro da utilizzare come passpartout per introdurre bambini e ragazzi ad una lettura, oppure per farli parlare delle loro esperienze di lettura, per farli riflettere sul senso che assume l'atto di leggere un libro.
Se in molte delle sale da congresso della Fiera di Bologna l'editoria digitale si è dimostrata incombente e pericolosamente gigantesca, piccoli libri a forma di libro, eroici nel loro essere minuscoli come questo, fanno la parte di Davide, piccolo ma coraggioso ragazzetto/libretto, di fronte all'enorme Golia.
Sembra proprio essere un libro-bandiera che sventola davanti a tutti il suo simbolo di appartenenza, appartenenza a un popolo, a una tribù, a un clan, sempre più sparuto...di tenaci lettori.


Carla

*per gentile concessione dell'editore, traduzione di Valeria Lalli.

martedì 27 marzo 2012

OLTRE IL CONFINE (libri dall'estero)


PAPIERSCHIFF AHOI!, Jorge Luján, Julia Friese
Bajazzoverlag 2009


ILLUSTRATO PER PICCOLI, MEDI, GRANDI (dai 5 anni)

Una barchetta di carta la possono fare tutti
 

ma salirci sopra e salpare, è un'altra cosa
poco importa se piove
o se le rocce degli scogli svettano
e le onde si scatenano selvagge
io raggiungerò il tuo approdo, suonando forte la sirena
e tu non crederai ai tuoi occhi

Promesso. Lo giuro.
Contro o in favore di vento io navigherò.
Nell'uragano o in bonaccia io remerò.


Piena d'acqua e molle, la mia barca ti incrocerà


e potremo finalmente abbracciarci e sarà bellissimo
vedrai...


Non è una novità, va detto. Pubblicato nel 2008 dall'emerito FCE (Fondo de Cultura Economica) messicano, Il barco de papel è stato pubblicato l'anno successivo dall'altrettanto emerita casa editrice svizzera Bajazzo.
La scelta di segnalarlo è dettata da un motivo principale e dal relativo rammarico.
E' un libro ad alto contenuto poetico. Una bella poesia di Jorge Luján è il testo del libro su cui Julia Friese ha trasformato in un albo illustrato.
La barchetta di carta ha navigato dalle coste del Messico per approdare fin sulle montagne della Svizzera. Ma lì si è fermata. Nonostante nei disegni di Julia Friese soffi spesso un gran vento, questo libro non è riuscito a varcare le Alpi. E qui parte il rammarico.
Il rammarico nel constatare la paura che da noi genera pubblicare la poesia. Filastrocche tante, ma poesie pochine.
In Italia si contano sulla punta delle dita di una mano le case editrici che pubblicano con una certa costanza testi poetici per bambini e ragazzi. Penso, rigorosamente in ordine alfabetico, a quanto erano belli i libri della collana di Einaudi I pesci d'argento, ora quasi del tutto sparita...penso a Lapis, Motta junior con la recentissima collana Il suono della conchiglia (curata da Teresa Porcella con intelligenza e amore), che ha già 2 titoli all'attivo e altri 2 in arrivo, a Orecchio acerbo,Topipittori. E penso a quanto bello era il libro Una sera d'inverno con un'altra poesia di Lujan, illustrato in modo toccante da Mandana Sadat e pubblicato ancora nel 2007 da Bohem Press.
Intorno il vuoto.
Che dire?

Carla

Noterella al margine. Il testo che leggete è una mia goffa traduzione. Abbiatene pietà.


sabato 24 marzo 2012

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

IL PENSIERO DIVERGENTE

NEI GUAI, Oliver Jeffers
Zoolibri, 2012

ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 5 anni) 

"Questa storia ebbe inizio quando l'aquilone di Leo finì tra i rami d'un albero.
Leo provò a tirare e a farlo oscillare.
Ma quello rimase bloccato.
I veri guai cominciarono quando Leo lanciò la sua scarpa preferita per liberare l'aquilone e anche quella rimase incastrata tra i rami! Leo lanciò l'altra scarpa preferita."

Beh, avrete intuito che anche la seconda scarpa rimase appiccicata lassù. Così come il gatto, la bici dell'amico, la porta di casa, per un totale di ventotto corpi più o meno inanimati, il più voluminoso dei quali è una balena passata nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Il povero Leo sta tentando di tirare di nuovo a terra il suo aquilone appiccicato lassù e tutto quello che trova, in un sempre più esilarante crescendo, può rivelarsi utile. Ma quello stupido albero tiene tutto per sé...persino il titolo di questo divertente libro, nuovo nuovo.

