lunedì 27 aprile 2015

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

IL CATALOGO DEL CUORE
 
Casa, Carson Ellis (trad. Michele Piumini)


ILLUSTRATI PER PICCOLI (da 4 anni)

"Casa, per qualcuno, è la campagna.
Per qualcun altro è un appartamento.
Casa è la nave, per i marinai. E la capanna per gli indiani."

La casa è il guscio che ci contiene. È finestra da cui guardiamo il mondo, ma è anche porta per aprirsi agli altri o chiuderli all'esterno. Può trasformarsi in prigione se non possiamo uscire. La casa, però, può anche venirci dietro se gli mettiamo le ruote sotto. Le case possono essere alte o basse, di mattoni o di paglia, piccole o gigantesche. Possono essere ordinate o molto impolverate. Luminose o fredde, viste da dentro viste da fuori. Sugli alberi o sotto gli alberi.
Ma tutte, proprio tutte, raccontano chi siamo.
E casa tua com'è? E tu chi sei? è la domanda nel libro per finire, o forse meglio, per partire, dopo averlo letto.

 
Far ragionare i bambini sulle molte e diverse case che ci sono al mondo è un esercizio stimolante. Ma non sarebbe esattamente una novità. Tuttavia il libro di Carson Ellis non ha l'intento di essere un repertorio di dimore, prese qui e lì per il mondo. Sembra piuttosto un divertente e mai prevedibile percorso tra case immaginate -scarponi o templi sottomarini- o case tra loro contrapposte - case serie o pazzerelle. O ancora tra case diversissime e lontane - la casa russa di babushka e quella di Aladino. E tra loro si insinuano case di animali, per poter confondere ancora l'ordine che si dovrebbe presumere in ogni catalogo che si rispetti. La Ellis fa altro e lo dichiara fin da titolo: qui si parla di home, casa. In quel senso lì che tutti quelli che masticano un po' di inglese sanno sanno distinguere dalla parola house.
Ciò nonostante lei usa un canone narrativo che è il catalogo, l'elenco. Ma lo fa in modo originale. L'esercizio cui sottopone il suo lettore è intelligente perché ogni volta il criterio di lettura di quella casa disegnata è sempre diverso. Si prendono in esame le tipologie di case, il nesso che c'è tra la dimora e il suo abitante, il luogo che le accoglie, in fondo al mare o in cima a un picco.


Ma la regola è che non ci sia regola di esposizione. Resta da chiedersi se, consapevolmente o meno, Carson Ellis sposi l'idea che un catalogo, una lista, non corrisponda mai a un ordine 'oggettivo' del mondo ma piuttosto a un criterio molto personale di chi lo stila. Questa non è questione da poco e Umberto Eco ci ha scritto sopra un saggio magnifico dal titolo emblematico: La vertigine della lista (di cui consiglio la lettura: Bompiani 2009). Sempre per restare intorno al pensiero di Eco sulle liste, quando si ragiona sugli effetti che gli elenchi potenzialmente infiniti (e il tema della casa è uno di questi) possono avere sulla nostra capacità immaginativa, al riguardo mi pare che la Ellis abbia fatto la sua scelta di necessità, ovvero si è fatta guidare dal cuore. Quindi alle ventuno tipologie di dimore disposte in bell'ordine nella copertina, che ci fanno pensare a un elenco, corrisponde una sequenza interna saltabeccante, tutt'altro che ordinata (d'altronde quello stivalone con il tetto che occhieggia in copertina, poteva essere già un avvertimento che all'interno le cose sarebbero andate in direzioni imprevedibili).



E se il catalogo visivo salta di qui e di lì, altrettanto fa il testo che ha un ritmo, un bel ritmo interno che va per assonanze, piccole rime interne che, lette ad alta voce, sono armonia. Infatti dietro la duchessa slovacca e il fabbro keniota, dietro l'uomo d'affari giapponese contrapposto al dio norvegese c'è Michele Piumini: una garanzia.


Questo libro, lo suggerisce lui stesso nelle diverse domande che pone prima e poi al suo lettore, è quindi soprattutto un catalogo del cuore da cui partire per raccontare tutto quello che ognuno di noi ha da dire, di bello e di brutto, sulla propria home.

Carla

Noterella al margine: Il gusto estetico di Carson Ellis abitua gli occhi dei suoi lettori al bello, ma anche, alla loro attenzione, nei suoi numerosi riferimenti e nei richiami visivi, come per esempio la tortora che ci è guida oppure le tante citazioni 'interne' nella casa dell'artista.




2 commenti:

  1. io personalmente non lo definerei 'libriccino' per due ragioni
    1) e un gran libro
    2) è un libro grande 30x24 cm

    buona lettura!

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