Il piccolo Leo, nella determinazione per risolvere il suo problema, mi pare rappresenti molto bene la bambinità: la mancanza di un qualche senso di razionalità, il gusto per l'assurdo, la passione per i 'crescendo', la propensione verso l'esagerazione, la spensieratezza nel godere del risultato, sono sono alcuni caratteri tipici del bambino-pensiero che in questo libro convergono.
In tale prospettiva questo libro si può leggere come un gioco a chi la spara (sull'albero) più grossa. Un gracile bambinetto, dalle gambe secche, esasperato dai continui fallimenti per riavere il suo aquilone, intuisce che la giusta pratica per riavere indietro il suo giocattolo è quella di smuoverlo con altri corpi contundenti. La sua logica è ferrea e poiché sa che è la strategia vincente, persiste. Ma tra realtà e fantasia, si sa, la linea di demarcazione è sottile e se ci si distrae per un attimo ecco che l'assurdo prende il sopravvento.


Un adulto avrebbe diligentemente preso una scala, la avrebbe appoggiata all'albero e in quattro e quattr'otto avrebbe recuperato l'aquilone...ma che gusto c'è nel fare le cose così diligentemente?
Non è forse mille volte più divertente sfidare il buon senso, la sorte tentando una via traversa? E non è forse così, attraverso il pensiero divergente, che le grandi intuizioni di scienza e letteratura hanno avuto origine, generando grandi scoperte e grandi capolavori?
Leo, sei un genio!



Carla

Noterelle al margine:
1) Esempio illustre di scrittore che ci ha abituato a saper varcare 'allegramente' il limite del pensiero logico, e che per questo così bene ha raccontato i bambini ai bambini, è Rodari: i pezzi persi da Giovanni nella Passeggiata di un distratto, ne sono uno dei manifesti. 
Jeffers, come già in altri titoli precedenti  (L’Incredibile bimbo mangia-libri, Zoolibri 2009), proprio in questa direzione va raccontando.
2) Bravi a Zoolibri per la scelta del titolo, ma Stuck!, portatore di un'onomatopea ineguagliabile, è irraggiungibile in italiano.

giovedì 22 marzo 2012

ECCEZION FATTA....


IL LIBRO CHE VERRA'

Una delle cose più emozionanti di questa rutilante fiera è stata la mostra MASTER IN MOSTRA, ovvero una ricca panoramica delle opere dei giovani illustratori che hanno frequentato il Master in illustrazione che si tiene ogni anno a Macerata, organizzato con tanta competenza e altrettanta gioia da Ars in fabula.
Al Teatro Testoni Ragazzi di Bologna, un teatro che è già di suo bellissimo, accogliente e pieno di curiosi oggetti appesi alle pareti, spiccano le numerose tavole, che un giorno forse saranno libro.
Fin dal manifesto, di Gabriel Pacheco, si annuncia qualcosa di speciale: un'immagine di forte carattere evocativo, una bambina che con le braccia indietro, il naso all'insù e gli occhi chiusi, nell'inquadratura di una luminosa finestra, sembra voler spiccare il volo, o farsi avvolgere della luce, circordata da pagine bianche sul pavimento, sparse.


Le tavole esposte meritano una visita da parte di chi per tutti questi giorni ha 'incamerato' illustrazioni già diventate pagine. In questo, è una occasione avere la fortuna di vedere cosa c'è prima che la pagina di un foglio di dimensioni, di peso, di lucentezza diverse ne diventi il supporto ideale.
Purtroppo sono ancora rare le case editrici che considerano le tavole per l'illustrazione vere opere d'arte tout court e offrono loro un'opportunità di 'mettersi in mostra', di essere ammirate dal pubblico, una volta diventate illustrazioni di un libro.
Questa attenzione, fortunatamente, la si riscontra anche altrove. Nell'ambito della fiera stessa è possibile vedere tavole di illustratori appartenenti a uno stesso paese, quest'anno il Portogallo. E più in generale nella Mostra degli illustratori. Ma ancora nelle tante piccole ma ricche esposizioni che in questi giorni pullulano a Bologna, per lo più organizzate da Hamelin. Ma in questo caso si tratta di tavole che hanno già visto segnato il loro destino: sono tutte entrate in un libro e sulla pagina si sono già fermate.
Ma le tavole di MASTER IN MOSTRA hanno qualcosa di più. E quella posa sognante della bambina nel manifesto ce la racconta tutta: sono tutte portatrici di un'incertezza, di una palpitazione, di una vaghezza, di un interrogativo, di un chissà, di un sogno...
...di diventare libro.

Giacomo Garelli

Carla
Leggere cose dietro ai nomi: la Fabbrica delle favole che organizza il master, è  un nome che fa riferimento al fatto che è un corso di illustrazione, ma io lo leggo anche come allusivo a quel senso di sospensione e attesa da parte di chi lo frequenta, che con il 'favoloso' ha molto a che fare. 
Se andate a vedere nel dettaglio, l'offerta formativa dei master e dei corsi organizzati da Ars in Fabula-La fabbrica delle favole vi renderete subito conto del livello di qualità. Rapidamente scorrete i nomi dei docenti: c'è da restare a bocca aperta e ogni anno che passa pare proprio che all'ottimo si aggiunga l'ottimo.